Top italians – LBA

Pubblicato da Giandamiano Bovi il

Da oggi, la rubrica sui migliori italiani di Serie A sarà disponibile e costantemente aggiornata in questo articolo. Potrete vedere chi si sia distinto in ogni giornata, quali giocatori abbiano influito sui successi delle loro squadre e chi si stia facendo valere in ottica nazionale. 

La 22° giornata precede la pausa per la Coppa Italia, evento cui si preparano le prime 8 della classifica al termine del girone di andata. Mentre la Virtus Bologna perde la finale di Intercontinentale a Tenerife, Venezia, sua prossima rivale, batte Treviso grazie all’energia di Stone. La Fortitudo vince l’anticipo evitando per un soffio la rimonta di Roma, mentre Brescia, attesa in Coppa proprio dai bolognesi, vince in extremis contro Trieste. In un anticipo del weekend pesarese Milano batte Cremona, ma l’equilibrio nella sfida lascia presagire un incontro emozionante tra pochi giorni. Vincono anche Pistoia contro Reggio e Trento con Cantù.

Vediamo ora chi sono stati i migliori 5 italiani di serie A!

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: la F si prepara al meglio al weekend di Coppa Italia battendo la Virtus Roma grazie alle grandi performance di Aradori, Fantinelli (9 assist sono il career high) e Robertson. Per Pietro è la miglior stagione personale a livello di punti – 16.8 – dai tempi di Biella, nell’annata 2009/2010: contro la squadra di Bucchi ne mette 26 con un’incredibile precisione dal campo (8/11). La soluzione più sfruttata è il palleggio arresto e tiro, con cui batte la difesa schierata e punisce in transizione quando gli avversari non si accoppiano. Ogni blocco è potenzialmente letale se Pietro è in una delle sue magiche serate. Aiuta la F a respingere il disperato tentativo di rimonta di Roma segnando i liberi decisivi, redimendosi dopo i precedenti errori dalla lunetta. Molte speranze di Antimo Martino per la Coppa Italia risiedono in lui: se trovasse ritmo fin dai primi minuti, potrebbe anche portare avanti la Fortitudo, sorpresa della competizione.

Awudu Abass, Brescia: non è la sua partita, dice chi vede la prestazione di Abass contro Trieste fino al 3° quarto. La Leonessa è in netta difficoltà e insegue per la maggior parte della gara, ma sorpassa e vince nel finale trascinata dal suo candidato Mvp. La schiacciata con cui chiude la partita è accompagnata dall’urlo liberatorio di chi sa di aver faticato ma ha saputo raggiungere l’obiettivo: Brescia si avvicina a una fase cruciale della stagione (Coppa Italia e gara decisiva in Eurocup) con una vittoria sofferta in rimonta. Abass dimostra ancora un’ulteriore dote; non ci soffermeremo più sull’eccellenza tecnica di alcuni movimenti, ma evidenziamo come il classe ’93 sia riuscito a non demordere durante una gara apparentemente sbagliata, per poi segnare 12 dei suoi 20 punti nel finale e dominare quando gli altri sono in carenza d’ossigeno.

Amar Alibegovic, Virtus Roma: per lunghi tratti della partita, Alibegovic è l’attacco di Roma. Quasi da solo tiene i suoi a contatto, unico positivo insieme a Baldasso (17 punti e career high) e a un poco sfruttato Buford. Dopo un periodo buio a livello personale e di squadra, il figlio di Teo reagisce con 24 punti e 7 rimbalzi, irridendo i pari ruolo della Fortitudo grazie a velocità, tecnica e senso di posizione nel pitturato. Contro la Fortitudo il match-up con Leunen e Mancinelli è evidentemente a suo favore, perché mette a segno il career-high all’andata (17) migliorandolo al ritorno. Purtroppo per lui, questa volta è la F a portare a casa la vittoria, spingendo Roma nei bassifondi della classifica.

Michele Ruzzier, Cremona: nella sfida contro Milano, anticipo di quella di Coppa Italia, il play di Meo Sacchetti mette a referto 15 punti, 4 rimbalzi e 4 assist, ma non viene aiutato dalla Dea bendata nel momento decisivo. Nell’ultima azione milanese, su punteggio di parità, Ruzzier scivola e crea un’occasione di 5 vs 4 per Milano, poi sfruttata magistralmente da Micov con una tripla che chiude la partita. Prima di quel momento, Michele aveva messo in difficoltà gli esterni milanesi con la sua rapidità e lucidità in uscita dai blocchi, venendo anche elogiato da Ettore Messina; avrà presto occasione di rifarsi dall’episodio finale, perché Cremona ha dimostrato di potersela giocare alla pari contro una squadra sulla carta nettamente superiore. I detentori del titolo di Coppa Italia vorranno difenderlo a tutti i costi, Milano è avvisata.

Raphael Gaspardo, Brindisi: la squadra di Vitucci vince a Pesaro lasciando largo spazio alla panchina, in vista dell’impegno di Coppa. Ne approfitta Gaspardo, che guadagna minuti, fiducia e responsabilità offensive: i 16 punti e gli 11 rimbalzi sono entrambi season high. La sua aggressività a rimbalzo d’attacco lo rende un rebus irrisolto per i marchigiani. L’ex Reggio si prepara così a un weekend dove Brindisi avrà bisogno di contributo solido dalla panchina per provare il colpo grosso prima contro Sassari e poi, chissà, anche nei turni successivi.

È ormai inarrestabile il cammino della Virtus Bologna, in vetta al campionato con 3 vittorie di vantaggio su Sassari. Gli isolani perdono infatti sulla sirena contro Trieste, unica squadra in grado di fermare Pozzecco e i suoi per due volte in stagione. Milano approfitta della caduta di Brescia a Trento per agganciarla in classifica al 3° posto, mentre Cremona vince la sfida più divertente della giornata contro una Reggio Emilia molto convincente. I campioni d’Italia di Venezia sono in difficoltà in una fase di stagione delicata: con Final Eight e sfide decisive in Eurocup alle porte, De Raffaele dovrà trovare il modo di rinfrancare i suoi dopo la sconfitta di Cantù. Treviso e Pistoia guadagnano fondamentali punti salvezza vincendo rispettivamente contro la Fortitudo e a Roma.

Gli italiani sono davvero protagonisti nella 21° giornata: un gran numero di ottime prestazioni rende impossibile premiare tutti. Restano così fuori dal miglior quintetto Giampaolo Ricci (11+8+7 assist, career-high in serie A), Andrea De Nicolao (6+6+14 assist, anche per lui record personale in serie A) e Gabriele Procida, classe ’02 di Cantù capace di segnare 3 bombe su 3 tentativi nei 7 minuti in campo.

Dopo questa doverosa premessa, vediamo chi sono stati i migliori 5 italiani del 21° turno!

Juan Manuel Fernandez, Trieste: il Lobito e la sua Trieste si confermano bestia nera di Sassari, battuta sia all’andata sia al ritorno. La tripla a 1 secondo dalla fine del play dell’Alma gela la squadra di Pozzecco, alla seconda sconfitta sulla sirena in due settimane. Fernandez incornicia così una prestazione sontuosa da 23 punti e 3 assist e permette ai suoi di respirare e tenere il ritmo delle concorrenti per la salvezza. Con i nuovi acquisti Hickman e Washington ancora lontani dal top della condizione, il Lobito piazza il season-high, confermandosi come una delle poche certezze nella stagione dei giuliani.

