NBA Paris, le parole di Michael Jordan e Adam Silver

Pubblicato da Simone Politi il

NBA Paris. A margine della gara vinta dai Milwaukee Bucks contro i Charlotte Hornets Adam Silver (commissioner NBA), Michael Jordan (proprietario dei Charlotte Hornets) e Marc Lasry (co-proprietario dei Milwaukee Bucks) hanno partecipato a una conferenza stampa di presentazione della partita. Tante le domande a MJ e tante anche per Silver. I due proprietari si sono dimostrati molto entusiasti all’idea di inaugurare gli NBA Paris. Qui le loro parole

NBA Paris, le parole dei protagonisti

Adam Silver: Prima di tutto fatemi ringraziare Marc Lasry per i Bucks e Michael Jordan per gli Hornets per essersi presi del tempo in una stagione regolare davvero piena di impegni e per aver portato qui le loro squadre. Sono stati entrambi con tutti noi in questi giorni con le loro squadre, dandoci l’opportunità di fare diversi clinic di giovani giocatori alla presenza delle due squadre. Hanno anche dato la possibilità ai loro giocatori di godersi un po’ la città e per loro stessi è una chance di conoscerla meglio. Fatemi ringraziare anche la città di Parigi, che ha avuto una grande accoglienza. Nell’arrivare qui, abbiamo annunciato di aver esteso il programma che abbiamo già con la Federazione Francese di Basket, che ringrazio, per lavorare a stretto contatto con la comunità grazie ai nostri programmi per giovani, in particolare la Junior NBA, con cui contribuiamo a sviluppare giovani ragazzi e ragazze. Penso, come sapete certamente, che la Francia sia uno dei migliori mercati nel mondo. E credo che non ci siano ancora sufficienti giocatori francesi nella lega considerando la popolazione. Ci sono 10 o 11 giocatori, a seconda se consideriate o meno la G-League, che attualmente giocano in NBA, e alcuni dei migliori giovani della lega sono francesi. Non a caso stasera celebreremo nel pre-partita il grande Tony Parker, 4 volte campione NBA, e avremo l’opportunità di attuare alcuni programmi in città mentre siamo qui. Ah, e torneremo il prossimo anno! Due squadre diverse, ma a gennaio saremo di nuovo in questa stupenda arena. I ragazzi stessi che sono qui oggi vorrebbero ritornarci ma, come gli ho spiegato, tocca a squadre nuove. Lascio la parola a Marc.
Marc Lasry: ripeterei tutto quello che ha detto Adam quindi davvero grazie a tutti.
Michael Jordan: non sapevo quando stesse per arrivare il mio turno. Voglio ringraziare Adam e Marc per averci dato la possibilità di essere parte di tutto questo. Come Hornets, siamo sempre alla ricerca di nuovi modi per estendere la nostra fanbase e darci l’opportunità di essere a Parigi è davvero un onore. Sono passati 23 anni da quando sono stato qui, era il McDonald’s Open, ragion per cui siamo fieri di avere di nuovo questo palcoscenico a disposizione. La gente di Parigi, i ristoranti, tutto qui è fantastico. Di nuovo,
grazie a tutti davvero.
Domanda per MJ: sei stato tante volte a Parigi da giocatore e non, soprattutto negli ultimi anni. Come ti senti coinvolto nel rapporto con la città?
Sono solo un partecipante. Adam sta facendo un grande lavoro nell’espandere la notorietà del brand NBA. La fanbase si è allargata. Vediamo sempre più francesi venire negli States come ha detto lui. Il mio impatto?
Venire qui e mostrare quanto sia divertente questo gioco. Penso che lo vedrete ciò stasera, speriamo dai miei giocatori. Ma anche al di là della gara, penso sia stia capendo sempre di più quanto è divertente il basket.
Domanda per MJ: LeBron James ha superato le statistiche che hai raggiunto in carriera, ma come vedi quello che ha costruito e pensi che possa essere inserito a fine carriera nel discorso sui 3 migliori di sempre?
Michael Jordan: “Chi? Ah, uno che si chiama James, LeBron James? Sta giocando? Non sapevo. Penso che siano epoche differenti, è un giocatore incredibile, uno dei migliori se non il migliore al mondo. So che viene naturale confrontare epoche differenti e si continuerà sempre a farlo. Io sono un suo fan, mi piace molto vederlo giocare e come potete vedere la nostra lega si sta espandendo sul piano del talento. Penso che lui abbia lasciato un segno e continuerà a farlo ancora.
