Luis Scola – La lavagna tattica

Pubblicato da Leandro Nesi il

Un campionato spagnolo, tre coppe del Re, due supercoppe spagnole, nove medaglie ai campionati americani, due argenti mondiali un bronzo olimpico, un oro olimpico. Potrebbe anche bastare l’elenco dei titoli, per descrivere la carriera di Luis Scola, senza nessun bisogno di aggiungere altro.

Volendo provarci, viene da dire che ad oggi Scola è con ogni probabilità nella lista dei migliori 10 giocatori del campionato italiano, nonostante le primavere alle spalle siano trentanove. Il ragazzone da Buenos Aires, però, ha un’etica del lavoro, una tecnica e una voglia che ancora oggi lo rendono una pedina fondamentale nello scacchiere di coach Ettore Messina, nella squadra ad oggi leader in Eurolega.

Una lavagna tattica non può rendergli giustizia, perché oltre al saper far canestro Luis fa tantissime cose durante una partita: è un leader vocale ed emotivo, sa capire il momento in cui è necessario mettere due punti a tabellone e sa sempre come farlo: a volte segna, a volte fa segnare. È ancora il difensore cui si affida Messina con continuità nei matchup complessi, come dimostra la marcatura su Devon Jefferson contro la Virtus Roma. È un giocatore che riempie la sua partita di intangibles, quelle tante, tantissime piccole cose che non vanno a tabellino ma alla fine fanno tutta la differenza del mondo, e anzi spesso son proprio quelli a portare la vittoria.

Nella lavagna ci sono quattro cose in cui Luis Scola è, ad oggi, eccellente:

      –          Gioco in post

      –          Pick and roll

      –          Assist dal post o dopo uno short-roll

      –          Transizione

Sono tutti elementi che hanno caratterizzato la carriera dell’argentino fin dai primissimi anni e, se in Eurolega mostra anche un gioco fronte (e lontano) da canestro, in Italia gli viene chiesto e predilige il gioco spalle a canestro. 

Un talento straordinario.

Un giocatore pazzesco.

Luis Scola.


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.