Travis Diener, Cremona: il ritorno a pieno regime di Diener avviene nel momento di maggior necessità, perché Sacchetti vuole difendere il titolo di Coppa Italia ed è già privo di Malachi Richardson, operatosi alla mano infortunata. Reggio Emilia è in un ottimo momento di forma, ma si imbatte nella miglior prestazione stagionale di Diener: 18 punti, 3 rimbalzi e 2 assist partendo dalla panchina. Il veterano di Cremona ha la capacità di incidere immediatamente quando scende sul parquet, ogni volta il suo ingresso in campo coincide con un buon momento per i suoi. Le triple (4/5) sono letali per Reggio Emilia e consentono a Cremona di recuperare una partita che sembrava ormai compromessa dopo il -18 nel 1° quarto. Trascina i compagni con la sua leadership e innesca al meglio un incredibile Mathews, risultando poi decisivo nel finale punto a punto piazzando 10 punti nel 4° periodo.

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: in una serata poco brillante della sua F a Treviso, Pietro risulta il migliore dei suoi, l’unico a crederci e a lottare fino alla fine. I 21 punti segnati sono forse una magra consolazione dopo una sconfitta, ma gli permettono di rimanere al 4° posto nella classifica marcatori, primo tra gli italiani di serie A. Riesce a eludere la difesa di Almeida beffandolo in backdoor e in penetrazione, mentre la sua efficacia in lunetta lo rende fondamentale quando la Fortitudo patisce momenti di scarsa vena offensiva. Le 5 palle perse, unico neo della sua prestazione, non gli possono essere rimproverate, data la gran mole di lavoro che deve gestire in attacco.

Simone Fontecchio, Reggio Emilia: un’ennesima straordinaria prestazione dell’ala di Reggio non permette di raggiungere la vittoria, ma deve essere premiata. Simone è costante per tutto l’arco della partita, dal perfetto primo quarto della Reggiana fino al finale concitato, durante il quale risulta il terminale offensivo su cui fare più affidamento. Tutti i difensori di Cremona faticano in post contro di lui, mentre la precisione dall’arco delle ultime partite (63% nelle ultime 4) lo rende a tratti ingestibile. Non fa mancare l’usuale lavoro in difesa, sia sul proprio uomo sia sui cambi, e risulta utilissimo sotto i tabelloni. Reggio non deve abbattersi dopo questa sconfitta, perché proseguendo su questa linea – e con questo tipo di contributo da Fontecchio – si potrà scalare la classifica.

Amedeo Tessitori, Treviso: la Fortitudo perde nettamente la sfida sotto i tabelloni contro gli eterni rivali di Treviso. Isaac Fotu e Tessitori dominano a rimbalzo offensivo e conducono la squadra di Menetti a un successo fondamentale per la classifica. Il centro italiano mette a referto 18 punti, 6 rimbalzi e 3 recuperi con un one-man-show nel quarto conclusivo: 12 punti contro Sims e Daniel e gara in cassaforte. Dopo una serie di gare opache il Tex si rilancia e si appresta a partecipare alle qualificazioni agli euopei con la maglia azzurra.

Il weekend appena trascorso è stato segnato indelebilmente dal lutto di un uomo, un padre, un campione, una leggenda che tutti abbiamo imparato ad apprezzare e che ha portato molti di noi ad amare questo magnifico sport. Ma in questo momento dobbiamo dimostrare di condividere non solo il cordoglio per la morte di Kobe Bryant, ma anche una piccola parte del suo amore per il gioco.

È difficile scrivere e la 20° giornata di serie A passa in secondo piano rispetto a questa tragedia. Tuttavia, non possiamo fermarci: dobbiamo parlare di Bryant, di ciò che ci ha lasciato e di tutti quei giocatori che hanno cercato e cercheranno di imitarlo.

L’ultimo turno vede l’allungo della Virtus Bologna in testa, grazie alla vittoria nel big match contro Venezia e alla contemporanea caduta casalinga di Sassari. Perde anche Brescia contro una Brindisi rinforzata dall’acquisto di Sutton, mentre Treviso vince la sfida salvezza a Pistoia anche per merito di Lorenzo Uglietti, il sesto uomo del quintetto di giornata. Ecco a voi i primi 5, i migliori italiani della 20° giornata!

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: la delicatissima sfida contro Varese viene vinta dalla Fortitudo, che si aggrappa alla Fossa e ai suoi giocatori di maggior qualità per battere un avversario ultimamente in ottima forma. Aradori contribuisce in maniera decisiva con 21 punti e 6 rimbalzi, tirando con il 50% dal campo e rimanendo perfetto dalla lunetta. È glaciale nel finale e mette i due liberi decisivi, riportando la Fortitudo in zona playoff. Μηδὲν ἄγαν predica Aradori: non esaltiamoci troppo per le vittorie, non abbattiamoci eccessivamente per le sconfitte: così la Fortitudo sarà libera di raggiungere la salvezza per poi puntare a qualsiasi altro obiettivo. Grazie all’esperienza e alla precisione dell’ex Reggio Emilia, la F continua a mantenere un passo inaspettato ad inizio stagione.

Alessandro Gentile, Trento: solo Trieste aveva vinto a Sassari in questo campionato, ma Trento, in difficoltà in Europa e apparentemente in calo nell’ultimo periodo, piazza il colpaccio esterno. Alla grande tripla del pareggio di Michele Vitali Gentile risponde da campione, decidendo la gara con una bomba che sbatte sul tabellone e poi entra, gelando il PalaSerradimigni. La fortuna sorride al termine di una settimana complicata, in cui gli acciacchi avevano privato Alessandro della possibilità di competere in Eurocup contro la Virtus, sua ex squadra. Alla fine della gara di Sassari a referto ci sono 13 punti, 5 assist e 6 rimbalzi, ma ciò che più importa è il dominio nel terzo quarto e la capacità di innescare al meglio Justin Knox, che vive una delle sue migliori partite in maglia Trento proprio grazie alla visione di gioco di Gentile.

Awudu Abass, Brescia: una prestazione da 21 punti che lascerà sicuramente l’amaro in bocca all’ala di Brescia, che sbaglia il tiro del pareggio nel finale contro Brindisi e vede la sua squadra perdere tra le mura amiche. È però fondamentale notare che Vitali, uno dei giocatori cestisticamente più intelligenti del campionato, abbia scelto lui per prendere l’ultimo tiro, quello cruciale. Abass è diventato una stella a tutto tondo, sempre concentrato in difesa ma ora capace di fare la differenza in attacco. La gamma di opzioni offensive si arricchisce, perché ora Abass inizia a far uso del palleggio arresto e tiro con una notevole efficacia. La rabbia per il tiro sbagliato nel finale deve subito trasformarsi in energia positiva, perché Brescia deve vincere in coppa e riprendere subito il cammino in campionato prima di rivolgere le attenzioni alle Final Eight di Coppa Italia.

Michele Ruzzier, Cremona: il ritorno di Travis Diener toglie qualche minuto e alcune responsabilità a Ruzzier, ma rimane la fiducia guadagnata nel periodo senza il leader carismatico della squadra. Nella vittoria contro Roma è precisissimo nel tiro da 3 (4/5 per 15 punti totali) e aggiunge 5 assist al tabellino, diventando decisivo per Cremona fin dal primo quarto. Ha buona parte del merito del +11 al termine della prima frazione, un vantaggio che Sacchetti e i suoi manterranno fino alla fine. Ruzzier sembra rendere al meglio quando gli vengono tolti alcuni compiti di regia e diventa un attaccante puro, pericolosissimo nei giochi a due in uscita dai blocchi e nella soluzione personale dalla distanza.

