Brook Lopez – L’evoluzione della specie

Pubblicato da Lorenzo Pon il

“Tutti parlano di Giannis [Antetokounmpo], ma non bisogna dimenticare di menzionare il suo supporting cast. Gli hanno messo intorno un grandissimo cast.”
Parole sacrosante di LeBron James, pronunciate dopo la sconfitta subita per mano dei Bucks a inizio marzo e utili per tenere a mente un fatto di fondamentale importanza: se i Milwaukee Bucks, numeri alla mano, sono la miglior squadra della lega,elogiare solo le prodezze del greco sarebbe quantomeno riduttivo.
Ogni singolo giocatore del roster, infatti, sta contribuendo ad alimentare quella macchina vicinissima alla perfezione ideata da Mike Budenholzer. Se l’ennesima stagione di alto livello di Middleton, il ritorno del miglior Bledsoe e la continua crescita di Brogdon erano più o meno prevedibili, meno scontata era la naturalezza con cui Brook Lopez, reduce dalla peggior stagione della sua carriera in maglia giallo-viola, si è saputo calare in un contesto vincente fin dal primo giorno.
Dopo essere stato una macchina dai punti ai Nets e non essere mai riuscito a trovare una collocazione a Los Angeles, Lopez sembra finalmente aver trovato il suo habitat naturale tra i cervi, dove si è rivelato essere il vero ago della bilancia della squadra.

Milwaukee Journal Sentinel

L'evoluzione

Per capire lo straordinario impatto che Lopez sta avendo in questa stagione ai Bucks, occorre riavvolgere il nastro e tornare alla sua ultima stagione in maglia Nets.
Con l’arrivo in panchina di Kenny Atkinson nel 2016, il nativo della California cambia vita. Durante l’estate, il nuovo coach gli da una consegna estremamente precisa: continua a tirare da tre finché non ti viene naturale come bere un bicchier d’acqua. Brook non si lascia scoraggiare ed esegue.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nelle prime sei stagioni Lopez non realizza nemmeno una tripla, situazione che rimane invariata fino al 10 gennaio 2015; durante quella stagione, solamente l’1.2% dei suoi tiri erano triple. Nella regular season 2016/2017 Lopez tenta 390 triple (33% dei suoi tiri complessivi), in quella successiva il volume dei tentativi dall’arco raggiunge addirittura quota 41%.
Nell’arco di un’estate Lopez ha rivoluzionato completamente il suo gioco: è passato dall’essere un centro monodimensionale capace di segnare pressoché esclusivamente dal post grazie ad una grande morbidezza di tocco, ad essere un’arma offensiva completa, in grado di segnare continuativamente anche dal perimetro.

La stagione successiva, nonostante sia stata quasi completamente fallimentare, ha contribuito a forgiare il centro che abbiamo imparato ad amare in questa stagione. Il passaggio dall’essere la prima opzione offensiva ad un ruolo da comprimario ha rappresentato un necessario purgatorio per arrivare alla corte di Antetokounmpo con una nuova consapevolezza del proprio ruolo. Non è infatti cosa comune riuscire ad accettare, soprattutto a livello mentale, di vedersi così drasticamente ridimensionato, perchè va ricordato che Brook Lopez ad inizio carriera aveva ben altre aspettative. Giunto in lega nel draft 2008 come uno dei migliori prospetti tra i lunghi assieme a Kevin Love, impressiona fin da subito guadagnandosi la terza piazza per la votazione a rookie dell’anno dietro solo a D-Rose e OJ Majo. Nei 2 anni successivi Brook fa valere tutte le sue qualità di grande scorer in post e si attesta oltre i 19 punti, 7 rimbalzi e 1.5 stoppate a partita. Durante l’anno seguente subisce due infortuni che lo limitano a sole 5 partite in stagione ma è talmente promettente che i Nets gli elargiscono un max contract di 4 anni a 60 milioni totali. Lopez risponde con forse la migliore delle sue annate guadagnandosi la chiamata all’All Star Game 2013.
Da li un nuovo infortunio, le note vicende manageriali dei Nets e il trend cestistico che si sposta sul perimetro lo costringono a lavorare sul suo gioco per evitare l’estinzione, termine forse eccessivo, ma molto vicino alla realtà dei fatti visto che in pochi anni si trova a dover umilmente accettare un minimo salariale pur di tentare di rimanere in lega.
Coach Budenholzer non si è lasciato sfuggire l’opportunità di scommettere sulla voglia di riscatto di Lopez e sulla possibilità di portare definitivamente a compimento la sua rinascita in efficientissima arma perimetrale. La scommessa dell’ex coach degli Hawks è stata stravinta: tra i giocatori con almeno 50 partite giocate, Lopez è ventiduesimo nella lega per triple tentate (più di Mike Conley, Kyle Kuzma e del suo compagno Middleton, tanto per citarne alcuni), soluzione che converte con un ottimo 36,5% (meglio di Russell, Walker, Beal e Mirotic, tra i giocatori con più triple tentate).

