NBAEspresso – Speciale Febbraio

Pubblicato da Fabio Pezzolla il

#NBAEspresso - Speciale Febbraio

Il mese di febbraio della NBA si è ufficialmente concluso da qualche giorno, ed è tempo di tirare le somme sui migliori e peggiori giocatori del mese con lo speciale mensile di NBAEspresso!

I più in forma andranno a comporre la top 6 MWP (Most Wilt Player), mentre per coloro che hanno steccato si spalancheranno le porte della temutissima flop 6 MMP (Most Melo Player).
I primi tre di ogni classifica saranno inoltre introdotti da un breve commento, insieme alle proprie medie dettagliate relative al febbraio appena trascorso.
Inoltre, spazio alle sorprese del mese, con la top 3 MLP (Most Linsanity Player), dedicata a quei giocatori che sono davvero sbucati dal nulla o venivano da periodi non esaltanti, con commento e stats del vincitore.

Ma ora, basta parlare: è tempo di tuffarci in questo speciale!

TOP 6 Espresso MWP (Most Wilt Player)

1) Paul George - Oklahoma City Thunder (6-4)

35.0 ppg – 8.4 rpg – 5.4 apg – 2.1 spg – 0.2 bpg – 2.6 topg
44% FG – 38.6% 3P – 90.1% FT

Dopo una lunga rincorsa, finalmente Paul George riesce a centrare il meritatissimo premio mensile, complice la “flessione” (per modo di dire) di Harden.
PG13 si consacra definitivamente leader assoluto di OKC e uno dei giocatori più completi e determinanti dell’intera lega: gioca con leadership, carisma ed intelligenza, pronto a caricarsi sulle spalle la squadra nel momento del bisogno, come testimoniano i 4 quarantelli di febbraio, cui corrispondono altrettante vittorie: un nesso non certo casuale.
Inoltre, considerate le ormai ben note qualità offensive dell’ex Pacers che risaltano sui tabellini, menzione speciale all’impegno e alla tecnica difensiva di questo ragazzo, che si è ormai affermato tra i migliori difensori della lega.
La corsa ad MVP e DPOY è apertissima per PG: sky is the limit!

2) Giannis Antetokounmpo - Milwaukee Bucks (9-0)

30.6 ppg – 12.6 rpg – 6.0 apg – 0.9 spg – 1.6 bpg – 3.4 topg
62,1% FG – 40% 3P – 78.3% FT

In un mese da incorniciare per i Milwaukee Bucks, brilla la stella di Giannis, che prosegue senza esitazione nella sua scalata all’olimpo della Lega, dove  ormai davvero in pochissimi sono considerati meglio di lui.
Con il fenomeno greco in campo, i Bucks non perdono mai e sono tutta un’altra squadra: Giannis fa praticamente quello che vuole in campo, tirando col 60% dal campo e mostrando istantanee di puro strapotere fisico contro i malcapitati avversari; ad Indiana si ricordano bene la sua tripla doppia da 33 punti e 19 (avete letto bene) rimbalzi.
Attaccante d’elite, fisico allucinante, rimbalzista di qualità, leve lunghissime, passatore di livello, il tutto in costante miglioramento: in poche parole, il futuro della lega e forse il più credibile “erede al trono” che abbiamo visto finora.
Compiti a casa per Marzo: continuare nel viaggio alla ricerca di un tiro da tre affidabile… poi, si salvi chi può!
(Ah, suppongo non ci sia bisogno di specificare quale giocatore mancasse ai Bucks nella scoppola di 20 punti incassata dai Magic…)

3) James Harden - Houston Rockets (7-4)

37.6 ppg – 6.2 rpg – 5.6 apg – 2.5 spg – 0.9 bpg – 4.5 topg
44.8% FG – 38.6% 3P – 91.2% FT

James Harden ci aveva concesso un mese di gennaio da consegnare direttamente ai posteri, con prestazioni che sembravano uscite da un poema epico.
A febbraio, come prevedibile, non è stato in grado di mantenere quegli standard assolutamente irreali, normalizzandosi un pochino.
Resta chiaramente il miglior attaccante della lega al momento (non ce ne voglia KD), ma è necessario un chiarimento: definire “normalizzato” un giocatore che ha chiuso febbraio a 37 punti di media la dice lunga, lunghissima su cosa stia facendo il Barba questa stagione.
Lui, per evitare di farcelo dimenticare, ha pensato bene di stampare 58 punti l’ultimo del mese contro Miami, perchè quando c’è da mettere la palla nel canestro, in un modo o nell’altro, James Harden non delude mai.
La lotta MVP non è mai stata così avvincente.