Simone Fontecchio, Reggio Emilia: gli emiliani stanno trovando la costanza mancata troppo spesso nella prima metà di stagione, anche grazie alla maggiore convinzione di Fontecchio. Contro Cantù sono 14 i punti e 5 i rimbalzi, ma il suo contributo è essenziale soprattutto in difesa. Gli aiuti sono spesso vincenti per tempi e qualità del movimento, verticale e dunque non falloso. Il duello con Pecchia, uno degli esterni più ostici da attaccare, vede l’ala della Grissin Bon uscire vincitrice. Vedremo come saprà adattarsi al cambio in regia, perché all’ordinato Mekel, spesso in grado di rifornire i compagni di palloni dopo aver preso vantaggio, subentrerà Will Cherry, proveniente dall’Olympiacos.

Il 12° turno ha visto la prima sconfitta della capolista Virtus Bologna, la conferma dell’importanza del fattore casalingo a Treviso, Roma, Bologna e Cantù e la grande vittoria esterna di Sassari a Brindisi. Milano fatica ma vince a Pesaro nonostante i molti infortuni. Attenzione, il mercato può movimentarsi a breve per diverse squadre. Ma concentriamoci sul nostro tema: quali sono stati i migliori italiani di serie A nella 12° giornata?

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: come vincere al PalaDozza? Come vincere in un palazzetto in cui l’incessante supporto della Fossa dei Leoni si coniuga con il talento di giocatori come Pietro Aradori? Trento viene annichilita e Pietro vince la sfida con l’ex compagno alla Virtus Gentile grazie a una prestazione totale da 18 punti, 9 rimbalzi e 5 assist. L’ex Virtus è passato agli eterni rivali divenendo non solo un leader tecnico – spesso viene dato per scontato l’apporto offensivo di Aradori, da anni una certezza in serie A – ma anche guida sul piano emotivo. Nei momenti di difficoltà, rari contro Trento ma più frequenti fuori casa, Aradori si è spesso fatto trovare pronto, chiedendo palloni nei momenti di blackout in attacco. Il 5° posto nella classifica degli scorer, raggiunto grazie ai 16 di media, impressiona maggiormente se si considera che la Fortitudo ha il 3° pace più basso della serie A: l’ex Nazionale produce molti punti in relazione al numero dei possessi della sua squadra.

Dove può arrivare la F? Il talento di Aradori non pone limiti. 

Luca Vitali, Brescia: la sfida casalinga contro Pistoia poteva presentare più insidie del previsto per Brescia, orfana dell’infortunato Ken Horton. Luca Vitali è però una garanzia per il nostro campionato e gli uomini di Carrea non riescono a fermare lui e l’attacco bresciano. Il play di Esposito mette a referto 16 punti, dimostrandosi più aggressivo del solito in attacco, e porta Brescia al vantaggio ottenuto nel primo quarto e mantenuto fino alla fine. Gli assist sono 8, i compagni entrano in ritmo e Brescia resta nel gruppone in lotta per un posto alla Coppa Italia di Pesaro. Vitali è al 1° posto assoluto nella classifica assistman di serie A e si dimostra il play perfetto per innescare i compagni.
Brescia riposa la prossima settimana in campionato ma è attesa da un impegno tanto difficile quanto fondamentale in Eurocup contro il Darussafaka. Dallo stato di forma di Luca Vitali dipende il destino della stagione della Leonessa, ora alla fase cruciale. Passaggio del turno in Eurocup e qualificazione alle Final 8: gli obiettivi di Vitali e compagni sono a portata di mano. 
Andrea Pecchia, Cantù: il derby lombardo tra Cantù e Varese viene vinto dai padroni di casa dopo una partita molto combattuta. La giovanissima squadra di Pancotto è e sarà ancora soggetta ad alti e bassi nel corso della stagione,  ma pare aver trovato un leader carismatico in Andrea Pecchia. L’ex Treviglio penetra, subisce falli e cattura 8 rimbalzi, finendo con 14 punti segnati per 20 di valutazione. Il suo contributo è fondamentale anche in difesa per contenere gli americani di Varese. Se l’attacco di Caja è imbrigliato, parte del merito è sua. I tifosi di Cantù possono per ora godersi il suo talento, ma attenzione: le sirene di mercato (sponda Virtus Bologna) sono accese. Pecchia, uno dei candidati per il titolo di miglior giovane della serie A, ha già i riflettori delle big puntati su di sé.
Amar Alibegovic, Roma: la sfida di domenica sera vede trionfare Roma su Trieste. La coppia Dyson-Jefferson è inarrestabile per i ragazzi di Dalmasson, ma i due americani non potrebbero essere così efficaci se non potessero contare su un terzo uomo perfetto per il contesto, Alibegovic. In una serata non eccellente al tiro (2/7), il figlio di Teo riesce comunque a sfiorare la doppia doppia mettendo a referto 9 punti e 13 rimbalzi. La sua aggressività sotto i tabelloni è essenziale per colmare la lacuna in mobilità laterale di Jefferson. Alibegovic è al 7° posto assoluto nella classifica rimbalzisti, primo tra gli italiani. Inoltre, si sta inoltre dimostrando un leader per Roma e inizia a raggiungere una certa costanza di rendimento. A 24 anni è alle porte della maturità cestistica e nella capitale la sua carriera potrebbe svoltare definitivamente. 
Nicola Akele, Cremona: la Vanoli Cremona infligge la prima sconfitta stagionale alla Virtus capolista, difendendo le mura amiche  grazie al vantaggio accumulato nel primo quarto. Vorremmo premiare Nicola Akele, non tanto per la singola prestazione da 9 punti e 8 rimbalzi, di cui 4 offensivi, quanto per la crescita dimostrata da inizio anno. L’impatto con la serie A dopo l’ottima esperienza in A2 era stato problematico, ma nella striscia di 5 vittorie di Cremona Akele si sta rivelando un valore aggiunto sia in attacco, dove garantisce buone spaziature, sia in difesa. Il suo jumper è sempre più efficace e gli consente di acquisire la fiducia necessaria per rendersi utile in diversi aspetti del gioco. Meo Sacchetti e i suoi hanno cambiato marcia, ora Cremona si candida al ruolo di sorpresa di A, già assunto lo scorso anno. 

13° giornata

Siamo entrati in una delle fasi decisive della stagione, molte squadre hanno bisogno di vittorie per poter partecipare alla Coppa Italia che si terrà in febbraio a Pesaro. Nella 13° giornata di serie A spicca la vittoria di Milano a Venezia, mentre riprendono a correre Virtus Bologna e Sassari. Reggio Emilia la spunta nel finale contro Trieste, Pistoia difende le mura amiche e Pesaro è sempre più sola all’ultimo posto dopo la sconfitta a Varese. Roma continua a stupire vincendo a Trento mentre Cantù batte la sorprendente Treviso, priva di Parks. Ma chi sono stati i migliori italiani di giornata? Ci saranno due volti nuovi della rubrica, ma anche alcune certezze.

Giancarlo Ferrero, Varese: Mvp di giornata, non solo tra gli italiani. Contro Pesaro Varese fatica a lungo e se riesce a spuntarla lo deve a capitan Ferrero. Miglior valutazione di giornata per l’esperta ala di Caja, che mette a referto 27 punti, 8 rimbalzi e 2 assist per un PIR di 35. Si tratta della miglior prestazione stagionale per un italiano, statisticamente parlando. Ferrero attacca l’area sui closeout, segna con continuità da 3 (4/6) e subisce 7 falli. Sfiora il career high (28 lo scorso anno a Trieste), consente a Varese di difendere il palazzetto amico contro una Pesaro in netta ripresa e migliora esponenzialmente le proprie medie stagionali. Fino a questa giornata segnava infatti 5 punti di media: contro Pesaro ha dato sfoggio di tutta la sua intelligenza cestistica e di qualità tecniche preziose per la panchina varesina. Per i marchigiani, ancora a secco di vittorie, non tutto è perduto, perché la ritrovata salute di elementi chiave e l’ingaggio dell’ex NBA Troy Williams potrebbero dare la svolta alla stagione.

