Le Final 8 che sono piaciute in America

Pubblicato da Roberto Gennari il

Vince Cremona, nella seconda finale consecutiva in cui a sfidarsi erano due esordienti.  Per la terza volta in sei edizioni, una nuova squadra iscrive il proprio nome all’albo d’oro della manifestazione:  era successo a Sassari nel 2014, a Torino lo scorso anno e ora alla Vanoli. Per la prima volta noi di Overtime l’abbiamo seguita dal vivo al PalaMandela di Firenze. Questo è quello che abbiamo visto. Questo è il racconto della competizione che tanto è piaciuta addirittura negli States, con il tanto chiacchierato articolo del NY Times che non risparmia complimenti allo spettacolo offerto.

Bella la cerimonia di presentazione ed entrata della Coppa, prima di ogni partita.

GIORNO 1 – QUARTI DI FINALE – 14 febbraio

(4) VANOLI CREMONA – (5) OPENJOB METIS VARESE 82-73

Primo quarto delle Final Eight 2019 per il secondo anno consecutivo al Mandela Forum di Firenze, si affrontano La OpenJob Metis Varese e la Vanoli Cremona. Tanta zona matchup per la squadra di Caja, che però nel primo tempo resta a galla grazie alle seconde linee (21 dei 40 punti dalla panchina) e ai tanti rimbalzi di un sempre efficace Tyler Cain (alla fine saranno 12 per lui). Per Cremona immenso Crawford che va all’intervallo con 20 punti. La Vanoli parte fortissimo e tocca il +11 sul 17-6 ma Varese rientra e nel secondo quarto Ferrero le regala il primo (e unico) vantaggio sul 26-24. Varese sbaglia tanto da sotto ma quando Cremona prova di nuovo la fuga nel terzo quarto (55-44) Scrubb e Iannuzzi la riportano a -5. Si sveglia Stojanovic e Varese sembra la lontana parente della squadra che aveva superato quota 100 solo domenica scorsa a Trieste. L’ultimo quarto si apre con la Vanoli che torna a +11 sul 63-52 ma Scrubb non vuole arrendersi e con 5 punti mantiene i biancorossi in linea di galleggiamento. La squadra di Caja però ha troppo poco offensivamente da Archie (2 punti con 1-7 dal campo) e Moore (3 con 1-6), mentre per la Vanoli anche Saunders (20 punti alla fine per la guardia USA) trova il fondo della retina con costanza, compensando così la latitanza di Crawford nel secondo tempo. Per la OpenJobMetis 15 da Scrubb (con anche 9 rimbalzi) e 15 da Avramovic, che con 7 punti nel finale aggiusta il suo tabellino ma troppo tardi per permettere ai suoi di rientrare. Si chiude 82-73 per Cremona che ha anche 11 punti da Aldridge, 8 da Stojanovic, 7 da Diener e da Ruzzier. Cremona ha fatto la partita che voleva, tirando 34 triple e mandandone comunque a bersaglio 11, Caja e Varese restano col rebus Ronald Moore, da tempo ormai offensivamente inceppato, e con 28-72 dal campo escono mestamente ai quarti.

(1) AJX ARMANI MILANO – (8) SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA 84-86

