OT Daily. Pacific Division. Dai Lakers ai Warriors

Pubblicato da Riccardo Atzori il

OT Daily. Si avvicina il momento clou della stagione e tutte le squadre, guidate dalle loro star, stanno cercando di alzare il livello di gioco. Con la trade deadline sempre più vicina, le contender provano ad aggiungere l’ultimo tassello necessario per vincere, e le squadre che non hanno tanto da chiedere in questa stagione provano a mettere le basi per i prossimi anni. Nella Pacific Divison, guidata dai Lakers di LeBron James, troviamo entrambe le situazioni descritte. Iniziamo proprio dalla squadra gialloviola.

OT Daily, la Pacific Division

Los Angeles Lakers

OT Daily. I Lakers hanno passato i 10 giorni più brutti della loro storia, e tutto il mondo si è stretto intorno alla famiglia gialloviola dopo la tragica scomparsa di Kobe Bryant e dell’amore figlia Gianna. E il ritorno sul parquet di casa, seppur tanto emozionante, si è concluso con un’amara sconfitta contro Portland, guidata da un Lillard in versione MVP. Il giorno dopo, a Sacramento, i Lakers si sono vendicati contro i poveri Kings, che non sono mai entrati in partita. Il primo quarto della partita giocata sabato si è concluso 44 a 22 in favore dei Lakers, dominando letteralmente su entrambi i lati del campo e costruendo così il vantaggio che poi è valso la vittoria finale. Ciò che è stato molto incoraggiante per i ragazzi di coach Vogel è il grande impatto della panchina,con quattro giocatori che hanno raggiunto la doppia cifra, segnando un totale di 58 punti e tirando con il 47% dal campo e quasi 50% da oltre l’arco. Restano ancora dei dubbi sulla gestione della palla, e su un modo di attaccare che sembra troppo spesso improvvisato; Rondo non è costante e questi nei momenti importanti dei playoff potrà essere un grosso ostacolo verso la vittoria.

Mancano poco più di 48 ore alla trade deadline.

L’anno scorso, di questi tempi, la chimica di squadra si ruppe definitivamente con i famosi episodi riguardanti Anthony Davis, ai tempi giocatore dei Pelicans, e la richiesta (non tanto velata) di LeBron James alla dirigenza Lakers di scambiare i giovani presenti in squadra (Lonzo e Ingram su tutti) per prendere proprio AD.

Quest anno la situazione é completamente diversa: i Lakers sono primi a Ovest, la squadra sembra viaggiare in un unica direzione e il Re insieme a The Brow Davis, stanno giocando in totale controllo mentale e fisico.

Quindi che fare? La risposta l’ha data chiaramente Frank Vogel alla fine dell’allenamento di ieri a L.A.

“Vedremo quali opportunità verranno a crearsi nei prossimi giorni, e le valuteremo. Se non dovesse cambiare nulla, io ho piena fiducia in tutto il nostro roster”.

Un’opportunità potrebbe essere Darren Collison, che sta scegliendo quale sarà il suo futuro proprio tra le due squadre losangeline, e che andrebbe a coprire quel ruolo di play dando ulteriore profondità al roster.

Si è parlato tanto anche di Iguodala, che ha detto che non giocherà per Memphis né per nessun’altra squadra che non sia presente nella sua lista di scelte.

Cosa accadrà? Non resta che aspettare l’evolversi della situazione.

Los Angeles Clippers

OTDaily. Dopo la sconfitta del inaspettata in casa contro i Kings di giovedì scorso, arrivata anche per l’assenza di Kawhi e con PG che ha giocato solo 19 minuti, i Clippers in casa hanno battuto prima i Timberwolves e poi stanotte gli Spurs in una gara combattuta fino all’ultimo, decisa negli ultimi 90 secondi di gioco: i padroni di casa sono in vantaggio 104 a 102, quando arriva una tripla segnata da Derrick White ma non viene convalidata per qualche decimo di secondo, che quindi ha permesso ai Clippers di portarsi in attacco e quindi chiudere la partita con uno step back di Paul George.

108 a 105 il risultato finale, che porta la squadra di Los Angeles al secondo posto in solitaria nella Western Conference, davanti ai Nuggets, di una sola gara.

Per la seconda partita consecutiva Leonard e George hanno giocato insieme, ed è solo la 20ma volta in tutta la stagione.

Il record in queste 20 partite è di 16 vittorie e 4 sconfitte, e se allarghiamo il campo a tutto il roster al completo senza infortuni troviamo solo 3 partite giocate che hanno portato ad altrettante vittorie.

Questo fa dei Clippers una delle principali favorite alla vittoria finale, ma nei playoff potrebbero trovare delle difficoltà nel giocare contro i vari Davis, Jokic, e Gobert, giocatori lunghissimi e dal grande fisico. Il solo Harrell potrebbe non bastare e per questo i Clippers stanno valutando l’idea di cercare un lungo da portare a L.A. nelle prossime ore.

Marcus Morris da NY sarebbe il prescelto secondo quanto detto da Zach Lowe, reporter ESPN, e si parla di una trade che porterebbe ai Knicks Harkless, una scelta al primo giro del Draft 2020 e un giocatore di contorno.

Si è parlato molto anche di Drummond, ma sembra complicato arrivare al Big Man di Detroit. Il nome più acclamato però è quello di Covington, che potrebbe far comodo a tante squadre, ma andare ai Clippers significherebbe lottare per il titolo. A Los Angeles, la temperatura sarà molto alta, e le linee telefoniche saranno intasate: si cerca la chiave per vincere.

Phoenix Suns

OTDaily. Il mini viaggio ad Est non sta andando benissimo per i Suns. Back to back contro i Bucks domenica e stanotte contro i Nets: 2 sconfitte rispettivamente arrivate con 21 e 22 punti di scarto. E le sconfitte consecutive diventano 3 contando quella subita in casa contro OKC.