David Reginald Cournooh, Virtus Bologna: l’eroe inaspettato, il meno atteso, Cournooh. I suoi 15 punti sono il massimo stagionale tra campionato e coppa. Fino a sabato aveva tirato con il 12% da tre, rendendo meno agevole il suo utilizzo in una squadra che ha necessità di tiratori affidabili sugli scarichi. Contro Brindisi, il suo 3/4 dall’arco punisce la scelta di Vitucci di lasciare il suo marcatore libero di aiutare. Sono Cournooh e Pajola gli eroi di giornata per la Virtus: la capolista trova fonti di punti ed energia in due giocatori che hanno meno minuti in rotazione, ma sanno ugualmente rendersi utili. Si tratta di una vera e propria liberazione per Cournooh; una volta sbloccatosi dall’arco, potrebbe guadagnare spazio al fianco dei due fenomeni serbi.

Michele Vitali, Sassari: l’impressione di inizio stagione ha fondamenti sempre più solidi. Sassari ha firmato uno dei migliori italiani disponibili. Michele Vitali è fenomenale nella sua precisione. Fino a questo momento parliamo del 54% da due, 48% da tre e 88% ai liberi in campionato. Una macchina, un giocatore davvero efficiente in attacco e in difesa. Al momento Michele si trova al 2° posto assoluto per percentuali dall’arco, dietro al solo Mezzanotte. Nella vittoria interna contro la Fortitudo segna 16 punti, cattura 6 rimbalzi e aggiunge 3 assist al ricchissimo tabellino. Ma soprattutto non sbaglia mai, qualsiasi sia la soluzione offensiva scelta. In uscita dai blocchi, palla in mano, arresto e tiro, piazzato, floater. Vitali segna in qualsiasi modo possibile, Sassari vince una difficilissima partita contro la Fortitudo e insegue Bologna al secondo posto in classifica.

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: l’esterno di Antimo Martino è una presenza fissa nei migliori quintetti di italiani, anche quando la sua squadra perde. Sfida difficilissima per la Fortitudo a Sassari, ma Pietro conduce i suoi avanti in avvio e li mantiene a contatto quando Sassari cerca di allungare nella ripresa. Chiude con 20 punti ed elude più volte la difesa di Dyshawn Pierre, non certo un cliente facile per fisicità e rapidità. Pietro è letale nell’arresto e tiro, una soluzione sempre meno utilizzata nella pallacanestro odierna. Grazie a questa prestazione si mantiene al 5° posto nella classifica scorer. Perdere in questo modo fa meno male: la Fortitudo ha dimostrato di potersi battere degnamente con le migliori del campionato anche lontano dal PalaDozza, e rimane comunque tra le prime 8, in piena corsa per un piazzamento in Coppa. 

Leonardo Candi, Reggio Emilia: la squadra di Buscaglia rischia di perdere tra le mura amiche contro Trieste, ma riesce a rimediare alla débacle dei quarti centrali mettendo 29 punti nell’ultimo periodo e vincendo poi sulla sirena. Il canestro della vittoria è di Mekel, ma senza Leonardo Candi la rimonta non sarebbe stata possibile. Il classe ’97 gioca l’intero 4° quarto mettendo 9 punti, realizzando una tripla e un gioco da 3 punti di vitale importanza per tenere Reggio in partita. È giusto premiare la prestazione completa di un giocatore spesso usato come specialista difensivo. Contro Trieste Candi non si limita a passare forte sui blocchi, permettendo a Buscaglia di limitare i palleggiatori avversari, ma si rende protagonista in attacco nel momento cruciale del match. Grazie a lui Reggio Emilia mantiene vive le speranze di partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia. 

La 14° giornata di serie A vede la seconda caduta della capolista Virtus Bologna, sconfitta a Sassari ma ancora in vetta alla classifica. Le VuNere dovranno affrontare una doppia sfida molto impegnativa contro Fortitudo e Milano: riusciranno a mantenere la vetta della classifica a inizio 2020?

Nel frattempo, si accende la lotta per un posto in Coppa Italia. Roma cade in casa contro Brescia, Venezia risale vincendo a Reggio mentre Cremona e Fortitudo continuano a stupire. La vittoria di Pistoia contro Pesaro sembra condannare i marchigiani, ancora fermi a 0 punti in classifica. 

Ma chi sono stati i migliori italiani della 14° giornata?

Nicola Akele, Cremona: dall’arrivo di Happ, Cremona ha decisamente cambiato passo in stagione e si trova ora al 5° posto in classifica. Una vittoria nelle prossime due gare significherebbe darsi la chance di difendere la Coppa Italia, vinta l’anno scorso contro ogni pronostico. Contro Varese esordisce Malachi Richardson, si conferma stella Ethan Happ, ma brilla l’intero gruppo degli italiani. Akele registra il career-high con 21 punti, molti dei quali arrivati in un quarto periodo decisamente ispirato dall’arco. Varese aveva ormai mollato la presa, ma Akele ha saputo dare un contributo costante anche con la gara in bilico, per poi togliersi la soddisfazione personale nel finale. Il classe ’95 è in netta crescita e Sacchetti può confidare su un 4 titolare dalle caratteristiche perfette per accoppiarsi con Happ.

Awudu Abass, Brescia: Roma viene dominata da una Leonessa che non lascia il minimo spazio a dubbi. In una prestazione corale della squadra di Esposito, in cui nessuno eccelle e nessuno demerita, si fanno notare gli italiani. Abass toglie Buford dalla partita, privando Roma di uno dei suoi terminali offensivi più pericolosi. La sua difesa nelle fasi iniziali della gara è fondamentale per sottrarre agli avversari ogni possiblità e far uscir di partita il pubblico. Il tabellino di Awudu recita 13+4 rimbalzi+4 assist, ma non dice quanto sia stato decisivo dal punto di vista difensivo. Brescia riesce a ovviare all’assenza di Horton grazie alla firma di Silins, ottimo contro Roma, e all’extra effort di Abass, sempre più al centro del progetto Germani.

Giacomo Sanguinetti, Cremona: sorpresa di giornata? Migliore prestazione tra gli italiani? Sanguinetti potrebbe essere definito sorpresa, ma gioca sotto la guida di Meo Sacchetti, un coach abituato a far rendere chiunque oltre ogni più rosea aspettativa. Cremona è ancora in attesa del ritorno di Diener, ma si consola con la prestazione incredibile di Giacomo Sanguinetti. Per lui 10 punti, 5 rimbalzi e 5 assist ma soprattutto più 24 di plus minus senza aver giocato il finale di partita, quando Cremona allunga il divario con Varese. Questo significa che Sanguinetti è stato davvero decisivo ogni volta che ha messo piede in campo, dando inizio ai parziali positivi per i suoi. Mayo non riesce a contenerlo e concede penetrazioni, scarichi e conseguenti vantaggi per l’attacco cremonese. Per il classe ’90 si tratta del career-high e della miglior prestazione di sempre in serie A, completa da ogni punto di vista.

Filippo Baldi Rossi, Virtus Bologna: seconda sconfitta in campionato per la capolista a Sassari, contro una squadra in ottima forma. Non bastano le doppie-doppie di Teodosic e Baldi Rossi per contrastare lo strapotere atletico di Pierre ed Evans. Da evidenziare la prima pausa in stagione per Ricci, che viene però degnamente sostituito da Baldi Rossi grazie a una prestazione da 12 punti e 10 rimbalzi, di cui tre offensivi. Si tratta della miglior prestazione annuale per punti, rimbalzi e PIR. Trovare una valida opzione in pop dopo il blocco potrebbe essere vitale per la Virtus, perché le prossime due sfide sono con Fortitudo e Milano, entrambe molto ostiche. Le difese iniziano a togliere il servizio al rollante, perciò la mira dall’arco (33% in stagione) di Baldi Rossi dovrà migliorare per fornire soluzioni extra. Sarà necessario l’apporto di tutti per provare a ritrovarsi in testa alla classifica a inizio 2020.