Menzioni d'onore

4) Andre Drummond
5) Karl-Anthony Towns
6) Bradley Beal

FLOP 6 Espresso MMP (Most Melo Player)

1) Terry Rozier - Boston Celtics (4-5)

9.1 ppg – 4. 0 rpg – 3.4 apg – 0.9 spg – 0.6 bpg – 0.8 topg
34.6% FG – 34.9% 3P – 91.7% FT

Vi ricordate di Scary Terry, quello che ci ha sorpreso alla grande negli scorsi PO in quei Celtics orfani di Irving?
Beh, quello di questa stagione deve esserne un lontano parente.
In un mese non brillante dei verdi di Boston, Rozier ha confermato di essere in pesante flessione rispetto alle meraviglie della scorsa offseason: ha patito molto il ritorno di Irving tra i titolari, e in particolare a febbraio si è rivelato ancora più indisponente e svogliato dei mesi precedenti, in un contesto che ha subito diverse battute d’arresto, si è “distinto” per le pessime performance al tiro e la scarsa applicazione nel sistema Stevens.
Che sia a caccia di un contrattone in una squadra con disperato bisogno di play (Suns?) è il segreto di Pulcinella, ma siamo certi che le altre franchigie non vedano l’ora di riempire di verdoni un giocatore che sta palesando tutti i suoi limiti?

2) Andrew Wiggins - Minnesota Timberwolves (2-7)

15.9 ppg – 6.1 rpg – 2.9 apg – 0.8 spg – 1.3 bpg – 1.4 topg
38.8% FG – 28.2% 3P – 62.1% FT

Ma chi l’ha detto che i giovani maturano e migliorano con il tempo?
Stiamo guardando in prima fila “Il curioso caso di Andrew Wiggins”, che più passa il tempo e più peggiora: il suo mese di febbraio è un perfetto riassunto delle difficoltà incontrate dai Timberwolves, che incassano ben 7 L.
Il canadese si conferma uno dei giocatori meno efficaci dell’intera lega in rapporto al talento di cui è dotato (?): il giovane fenomeno atletico del draft 2014 è andato sempre più sbiadendosi, lasciando spazio ad un giocatore dal QI cestistico limitato, testardo e inaffidabile, come confermano le percentuali in caduta libera (anche ai liberi, che tira attorno al 60%) e una produzione offensiva in calo, complici anche scelte di tiro inefficaci e poco moderne: brutti segnali davvero, per uno che 2 anni fa sembrava in rampa di lancio per diventare una nuova superstar della lega.
Ha 24 anni appena compiuti: adesso o mai più, Wiggo.

3) Stephen Curry - Golden State Warriors (7-4)

24.4 ppg – 6.0 rpg – 4.9 apg – 1.5 spg – 0.5 bpg – 2.5 topg
42.4% FG – 37.8% 3P – 86.8% FT

Fermi tutti! Steph, che ci fai qui?
In un mese di Febbraio che non è stato esaltante per i Warriors, Curry ha mostrato segnali di rallentamento inusuali per uno come lui, che ci ha abituati sempre al massimo rendimento quando è in salute.
La qualità spaziale della sua produzione offensiva di gennaio non poteva durare in eterno, ma di certo non potevamo aspettarci un simile crollo nella qualità dei tiri di uno che ha finito il mese scorso nel club dei 50-45-95 (che solo a leggerlo fa paura).
Il Curry di Febbraio è stato un buonissimo giocatore in termini assoluti, ma una delusione se ti chiami SC30: In NBA Espresso, come in Spiderman, da grandi poteri… derivano grandi responsabilità.
Certo, è più che probabile che il ragazzo stia conservando le energie per i PO (e fa bene), ma noi sappiamo che può fare molto, moltissimo di più.
E non vediamo l’ora di verderlo all’opera.

Menzioni d'onore

4) Harrison Barnes
5) Tyreke Evans
6) Lance Stephenson

TOP 3 Espresso MLP (Most Linsanity Player)

1) Trae Young - Atlanta Hawks (5-7)

23.3 ppg – 4.3 rpg – 9.3 apg – 0.7 spg – 0.1 bpg – 3.3 topg
41% FG – 43.7% 3P – 84% FT

Dai, guardiamoci negli occhi e facciamo mea culpa.
Quasi tutti abbiamo allegramente preso per i fondelli gli Hawks per avere tradato un Luka Doncic rivelatosi poi fenomenale per questo buffo playmaker Curry-wannabe.
Beh, Trae ci ha sentiti e ha fatto suo il concetto di “step up your game” per il mese di febbraio: in un contesto non esattamente vincente, è stato in grado di prendersi sulle spalle l’attacco degli Hawks diventando una doppia doppia punti-assist che cammina, spesso e volentieri sopra i 25 e permettendosi pure il lusso di chiudere il mese con due 36 a tabellino, di cui il secondo corredato da 10 cioccolatini ai compagni e vittoria contro Minnesota.
Ad oggi, Trae è pronto a consacrarsi tra i migliori playmakers tradizionali della lega, e oltre ad una visione di gioco notevole e buon QI ha anche registrato il tiro: stiamo viaggiando vicino al 45% dall’arco, che lo rende una minaccia molto credibile e obbliga le difese a non concedergli spazio.
Chissà quali altre sorprese ha in serbo per noi questo Trae così on fire!

Menzioni d'onore

2) Lauri Markkanen
3) Brandon Ingram

Grazie per essere stati con noi: ci vediamo ad Aprile (e stavolta prima, ve lo prometto!)


Fabio Pezzolla

Fabio Pezzolla

Fabio, nato a Milano, classe 1996. La mia passione per il basket è nata nei primi anni 2000, quando tre supereroi in maglia neroargento mi hanno incantato. Devoto tifoso Spurs (e milanista!), amo raccontare a modo mio aneddoti e storie dell'NBA del passato e del presente.