Italia Serbia, recap e pagelle

Pubblicato da Matteo Puzzuoli il

Sbrigate le faccende Filippine e Angola, per l’Italia ora comincia seriamente il Mondiale affrontando la temibilissima Serbia. Belinelli la sblocca dalla lunetta ma proprio il #3 azzurro resta sul blocco che regala la prima tripla a segno di Bogdanovic. 

Hackett e Gallinari indicano la retta via agli azzurri mentre il #7 dei Kings illumina i serbi con canestri (9 punti nei primi 5’) e tanto playmaking. Una tripla di Jovic e la presenza sotto il ferro di Jokic danno il primo vantaggio significativo ai serbi (14-20) ma Belinelli, prima con un canestro in step-back e poi con un assist a Gentile, non fa perdere la bussola agli azzurri. La coppia Jokic-Marjanovic sotto il ferro crea problemi agli uomini di Sacchetti e allora Gentile, con un 6/6 ai liberi, cerca di non aprire una forbice troppo ampia tra le due squadre (23-28 dopo 10’ di partita). Marjanovic dal post allunga subito sul +7, Abass e Gentile rispondono con una tripla a testa ma Jokic dentro l’area è un problemone per la nostra difesa: prima segna contro Brooks e poi regala a Jovic la bomba. Dopo un pessimo attacco azzurro, Bogdanovic è solo oltre l’arco e non può mai sbagliare: +10 Serbia (29-39). L’Italia reagisce con capitan Datome (tripla a bersaglio e assist per la conclusione al volo di Belinelli) ma Jokic e Jovic rispondono colpo su colpo. Delle ottime difese di Gallinari e un palleggio-arresto-tiro di Hackett mantengono tuttavia la partita ancora sui binari dell’equilibrio dopo i primi 20’ (50-42 Serbia).

Inizia il terzo quarto con 11 punti di un Gallo in totale trance agonistica, bravo a concretizzare una serie di ottimi attacchi azzurri e l’eccessiva superficialità serba, portando l’Italia a -2 a metà periodo (53-55). I centri a cronometro fermo di Bogdanovic (3/4) e Raduljica (7/8) sono ossigeno puro per i serbi mentre gli azzurri perdono un po’ di brio (soprattutto fisicamente) e scivolano sul -13 senza riuscire più segnare dal campo (57-70 dopo 30’). Gallinari e Belinelli firmano un 5-0 ma Bogdanovic respinge indietro, con una tripla e una rubata, mentalmente e nel punteggio gli azzurri. Raduljica segna altri 5 liberi (frutto anche di un antisportivo di Gallinari) e un back-door di Bogdanovic dà un ulteriore cazzotto agli azzurri ormai esanimi. Lucic chiude il contropiede del +19 serbo e gli uomini di coach Sacchetti sono costretti ad alzare bandiera bianca. Ultima situazione da segnalare, a partita ormai andata, la “scaramuccia” tra Jokic e Hackett.

Finisce 77-92 per gli uomini di Djordjevic, profondissimi e trascinati dal solito sontuoso Bogdanovic e dal 12/13 ai liberi di Raduljica. Per l’Italia è stata buona prestazione ma i serbi ci hanno letteralmente messo alle corde fisicamente e, alla lunga, la loro superiorità è venuta prepotentemente a galla.

Italia Serbia, le pagelle degli Azzurri

MVP: Danilo GALLINARI: 8: l’ultimo degli azzurri a mollare. Ha dato tutto in attacco e in difesa dimostrando di essere il leader e la roccia da cui non possiamo prescindere. Gli 11 punti filati nel terzo quarto hanno dato speranza per un’impresa ma purtroppo non sono bastati. (26 pts, 8 reb, 1 ast)

Daniel HACKETT: 6: partenza scintillante e di carattere ma poi la gestione dei possessi non è stata proprio eccelsa. Inizia bene il terzo quarto ma anche lui si spegne dopo il grande inizio. Può fare di meglio. (13 pts, 3 reb, 1 ast)

Gigi DATOME: 5.5: opportunista nel secondo periodo in difesa ma per il resto tanta tanta fatica. Fisicamente non è ancora in grado di reggere gli sforzi di partite del genere e l’1/6 al tiro non migliora certo la valutazione. (5 pts, 4 reb, 3 ast)

Marco BELINELLI: 7.5: nella partita in cui diventa il quarto miglio realizzatore nella storia azzurra superando Pierluigi Marzorati, Marco sfoggia una buona prestazione in attacco (incluso qualche tiro forzato alla Belinelli) mentre in difesa alterna intuizioni geniali a banali errori. (15 pts, 2 reb, 4 ast)

Paul BILIGHA: 6: male nel primo tempo (autore subito di due falli), nel terzo quarto dà energia al break iniziale ma poi sotto i tabelloni non può non pagare i kg e i centimetri dei lunghi serbi (0 pts, 2 reb, 0 ast)

Jeff BROOKS: 6: non è quello della partita dell’Angola. In attacco meno appariscente delle altre sfide e in difesa alterna ottime letture ad errori frutto anche della fisicità di Jokic (2 pts, 2 reb, 0 ast)

Amedeo DELLA VALLE: SV

Luca VITALI: SV: palla persa immediata e successivo antisportivo. Breve comparsa assolutamente negativa per Luca oggi.