Partita ad altissimo tasso di nobiltà il secondo quarto di finale di Coppa Italia, dove si affrontano le due squadre più titolate del nostro basket, la Virtus Bologna e l’Olimpia Milano. Milano non schiera Tarczewski, Bertans e Nedovic oltre al lungodegente Gudaitis ma ha la notevole (soprattutto visivamente: è grossissimo!) aggiunta di Alen Omic. Parte fortissimo Milano che scappa sul 9-2 ma la Virtus rientra bene dal primo timeout. Nunnally è in palla (8 punti nei primi 8 minuti) e l’Olimpia chiude i primi 10 minuti sul 22-17. Pubblico in larghissima maggioranza bianconero. Bologna non molla mezzo centimetro e difende forte cercando di non concedere ricezioni facili all’Olimpia, e il secondo quarto è punto a punto, con le V nere che mettono la testa avanti col canestro più fallo di M’Baye. Milano segna quasi solo di talento, e quando ricaccia la testa avanti dopo due triple di Kuzminskas e Nunnally, Bologna reagisce e chiude il secondo quarto con un parziale di 8-0 che manda le squadre negli spogliatoi sul 41-36 per la Virtus. Bologna tocca il massimo vantaggio sul 63-52 a fine terzo quarto grazie a un libero del capitano Brian Qvale e Milano chiude il quarto a -9 grazie ad un canestro di Kuzminskas sul filo della sirena convalidato con l’instant replay. In apertura di ultimo quarto, la tripla di Aradori regala il +12 a Bologna, vantaggio che la Virtus riesce a mantenere quando mancano 7 minuti alla fine della partita e Milano chiama ancora timeout. Mike James ha le polveri bagnate ma con un gioco da 3 punti riporta Milano sul -9. È però il momento di Tony Taylor che con una tripla e un gioco da tre punti porta Bologna al +13 (74-61). Un parziale di 7-0 per Milano però costringe Sacripanti al timeout con poco più di 3 minuti da giocare. Si arriva a 1 secondo dalla fine con Bologna avanti di 2. Milano ruba e segna sull’ultima rimessa ma sull’instant replay il canestro di Brooks viene annullato. Bologna vince con merito e va in semifinale, la sorpresa è servita, Milano a casa.

GIORNO 2 – QUARTI DI FINALE – 15 febbraio

(3) UMANA REYER VENEZIA – (6) BANCO DI SARDEGNA SASSARI 88-89

La terza partita di questi quarti di finale di Coppa Italia vede di fronte la Umana Reyer Venezia e la Dinamo Sassari del neoassunto coach Gianmarco Pozzecco. Dopo 5 minuti di sostanziale equilibrio, a fine primo quarto la Reyer prova la fuga e chiude sul +9 grazie alla tripla di Julyan Stone. I primi 20 minuti sono da incubo per gli isolani perché Venezia segna 57 punti con un impressionante 12-18 da tre e tutto sommato per Sassari essere sotto di “soli” 16 punti è un mezzo affare. Il terzo quarto si apre come si erano chiusi i primi due, con la Reyer a segnare da ogni posizione e a toccare il +20 sul 72-52. Ma a questo punto, forse perché subentra un minimo di rilassamento mentale da parte degli uomini di De Raffaele, forse perché il Poz aveva detto ai suoi di giocare con la testa sgombra di pensieri, piano piano Sassari prova a rientrare. Facciamo un primo stacco temporale, spostiamoci negli ultimi 10 minuti. Una tripla di Rashawn Thomas consegna il +1 a Sassari nel quarto quarto, il punteggio dice 79-78 per la Dinamo. In OTTO MINUTI, i sardi mettono insieme un parziale di 27-6 sul quale nessuno avrebbe scommesso un centesimo. Altro stacco temporale: Venezia è avanti 88-86, per Sassari 1-2 dalla lunetta, ma l’ultimo tocco è di un giocatore in maglia nera. 3.3 secondi alla sirena, palla a Jack Cooley che con un dolce semigancio mette dentro l’89-88 che è insieme il massimo vantaggio e il canestro della vittoria. Non lo sappiamo se ci crediamo a quello che abbiamo visto: tifosi sassaresi meravigliosi per tutta la partita, molto più numerosi e rumorosi dei lagunari e che festeggiano insieme ai loro giocatori e ad un incontenibile Gianmarco Pozzecco. Ancora una volta, it’s never over ‘till it’s over. Per Venezia suonano come una beffa i 20 punti di Tonut, Sassari mostruosa a rimbalzo (38-22 il conto finale), MVP della partita DyShawn Pierre (24 e 9 per lui).