Ago della bilancia

La trasformazione di Lopez in jump shooting-center è stata da un lato un fattore chiave per la sua rinascita, dall'altro ha fortemente contribuito alla valorizzazione degli altri componenti della squadra.

L'esempio più lampante di questa tendenza – non l'unico – è la strabiliante stagione che sta vivendo Antetokounmpo. La frequente presenza di Lopez sul perimetro, infatti, libera completamente l'area per le incursioni del greco, che non a caso guida la lega per punti segnati nel pitturato (17.5 a partita). Quando poi il centro avversario prova a raddoppiare su Antetokounmpo, il greco non deve fare altro che scaricare sul perimetro per una comoda conclusione di Lopez dall'arco. Non sorprende allora vedere come il giocatore che tenta e che realizza più triple su assist di Giannis sia proprio l'ex centro dei Nets. L'altro giocatore che beneficia maggiormente della presenza di Lopez sul perimetro è Bledsoe, tra i peggiori tiratori dall'arco della franchigia. La presenza del centro californiano è sufficiente a liberare l'area dall'ingombrante presenza del centro avversario e a permettere a Bledsoe di sfoderare la specialità della casa: sfidare il proprio marcatore dal palleggio e concludere al ferro.

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Area avversaria completamente libera, Bledsoe attacca a testa bassa e punisce il raddoppio con l’assist per la tripla di Lopez.

Risultato? Il 52.4% dei punti generati dal play sono segnati nel pitturato, di gran lunga il massimo mai segnato in carriera in questa situazione di gioco.
Per capire la straordinaria importanza che Lopez riveste per i Bucks sarebbe sufficiente osservare come la sua sola presenza in campo (sul perimetro) garantisca notevoli vantaggi per gli altri giocatori sul parquet.
Osservando la sua shot chart in questa stagione sembra di avere a che fare con una guardia, non con un giocatore di 2.13 metri.
Appena 16 tiri dal mid-range, le triple tentate sono più del doppio dei tentativi in area, per un totale completamente surreale di 512 triple tentate in stagione. 
Grazie alla sua straordinaria trasformazione, Lopez è diventato il primo giocatore oltre i sette piedi a combinare più di 150 tra triple e stoppate (rispettivamente187 e 179) e a tentare più di 500 triple in una singola stagione.

Shot Chart 2015-2016

Shot Chart 2018-2019

Non solo: quando Lopez è in campo i Bucks sono il secondo miglior attacco della lega, generando 114.2 punti per 100 possessi. Senza, scivolano a 106 punti per 100 possessi, al ventiseiesimo posto (al pari dei Cleveland Cavaliers, per capirci).

Grazie alla sua evoluzione, Lopez non ha più bisogno di accentrare su di sé il gioco per risultare efficace: abbandonate quasi del tutto le azioni in isolamento dal post, si posiziona sul perimetro pronto a far fuoco su assist dei compagni (addirittura l’80% delle sue conclusioni sono assistite, quando ci riferiamo alle triple si sale ampiamente oltre il 90%)

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Anche a inizio azione Lopez si posiziona sul perimetro: la difesa si concentra su Giannis e si dimentica della sua presenza. Risulato: tre punti.