Domanda: Hai detto l’ultima volta che hai giocato qui è stato 23 anni fa durante il McDonald’s Open. Come pensi che il gioco si sia evoluto da allora?
Michael Jordan: In maniera incredibile, penso che il gioco si sia evoluto in modo incredibile da allora. Tutto è cominciato col Dream Team e ci ha portato di fatto a giocare qui. Ora ci sono due squadre diverse a giocare, c’è la Cina, c’è l’Africa, il gioco si sta espandendo e sono felice di essere stato parte dell’espansione. Penso che continuerà ad andare in questa direzione grazie alla passione per questo gioco.
Domanda relativa all’Africa: c’è una partita di RS in Africa all’orizzonte? Ne sareste felici?
Marc Lasry (nato in Marocco): Io sono felice di giocare ovunque. Se ad Adam piace l’idea, si farà, è solo un problema di calendario quindi meglio in pre-season che in RS forse. Molto difficile solo per il viaggio, ma vorremmo provare ad esserne parte.
Silver aggiunge: Non abbiamo dei piani a riguardo in questo momento. Quando fatto nelle estati è portare un insieme di giocatori o una squadra lì, anziché una partita. Ad oggi è meglio l’estate come impatto.
Domanda per Michael Jordan: perché il PSG?
Michael Jordan: Loro sono venuti per fare un accordo con noi, Neymar è un grande fan del brand Jordan e Parigi è il centro della moda e il nostro brand ne è assolutamente parte. Tutto molto facile.
Domanda per Silver: l’NBA tornerà a Parigi nel 2021, ma avete un piano per l’Europa anche nei prossimi anni? E, ai due proprietari, cosa vi ha reso interessati nel venire a Parigi e portare le vostre squadre?
Adam Silver: Si, questi piani ci sono ma non ancora definiti. Dipende anche dalla disponibilità delle arene e c’è un continuo investimento nel migliorarle in Europa, cosa fondamentale con noi. La qualità del gioco internazionale è incredibile, guardate gli All-Star appena nominati! Più del 25% della lega è composto da giocatori internazionali e l’Europa è il bacino principale. Per questo continueremo a investire qui lavorando con le Federazioni. L’unico limite sta nel calendario.
Michael Jordan: Puoi vederlo, siamo tra le due squadre su 30 invitate qui. Penso ce ne siano altre 28 che amerebbero essere al nostro posto. Quindi ogni qualvolta la lega ci invita non possiamo che essere felici per la nostra cultura. Fantastico per i ragazzi che vedono un paese diverso e per fare gruppo. Penso che ogni squadra accetti di buon grado la possibilità di rappresentare l’NBA, ovunque ce lo chieda.
Domanda per MJ: a proposito di Jordan brand, ero solo curioso, ma Zion stanotte ha fatto il suo debutto e ha un contratto con te. Mi chiedevo, anche se ho visto un comunicato a riguardo, che tipo di trattamento abbia ricevuto da te e cosa pensi del suo debutto.
Non riguarda solo me, penso che l’NBA sia fortunata ad avere un ragazzo di talento e con la sua passione. Non è una cosa che gli ho dato io, ci è nato e vuole condividerlo col resto del mondo. Abbiamo identificato in Zion un giocatore di impatto che porterà energia al gioco e possiamo sfruttare la cosa con diverse modalità e su diversi aspetti. Non posso che dire che è un grande opportunità per noi. La lega ha tanti giocatori così, ma siamo fortunati che abbia scelto noi e speriamo di farlo crescere come atleta e come marchio. Certo non possiamo giocare al suo posto, ma ci sentiamo rappresentati nel suo talento, è una grande partnership. Quello che avete visto nella prima partita è solo un assaggio di cosa succederà. Deve fare ancora molto, e la sua passione per il gioco si paleserà nel modo in cui gioca, notizia splendida per la lega e non solo per me.
Domanda per Jordan: i migliori 5 europei oggi e i migliori 5 europei di sempre
Quanto tempo abbiamo? Vuoi mettere a dura prova la mia memoria. Toni Kukoc è il numero uno, tutti voi sapete perchè. Petrovic, Sabonis, devo spiegarti il motivo? Non posso andare avanti, dovrei pensare a tutta
