Milos Teodosic -Lavagna Tattica LBA

Pubblicato da Leandro Nesi il

Milos: the smartest man in the room

Non serve aggiungere tante parole a quelle scritte dall’educatissima penna di Andrea Cassini su di lui, ma l’impatto visivo può aiutare ad apprezzare ancor di più le parole di Andrea, che parlando di Milos Teodosic usa l’espressione: ‘ogni cosa al suo posto‘. 

Domandatevi quante volte abbiate visto giocare Milos Teodosic. Indipendentemente dal numero che risponderete, domandatevi ora quante volte, con Milos in campo, era presente un giocatore che sembrasse più reattivo mentalmente di lui, più pronto di lui, più “intelligente cestisticamente” di lui. 

Milos è la definizione di giocatore dall’IQ spaventoso, capace di giocate geniali e di essere decisivo senza per questo avere un fisico impossibile o doti atletiche sopra la media. 

Insieme a Luis Scola e Sergio Rodriguez è senza grossi dubbi l’acquisto più di spicco dell’anno per quanto riguarda il campionato italiano e proprio per questo, le prime tre lavagne tattiche a tema LBA sono le loro. 

In questa lavagna, lo scopo vuole essere quello di guardare Teodosic “al rallentatore”, immergendosi nella sua visione di gioco e in quella facilità apparente che sembra trasmettere mentre fa cose difficilissime. 

All’occorrenza, il #44 può essere ed è anche un realizzatore: in campionato gira a 15 esatti di media ma, come dimostra il supplementare giocato contro Trieste (9 punti con tre tiri), potrebbe anche farne di più. Il suo obiettivo però rimane quello di servire i compagni, generare canestri facili con assist chirurgici e, almeno un paio di volte a gara, anche immaginifici. 

Proprio per questo nella lavagna non vedrete canestri, ma le sue letture. Di giocatori che fan canestro ne esistono tanti, e anche bravi. Di giocatori che la passano come Milos, invece, “tanti” sicuro non ne esistono. 

Anzi: forse non esiste nessuno che la passa come lui. 

Buona visione delle visioni di un giocatore straordinario: the smartest man in the room. 


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.