La sua capacità di gestire pochi possessi e di incidere comunque notevolmente, favorendo le giocate individuali dei suoi compagni o sparando triple alla prima occasione utile, si sta rivelando il vero fattore X per capire il successo di Milwaukee. La sua costanza di rendimento sarà uno degli elementi chiave per scoprire quanta strada riusciranno a fare i Bucks in post-season. Curioso evidenziare come anche nelle partite in cui mancavano più titolari, e soprattutto quando Giannis si riposava in panca, lasciando i Bucks in evidente difficoltà a produrre punti, Lopez non ha comunque avuto licenza di giocare possessi in isolamento dal post, nonostante matchups nettamente favorevoli creati sui cambi dei pick’n’roll, ma ha continuato a occupare fedelmente la sua posizione sul perimetro.
Sarà interessante osservare se questo trend continuerà anche nei prossimi playoffs, soprattutto contro una difesa come quella dei Celtics (principali candidati a sfidare i Bucks alle semifinali di conference), che ha ampiamente dimostrato nella scorsa post-season di avere i mezzi per limitare Giannis. Riuscirà Boston a gestire contemporaneamente Giannis e la continua minaccia di Lopez sul perimetro? E Bud, se messo alle strette da Stevens, potrebbe invece rispolverare le abilità di scoring in post basso di Lopez per punire tutti i cambi difensivi che Boston presumibilmente attuerà per contenere Giannis? 
Dalla costanza nel tiro dall’arco e dalla grande qualità tecnica di Brook Lopez, potrebbero passare molto delle fortune dei cervi contro i Celtics.

La sorpresa più dolce per i dirigenti della franchigia del Wisconsin, tuttavia, è stata scoprire la maturazione di Lopez sotto il profilo difensivo.
Uno dei motivi per cui il centro californiano si è ritrovato free agent ed è stato snobbato dai Lakers è la sua storica scarsa consistenza difensiva.
Lopez è stato giudicato da diverse franchigie un centro disfunzionale per difendere contro i moderni attacchi NBA, prepotentemente incentrati sull’utilizzo del tiro dall’arco. 
Difficile dar loro torto: l’ex Nets è completamente privo di mobilità laterale e non ha alcuna chance di tenere testa alla guardia avversaria che tenti un tiro dall’arco dal palleggio. Budenholzer, ancora una volta, ha accettato la sfida, trasformando una debolezza in un punto di forza per la difesa di squadra.
Sebbene a livello meramente statistico, il giocatore con l’impatto difensivo più notevole sia Antetokounmpo, il giocatore attorno al quale ruotano gli equilibri difensivi di squadra è proprio Lopez.
Conscio dei già citati limiti del suo nuovo centro, l’ex coach degli Hawks ha deciso di architettare un sistema difensivo che al tempo stesso esaltasse le doti di rim protector di Lopez e che lo proteggesse da situazioni di difesa perimetrale.
Per questa ragione, quando la squadra avversaria gioca un pick and roll coinvolgendo il centro, Lopez non va mai incontro alla guardia avversaria per difendere il perimetro, ma arretra (drop) in area pronto  a difendere un mid-range o un eventuale attacco al ferro.

Jokic consegna a Harris, che è "spinto" in area da Connaughton dove lo attende Lopez che arretra progressivamente e poi contesta il floater.
Questo tipo di difesa tende per natura a concedere molte triple agli avversari, e infatti i Bucks sono la squadra che concede più tiri dall’arco della lega, 36.1 a partita.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla miglior percentuale dell’intera lega nel difendere canestri da due punti: un eccellente 43.2%.
Nonostante il numero spaventoso di triple tentate dagli avversari, la strategia di Budenholzer sta funzionando a meraviglia: i Bucks sono passati dall’essere diciottesimi per efficienza difensiva nella passata stagione al primo posto assoluto in quella che si sta per concludere.
Questo dato è da un lato frutto della capacità dei giocatori dei Bucks di attirare dentro l’area i giocatori avversari e poi di provocare palle perse, defletctions o stoppate grazie a dei mezzi fisici strabilianti (wingspan infinita e piedi fulminei), dall’altro è merito delle eccezionali doti di Lopez come rim-protector. Grazie alla sua sola presenza in area, infatti, i Bucks stanno concedendo agli avversari la più bassa percentuale di canestri nella restricted area di tutta la lega, il 56.3%.

