Italbasket – Nothing But Azzurre

Pubblicato da Edoardo Caianiello il

NEXT STOP. 27 Giugno, Nis (Serbia), contro la Turchia. Prenderà il via da qui l’Europeo della Nazionale Femminile di Pallacanestro, esattamente alle ore 18.30. Il giorno dopo (il 28 Giugno) la sfida all’Ungheria, il 30 alla Slovenia. Tutte le partite saranno trasmesse attraverso i canali in HD di SkySport e la formula è ben chiara: le prime classificate dei 4 gruppi accedono ai Quarti di Finale, seconde e terze vanno allo spareggio. In questo caso, l’Italia incrocerebbe le squadre del girone D (Belgio, Bielorussia, Russia e Serbia). La fase finale, quella dove tutti speriamo di arrivare,  si giocherà interamente a Belgrado. Le prime sei classificate si qualificano per il torneo Pre-Olimpico che si terrà a febbraio 2020.

27 giugno (Nis)

Slovenia-Ungheria (ore 16.00); ITALIA-Turchia (ore 18.30)

28 giugno (Nis)

Slovenia-Turchia (ore 16.00); ITALIA-Ungheria (ore 18.30)

30 giugno (Nis)

Ungheria-Turchia (ore 16.00); ITALIA-Slovenia (ore 18.30)

2 luglio (Belgrado)

Spareggi

4 luglio (Belgrado)

Quarti di Finale

6 luglio (Belgrado)

Semifinali

7 luglio (Belgrado)

Finali

Grafica di Davide Barco
Ma chi sono le azzurre? Elenchiamo qui anno di nascita, altezza, ruolo e punti realizzati.
 
0 Caterina Dotto (’93, 1.70, Playmaker, 14, 77)
3 Nicole Romeo (’89, 1.66, Playmaker, 10, 104)
7 Giorgia Sottana (’88, 1.75, Guardia, 134, 1298)
9 Cecilia Zandalasini (’96, 1.85, Ala, 46, 440)
10 Francesca Dotto (’93, 1.70, Playmaker, 88, 613)
13 Valeria De Pretto (’91, 1.85, Ala, 29, 80)
14 Martina Crippa (’89, 1.78, Guardia, 102, 344)
19 Lorela Cubaj (’99, 1.93, Centro, 8, 23)
20 Elisa Ercoli (’95, 1.90, Centro, 11, 10)
23 Sabrina Cinili (’89, 1.91, Ala, 95, 387)
33 Olbis Andre Futo (’98, 1.86, Centro, 19, 145)
41 Elisa Penna (’95, 1.91, Ala, 34, 226)
All. Marco Crespi

Europeo femminile, alla scoperta delle Azzurre

Elemento distintivo delle ragazze della nostra Nazionale è la forza del gruppo, capace di rinnovarsi nel corso del tempo e di ergersi sotto i riflettori mediatici italiani. inserirsi mediaticamente Nel tempo, è aumentato il livello di attenzione e conseguentemente sono cresciute le aspettative intorno alla nazionale femminile.
Il periodo storico è favorevole, vista anche la “coincidenza” con l’esplosione del calcio femminile e l’attenzione che ha generato la selezione calcistica azzurra: lo sport femminile invoca a grande voce maggiore considerazione e rispetto, in modo da valorizzare un lavoro incredibile svolto in condizioni economiche lontane anni luce da quelle dello sport maschile.
Le ragazze del basket ormai da tempo sono un fenomeno in grado di non scadere mai nella banalità, anzi di offrire sempre spunti interessanti. La nazionale di basket femminile è caratterizzata da una disponibilità ad entrare in contatto diretto con il pubblico, con meno filtri rispetto alla nazionale maschile, grazie all’intelligenza di capire che l’Europeo è il punto di partenza per colmare quello stramaledetto gap.
Passando oltre questi discorsi di contorno, non dimentichiamo l’aspetto tecnico. Molto semplicemente, queste ragazze sono forti, perché il talento non manca, così come l’entusiasmo. E c’è una gran voglia di fare bene: l’emozione della qualificazione è stata tanta, proporzionale alla rabbia e alla delusione generata da un antisportivo folle, che ha precluso un cammino fatto di lavoro e fatica.
 
