FIBA WORLD CUP U19: Vincitori e vinti dopo la fase a gironi

Pubblicato da Andrea Cassini il

(Articolo in collaborazione con FIBA)

Il ritmo della competizione è forsennato, ma si sa, a 19 anni (o meno) non c’è tempo per risparmiare energie. I ragazzi della FIBA U19 World Cup hanno aperto le danze sabato 29 giugno, a Heraklion – per noi italofoni Candia – sull’isola di Creta, e da qui alla finale del 7 luglio godranno soltanto di due giorni di riposo. Mentre scriviamo, l’azione della fase a gironi si sta esaurendo con le ultime sfide del gruppo C, gli ultimi pezzi che mancano per completare il puzzle del tabellone a eliminazione diretta. La seconda fase prevede ottavi, quarti, semifinali e finale: tutte e 16 le squadre partecipanti otterranno un posto in griglia, dunque, ma va da sé che la classifica del girone sarà cruciale per stabilire gli accoppiamenti. Il dado non è tratto, guai a crederlo. Anche una squadra che ha chiuso la fase a gironi all’ultimo posto, con zero vittorie, avrà una chance di salire sul podio: a patto che riesca a superare un percorso particolarmente accidentato.

Per conferma, bussare alla porta della squadra della Lettonia e provare a indagare sul loro stato d’animo. Difficile capire se tra i ragazzi di coach Visockis-Rubenis avrà la meglio il malumore – tre sconfitte, sebbene il girone fosse tosto, non sono il miglior modo di dare seguito alla finale europea di 12 mesi fa, giocata da un gruppo identico per sette dodicesimi – o se, al contrario, la situazione da all-in li spronerà al massimo impegno, senza nulla da perdere. A loro discolpa, segnaliamo l’assenza di Arturs Zagars, point guard di riferimento e candidato per la Top 5 della competizione, fermatosi proprio sui blocchi di partenza. Il “collega spagnolo”, Arturs Kurucs, è salito in cattedra per non farlo rimpiangere, veleggiando sempre intorno a quota 20 punti, ma non è bastato a evitare due brutte imbarcate contro Mali e Australia. La partita contro il Canada, 78-75 per le foglie d’acero, regala qualche speranza ai tifosi Lettoni: se non fosse che il loro avversario negli ottavi di finale sventolerà la bandiera a stelle e strisce. Per gli americani tre vittorie in scioltezza, con 111 punti rifilati alla Nuova Zelanda, ma soprattutto coach Weber ha ricevuto la conferma che cercava: le scelte in fase di convocazione hanno creato un roster lungo e bilanciato, che vede imporsi ora Jalen Green (14 punti contro il Senegal), ora Cade Cunningham (21 contro la Lituania). Abbiamo detto che conviene mantenersi prudenti coi pronostici, ma almeno uno ci sentiamo di concedercelo: gli Stati Uniti sono la squadra da battere.

A maggior ragione perché i campioni in carica del Canada non hanno brillato, nonostante la già citata vittoria sulla Lettonia gli abbia permesso di chiudere in testa il girone B semplificandosi (forse) la vita per il futuro del torneo. Ad attenderli ci sarà infatti il Senegal, fanalino di coda del girone dei rivali americani. Orfani di RJ Barret, affaccendato nelle preparazioni per la stagione newyorchese, i ragazzi di coach Vanhooren sono finiti vittima del ciclone africano (ne parleremo a breve) e hanno battuto Lettonia e Australia per il rotto della cuffia: A. J. Lawson è una stella, ma c’è molta curiosità per vedere cosa combinerà la rivelazione Karim Mane, principale realizzatore e assistman della squadra, nonché giocatore chiave per un eventuale affondo dei canadesi in zona medaglia.