Brian Sacchetti, Brescia: se Brescia è 4° in classifica, a una vittoria dalla qualificazione alla Coppa Italia, lo deve in gran parte a giocatori di sicura affidibilità come Brian Sacchetti. Raramente premiato per roboanti prestazioni in termini statistici, Sacchetti è da anni uno dei giocatori più sottovalutati del campionato. Dove gioca lui, le squadre hanno spesso successo. Casualità? Contro Roma, il figlio di Meo mette a tabellino 8 punti e 8 rimbalzi, limitando per quanto possibile Alibegovic, l’unico in partita tra i padroni di casa. Per la corsa alla Coppa Italia ci sarà bisogno del suo contributo, a Brescia manca solo una vittoria per la certezza.

La 15° giornata si apre con il derby natalizio di Bologna, dominato dalla Virtus dall’inizio alla fine. Le VuNere rimangono così in vetta alla classifica, con Sassari seconda a inseguire. Brescia vince contro Cremona la partita più intrigante di giornata, mentre Brindisi e Venezia ottengono vittorie fondamentali in ottica Final Eight di Pesaro. Continuano a perdere Trieste e soprattutto Pesaro, ancora ferma a 0 punti in classifica.

Ma chi sono stati i migliori italiani della 15° giornata?

Luca Vitali, Brescia: la Germani fatica per 2 quarti contro un’ottima Cremona, ma piazza il parziale decisivo dopo il rientro dagli spogliatoi e rimane al 4° posto in classifica. Il play di coach Esposito è decisivo per la rimonta dei suoi, perché nel 3° periodo aggiunge ai 4 punti altrettanti assist per i compagni. Il parziale di 28-15 così creato è decisivo per indirizzare la partita. Vitali è al secondo posto nella classifica assistman con 6.3 di media, dietro al solo Teodosic. I 10 assist messi a referto in questa giornata lo portano inoltre al 2° posto all-time nella classifica generale, in cui supera Riccardo Pittis e insegue il solo Gianmarco Pozzecco al primo posto.

Cremona era un ottimo test per Brescia, in quanto squadra in forma e reduce da un periodo di vittorie, seppur gravata da qualche assenza. Esposito e i suoi sorpassano l’ostacolo; a una partita dalla fine del girone d’andata, avrebbero il fattore campo ai playoff. Alzi la mano chi li avrebbe pronosticati in quella posizione.

Michele Vitali, Sassari: ormai una presenza fissa nel miglior quintetto di italiani, Vitali si conferma nella difficile trasferta di Treviso. La squadra di Menetti inizia a calare dopo un inizio sorprendente, mentre Sassari continua a tenersi attaccata alla Virtus nei piani alti della classifica. Vitali segna 19 punti con la solita precisione dal campo (5/7) e dalla lunetta (6/6). In stagione le percentuali sono clamorose per un esterno: 53% da due, 49% da 3 (1° in tutta la serie A per percentuale dall’arco). L’esperienza ad Andorra lo ha reso un giocatore migliore, ora Michele Vitali può contendere per il titolo di miglior italiano di serie A.

Awudu Abass, Brescia: una delle chiavi del successo di Brescia in stagione – lo ricordiamo, oltre al 4° posto in campionato Brescia si trova al secondo girone di Eurocup – è la crescita di Awudu Abass. Contro Cremona veste i panni della stella di Brescia: se Vitali aiuta i compagni, Abass finalizza, chiudendo con 18 punti e il solito contributo a rimbalzo (8 a referto, molti di più i palloni toccati o indirizzati verso i compagni). Con i 13.4 di media Abass pareggia la stagione scorsa, la migliore a livello personale ma più problematica a livello di squadra. Influire in questo modo in un roster superiore e di maggior successo è un risultato notevole per uno dei migliori italiani di Serie A.

Luca Campogrande, Brindisi: contro Reggio Emilia arriva il career-high per la guardia romana classe ’96. I 17 punti segnati migliorano lo score di 16 dello scorso anno. Risulta decisivo per Brindisi nel secondo quarto, perché segna tutto quello che esce dalle sue mani. Infallibile, traccia il solco decisivo nella sfida. Reggio Emilia non saprà più riprendersi, e Brindisi elimina così gli emiliani dalla corsa alle Final Eight di Pesaro. Grande la soddisfazione personale per Campogrande, che segnava 3.4 punti di media prima di questa partita. La sua percentuale da 3 punti (42%) potrebbe renderlo un’arma per coach Vitucci, alla ricerca di produzione dalla panchina. Se Brindisi dovesse riuscire a trovare con continuità produzione offensiva da parte degli italiani, diventerebbe cliente difficile per chiunque.

Leonardo Totè, Pesaro: la squadra marchigiana rimane a 0 punti in classifica, perdendo ancora in casa contro Cantù. Leonardo Totè è una delle poche note positive in un roster in enorme difficoltà dal punto di vista difensivo: Pesaro è ampiamente prima per punti concessi (91!) e per rimbalzi avversari. Il lungo ex Jesi classe ’97 mette a referto 17 punti e 9 rimbalzi, mostrandosi una minaccia in attacco. Ci sono ancora molti margini di miglioramento nella metà campo difensiva, sia in single coverage sia in aiuto, ma Leonardo e Paul Eboua potrebbero crescere nel corso della stagione e aiutare Pesaro a risalire in classifica. Al momento la situazione è disperata, ma con l’esplosione di qualche giovane potrebbe rinascere la speranza.

La penultima giornata del girone di andata annuncia altri verdetti per la partecipazione alla Coppa Italia. Bologna, Sassari, Brescia, Milano e Brindisi sono già certe di un posto, mentre gli ultimi 3 rimangono contesi da Cremona, Fortitudo, Venezia, Reggio Emilia, Varese, Cantù e Trento. Grande battaglia dunque al centro della classifica, ma l’evento saliente del 16° turno si è tenuto a Bologna, dove la capolista Virtus ha vinto contro la Milano del grande ex Messina. I bolognesi rimangono così saldamente in vetta, mentre l’Olimpia abbandona il progetto d’aggancio in classifica. 

Ma chi sono stati i migliori italiani della 16° giornata? Ci sono state alcune prestazioni straordinarie, sia da parte di elementi già visti in rubrica sia da volti nuovi.

Awudu Abass, Brescia: straordinaria partita dell’ex per Awudu Abass, che si scatena a Cantù dopo averla lasciata anni fa da capitano. Il suo dominio è totale per l’intera durata della partita. Ai 20 punti aggiunge 8 rimbalzi e indirizza la gara dal primo quarto, mettendo 10 punti nei primi minuti. In seguito, la sua partita ha meno picchi offensivi ma l’efficacia sui due lati del campo rimane inalterata. Brescia al momento si trova al terzo posto in classifica, un risultato decisamente inaspettato a inizio anno. Abass è sempre più a suo agio e sta assumendo il ruolo di stella anche a Brescia, dopo averlo fatto proprio a Cantù nella stagione 2015/2016.