la lista di grandi giocatori NBA e tanti sono venuti dall’Europa, hanno segnato il territorio e servirebbe più di una conferenza per nominarli tutti.
Domanda per Silver: quanto pensi si sia vicini al torneo di metà stagione già dal 2021-22?
Sto continuando a valutare tutti i problemi che si potrebbero sollevare sul calendario. Ho già chiarito ai team che sarebbe un esperimento per la stagione numero 75 della lega, appunto la 2021-22 ma da quanto ho
capito da media partner e team dovete pensare che la cosa durerà più anni. Non dirò che le cose non si possono cambiare, perché la nostra intenzione è fare degli aggiustamenti. Ad aprile il problema non sarà votare a favore o contro, ma scegliere cosa fare nello specifico. Posso dire, e Michael e Marc mi seguiranno, che c’è un enorme interesse su un torneo del genere e non nascondo che essendo qui siamo in missione, studiando dalle coppe di calcio continentali. Il concetto di poter giocare per più di una competizione ha molto senso per la nostra lega. Più che quando si inizia il problema è capire cosa vogliamo fare, come si evolverà la cosa, che funzione avrà. Continueremo alla ricerca della migliore idea possibile.
Domanda per MJ: State cercando giocatori in Europa?
Michael Jordan: Si, stiamo facendo scouting. Come ogni squadra abbiamo gli occhi aperti su tutto il mondo, così si espande il gioco e sono sicuro che anche a Milwaukee facciano la stessa cosa. Le squadre stanno guardando al di fuori degli States per il talenti e non facciamo eccezione nemmeno noi.
Domanda per Adam Silver: Abbiamo perso David Stern a inizio anno. Pensi che sarebbe orgoglioso dell’entusiasmo per questa partita?
Prima di tutto, David aveva pianificato di essere qui con la moglie già da novembre e avevamo segnato in rosso la data sul calendario perchè sapevamo quanto gli piacesse la città. Le due persone che hanno avuto
la più grande influenza sulla crescita globale del basket siano Michael Jordan e David Stern. Senza quest’ultimo l’NBA non sarebbe quello che è oggi, sarebbe molto diversa. Michael lo sa e anche Marc conosceva bene David: aveva una visione particolare prima ancora del Dream Team. Negli anni ’80 ha visto questo margine di espansione globale per la lega e lo so perché ne abbiamo parlato recentemente, proprio a dicembre. Era orgoglioso di questa lega, del 25% di giocatori internazionali. 4 All-Star oggi non sono americani e questo modello di eccellenza dipende anche dallo scouting. A David siamo grati per dove è adesso la lega.
Michael Jordan: Non sarei qui senza di lui. La sua visione era qualcosa da cui imparavo continuamente da giocatore e anche da proprietario. Non c’è tempo a sufficienza per ringraziarlo a dovere.
Domanda per Michael Jordan: Dai tempi di Wilt hai ancora il record di punti a partita in una stagione, 37.1. Come ti senti al pensiero che ci sia un giocatore che si sta avvicinando alla cosa sempre di più e cosa pensi del gioco attuale, molto più offensivo?
Michael Jordan: Tutti i record danno orgoglio per il lavoro fatto e sono felice di averlo ancora, perché dimostra tutti i miei sforzi fatti. Quanto stiamo vedendo con Harden è simile, ha fatto tanto per arrivare a questo livello e si vedono i risultati. Il gioco è molto più divertente oggi ed il merito è anche degli europei che hanno portato versatilità al gioco. Questo aumenta i canestri e la produttività offensiva e costringe noi americani a migliorare il nostro gioco.
Michael, prima della domanda ti premetto che la situazione è surreale. Mai avrei pensato di poter parlare col più grande di tutti, grazie. Qual è la tua visione del gioco di oggi? Come ti troveresti in questo basket? Avresti dominato, ma in modo diverso.
Michael Jordan: Avrei attuato gli accorgimenti necessari e avrei giocato con la stessa passione. Quello che è cambiato è il talento e la versatilità. Ci sono giocatori più alti, più grossi, ma alla fine si tratta sempre di tirare e difendere.


Simone Politi

Simone Politi

Nato e cresciuto a Vercelli. Laureato in Comunicazione, Media e Pubblicità. Aspirante giornalista, amante dei Clippers e di Lonzo Ball.