Il grande assente di stanotte è stato Devin Booker: solamente 11 punti con 3-15 al tiro, 4 palle perse una più sanguinosa dell’altra e due errori al tiro non accettabili da uno scorer puro come lui che avrebbero portato i Suns in vantaggio all’intervallo.

Con Rubio non ancora al 100%, il backcourt dei Suns soffre terribilmente le scorribande di Dinwiddie e LeVert, che trovano vita facile e aprono gli spazi anche per i loro compagni.

Ecco i motivi della sconfitta di Phoenix. Possibilità di riscatto in arrivò mercoledì notte contro i Pistons, non esattamente un avversario imbattibile.

I Suns sono una delle franchigie più attive sul mercato, almeno secondo i rumors di questi giorni.

Il GM dei Suns James Jones sta cercando un accordo con i Pistons per portare Luke Kennard in Arizona in cambio di una scelta, Elie Okobo e Jevon Carter. Potrebbe essere il sesto uomo nelle rotazioni di coach Williams, e favorire la pericolosità perimetrale della squadra, lasciando Ayton libero di giocare l’uno contro uno all’interno dell’area.

Si è parlato anche di Kevin Love, scelta che però lascia dei dubbi per età e per i restanti 93 milioni da pagare all’attuale ala dei Cavs nei prossimi 3 anni.

Zach Lowe dice che c’è un problema di fondo per le trade riguardanti i Suns: non sanno davvero quello che vogliono e nemmeno le altre franchigie sanno cosa è disposta a mettere sul piatto delle offerte la dirigenza di Phoenix.

Forse è solo tanto rumore per nulla.

Sacramento Kings

Ci sono due cose che fanno esaltare i tifosi Kings in questa stagione.

Fox e DeAaron Fox.

È il leader maximo di questa squadra, che si accende e si spegne con a sua immagine e somiglianza. Lui è il più costante e continua a crescere partita dopo partita, nonostante il contorno non sia sempre alla sua altezza e la tanta confusione che ha sempre guidato le scelte dirigenziali.

Stanotte ci ha pensato Bogdan Bogdanovic a seguire Fox, e insieme hanno segnato 54 punti, tirando con il 67% dal campo e con il 77% da 3, con un solo errore a testa da oltre l’arco.

Sacramento è l’emblema del talento che incontra l’incostanza, che tra infortuni e blackout (in campo e fuori) si aggira da troppo tempo nelle zone basse della lega. Cosa accadrà a Sacramento?

Forse quello di stanotte è stato l’ultimo squillo di Bogdanovic in maglia Kings?

Lui sembra aver detto di voler restare a Sacramento, ma nell’estate del 2020 sarà restricted free agent, e se i Kings decidessero di non pareggiare nessuna delle offerte che arriveranno lo perderebbero senza avere niente in cambio, e per questo motivo stanno cercando una soluzione, probabilmente una trade. Non mancano le squadre estimatrici di Bogi, soprattutto Lakers e Charlotte. Gli Hornets avrebbero tante scelte da offrire, allungando così ancora una volta i tempi di rivalsa per Sacramento; i Lakers potrebbero dare dei veterani, che farebbero da contorno a tutti i giovani già presenti a roster, ma la qualità di talento potrebbe risentirne parecchio.

A te la scelta Vlade.

Golden State Warriors

Nelle passate 5 stagioni lo standard dei Golden State Warriors era un viaggio nelle Finals NBA, ma quest anno gli infortuni hanno cambiato ogni tipo di aspettativa.

Non potendo nemmeno pensare di riuscire ad agganciare i playoff, ovviamente l’attenzione della dirigenza Warriors si è spostata sul mercato, ma Draymond Green, trascinatore della squadra negli scorsi anni, ha deciso di parlare a nome di tutti.

“Sappiamo come funziona questo business, e siamo realistici su ciò che potrebbe accadere in questi giorni. E anche se tutto è molto diverso rispetto al passato, noi siamo giocatori, noi dobbiamo entrare in campo e dare il massimo ogni singola notte, prima con il giusto atteggiamento mentale e poi con quello fisico. Sul campo dobbiamo dimenticare tutte queste cose, ogni eventuale trattativa, ogni parola scritta o detta dai giornalisti. Non importa ciò che succede, o succederà: lo dobbiamo alla gente e a noi stessi, perché siamo professionisti”

Mai banale l’orso ballerino.

Dopo lo scambio che ha portato Willie Cauley-Stein a Dallas, sembra non essere finito qui il mercato dei Warriors.

Sembra che siano arrivate delle richieste per Alec Burks, Glenn Robinson e ovviamente per D’Angelo Russell, il giocatore con il valore più alto sul mercato.

Minnesota sembra essere in vantaggio rispetto alle concorrenti, ma è da un po’ di tempo che le due dirigenze si trovano in una situazione di stallo, visti i dubbi su Wiggins e la non volontà dei Wolves di inserire la scelta del 2020 nella trade.

E quindi di queste ore, secondo il NY Post, l’indiscrezione secondo cui i Knicks sono molto interessati a DLoading mettendo sul piatto alcuni giovani e anche la scelta al primo giro del prossimo draft.

I tempi sono cambiati a San Francisco, ma basta poco per tornare in vetta.


Riccardo Atzori

Riccardo Atzori

Sono Riccardo Atzori, ho 23 anni e amo lo sport. Vivo con passione tutto ciò che mi circonda, e tra foto, storie, e libri amo circondarmi di emozioni e di ricordi da custodire per sempre. Nello sport e nella vita, do tutto me stesso perché vivo per la passione e per la felicità.