Alessandro Gentile – La ricerca dell’equilibrio

Pubblicato da Giandamiano Bovi il

Recentemente vi abbiamo parlato della carriera di uno dei giocatori più controversi del campionato italiano, Alessandro Gentile, da sempre al centro delle attenzioni dei tifosi. Nelle ultime stagioni non si fa che parlare dell’involuzione della sua tecnica di tiro, buona nei suoi primi anni in serie A, oggi spezzata e poco efficace. Gli infortuni hanno sicuramente avuto un peso determinante in questo cambiamento, ma molti puntano il dito su una presunta pigrizia, o scarsa voglia di migliorarsi, difficile da determinare in maniera oggettiva. Ci atterremo però ai dati per esaminare quale sia stata la parabola tecnica del giocatore, sempre più propenso al gioco interno e eccelso spalle a canestro, ma meno efficace dalla distanza rispetto al passato.

A Treviso, durante la prima stagione in serie A, la meccanica di tiro è buona, ancora migliorabile ma sicuramente non brutta da vedere né inefficace (31 da 3, 70% ai liberi nel 2010/2011).

L’anno dell’esordio in Eurolega, ovvero quello del passaggio da Treviso a Milano, Alessandro Gentile segna in Europa il 26% delle triple tentate. Un dato non entusiasmante, ma si tratta di un ragazzo diciannovenne alla prima esperienza al massimo livello continentale. Nella stagione seguente, 2012-2013, la percentuale recita 40%, mentre sotto la guida di Banchi ci sono le stagioni più lunghe in Eurolega, ma il dato peggiora all’aumentare dei tentativi, prima 33% poi 30%. Con Repesa, in una stagione tormentata dagli infortuni, 28% in Eurolega e addirittura 16% in Eurocup. A dimostrazione di una volontà di migliorarsi e della capacità di fare autocritica quando necessario, Ale passa l’estate allenandosi sul tiro con Mike Penberthy, uno dei migliori per sviluppare questo fondamentale. Eppure, nemmeno questa soluzione pare aver avuto effetto, perché nell’ultimo spezzone milanese, durante la stagione 2016/2017, tira da 3 con il 21%. Come vediamo dai seguenti video d’esempio, la tecnica di tiro peggiora visibilmente dall’inizio della carriera ai periodi successivi: 

Alcuni highlights della partita in maglia Panathinaikos mostrano da un lato la tendenza a giocare sempre più spalle a canestro, dall’altro un peggioramento nella meccanica di tiro:

Da teenager esterno tuttofare, dalla meccanica di tiro forse migliorabile ma certamente non disprezzabile, è diventato nel corso degli anni un giocatore sempre più interno. Aveva semplicemente affinato le sue migliori qualità, il midrange e l’attacco al ferro, come affermano il numero di tentativi e le percentuali da due, che rispecchiano questo cambiamento nel suo stile di gioco. Se da ragazzino ancora non spettava a lui creare palla in mano, e poteva o doveva attendere sulla linea dei tre punti per poi attaccare, dopo esser stato rivestito del ruolo di leader tecnico Alessandro Gentile si affida sempre più spesso a ciò che sa fare meglio. Le mappe di tiro mostrano al meglio questa variazione di tendenza:

L’infortunio alla mano destra subito a inizio 2016 aggrava ulteriormente la situazione. Ale, per caratteristiche fisiche più predisposto all’attacco al ferro che a stazionare sulla linea da 3, perde ulteriormente fiducia nel suo tiro e la meccanica cambia, probabilmente anche per il fastidio alla mano forte. Il movimento poco fluido del gomito e la parabola piatta rendono la soluzione dalla lunga più prevedibile per i difensori e di minor efficacia rispetto al gioco interno. 

La shot chart di Alessandro al Panathinaikos mostra la sua tendenza a concludere al ferro piuttosto che dalla distanza

D’altra parte, all’evidente peggioramento al tiro dalla lunetta e dalla lunga fa fronte un miglior uso del post basso, che lo rende pericoloso in altri modi rispetto alla gioventù. Ale è anche diventato un miglior passatore sui raddoppi avversari e spesso crea vantaggi per i compagni ribaltando il campo. Forse non è un giocatore peggiore, ma diverso, magari più difficile da contestualizzare tecnicamente in una squadra ma ugualmente capace di vincere partite allo scadere:


Giandamiano Bovi

Giandamiano Bovi

Classe '94, laureato in Ricezione del Classico, aspirante accademico e aspirante giornalista sportivo. L'unico tifo è Reggio Emilia, Kaukenas il giocatore più amato. Ho anche dei difetti, ma cerco di nasconderli.