(2) SIDIGAS AVELLINO – (7) HAPPY CASA BRINDISI 92-95

Si chiude con la sfida tra Sidigas Avellino e Happy Casa Brindisi il programma dei quarti di finale di queste Final Eight di Coppa Italia. La partita più calda sugli spalti delle quattro viste finora è anche la più imprevedibile e alla fine ha avuto almeno tre volti: se l’inizio è tutto di marca brindisina (28-10 l’avvio, con John Brown III che a un certo punto aveva segnato 12 punti contro i 10 totali degli irpini), fino al massimo vantaggio toccato dai pugliesi sul 36-17, la parte centrale della partita è dominata dalla Scandone, che con una tripla di Filloy passa in vantaggio sul 52-51 e sempre grazie a tre bombe consecutive dello stesso Filloy tocca il massimo vantaggio nel terzo quarto sul 78-62. Il terzo quarto di Avellino è assolutamente clamoroso: 40 punti segnati in 10 minuti. Ma qui comincia la riscossa di Brindisi, quando si dice “fuori i secondi”. Anche se Avellino ha più profondità in rotazione, lo starting five dei pugliesi decide di giocarsela a viso aperto e in soli 6 minuti torna in parità. Si resta punto a punto fino alla fine, con Avellino che è avanti 92-91 a meno di 20 secondi dalla fine. E adesso Brindisi dimostra di averci voluto credere fino alla fine: prima rimette la testa avanti con due tiri liberi, poi sulla tripla sbagliata da Sykes (miglior marcatore dei suoi a quota 23) è Adrian Banks, l’eroe di giornata (26 punti e 5 rimbalzi) insieme a John Brown (22 e 7 rimbalzi), a scrivere la parola fine con la schiacciata sulla sirena che chiude l’incontro sul 95-92 per l’Happy Casa Brindisi, che sfiderà Sassari in semifinale. Avellino segna solo 12 punti nell’ultimo quarto, e il 41% da tre suona quasi come una beffa. Due partite pazzesche, infinite e chiuse entrambe a fil di sirena, quelle di oggi. Per una delle due vincenti ci sarà la possibilità di giocarsi la finale contro la vincente della sfida tra Vanoli e Virtus Bologna.

GIORNO 3 – SEMIFINALI – 16 febbraio

VANOLI CREMONA – SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA 102-91

Nella prima semifinale in programma in queste Final Eight di Coppa Italia si affrontano la Vanoli Cremona, che giovedì si è sbarazzata di Varese, e la Segafredo Virtus Bologna, che si era presa lo scalpo della favoritissima Olimpia Milano. I favori del pronostico teoricamente pendono leggermente dalla parte dei lombardi ma questi quarti ci hanno decisamente insegnato che non si può dare nulla per scontato. E infatti si comincia all’insegna dell’equilibrio. Cremona prova subito a scappare e va avanti 17-9 spinta dalle triple di Diener e Stojanovic, costringendo Pino Sacripanti al timeout. Che sortisce gli effetti sperati, perché Bologna esce dalla panchina con un 11-1 firmato Kravic (8 punti per lui nel primo periodo) e va avanti 20-18. Gli uomini di Sacchetti chiudono comunque il primo quarto avanti di 1. Nel secondo però si iscrive alla partita anche Pietro Aradori (13 punti in 6 minuti per lui), che segna 8 dei primi 9 punti della Virtus a inizio secondo quarto, quando Bologna va sul +6 (29-23). Gli risponde comunque subito Diener, che mantiene Cremona in linea di galleggiamento insieme a Crawford e Saunders. Dopo 16 minuti siamo ancora pari a quota 38. Cremona però ha tre uomini decisamente in palla in Crawford, Mathiang e Diener e in tre minuti e mezzo piazza un parziale di 21-5. La parte finale del primo tempo è tutta di marca Vanoli e si va all’intervallo con Cremona a +15 grazie alle 6 triple di AlaDiener (su 7 tentate). Nel terzo quarto Tony Taylor e Pietro Aradori riportano sotto la Virtus, e quando mancano 3 minuti all’intervallo corto i punti di vantaggio di Cremona sono solo 6. Ci pensa Wesley Saunders a tirar fuori un coniglio dal cilindro con un gioco da 3 punti che ferma l’assalto bianconero. Aradori ne mette 11 nel terzo quarto ma la Vanoli chiude avanti di 7. Cremona meglio di Bologna in apertura di ultimo periodo, grandissima circolazione di palla che frutta 25 punti in 5 minuti. La Virtus però ha sette vite come i gatti, e grazie a Punter e Taylor rientra a -7 a 1:44 dalla fine. Cremona però è fredda dalla lunetta e la chiude 102-91 con 26 di Diener. È la Vanoli la prima finalista della Coppa Italia 2019.

