The Rise of Terry Rozier

Pubblicato da Luca Mazzella il

Terry ha 6 anni, è un ragazzo molto sensibile e combatte con una situazione familiare a dir poco complicata. Piange tantissimo, chiuso nella sua stanza. Non ama molto uscire di casa.

Ogni notte, ogni santissima notte, dorme praticamente dentro un valigione pieno di suoi panni, come se dovesse andare via da un momento all’altro. La verità è che vuole sempre essere pronto. Pronto a scappare da casa della nonna con cui vive, desideroso di riabbracciare Gina, sua madre.

E se tornasse a prendermi in questo momento? Dovrei mettere tutte mie cose in valigia, sarei costretto a restare qui ancora per qualche minuto…no, no! Lascio tutto qui, mi ci addormento vicino e sono pronto ad andare via”.

Se lo ripete nella mente. Un po’ perché ci spera davvero, un po’ perché tornare alla normalità è l’unica cosa che gli dà il sorriso.

Terry Sr., il padre, non è una cattiva persona. Ha perso il papà quando aveva 2 anni, e anche il suo unico punto di riferimento dell’adolescenza, il suo coach di elementary school, è passato a miglior vita quando aveva 12 anni. Da qui è stato tutto in salita. Gli mancano i soldi anche per avere un piatto caldo a tavola, motivo per cui il guadagno facile, quello sporco, quello che solo la malavita offre, sembra la strada più semplice per mettere da parte qualche spicciolo. In quella città poi, le cattive compagnie non aspettano altro che l’ennesimo ragazzo in difficoltà pronto a tutto per guadagnare.

Youngstown, in Ohio, è stata inserita nelle 20 città più pericolose degli States. Fino a più di mezzo secolo fa era “la città delle acciaierie”. Ora, un ritrovo per gang e un altissimo tasso di criminalità anche tra i più piccoli. Dai 170.000 abitanti dei tempi belli si è passati agli attuali 66.000: la deindustrializzazione, lo spopolamento progressivo e una tasso di crimini tra i più alti negli States la rendono molto poco invitante. Il mercato immobiliare è praticamente scomparso, una casa su due è vuota. La città è chiamata “la pena di morte” degli Stati Uniti, ed è tutt’oggi la prima città per omicidi in Ohio. Nelle peggiori strade di Youngstown, a 15-16 anni, Terry Sr inizia a frequentare brutte persone. In quegli anni però conosce anche Gina, che a sua volta viene da due relazioni che gli hanno già dato due figli.

In una clinica di Youngstown il 17 marzo 1994, proprio al St.Patrick Day, Terry Sr e Gina Tucker stanno tenendo stretto il loro piccolo tra le braccia. È appena nato Terry Rozier Jr.

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Il rapporto padre-figlio dura poco, pochissimo. Terry Sr. ha diversi problemi con la giustizia e dopo appena 20 giorni, mentre il piccolo sta dormendo, ne combina un’altra delle sue e viene arrestato e condannato ad 8 anni di prigione. L’infanzia di Terry Jr passa quindi interamente in compagnia di mamma Gina. 

Non solo, però. Un cugino più grande gli ha costruito con del ferro filato un canestro dietro casa, attaccato ad una trave di legno e affisso al muro. L’altro grande amico dei suoi primi anni di vita è questo, unito ad un paio di calzini arrotolati che fanno da palla.

Gli manca maledettamente un riferimento maschile. A volte è proprio il cugino, altre volte sono amici di Gina: un po’ tutti a turno cercano di colmare quella assenza ma a Terry manca il suo vecchio e nessuno può farne le veci. In casa con loro vive solo un fratello più grande, perché la sorella, la prima figlia di Gina, è gravemente malata e ha una paresi facciale, motivo per cui vive praticamente da anni con la sola nonna a prendersene cura. 
Non sarebbe stato semplice crescerla a Youngstown, anche perché tra il quartiere complicato e vecchi nemici del padre, la casa è spesso presa di mira da criminali del posto.

Immaginatevi Terry Jr che, prima di andare a dormire, fa il giro della casa per controllare se è tutto chiuso. Non solo, perché va in cucina e vede se la prima pistola è carica e al suo posto. La prima, perché la seconda e la terza sono in bagno e sotto il letto. Ovviamente controlla anche lì e solo a quel punto va a dormire. Ha appena 6 anni, ma la vita gli ha imposto di crescere in fretta.