Fabio Mian, Trento: una serata straordinaria al tiro porta la guardia di Trento nella top 5 degli italiani per la prima volta in stagione. In soli 14 minuti sul parquet, Mian mette a referto 21 punti con 5/9 dall’arco, spaccando la partita contro Varese nel 2° quarto. La squadra di Caja subisce le sue fiammate dall’arco e subisce 14 punti in una sola frazione di gioco. Sarà il divario che deciderà la partita poi vinta da Trento in una Varese fino a questo momento difficilmente espugnabile. Per Mian si tratta del season-high. Era stato escluso dalle rotazioni di Brienza per un brevissimo periodo, ma ora è tornato fondamentale in uno dei periodi decisivi della stagione. Trento risale la classifica e si rimette in lotta per uno dei primi 8 posti del girone d’andata.

Matteo Da Ros, Trieste: volto nuovo per la rubrica ma da anni certezza per Trieste, Da Ros sfodera una prestazione eccezionale per aiutare i suoi a chiudere la striscia di sconfitte. Contro una Fortitudo scossa dall’esito negativo del derby, il lungo segna 15 punti con 6/9 al tiro, cattura 5 rimbalzi e aggiunge 3 recuperi, diventando così il migliore dei suoi per un’imprescindibile vittoria. Trieste risale a 8 punti, allontanando ulteriormente Pesaro ferma a 0 e riavvicinandosi a Pistoia. In settimana si vociferava di possibili tagli a roster: forse anche le extra motivazioni derivate da tale minaccia hanno inciso nell’esito della partia. Per Da Ros ovviamente non ci sarebbe bisogno di ulteriore spinta, perché il suo contributo raramente manca, pur senza l’exploit offensivo di questa giornata. I problemi di Trieste riguardano per lo più il piano difensivo; la Fortitudo è stata ben contenuta, ma era un avversario dalle qualità atletiche inferiori alla media per la serie A.

Andrea De Nicolao, Venezia: Pesaro si presenta con lo spirito giusto a Venezia, ma i campioni in carica hanno necessità di una vittoria per mantenersi in corsa per la Coppa Italia. Andrea De Nicolao è la guida per la squadra di coach De Raffaele, segna 16 punti e aggiunge 6 rimbalzi e 6 assist, innescando un devastante Mitchell Watt. Si tratta della miglior prestazione stagionale per il play in termini di punti. Non a caso è occorsa contro la peggior difesa di serie A: Pesaro lotta, ma ha ancora troppi problemi nella sua metà campo. Finché saranno 98 i punti subiti, non ci sono possibilità di vittoria in A. De Nicolao sembra aver trovato il suo sistema ideale a Venezia. Se Goudelock dovesse tornare in forma, si prospetterebbe un reparto guardie decisamente competitivo per difendere lo scudetto.

Daniele Cavaliero, Trieste: la guardia di Trieste è uno dei giocatori storicamente più bersagliati dai tifosi della Fossa. Contro la Fortitudo, le motivazioni erano al massimo: doveva rispondere ai tifosi avversari e risollevare la sua squadra, proveniente da una lunga striscia di sconfitte. I 14 punti, 6 rimbalzi e 3 assist rappresentano una delle migliori stagionali in termini statistici, giunta nel momento di massimo bisogno. Il gruppo di italiani di Trieste ritorna con vigore nella classifica dei migliori di giornata; senza questo tipo di contributo da parte di Da Ros e Cavaliero, la Fortitudo avrebbe forse potuto dimenticare l’amara sconfitta nel derby. Al contrario, Antimo Martino dovrà sfruttare la settimana per rintuzzare il morale dei suoi.

Il punto di Overtime sul girone di andata

La 17° giornata chiude il girone di andata di Serie A. Si possono trarre le prime conclusioni: la Virtus non è un fuoco di paglia ma una vera protagonista della lotta scudetto, anche grazie a Teodosic, capace di decidere le partite come fatto contro Trento.

Sassari e Brescia sono squadre di altissimo livello anche in Europa, pur con piccoli problemi per ora trascurabili (McLean per Pozzecco, l’infortunio di Horton per Esposito).

Milano patisce il doppio impegno, ma rimane la principale pretendente per lo scudetto ed è in piena corsa in Eurolega. I dubbi esistono, alcuni stanno per essere scacciati (Mack), altri rimangono (Aaron White). Senza Nedovic Milano è molto più vulnerabile non solo in ottica Final Eight, ma anche pensando ai futuri playoff.

Cremona è una delle sorprese di stagione, sempre che si possa definire tale una squadra allenata da Meo Sacchetti. L’arrivo di Ethan Happ ha elevato il livello dei compagni, ora più liberi grazie alla pericolosità dell’ex Olympiacos. Una volta rimessi in forma Diener e Stojanovic, Cremona potrebbe essere uno spauracchio anche ai playoff.

La Fortitudo si trova inaspettatamente al 6° posto, nonostante l’assenza di Sims in avvio e un gioco a ritmo basso poco frequente in Italia. Squadra di veterani e a forte impronta italiana, la Fortitudo potrebbe calare ma è quasi imbattibile in casa, perché la Fossa è un valore aggiunto che nessun altro ha.

La Brindisi di Vitucci patisce il doppio impegno perché ha rotazioni corte, ma sulla gara singola può battere chiunque. Banks viaggia a medie da Mvp e gli italiani Zanelli e Gaspardo iniziano a offrire contributo dalla panchina.

Venezia per ora ha deluso. La difesa e la fisicità non mancano, ma servirebbero più punti dal reparto guardie, in attesa di Goudelock. Perché non sfruttare maggiormente anche Udanoh?

Se Varese e Cantù possono dirsi tutto sommato soddisfatte della stagione, pur avendo mancato per un soffio l’accesso alla Coppa Italia, lo stesso non si può dire per Trento e Reggio Emilia, partite con alte ambizioni a inizio anno.

L’innesto di Ragland potrebbe portare Cantù più in alto, mentre per Trento si presenta un periodo duro con il secondo girone di Eurocup. Alla Reggio di Buscaglia manca il fuoco interiore che consente ad altre squadre di vincere le partite. Sembra ci si accontenti della situazione attuale.

Roma e Treviso hanno stupito a inizio anno ma sono calate di recente, anche a seguito di alcuni problemi fisici. Il rendimento di Dyson e la salute di Nikolic saranno imprescindibili per Bucchi e Menetti, che rimangono tra i migliori allenatori in stagione per rapporto materiale umano-risultati prodotti. Pistoia sembra in grande crescita e Justin Johnson è un americano di livello altissimo per una squadra in lotta per non retrocedere. Trieste aggiungerà Ricky Hickman, ma manca di potenza nel pitturato e costanza fisica negli esterni.

Pesaro ha ancora 0 vittorie dopo un intero girone. Ad oggi, difficile pensare che si possa salvare, anche se i giovani a disposizione, tra cui Totè ed Eboua, hanno iniziato ad adeguarsi al ritmo della serie A.

Ma chi sono stati i migliori italiani della 17° giornata di serie A?

Marco Spissu, Sassari: l’inseguitrice della Virtus in vetta alla classifica continua la sua striscia arrivando a 7 vittorie consecutive in campionato. A Pistoia la squadra di Pozzecco trova più difficoltà del previsto, perché i padroni di casa, pur nettamente inferiori sulla carta, non cedono terreno e rimangono in partita fino alla fine. C’é quindi bisogno del miglior Marco Spissu nella seconda frazione di gioco, in cui Sassari riesce a mettere la testa avanti e portare a casa il risultato. Il play sardo mette 15 punti con il 100% al tiro, tutti nel 3° e nel 4° periodo, offrendo una prestazione perfetta nel finale. Le sue triple spezzano le speranze di upset di Pistoia, e Pozzecco e i suoi rimangono al secondo posto in classifica nonostante una partita meno positiva del solito da parte di Pierre ed Evans.