BANCO DI SARDEGNA SASSARI – HAPPY CASA BRINDISI 86-87

Seconda semifinale della Coppa Italia LBA che vede difronte la Happy Casa Brindisi e la Dinamo Sassari, due underdog che ieri hanno eliminato, in due partite meravigliose, rispettivamente la Sidigas Avellino e la Reyer Venezia. Pronostico che pende leggermente dalla parte dei sardi. Da segnalare la nutrita presenza di supporters di entrambe le squadre. Primo quarto molto equilibrato, dove nessuna delle due squadre riesce a dare uno strappo per scappare. Con una rimessa “furba” a fil di sirena Brindisi riesce a chiudere a +4 (28-32). Si è tirato tanto da 3 punti e Sassari ha provato, un po’ inaspettatamente, anche la difesa a zona. Protagonista dei primi 10’ sicuramente John Brown III, che regala al pubblico una schiacciata in tap-in da applausi. Anche il secondo quarto è caratterizzato da un sostanziale equilibrio, almeno per i primi 7 minuti. Brindisi tocca il +6, ma Sassari torna quasi subito a contatto. Poi, a 3’ dalla fine, una schiacciata in contropiede del solito Brown III, una spettacolare entrata con fallo (libero non convertito) di Chappell e una tripla di Gaffney portano la Happy Casa al massimo vantaggio (+8) e costringono il Poz a chiamare timeout. Al rientro in campo subito 2 punti di Chappell e massimo vantaggio aggiornato a +10. Pierre ne mette 2 a una manciata di secondi dalla sirena e si va a riposo sul 54-46 per Brindisi. Inizia il terzo quarto e subito stoppata di Brown III, contropiede e tripla di Banks. Da lì in poi Brindisi prova a prendere il largo e tocca il +16 con una tripla di Gaffney quando mancano 5’33”. Il gioco si fa più caotico, tante palle perse e Sassari che prova a ricucire sparando da 3 con scarsa fortuna. La tripla di Moraschini da 8 metri chiude il quarto col punteggio di 74-60.  Iniziano gli ultimi 10’ e le cose non cambiano. Molta confusione e conclusioni forzate. Ci prova Smith a riportare sotto la Dinamo, a 6’58” il tabellone dice -10. Passa quasi un minuto e sempre Smith mette la tripla del -7. La partita si fa più maschia, soprattutto nel pitturato. A metà quarto due liberi di Moraschini riportano il vantaggio di Brindisi in doppia cifra. Carter mette la tripla del -6 quando mancano meno di 4 minuti, ma Pozzecco e Pierre si fanno fischiare due falli tecnici. Moraschini converte solo 2 liberi su 4 e sul cambio di fronte Carter riporta Sassari a -6. Sale in cattedra Chappell che a 1’55” mette una bomba da distanza siderale e Brindisi torna a +8. Ma se non c’è il brivido non ci piace: Brindisi sbaglia i liberi a 5” dalla fine e Sassari arriva a -1, ma la preghiera di Smith sulla sirena finisce corta. La Coppa Italia LBA 2019 se la contenderanno Brindisi e Cremona.