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Prima Lopez respinge l’attacco di Plumlee, costringendolo a passare fuori, poi aspetta l’attacco al ferro di Morris per rispedirlo al mittente.

L’efficienza di Lopez come difensore del pitturato non si evince solo dal fatto che sta mantenendo 2.2 stoppate a partita (career high), ma anche da un mutato atteggiamento degli attacchi avversari nei confronti dei Bucks: i giocatori sono così spaventati dalla possibilità di essere stoppati o comunque contestati che ricorrono pochissimo all’attacco al ferro contro i cervi. A riprova di questo, i Bucks sono la squadra che concede il minor numero di tentativi nella restricted area di tutta la lega.

L’idea di Budenholzer è di impedire agli avversari di segnare canestri facili in penetrazione e di forzare gli attaccanti ad affidarsi quasi esclusivamente al tiro dall’arco. In questo modo, mentre gli altri quattro titolari si occupano di contestare ogni tiro proveniente dall’arco, Lopez rimane saldamente all’interno dell’area, pronto a rispedire al mittente ogni tentativo di canestro avversario.
Vista la strategia elaborata dal coach dei Bucks, non sorprende allora scoprire che sia proprio il fratello di Robin ad essere il miglior difensore del ferro: escluse le situazioni di post up, concede appena 0.681 punti per possesso quando difende la restricted area.
Nel giro di una sola stagione Lopez è passato dall’essere oggetto misterioso sia in fase offensiva che difensiva all’essere un ingranaggio determinante per gli equilibri di squadra sui due lati del campo.
Quando i Bucks si sono assicurati la sua firma per la stagione 2018/2019, c’era la sensazione che Lopez si potesse inserire bene nei meccanismi disegnati da Budenholzer. Nessuno, però, si sarebbe mai potuto aspettare che diventasse il vero ago della bilancia della squadra.

Che succederà in estate?

Forse c’è ancora un dettaglio che è doveroso fornire: i Bucks si sono assicurati il giocatore di cui abbiamo fin qui tessuto le lodi per la miseria di 3.3 milioni di dollari . In quanto a rapporto qualità-prezzo, probabilmente solo la firma di Cousins (che rappresenta comunque un caso completamente diverso) batte l’operazione conclusa l’estate scorsa dai Bucks.
Sebbene la dirigenza puntasse forte su Lopez, non esistevano garanzie che si sarebbe integrato nel nuovo sistema con una tale disinvoltura, motivo per il quale il giocatore è stato firmato solo con un annuale e sarà free agent in estate.
Dopo aver chiuso con Bledose per un rinnovo fino al 2022/2023, sono ancora moltissime le questioni contrattuali che la franchigia dovrà risolvere.
Ci vorrà uno sforzo economico notevole, soprattutto per un mercato come quello di Millwaukee, per riuscire a rifirmare Middleton, Mirotic, Brogdon e lo stesso Lopez, tutti in scadenza di contratto in estate.
Tuttavia, proprio in virtù dell’importanza di Lopez per la squadra, non ci sarà da sorprendersi se i Bucks renderanno primario in agenda l’impegno di rifirmare un giocatore che, dopo un anno di adattamento, ha finalmente trovato la sua nuova dimensione nella lega.


Lorenzo Pon

Lorenzo Pon

Nato e cresciuto a Genova, ho iniziato a seguire la pallacanestro quasi per caso, fino a diventarne completamente dipendente. Aspirante giornalista innamorato di Jokic e dei Boston Celtics