Awudu Abass, Brescia: l’ala di Brescia è ormai una costante nel nostro quintetto, grazie a prestazioni superlative per tutta la seconda parte del girone di andata. Parliamo di uno dei migliori italiani di Serie A, non più un giocatore di contorno ma una stella per la Leonessa, che vince anche contro Venezia e raggiunge il 3° posto in classifica. Coach Esposito può certamente dirsi soddisfatto della stagione dei suoi fino a questo momento, sia in Eurocup sia in campionato. Contro la Reyer la sfida era ardua, perché i veneziani cercavano la vittoria per raggiungere le Final Eight senza dipendere dai risultati altrui. In un primo tempo in cui dominano le difese, Abass è il migliore dei suoi, ma si scatena soprattutto nella seconda metà di gioco. Lo score finale recita 22 punti, 5 rimbalzi e due recuperi con 0 palle perse e 28 di valutazione. Pur senza eccellere dall’arco (2/9), Abass riesce a garantire a Brescia i punti necessari per vincere contro i campioni d’Italia in carica. Iniziare in questo modo il 2020 non può che essere di buon auspicio per Brescia, che si appresta alle imminenti sfide del secondo girone di Eurocup, in cui ritroverà proprio Venezia.

Michele Ruzzier, Cremona: da vero play, conduce i suoi a una vittoria contro Brindisi per niente scontata. Nella 17° giornata chiude il girone di andata con una prestazione da 18 punti che costituisce il season-high, tirando 5/7 dal campo. Seppur contro una squadra non nota per la sua difesa sugli esterni, Ruzzier incanta per la sua precisione sia al tiro sia nella gestione dei ritmi di squadra. Happ e Saunders vengono perfettamente innescati e Cremona chiude il girone al 5° posto, un risultato totalmente inaspettato dopo un avvio difficoltoso e gli infortuni a elementi chiave del roster.

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: classica prestazione dell’ex per Aradori contro Reggio Emilia. Ciò che non gli era riuscito la sera di Natale contro la Virtus viene messo in atto contro la squadra di Buscaglia, che ha poche armi in difesa per contenerlo. 14 dei suoi 18 punti arrivano nella seconda metà di gioco, in particolare i 10 nel quarto conclusivo non lasciano spazio per possibili rimonte reggiane. Si trattava di un dentro o fuori per la Coppa Italia: la Fortitudo in casa non può fallire e si gode il momento di rivalsa dopo due sconfitte esterne decisamente frustranti. Oltre ad Aradori, una presenza abituale in questo quintetto, si fa notare anche Matteo Fantinelli, che domina le guardie reggiane con la sua fisicità. Buscaglia ordina di passare in quarta sui blocchi per lui, come fatto da Djordjevic nel derby e da molti altri coach di Serie A. Questa volta, Fantinelli risponde con un 2/2 dall’arco, dimostrando di poter esser pericoloso anche dal palleggio se battezzato dalla difesa.

Paul Eboua, Pesaro: ancora una volta un losing effort per i marchigiani, che non riescono a levare la casella 0 alla voce vittorie nemmeno in casa contro Trieste. Tuttavia, Eboua domina la partita per lunghi tratti, controllando i tabelloni con 9 rimbalzi a referto e convertendo spesso i suoi sforzi sotto al ferro. I suoi 20 punti sono il career-high in serie A. Classe ’00, camerunense di cittadinanza italiana, Eboua è un prospetto a medio termine per il nostro basket, perché combina potenza fisica e rapidità a un tocco non indifferente per un diciannovenne. Deve sicuramente migliorare in termini di costanza e comprensione nel gioco, ma risentiremo parlare di lui, a Pesaro o altrove.

Il girone di ritorno – 18° giornata

Nella prima giornata del girone di ritorno Pesaro, ultima in classifica, sbanca clamorosamente il PalaDozza raggiungendo il primo successo in campionato. I marchigiani sono ancora ben lontani dalla salvezza e la stagione sembra ormai compromessa, ma la vittoria contro la Fortitudo riaccende la speranza. Le altre squadre in fondo alla classifica, Trieste e Pistoia, perdono entrambe in casa contro Venezia e Trento. La clamorosa prestazione di Alessandro Gentile scaccia le perplessità riguardanti la gestione Brienza e rimette Trento all’inseguimento delle prime 8. La partita più entusiasmante del turno ha visto Brindisi sbancare Cantù grazie a un Adrian Banks in pole position per l’Mvp di stagione. Vincono e convincono Virtus e Olimpia Milano, rispettivamente a Roma e contro Treviso. Bucchi dovrà cercare di infondere nuova convinzione nel suo leader Dyson, apparso avulso dal sistema dei capitolini. Perde anche Reggio Emilia, ormai in piena crisi di risultati. In casa contro Brescia Buscaglia non riesce ad arginare Luca Vitali, che mette in ritmo i suoi e fa continuare il momento magico della Leonessa.

Ecco i migliori 5 italiani del 18° turno di Serie A:

Luca Vitali, Brescia: se Brescia è terza in campionato e stupisce in Eurocup, deve molto al suo leader indiscusso, Luca Vitali. A Reggio Emilia fa registrare una doppia doppia da 10 punti e 10 assist, aggiungendo 5 rimbalzi per un tabellino decisamente ricco. Se i punti arrivano per lo più nel finale, gli assist sono ben distribuiti nel corso della gara, e consentono di innescare i tiratori bresciani. Sacchetti apre il break nel 2° quarto innescato proprio da Vitali: la difesa reggiana tende a collassare in area e i tiratori di Brescia puniscono puntualmente dall’arco. Nei prossimi giorni si aggregherà a roster Travis Trice, che sarà il cambio di Vitali capace di consentire a Laquintana di agire da guardia. Mantenere fresco Vitali è la chiave per la stagione di Brescia, perché con lui in campo l’intero roster rende al meglio.

Alessandro Gentile, Trento: un tornado si è abbattuto su Pistoia. Alessandro Gentile sfodera una prestazione mostruosa fuori casa, segnando 30 punti con 14/18 da 2 e prendendo 7 rimbalzi di cui 3 offensivi. Decisamente troppo per le possibilità di reazione dei padroni di casa, sorpresi da una Trento altalenante in stagione ma capace di rialzarsi nei momenti di maggiore difficoltà. I prossimi incontri di Eurocup saranno già decisivi, ma anche il campionato richiede molte energie per sperare di rientrare tra le prime 8. Gentile, troppo spesso criticato per la sua meccanica di tiro (anche a Pistoia 0/3 da 3 e 2/6 ai liberi), sarà il giocatore chiave. Sulle sue spalle ricardà il peso del destino di Trento; su di lui si concentreranno le attenzioni, su di lui si catalizzeranno elogi e critiche. Come sempre, Alessandro Gentile risponderà sul campo, grazie a momenti da Mvp come quello di Pistoia.

Matteo Tambone, Varese: la squadra di coach Caja perde a Sassari, ma rimane a lungo in partita contro gli isolani, al secondo posto in classifica e nettamente favoriti. Il migliore per Varese è Matteo Tambone, che fa registrare il career-high di 22 punti con 5/6 da due e 4/9 da tre. Pur trattandosi di un losing-effort, è un segnale importante per la squadra e l’allenatore, perché Mayo è calato rispetto ai primi mesi e ci sarà bisogno di un maggiore contributo da parte delle altre guardie, Tambone in primis. Fino a questo momento, il play di Caja ha segnato 6.4 punti di media, ma ora dovrà crescere ulteriormente sfruttando lo spazio che si è guadagnato sul campo.