Quando gli 8 anni di condanna di Terry Sr finiscono, arriva finalmente l’incontro col figlio. La prima e ultima volta era datata 8 aprile 1994, era passato tantissimo tempo. Terry Junior passa l’estate più bella della sua vita, trascorrendo intere giornate col suo vecchio. Gli insegna a giocare ai videogames, e in cambio riceve qualche lezioncina di basket, sport che ha praticato per anni da giovane. La ritrovata felicità dura poco: per fronteggiare le spese e in assenza di lavoro, Terry Sr organizza un piano con alcuni suoi amici. Sequestrare un bambino, ottenere un bel riscatto, rapinare una famosa gioielleria in città e mettere da parte un bel gruzzolo per gli anni a venire. La polizia però lo stava seguendo da tempo, anzi praticamente non gli ha tolto gli occhi da dosso da quando è uscito, e il 26 luglio del 2003 trova il nascondiglio dove si era accampato coi suoi uomini. Questa volta la pena è più pesante, 15 anni.

La vita a Youngstown per i Rozier diventa ancora più pesante. Mamma Gina fa di tutto per tenere il piccolo al riparo da violenze e minacce, ma Terry Sr ha una lista di persone che vogliono fargli scontare qualche errore di troppo. La casa, di nuovo, è presa letteralmente d’assalto da gang del posto e per proteggersi Gina non ha altre alternative per la sicurezza del figlio. Decide di mandarlo a Shaker Heights, a casa della nonna, Amanda, dove vive già l’altra figlia.

Terry però ci capisce poco, e nonostante abbia assistito a numerose scene di violenza attorno alla vecchia casa crede che sia la nonna la causa del trasferimento, e non la sua incolumità, maturandi per questo un profondo odio nei suoi confronti. 

Chi vive da vicino quel rapporto conflittuale suggerisce alla nonna di mandare il nipote in un istituto per ragazzi con problemi, ma a lei interessa poco sapere quanto Terry le voglia bene. Vuole tenerlo al sicuro e pur di farlo sopporta di essere odiata e calunniata ogni singolo giorno. Tanto Amanda sa che, col passare degli anni, quell’odio diventerà gratitudine, e non potrà essere diversamente appena Terry si renderà conto di quanto gli sia stata vicina quella figura.

Il ragazzo ha 11 anni quando nel giorno del Ringraziamento torna dalla mamma per festeggiare, assieme alla nonna. Gina è felice di vivere quel giorno di apparente normalità. Va al bar a prendere qualche bibita ma da lì a poco una discussione che un suo cugino stava avendo con dei tipi loschi del posto degenera. Gina sente colpi di pistola echeggiare nell’aria. Qualcuno urla, la notizia fa il giro del vicinato: stanno sparando contro la sua casa, con dentro la mamma, Terry Jr e altri 6 nipoti della signora.

State chiusi qui e appena ve lo dico scappate dalla finestra!”

Amanda urla e prende di fretta e furia i ragazzi portandoli a uno a uno nella camera da letto, sperando che tutto finisca. Terry non capisce inizialmente, sta giocando con una palla in cucina ma si vede improvvisamente tra le braccia della nonna che, nonostante la ribellione del ragazzino, lo porta con forza al riparo. 

Dopo 10 minuti, i colpi di pistola non si sentono più e Terry, per la prima volta, stretto tra le braccia dell’anziana, ha capito quanto la nonna ci tenesse a lui.

Qualche anno dopo, per imprimere su se stesso quella traumatica adolescenza, tatuerà per sempre i nomi di Gina e Amanda sulla sua pelle. Terry ha capito tutto, finalmente. Ha capito che di quelle due donne deve fidarsi più di chiunque altro. E, memore di ogni brutto momento, ha anche capito che non vuole diventare come il padre: per ricordarselo ogni giorno si tatua il suo volto sulla spalla, e sotto la scritta MOTIVATION. La sua motivazione sarà questa. 

L’adolescenza è leggermente più serena e Terry la vive col sogno di frequentare Louisville. Per motivi economici e carenze disciplinari deve accontentarsi della Hargrave Military Academy, una delle peggiori disponibili, che frequenta però in quanto dotata di un’ottima struttura da basket, l’altra sua grande motivazione. La nonna non è felice, gli scrive una lettera addirittura:

Ti prego Terry, ti sarò grata a vita se smetterai di giocare a basket, per favore”

Lui non molla, nonostante abbia tantissime difficoltà economiche e combatta ogni giorno tra studio, pallacanestro e lavoretti per garantirsi un minimo di indipendenza. Troppe volte lo scoramento prende il sopravvento, troppe volte le giornate passano chiuse in camera in lacrime, proprio come qualche anno prima a casa di Amanda. Quel momento delicato porterà a problemi coi professori, uno dei quali prende Terry di mira. Quando lo vede ridere durante una lezione lo punisce con 25 ore di marcia, in uniforme, con il fucile tra le mani in giro per il campus.

A Terry la cosa non va giù e decide di sfogare sul campo quella rabbia. Segna 68 punti nella partita giocata 24 ore dopo la fine di quella umiliante punizione.

La sua determinazione lo porta a raggiungere tutti gli obiettivi che si pone. Il suo sogno si avvera e nel giro di qualche mese ha addosso la canotta dei Louisville Cardinals. ll numero è fin troppo semplice da intuire: 0.

