FIBA WORLD CUP U19: 5 underdog da tenere d’occhio

Pubblicato da Andrea Cassini il

(Articolo in collaborazione con FIBA)

Alcuni dei futuri protagonisti dei Mondiali FIBA U19 di Heraklion, in Grecia, a modo loro sono già delle star: nell’articolo precedente abbiamo provato a segnalarne cinque tra quelli che attendiamo con più trepidazione. Ma tra i pregi di un torneo di queste proporzioni, c’è la possibilità per tante squadre di secondo piano, provenienti letteralmente dai cinque continenti, di lasciare un segno. Allo stesso tempo, i taccuini degli scout saranno affollati di nomi nuovi che potrebbero approfittare dell’occasione per proiettare verso l’alto le proprie quotazioni. Proviamo a suggerire cinque ragazzi che ci sembrano pronti per dare spettacolo sul palcoscenico.

FRANCISCO CAFFARO

Caffaro, argentino di Santa Fe, è forse il più vecchio tra i nomi nuovi. Non per l’età anagrafica, è nato nel 2000, ma perché chi frequenta le competizioni internazionali giovanili è abituato da anni a trovare il suo nome nella rosa della selezione albiceleste. Se Caffaro si ritrova tra i prospetti “di seconda fascia”, è solo perché la nazionale argentina vive un periodo di transizione anche nei suoi settori giovanili, col difficile compito d’inseguire l’esempio della Generaciòn Dorada. I ragazzi della classe 2000, però, sono un gruppo estremamente promettente che gioca insieme dai tempi della U15: tante partecipazioni ai campionati americani e mondiali FIBA, tanti nomi di rilievo (Leandro Bolmaro del Barcellona, Juan Francisco Fernandéz del Fuenlabrada), ma finora è sempre sfuggito il bersaglio grosso.

Caffaro ha alte ambizioni per sé e per la squadra, e il suo rendimento sarà la scheggia impazzita che potrà condurre l’Argentina oltre la fase a gironi. Con 213 centimetri d’altezza, un fisico statuario e una partecipazione ai Mondiali FIBA U17 in bacheca, Caffaro è una continua minaccia sotto canestro e ha mani educate. Ancora più importante; nell’ultima stagione ha appreso in prima persona cosa significa vivere una cultura vincente. Reclutato dalla University of Virginia, ha assistito alla cavalcata dei Cavaliers verso l’atteso titolo NCAA – non potendo però prendere parte all’avventura per via di un infortunio al ginocchio. “Non sono molti i team NCAA che giocano di squadra”, racconta. “Ma Virginia lo fa da anni, e ho capito che è questa la chiave per vincere”.

OUMAR BALLO

La qualificazione del Mali è una delle feel good story di questi Mondiali FIBA U19. Per loro è la seconda partecipazione consecutiva, ma nell’edizione disputata in Egitto due anni fa tornarono a casa senza mettere in saccoccia nemmeno una vittoria. Ma nel 2017 non avevano Oumar Ballo, che aveva appena compiuto 15 anni e realizzava 14 punti e 13 rimbalzi di media per la selezione U16, nei campionati africani. Quei campionati africani adesso il Mali U19 li ha vinti, per la prima – storica – volta.

Oumar Ballo è un lungo con una prestanza fisica impressionante per l’età. Una forza della natura a rimbalzo, leader tecnico, atletico e vocale di un team che trasuda divertimento ed energia. Sebbene provenga da un punto così piccolo sulla mappa della pallacanestro, bazzica già i parquet americani, ha partecipato al camp di Basketball without Borders e per la prossima stagione, con un anno d’anticipo, ha già un accordo per iscriversi a Gonzaga – che è sempre attentissima ai talenti internazionali.

ROKAS JOKUBAITIS

La Lituania arriva in Grecia con la sete di vendetta. Due anni fa, ai Mondiali FIBA U19 de Il Cairo, si fermò a un sesto posto che non soddisfava le aspettative della nazione. La stessa cosa accadde nel 2018, agli Europei, un risultato ancora più deludente. Oggi l’obiettivo è fare di meglio, nonostante la fase a gironi li ponga già di fronte all’avversario più ostico del lotto, gli Stati Uniti. A guidare la carica c’è Rokas Jokubaitis, playmaker di razza e autentico generale in campo per i ragazzi di coach Petrauskas. Il suo gioco è aggressivo e in costante crescita, e sarà interessante vedere che piglio mostrerà sul parquet dopo un’intera stagione passata sotto l’ala di Šarunas Jasikevičius, suo allenatore allo Žalgiris Kaunas – e forse qualcosa di più, persino un mentore, di cui Jakubaitis vorrebbe essere degno erede.

NIKOS ROGKAVOPOULOS

La Grecia è il paese ospitante, nella suggestiva cornice di Heraklion sull’isola di Creta, ma non gode dei favori del pronostico. La generazione del 2000 ha collezionato risultati poco incoraggianti nelle ultime manifestazioni, evitando di un soffio la retrocessione nella Division B, ma il pubblico di casa avrà la fortuna di poter assistere in diretta all’arrivo dei rinforzi. In questo caso, sono di un anno più giovani. Nikos Rogkavopoulos è solo un classe 2001, ma ha già firmato un contratto da sei anni con l’AEK Atene. Nikos ama giocare da esterno, da ala piccola o addirittura da guardia, ma i 203 centimetri d’altezza e le lunghe leve gli conferiscono caratteristiche anomale, difficili da contrastare per la difesa, soprattutto vista la sua pericolosità al tiro: agli Europei U18 del 2018 Rogkavopoulos è stato il miglior marcatore della squadra sfiorando un bottino da 20 punti di media.

GUO HAOWEN

La Cina viene da un terzo posto ai campionati asiatici U18 dello scorso anno, e conferma nel roster due dei suoi ragazzi più promettenti. Uno è Wang Quanze, che gioca in America a Penn, l’altro è Guo Haowen, che è tutt’ora in patria col Bayi Nanchang – dove segna 24 punti a partita su una proiezione di 40 minuti, uno dei dati migliori della CBA. Rimasto nell’ombra del suo più quotato compagno, Guo Haowen ha alzato l’asticella proprio in occasione degli ultimi campionati asiatici FIBA e gli scout sono curiosi di capire se la sua maturazione invoglierà qualcuno a investire su di lui, per un’opportunità in NCAA o in Europa – qualcosa si sta già muovendo, perché pochi mesi fa Guo Haowen è stato invitato al Nike Hoop Summit. Ai campionati asiatici segna 24 punti nella fase a gironi contro le Filippine, 25 contro la Nuova Zelanda in semifinale e 33 nella vittoria sulla Corea del Sud: Guo Haowen, guardia di 197 centimetri, è un realizzatore multidimensionale con una certa propensità ad attirare i falli della difesa: se manterrà buone percentuali al tiro dalla distanza, interpreterà la perfetta spalla per il gioco solido, senza fronzoli di Wang Quanze.


Andrea Cassini

Andrea Cassini

Scrittore, giornalista e traduttore, si occupa di cultura e sport per testate italiane ed estere e organizza corsi di scrittura creativa. Vive con cani, gatti e moglie in mezzo al bosco, dove per fortuna arriva il Wi-Fi e l'NBA League Pass