Leonardo Totè, Pesaro: dopo Eboua, ecco un altro lungo pesarese nella nostra classifica. I due giovani si alternano nelle prestazioni e questa volta tocca a Totè, fondamentale per la vittoria pesarese al PalaDozza. La doppia-doppia a referto da 12 punti e 10 rimbalzi arriva contro una coppia molto ostica come quella formata da Sims e Daniel. Sebbene il primo abbia in effetti dominato contro Pesaro, unico tra i biancoblu oltre ad Aradori, Totè ha saputo farsi valere sotto i tabelloni catturando ben 5 rimbalzi offensivi. È in netta crescita in questo campionato, ma probabilmente avrebbe bisogno di essere impiegato da 4 se volesse davvero diventare un giocatore da piani più alti. Al tempismo in aiuto sa abbinare una buona mano anche dalla media e dalla lunga, ma gli manca il peso per reggere il confronto contro molti centri di serie A. Pesaro, dopo la prima vittoria, punta a ottenerne una tra le mura amiche: Totè dovrà farsi trovare pronto.

Pietro Aradori, Fortitudo Bologna: non basta un Aradori on fire nella seconda metà di gara per completare la rimonta della Fortitudo. Pietro segna 17 dei suoi 21 punti tra 3° e 4° periodo, mettendo paura a Pesaro, inopinatamente in vantaggio di 7 lunghezze all’intervallo lungo. Nonostante ciò, gli sforzi fortitudini non bastano e la squadra di Martino cade tra le mura amiche contro Pesaro, priva di vittorie in stagione fino all’ultimo weekend. Aradori potrà fregiarsi del titolo di miglior scorer italiano (16 di media in stagione, 5° posto assoluto), ma deve assolutamente contribuire in maniera diversa in difesa. Il suo diretto avversario spesso può imperversare nell’area fortitudina sfruttando le indecisioni di Aradori nella sua metà campo. Ovviamente, se la Fortitudo è tra le prime 8 molto merito va alla talentuosa guardia ex Virtus, ma per fare uno step ulteriore sarà necessario un miglioramento anche da parte sua.

La 19° giornata vede proseguire la corsa del trio in testa, mentre nulla cambia nella parte bassa della classifica. La Virtus si sbarazza di Pistoia senza grossi problemi, dilagando nel finale, e lo stesso fa Sassari in casa del fanalino di coda Pesaro. Stupisce maggiormente il successo di Brescia su Milano, sebbene i periodi di forma delle due squadre lasciassero ipotizzare una vittoria per gli uomini di Esposito. Brescia è infatti in una striscia di 7 vittorie consecutive in campionato, trascinata dai suoi italiani, Vitali e Abass in testa. L’allenatore della Leonessa si è espresso in tema di regolamento riguardante gli italiani, venendo attaccato da più parti: chi potrebbe però esprimere dubbi sulla validità dell’attuale “protezionismo”, se non chi guida la squadra in cima alla classifica per minutaggio concesso agli italiani?

Lasciando da parte la politica, andiamo a rimarcare quali siano state le migliori prestazioni dei nostri atleti nella 19° giornata.

Simone Fontecchio, Reggio Emilia: una prestazione balistica strabiliante (58% da 3) porta la Grissin Bon alla vittoria esterna a Trento, consentendo agli emiliani di respirare dopo un lungo periodo di crisi. Insieme a un inarrestabile Johnson-Odom, Fontecchio è il principale artefice del trionfo reggiano, perché non sbaglia praticamente nulla per tutta la gara: 20 punti con 6/7 da tre, 4 rimbalzi (oltre a un’infinità di palloni toccati sotto ai tabelloni) e una difesa impeccabile su Alessandro Gentile, il principale pericolo per Buscaglia nel ritorno a Trento. Per l’ala ex-Olimpia si tratta del season-high, messo a referto proprio nel momento più delicato della stagione, quando un’altra sconfitta avrebbe potuto causare una vera rivoluzione nel roster degli emiliani. Fontecchio sfodera tutte le sue qualità offensive: se continuerà la stagione con questa fiducia al tiro e sarà più convinto in penetrazione, potrà diventare un fattore in grado di trascinare Reggio in zona playoff.

Michele Vitali, Sassari: la squadra di Pozzecco è un organismo capace di mettere in risalto le sue parti migliori, celando temporanee lacune. L’assenza di Evans avrebbe potuto rendere la vita più difficile del previsto a Pesaro, ma Pierre, Spissu e Michele Vitali sono inarrestabili. Il fratello di Luca offre una prestazione completa, mette a referto 16 punti, 6 rimbalzi e 6 assist senza forzare, mantenendo il 66% dal campo. È una delle prime opzioni offensive per i sardi, perché dispone di una gamma di scelte seconda a pochi in Italia: è letale lontano dalla palla, sa giocare il pick ‘n’ roll da passatore ma anche finire al ferro. Un sottovalutato atletismo lo rende anche fastidioso in difesa: come si può notare, un giocatore completo, tornato in Italia dopo un’esperienza all’estero altalenante ma fruttuosa e ormai pronto a candidarsi per il primo quintetto stagionale degli italiani.

Matteo Tambone, Varese: la guardia agli ordini di coach Caja ripete l’ottima prestazione della settimana scorsa a Sassari, ma questa volta la sua squadra riesce a cogliere la vittoria contro Trieste. Varese sta costruendo le sue fortune tra le mura casalinghe, e Tambone è ormai un elemento imprescindibile nelle vittorie dei lombardi, importante soprattutto per mantenere qualità nella circolazione perimetrale e attaccare il ferro quando necessario. Nel terzo quarto arrivano 6 dei suoi 14 punti, quando Varese crea un solco poi incolmabile per una pur indomita Trieste. Tambone sta vivendo uno dei migliori periodi di forma dell’anno ed è quasi perfetto dal campo (6/7) quando si mette in proprio, ma soprattutto riesce a mettere a tabellino 4 assist, importanti in un sistema offensivo che richiede continui movimenti e servizi a taglianti e tiratori. I 29′ trascorsi in campo dimostrano quanto Caja si fidi di lui in questo momento: la chiave del suo successo sarà mantenere questo elevatissimo livello.

Giampaolo Ricci, Virtus Bologna: se è vero che la capolista passeggia contro Pistoia, non si può però sminuire la prestazione clamorosa di Ricci, che segna 22 punti con 8/11 dal campo per 24 di valutazione totale, entrambi season-high per la serie A. In assenza di Gamble, tenuto a riposo, la Virtus ha bisogno di punti nel pitturato da parte di altri giocatori: l’ex Cremona risponde presente fin dal primo quarto, poi si esalta in transizione innescato da azioni spettacolari e conclude con precisione dall’arco. L’impressione è che l’esperienza in Eurocup stia servendo a Giampaolo per compiere lo step decisivo in carriera. Contro i veterani incontrati in Europa può ancora faticare, ma proprio grazie all’abitudine a un livello superiore in Italia sta diventando davvero decisivo sotto tutti i punti di vista. È una certezza per Djordjevic e fa sempre quanto richiesto, punti, assist, rimbalzi ma soprattutto movimenti intelligenti senza palla per liberare spazi.

Niccolò De Vico, Cremona: volendo premiare uno degli italiani di Cremona, l’ex Reggio Emilia prevale sul pur ottimo compagno Ruzzier (11 di cui 8 nella seconda metà di gara) entrando nel quintetto di giornata. La sua performance non è forse straordinaria per cifre (10 punti con 8/9 ai liberi e 4 rimbalzi), ma il suo plus-minus di +18 è il migliore della squadra; sebbene sia una statistica da considerare nel suo contesto, è un ottimo indicatore della concretezza dell’ala di Sacchetti, capace di sfruttare al meglio in minuti concessi allargando il campo e rendendosi utile senza richiedere una gran mole di possessi. A Reggio si rimpiange la sua voglia di lottare e di fare la serie di piccole cose utili per la squadra, mentre ora Cremona si gode un elemento di sicuro affidamento dalla panchina.