A tu per tu con Patrick Comninos

(In collaborazione con FIBA)

In attesa della finale di oggi tra la nostra Virtus Segafredo Bologna e gli spagnoli dell’Iberostar Tenerife (Ore 18:00, diretta su Rai Sport, Eurosport 2 ed Eurosport Player), il CEO della Basketball Champions League Patrick Comninos ha incontrato i media ad Anversa in occasione della Final Four.

Questi alcuni dei passaggi più importanti dell’incontro:

“Per noi Anversa è stata una grande scommessa, ma fa parte della nostra mentalità. Vogliamo spingerci oltre, e per questo abbiamo scelto di organizzare l’evento nell’impianto più grande. Sapevamo che in sole 4 settimane sarebbe stato complicato riempire l’arena e creare un evento all’altezza, ma grazie anche alla collaborazione enorme delle autorità locali siamo riusciti ad avere più di 17.000 persone ed un’atmosfera magnifica. Poterci confermare dopo la Final Four di OAKA dello scorso anno, soprattutto facendolo in un paese con meno tradizione cestista, è per noi motivo di orgoglio e di stimolo per il futuro.”

“L’accesso alla Basketball Champions League è totalmente trasparente. C’è un chiaro e pubblico criterio di assegnazione dei posti nella fase a gironi e nei preliminari che tutte le squadre conoscono, e che è basato sulle performance sul campo nei campionati nazionali. Per noi questo è un punto cruciale: vogliamo garantire a tutti i club la possibilità di pianificare sul lungo periodo le proprie decisioni, sapendo in anticipo quali sono le condizioni per accedere alla competizione e quali sono i benefici economici che possono avere. La vincitrice della finale di domenica si aggiudicherà un premio di 1 milione di €”.

“Domenica per noi sarà una sfida, essendo la prima volta che nella finale per il primo posto non sarà impegnata la squadra ospitante. Ma siamo fiduciosi e felici che ci siano due squadre con una tradizione cestista così forte come Bologna e Tenerife.”

“La Virtus Bologna come Tenerife, si garantirà un posto nella prossima Basketball Champions League se vincerà la finale, oppure dovrà qualificarsi grazie alla propria posizione in campionato”.

“In 3 anni, abbiamo avuto competizioni in 37 paesi diversi, più di 100 club coinvolti. Tutte le leghe nazionali e i club che vogliono partecipare, sanno che possono farlo in BCL grazie alle proprie performance sul campo. Il principio di inclusione per noi è cruciale.”

“Storie come quella dei campioni di Svizzera di Friburgo ci rendono orgogliosi: il loro cammino nella competizione ha portato grandissimi benefici al club e a tutto il movimento svizzero, che ha visto per la prima volta 6.000 persone alla finale di coppa nazionale. Il fatto che FIBA e la Champions League possano rappresentare un boost per i club e le leghe nazionali ci motiva a proseguire su questo percorso.”

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