GIORNO 4 – FINALE – 17 febbraio

VANOLI CREMONA – HAPPY CASA BRINDISI 83-74

Nella finale della Coppa Italia 2019, come detto in apertura, a contendersi la Coppa Italia ci sono due esordienti assolute in finale, la Vanoli Cremona e la Happy Casa Brindisi. Solo una delle due potrà portarsi a casa il trofeo. I primi due punti della finale sono di Andrew Crawford, ma sono soprattutto John Brown (6 punti nei primi 5 minuti) e Travis Diener (due triple consecutive) ad infiammare il PalaMandela, dove il tifo è in maggioranza brindisino. Una tripla di Moraschini regala il primo vantaggio a Brindisi sul 13-12, ma Cremona risponde colpo su colpo. Nel finale gli uomini di Sacchetti costruiscono due bei tiri aperti da tre e chiudono avanti 23-18 con 9 punti di Crawford. John Brown III è il primo a toccare la doppia cifra nella partita e riporta Brindisi in parità a quota 23. La Vanoli continua a costruire buoni tiri e sulla tripla di Crawford costruisce il primo miniallungo sul 37-27. Andrew Crawford è ispiratissimo e Cremona tocca il +11, quando una tripla di Walker riporta Brindisi sul 45-37 con cui si chiude il primo tempo. La ripresa si apre con la Vanoli che obbliga Brindisi a difendere forte sul perimetro, riuscendo nel contempo a trovare punti facili in area. A metà terzo quarto Cremona tocca il nuovo massimo vantaggio sul 55-42. Adrian Banks e John Brown provano a tenere in partita Brindisi ma Cremona ha 7 punti da Ricci e Ruzzier e chiude il terzo quarto avanti di 11 sul 62-51. Nel quarto conclusivo prova a tenere a galla i suoi Tony Gaffney con due triple che portano Brindisi di nuovo sul -9 ma Saunders risponde dall’arco per il nuovo +12 sul 69-57. Le mani in casa Vanoli non tremano, e la terza tripla di serata di Michele Ruzzier (da noi votato come MVP di serata) spacca la partita mandando Cremona sul +15 a 5 dalla fine (72-57).

            Abbiamo le prove del voto per Ruzzier.

Esce anche Banks per infortunio ma Brindisi non vuol saperne di arrendersi. A 44 secondi dalla fine Gaffney (13 punti nell’ultimo quarto per lui) va in lunetta sul -9 ma fa 1-2. Sul ribaltamento, Brindisi incomprensibilmente non fa fallo e lascia trascorrere 24 secondi. La partita si chiude con Cremona che vince 83-74.

I giocatori di Brindisi a prendersi l’applauso del loro caldissimo pubblico.

John Brown III miglior marcatore della partita a quota 21, la HappyCasa esce tra gli applausi dei suoi, Cremona festeggia il suo primo trofeo nel ventennale dalla fondazione della società.

          Cremona alza la Coppa al PalaMandela di Firenze.

TOP & FLOP DELLA MANIFESTAZIONE

Come da tradizione del “gruppo” di Overtime, dove ci sono delle partite di basket ci sono anche dei Top&Flop. Così noi redattori o presunti tali abbiamo allestito una nostra piattaforma online, comunemente nota ai più come Gruppo WhatsApp, e abbiamo votato quelli che ci hanno più impressionato, o fatto impressione, a seconda dei punti di vista.

TOP

Travis Diener (voto unanime): 13.7 punti e 6 assist di media, una semifinale decisa dai suoi 26 punti con 6/9 da tre. Il tutto dopo essere tornato in campo la scorsa stagione dopo 3 anni di inattività; ma al richiamo di Meo Sacchetti non si può dire di no. Seconda Coppa Italia per l’ex Pacers dopo quella conquistata nel 2014 con la Dinamo Sassari ed un ritiro definitivo (ma felice) che pare all’orizzonte

Adrian Banks (voto unanime): un altro richiamo irresistibile, in questo caso quello di Frank Vitucci con cui ha vissuto una stagione da sogno a Varese. 18 punti di media per la guardia Happy Casa con soli 4 tiri da 3 presi per un giocatore che ci dimostra come si possa essere efficaci anche nel basket di oggi con uno splendido arresto e tiro dalla media.

Andrew Crawford (unanime): impossibile non inserire nel quintetto ideale delle Final Eight l’MVP di questa rassegna che chiude a 19.7 punti di media col 50% dall’arco un week-end perfetto per lui e la sua Vanoli. Un premio individuale inaspettato per chiunque, ma altrettanto meritato

Giampaolo Ricci (a maggioranza): c’è da essere onesti, il suo compagno di squadra Saunders avrebbe meritato il quintetto più di lui, ma la storia di Giampaolo è quella che ogni ragazzo con un sogno vorrebbe vivere. Partito dal basso (fino a 3 stagioni fa giocava ancora in A2) si è riuscito a conquistare uno spazio fra i grandi della serie A con intensità, energia ed una grande mano dai 6.75. Giocatore di basket e studente universitario, ha portato a casa i premi come miglior difensore e miglior rimbalzista del torneo.