11 novembre 2017
Macedonia-Italia 52-61
15 novembre 2017
Italia-Croazia 71-83
10 febbraio 2018
Svezia-Italia 47-69;
14 febbraio 2018
Italia-Macedonia 93-33
17 novembre 2018
Croazia-Italia 52-64
21 novembre 2018
Italia-Svezia 62-56

L’antisportivo incriminato a Eurobasket 2017. Oggi si apre un nuovo capitolo per la Nazionale femminile Azzurra.

LA SQUADRA. Ma il passato non si può cambiare, c’è un presente da vivere e un futuro da scrivere, che passa per le mani, le gambe, gli occhi fieri e gentili, di questa nazionale: Nothing But Azzurre.
Punti di riferimento chiari e mani a cui dare il pallone quando il canestro chiama a gran voce: Cecilia Zandalasini, Elisa Penna e il capitano Giorgia Sottana .
Era il 17 Agosto del 2007 quando Giorgia Sottana, a Bormio, indossò per la prima volta la maglia azzurra. Sono passati dodici anni da quel giorno contro la Slovenia e oggi la Sottana si appresta a giocare il suo quinto europeo. Marco Crespi dice di Lei che ha la voglia di “sfidare il campo”, quella capacità che hanno in pochi di sapere come, quando e perché rompere il ritmo della partita, azzannare i nervi degli avversari, saper uscire da uno schema e interpretare. Dopo il saluto di Macchi e le condizioni fisiche che terranno fuori Kathrin Ress dalla competizione, a Giorgia spetterà il ruolo di guida della squadra. Non dovrà aver paura di cambiare, a modo suo, la partita delle Azzurre.

Cecilia Zandalasini ed Elisa Penna, rispettivamente classe 1996 e 1995, saranno gli altri due cardini della nazionale.

Su “Ceci”, su “Zanda” c’è forse un po’ tutto il peso mediatico di questa squadra: è il simbolo, il futuro, quella che gli americani chiamano “Legacy”. Tecnicamente di un’eleganza disarmante, la Zandalasini è la prova e la testimonianza di come il basket femminile sia basato su fondamentali allenati e portati ad un livello spesso e volentieri superiore rispetto a quello maschile. Nello sguardo di Zanda c’è quel qualcosa in più, c’è l’agonismo e quella mentalità che appartengono ai grandi. Non è un caso che il suo idolo sia Kobe Bryant: il sangue che scorre nelle vene sembra davvero essere quello, e sembra che in Zanda ci sia un inimitabile collegamento tra mente e corpo. Ha ormai acquisito la consapevolezza di essere un’atleta di riferimento per un movimento, come dimostrano il suo linguaggio verbale e fisico dentro e fuori il campo di gioco. Il suo tiro è la sua arma e nella parabola del suo gesto c’è come una sorta di grande espressione.

Elisa Penna è un quattro moderno, a cui piace fronteggiare il canestro, grazie ad un tiro che consente di avere una discreta e affidabile arma tattica in faretra. E’ laureata in psicologia a Wake Forest, l’università di Chris Paul e Tim Duncan. “È facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri s’incontrano e i loro sguardi s’incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose, sotto il sole, sono state scritte dalla stessa mano, la mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole, perché se tutto ciò non esistesse non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità”, parola di Paulo Coelho. Diciamo che Elisa Penna attendeva quella maglia e quella maglia attendeva Elisa Penna, in un rapporto simbiotico in cui l’una ha bisogna dell’altra: una tiratrice, una variante tecnico-tattica.