Dall’Africa con furore, dicevamo. La Storia, con la S maiuscola, di questa FIBA World Cup 2019 è il Mali, che atterrava sull’Isola di Creta per la seconda partecipazione consecutiva ai mondiali. Nella precedente, però, era tornato in patria senza nemmeno una vittoria. Per il riscatto è bastato aspettare 40 minuti. La Lettonia viene schiacciata, 93 a 79, sugli scudi c’è Karim Coulibaly (che gioca al college in America, a Pitt) con 22 punti. Poi tocca al Canada, dominato per tutta la partita, ma si conclude punto a punto, col brivido e la tripla del sorpasso sbagliata dai canadesi, perché l’emozione dei debuttanti ha lasciato spazio per la rimonta degli avversarsi. Quando suona la sirena, per il Mali è come aver vinto la coppa e il parquet diventa terreno di festa. Una scena di genuino entusiasmo e amore per il gioco, di quelle che troppo poco spesso vediamo tra i professionisti, ma la verità è che il Mali gioca bene, con ordine, testa ed energia. Contro l’Australia abbiamo assistito anche all’esordio del giovanissimo Oumar Ballo, promesso sposo di Gonzaga per il 2020, che mette subito 20 punti e 7 rimbalzi sul tabellino. Agli ottavi, li attende un’imprevedibile incrocio con la Nuova Zelanda, la migliore “orientale” del lotto visto che le Filippine (demoralizzate dall’infortunio al ginocchio di Ariel John Edu) e la Cina non hanno brillato.

Sul versante europeo, l’altra “delusione Baltica” è quella della Lituania: una sola vittoria nel girone A e un tabellone tutto in salita, a partire dagli ottavi contro l’Australia. Anche i padroni di casa della Grecia escono dal girone C con un solo successo, ma le aspettative non erano altissime: il gruppo è nuovo, e c’è ragione di sorridere coccolandosi il giovanissimo Nikolaos Rogkavopoulos, miglior realizzatore della squadra con 16.7 punti di media. Agli ottavi i greci affronteranno la Francia in quella che assomiglia a una missione impossibile. Questa versione della nazionale francese punta alla medaglia, non l’ha mai nascosto: ha un roster lungo e pieno di risorse, e ha un Joel Ayayi tuttofare, a tratti spettacoloso: è anche il miglior rimbalzista del suo team, niente male per esserene la point guard. Chissà se lo scontro ai piani altissimi contro la Serbia, per la supremazia del gruppo D, avrà in qualche modo ridimensionato le ambizioni dei ragazzi di coach Crapez. Il confronto è stato spumeggiante, 33 per Ayayi da una parte e 28 per Pecarski dall’altra, ma alla fine la spunta una Serbia in versione schiacciasassi. Con tre vittorie in fila – compreso il brivido della rimonta sfiorata dal Porto Rico – e il duo Pecarski-Petrusev che guida le operazioni (21.3 punti a partita per entrambi) la Serbia continua a guardare avanti dopo la medaglia d’oro agli europei dello scorso anno.

Per restare nel Vecchio Continente, tra le contender è d’obbligo citare la Russia, a maggior ragione adesso che si è resa protagonista di una fase a gironi convincente e coronata da due momenti storici: la tripla doppia da 20 + 13 + 12 di Nikita Mikhailovskii, la prima nei mondiali U19 dopo quella registrata nel 2013 da Dario Saric (e pensare che nella partita precedente non aveva realizzato nemmeno un punto, con 10 errori al tiro), e uno dei primi candidati a “match del torneo”: una sconfitta per 86 a 84 dopo un tempo supplementare. A beneficiarne è stata l’Argentina, che forse è insieme al Mali la sorpresa più brillante del mondiale. Percorso netto per l’albiceleste e appuntamento fissato con Porto Rico per gli ottavi, il tutto senza la stella Leandro Bolmaro, del Barcellona, fermatosi per infortunio proprio nella partita d’esordio contro la Russia. In sua assenza Juan Ignacio Marcos e Francisco Caffaro hanno affilato le armi, col contributo del figlio d’arte Francisco Farabello. Questi gli accoppiamenti degli ottavi, che scattano mercoledì 3 luglio; un primo giro di battaglie per capire chi resterà in piedi come nuovo Re di Creta.

USA – Lettonia

Nuova Zelanda – Mali

Lituania – Australia

Senegal – Canada

Argentina – Porto Rico

Russia – Cina

Grecia – Francia

Filippine – Serbia


Andrea Cassini

Andrea Cassini

Scrittore, giornalista e traduttore, si occupa di cultura e sport per testate italiane ed estere e organizza corsi di scrittura creativa. Vive con cani, gatti e moglie in mezzo al bosco, dove per fortuna arriva il Wi-Fi e l'NBA League Pass