MADDIE MEYER/GETTY IMAGES

Perché è da 0 che ha voglia di ripartire per ricostruire, dalle fondamenta, una vita diversa da quella travagliata di cui era stato passivo protagonista finora. Vuole dimostrare che alla fine niente è riuscito a scalfire il suo equilibrio. E la nonna, dopo essersi opposta con tutte le forze, è la sua primissima fan, in lacrime ad ogni partita. 

Nonostante il passato sia una cicatrice importante per tutti, i Rozier, figlio, mamma e nonna, mandano ogni settimana pacchi al Lake Erie Correctional Institute, dove Terry Sr sta scontando la sua pena per sequestro di persona e furto. 

La cella è piena di foto del figlio, dei suoi trofei, delle sue canotte….c’è persino un paio di scarpe. Da lì a poco, arrivato il draft, a Terry Sr verrà regalata anche una maglia con la faccia del figlio stampata su: è bianca e verde, è quella dei Boston Celtics. Terry Sr. passa interi pomeriggi a piangere per la gioia di quella notizia. Attende di scontare quella pena, per abbracciarlo, per esultare ad ogni suo canestro, per complimentarsi della partita, ma per ora deve accontentarsi di sentirlo a telefono o delle rare volte in cui la tv nelle aree di ricreazione trasmetta Boston.

I Celtics lo scelgono perché nei workout pre-draft si innamorano letteralmente di lui. Ad un allenamento c’è addirittura il co-proprietario della franchigia, Steve Pagliuca, che estasiato per un esercizio in cui, contro due difensori, il palleggiatore doveva fare tutto il campo e cercare di concludere, esclama entusiasta alle telecamere di non aver mai visto un ragazzo con queste qualità quando Terry conclude l’esercizio con una potente schiacciata.

Boston ha la 16 e la 28, ma il rischio di perdere il ragazzo attendendo la scelta più bassa è concreto, ragion per cui spende la 16 per il figlio di Youngstown. Al momento della chiamata, Terry Sr urla di gioia in galera: non è mai stato così in colpa con se stesso quanto ora, in cui i suoi errori gli impediscono di godersi un momento del genere.

Almeno una volta al mese Terry Rozier Jr va a salutarlo in prigione, mentre a telefono non passa giornata senza sentirlo almeno 2 volte, al risveglio e prima di dormire. Il suo vecchio intanto è stato trasferito per buona condotta in una prigione meno dura e quella data, 22 agosto 2018, quando sarà rilasciato, è ormai prossima. Dopo una prima stagione deludente, per Terry si aprono dei Maine Red Claws, la squadra di D-League associata ai Celtics. Ma il ragazzo ha una motivazione speciale e vuole dimostrare di valere l’NBA. Da piccolo, quando nonna Amanda gli chiedeva di smettere, rispondeva con arroganza che sarebbe diventato un giocatore professionista e niente lo avrebbe fermato.

Nel 2016-17 segna 5.5 di media e entra, finalmente, nelle rotazioni di coach Stevens. Quest’anno poi il KO di Hayward ridisegna i minuti tra gli esterni e Terry non si fa sfuggire l’occasione di dimostrare il suo valore. Raddoppia quasi la sua produzione (9.5 punti di media) e il suo ruolo nel roster, grazie anche la sua straordinaria attitudine difensiva, diventa sempre più centrale.

Complice il KO di Kyrie Irving, viene promosso in quintetto per la prima volta in carriera: 17-11-10, tripla doppia all’esordio da starter. Il secondo giocatore negli ultimi 40 anni a farlo. Ma non finisce qui, perchè a stretto giro arrivano 31 punti con 6 triple. 

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Promessa mantenuta: dal St.Patrick Day che lo ha visto nascere al guidare a due vittorie da assoluto protagonista i Celtics. Amanda, Gina e Terry Jr Sr saranno fieri di lui. 

Sono un ragazzo che onestamente non avverte pressione in nessuna situazione per via di cosa ha passato la mia famiglia e cosa ho sopportato negli anni. Sono io semplicemente, non ho paura di andare contro nessuno, sono cresciuto così

Il 22 agosto è arrivato. Terry, un po’ oltre la data x fissata sul calendario, ha riabbracciato suo padre e la notizia ha fatto il giro del mondo. Con un grande furgone ha atteso 2 ore mentre il padre usciva da galera. E da quel momento, ancora oggi, non si sono più separati. A fine partita di pre-season contro i Cavs Terry ha subito cercato il suo vecchio, per consegnargli la canotta bagnata di sudore con cui aveva giocato. Nell’attesa (il 24 ottobre) di veder cessare la libertà vigilata a cui è stato condannato e poterlo avere sempre al suo seguito, per recuperare gli anni di distacco e di dolore.

Continua a sognare, Terry.