Se l’Italia sta costruendo una sua identità, lo sta facendo con la creazione di un equilibrio tra il momento difensivo e quello offensivo, sviluppando rapporti di piena e totale complementarietà tra le giocatrici in campo.
Ed è per questo che Sabrina Cinili è fondamentale per questa squadra. E’ un punto di equilibrio tra una metà e l’altra del campo, un jolly tattico che Marco Crespi può giocarsi in attacco e in difesa per mettere in difficoltà gli avversari: perché segna e sa non far segnare. La Cinilli costituisce un rifugio per questa squadra nel momento in cui la partita glielo richiede, straordinariamente ordinaria e ordinariamente straordinaria.
Ogni partita infatti è costituita di momenti. Nelle fasi cruciali, una come Martina Crippa è sempre meglio averla “con” che “contro”: sa qual è la sua missione, sa qual è il suo obiettivo, conosce la sua esperienza che per la prima volta nel 2010 l’ha portata vestire la maglia dell’Italia e a giocare due europei. Lo stesso discorso vale per Francesca Dotto e Caterina Dotto, così uguali (e non potrebbe essere diversamente visto che sono gemelle) ma così diverse: così uguali per gli equilibri emotivi della squadra (non c’è una compagna che non possa raccontare un aneddoto con loro), diverse nella loro esperienza con la maglia dell’Italia. Hanno costruito sul campo e nello spogliatoio una storia fatta di momenti.
Nicole Romeo, Lorela Cubaj, Valeria De Pretto: carte d’identità differenti, differenti i ruoli, differenti i percorsi, uguali le motivazioni. Saper cogliere il momento e l’occasione che il torneo e le partite daranno e che le hanno portate ad essere scelte da Marco Crespi. Il famoso “carpe diem” che per loro è quantomeno attuale.
Giovane e di grande speranze, di grandi responsabilità è il cammino che attende Olbis Andre Futo. Giocatrice che riesce a coniugare eleganza ed efficienza, avrà una grande responsabilità sotto canestro, vista anche l’assenza di una giocatrice come Ress. Si sa, sotto le plance aumentano sempre il peso di quello che si fa e di come lo si fa, ma la maturità di una come Olbis è sicuramente una base solida sulla quale edificare.
NOTHING BUT. Una squadra giovane, che ha in Sottana la giocatrice con il maggior numero di presenze in Nazionale (126), ha un’età media bassa ed è frutto di un lavoro territoriale fatto nel corso degli ultimi anni. Un grande valore la giovane età, un avversario con cui combattere in una manifestazione che richiede esperienza e sangue freddo in certi momenti. Ma ha il talento dalla sua questa squadra e pur non disponendo di tantissimi centimetri, ha duttilità. Sarà necessario saper rimanere, in maniera costante, sul filo emotivo della tensione, senza calare mai l’intensità.
Sarà un cammino difficile, reso tale anche dall’esordio contro un avversario mai sconfitto come la Turchia. Ma quando queste ragazze indossano la maglia della loro Nazionale, nei loro occhi si accende qualcosa di diverso e di particolare, ognuna è pronta a mettere da parte qualcosa di emotivamente importante. Atlete di riferimento, campionesse, simboli, in un momento storico che sta vedendo il movimento sportivo femminile in continua crescita e sempre più sotto i riflettori: un movimento femminile che però viene ancora riconosciuto come dilettantistico e non professionistico, nonostante atlete come Zandalasini (ad esempio) abbiano grande influenza mediatica oltre che sportiva.
Ora c’è un Europeo da affrontare e l’obiettivo è quello di arrivare almeno tra le prime sei, e la storia ci racconta che un traguardo del genere manca dal 1995 e dal 2009. Eccoci qua, la storia dice altro, e quindi? La storia è tutta da scrivere e la cosa migliore che il popolo del basket possa fare è stare vicino a loro, dall’inizio alla fine. Ci sono partite da vincere, battaglie da combattere, c’è l’Italia, splendida e gentile , che scende in campo.
Azzurre. Nothing But, Azzurre.
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