John Brown III (voto unanime): miglior marcatore del torneo (21 di media con 6.3 rimbalzi) e insignito del premio di “giocatore più spettacolare” dalla tribuna stampa, avesse vinto la sua Brindisi sarebbe stato indiscutibilmente l’MVP. Il centro tascabile di Vitucci con la sua mano mancina ha segnato in tutti i modi possibili, portando i pugliesi ad un passo da un trofeo storico

All. Sacchetti: il basket di Meo è quello più simile a come si gioca oggi al di là dell’oceano e per questo totalmente amato o estremamente odiato. Quello che è certo è che sia a Sassari che a Cremona Sacchetti è stato in grado di dare fiducia a tutti i suoi giocatori a roster, che spesso si sono presi tiri apparentemente forzati ma assolutamente coerenti con la filosofia del loro coach. D’altronde per Meo hanno tutti parole al miele: un motivo ci sarà.

In questa foto, Meo ha vinto la Coppa da tipo 20 minuti, anche se non si direbbe.

FLOP

Mike James (voto unanime): la doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi contro la Virtus non basta per giustificare un 3/18 dal campo ed un’eliminazione prematura del torneo in una di quelle giornate in cui l’ex Suns fa uscire dai gangheri i suoi tifosi mostrando un atteggiamento insofferente per tutta la partita. Ci sarebbe da “premiare” tutto il quintetto base dell’Olimpia e oltre, scegliamo quindi il giocatore simbolo delle Scarpette rosse.

Ronald Moore (a maggioranza): molti giocatori da scegliere nella posizione di guardia ma alla fine è Moore a finire nel quintetto flop del torneo. Il giocatore di Varese, realizzatore nato, mette a referto solo 3 punti nei quarti contro Cremona senza lasciare traccia di sé.

Kevin Punter (a maggioranza): 19 punti nella semifinale contro Cremona vero, ma con 3/10 dall’arco e dopo un quarto di finale contro Milano giocato decisamente sottotono a causa dei problemi di falli. Il mattatore di inizio stagione ultimamente pare in leggero calo.

Austin Daye (voto unanime): una Coppa Italia specchio del suo rendimento in campionato, vale a dire deludente. Dal figlio del grande Darren i tifosi veneziani si aspettano di più e i 9 punti con soli 5 tiri presi non rendono merito allo straordinario talento del giocatore che anche durante i primi 20 minuti splendidi della Reyer è rimasto nascosto.

Alen Omic (voto quasi unanime): avevamo già inserito James vero, ma è impossibile non nominare il centro sloveno che nei quarti non solo si è fatto dominare fisicamente e atleticamente da Moreira, ma ha permesso a Sacripanti di riempire l’area contro Mike James data la poca consistenza del sostituto di Tarczewski anche in fase offensiva.

All. Pianigiani: la Coppa Italia è un terno al lotto, vero, ma uscire per due anni consecutivi con un budget e una qualità tecnica decisamente superiori alla media non è spiegabile attraverso questo incipit. L’attenuante delle assenze programmate di Nedovic, Bertans e Tarczewski (tenuti a riposo per un appuntamento decisivo come il match di Eurolega contro il Maccabi giovedì 21) va considerata, ma la panchina milanese rimane in ogni caso più profonda delle altre. Ancora una volta però Della Valle, Burns, Fontecchio ma soprattutto Kuzminskas non hanno dato il cambio di passo che il coach toscano aspetta da inizio stagione.

(post realizzato con l’aiuto materiale e morale di Riccardo Mele, Mikhail Laurenza, Edoardo Caianiello)


Roberto Gennari

Roberto Gennari

Classe 1979 come T-Mac e Baron Davis, un passato remoto da play di riserva, ha iniziato a scrivere di basket nel 2004 e non ha più smesso. Non vive nella nostalgia del passato ma se non volete litigare con lui non toccategli Jason Kidd.