Alessandro GENTILE: 7: uno dei trascinatori azzurri nel primo tempo. Ci prova, gioca aggressivo e fa anche 6/6 ai liberi. Alla lunga si è spento a causa anche della splendida difesa di Bogdanovic. (11 pts, 1 reb, 1 ast)

Amedeo TESSITORI: SV: 1 minuto in campo e un fallo subito. Non è ancora pronto a questo livello.

Awudu ABASS: 6.5: gioca 15 minuti, con il suo atletismo dà una mano in difesa e firma anche 5 punti. Ha dimostrato che in campo, anche contro una delle migliori squadre nazionali del mondo, ci può stare. (5 pts, 1 reb, 1 ast)

Ariel FILLOY: SV

Italia Serbia, le pagelle degli uomini di Sasha Djordjevic

MVP: Bogdan BOGDANOVIC: 9: vederlo giocare è una goduria per gli occhi. Segna, blocca, smazza assist, difende, fa body-check: un all-around player di lusso. Apre con 9 punti, conclude con 6 triple a bersaglio e un inusuale 5/9 ai liberi. Ah, in totale son 31 e con una difesa da superstar assoluta. Rimane lui il punto di riferimento di Djordjevic e di tutti i serbi. (31 pts, 4 reb, 5 ast)

Vladimir LUCIC: 7: in questa squadra gli si chiede di lavorare nelle pieghe della partita ed è ciò che gli riesce meglio. Lucido, attento e di grande impatto difensivo. (2 pts, 1 at, 1 reb)

Stefan JOVIC: 7.5: nel primo tempo le sue 3 triple hanno avuto un peso specifico notevole. Si conferma una delle pedine predilette da Djordjevic nel suo scacchiere (11 pts, 6 reb, 3 ast)

Nikola MILUTINOV: 6: il lungo meno appariscente dei 4 top centri della Serbia. Malissimo in difesa all’inizio, segna un canestro importante nel terzo quarto interrompendo la rimonta azzurra ma poi poco altro (4 pts, 0 reb, 0 ast)

Stefan BIRCEVIC: 4.5: doveva essere l’agente speciale in difesa su Gallinari ma ha fallito miseramente. (0 pts, 0 reb, 0 ast)

Marko SIMONOVIC: 5: il fedelissimo di Djordjevic stavolta non è stato una garanzia. Pessimo in difesa (ossia quella che dovrebbe essere la sua metà campo) e inesistente in attacco. (0 pts, 1 reb, 0 ast)

Boban MARJANOVIC: 7: ha giocato solo 5 minuti ma ha reso come sa fare. Ha segnato 6 punti e ha messo in grave difficoltà l’Italia quando è stato in campo insieme a Jokic. (6 pts, 1 reb, 0 ast)

Nikola JOKIC: 8: decisivo nel secondo periodo mentre per il resto della partita ha giochicchiato, un po’ nel suo stile. Sotto canestro non è arginabile da nessun azzurro con i suoi abbacinanti movimenti in post. Mezzo voto in meno per la scaramuccia non necessaria a fine partita con Daniel Hackett, segnale ancora di una mentalità ben lontana da quella di un Leader con la L maiuscola. (15 pts, 6 reb, 4 ast)

Vasilije MICIC: 6.5: 6 punti, ha fatto il suo senza brillare troppo. Occhio però a non sottovalutarlo nelle prossime sfide dato che si parla sempre di un quasi MVP dell’Eurolega. (6 pts, 0 ast, 0 reb)

Nemanja BJELICA: 7.5: guardi il tabellino e non ti rendi conto come sia riuscito a registrare 7 rimbalzi e 9 assist. In realtà, la sua presenza è stata fondamentale soprattutto con i blocchi e con la pericolosità che comunque crea un talento spropositato come il suo. (5 pts, 7 reb, 9 ast) 

Marko GUDURIC: 5.5: ci si aspettava tanto dalla nuova guardia dei Memphis Grizzlies e invece oggi è stato abbastanza opaco. Insufficiente. (0 pts, 2 reb, 1 ast).

Miroslav RADULJICA: 7.5: autore di un pessimo primo tempo, si è ritrovato in modo incredibile ad essere il fautore della fuga serba decisiva segnando 12 dei 13 liberi tentati. Ha anche fatto innervosire Gallinari con il suo stare in campo “duro e crudo”. Sorpresa piacevole per Djordjevic (12 pts, 2 reb, 1 ast)


Matteo Puzzuoli

Matteo Puzzuoli

Classe 1999, studente di Comunicazione alla Sapienza di Roma. Sogno di diventare giornalista sportivo a seguito di essermi drogato, giocando nelle minors, di una sostanza pesante: la pallacanestro. Amante di LeBron, Doncic e (soprattutto) Marjanovic, il basket per me è arte, il mix perfetto tra singolo e collettivo. Non finisce mai di sorprendere.