OT Daily. Super trade ed equilibrio nella North West division

Pubblicato da Simone Politi il

OT Daily. Continua il nostro viaggio della NBA di Division in Division. Oggi è il turno della North West division, una delle più combattute con ben tre squadre oltre il 60% (Denver Nuggets, Utah Jazz e Oklahoma City Thunder) e una (i Portland Trailblazers) in piena lotta per raggiungere l’ottavo posto della Western Conference, l’ultimo valido per i playoff e attualmente occupato dai Memphis Grizzlies.

OT Daily. La North West division



Denver Nuggets

OT Daily. I Denver Nuggets hanno vinto, nella notte, contro i Portland Trailblazers e nella notte tra oggi (5/02) e domani (6/02) ci sarà un’altra sfida fondamentale all’interno della division contro gli Utah Jazz. La stagione della squadra del Colorado è, fino a ora, di ottimo livello e nell’ultimo mese c’è un giocatore che sta dominando: Nikola Jokic. Il serbo ha 24.7 punti e 10.8 rimbalzi di media negli ultimi dieci giorni con una tripla doppia sfiorata ieri notte (29 punti, 9 assist e 13 rimbalzi). Questa stagione è stato in grado di trovare un modo di far male agli Utah Jazz: mentre nella scorsa contro Favors soffriva spesso, nell’unico scontro di quest’anno è già riuscito a dar fastidio a Rudy Gobert trascinandolo lontano dal pitturato così che le guardie possano far male anche all’interno dell’arco. Un’altra chiave per i Nuggets sarà la difesa sul perimetro, soprattutto perché nella precedente sfida contro i Jazz della notte del 31 gennaio segnarono ben otto triple in meno. A Denver, però, c’è una grande notizia, arrivata al termine della gara: la super trade annunciata da Woj. I Nuggets hanno acquisito Gerald Green, Keita Bates-Diop, Noah Vonleh, Shabazz Napier e una scelta al primo turno degli Houston Rockets cedendo Malik Beasley, Juancho Hernangomez e Jarred Vanderbilt. Dal punto di vista contrattuale acquisiscono quattro giocatori in scadenza (Keita Bates-Diop ha una team option) per un totale di 8 milioni di stipendio, mentre cedono tre giocatori che saranno resctricted free agents per un totale di 7.5 milioni. Hernangomez e Beasly, inoltre, a ottobre avevano già rifiutato offerte di estensione contrattuale. La scelta è stata chiara e, ora, i Denver Nuggets proveranno a cambiare gli equilibri del secondo quintetto in ottica playoff.



Utah Jazz

OT Daily. Gli Utah Jazz arrivano da quattro sconfitte consecutive, ma con tre giorni di riposo tra la partita contro i Portland Trailblazers e quella di questa notte contro i Nuggets, Quin Snyder ha certamente potuto beneficiare di tanto lavoro in allenamento. Per i Jazz questa settimana potrà essere una settimana di rivalsa visto che tre delle quattro squadre incontrate in questa striscia di sconfitte verranno incontrate nuovamente: i Denver Nuggets, seguiti dai Portland Trail Blazers e gli Houston Rockets. Per l’allenatore e la squadra intera questa è l’occasione per lavorare sugli errori commessi e legittimare il proprio quarto posto momentaneo. Nel frattempo la dirigenza proverà a lavorare in queste ultime ore di mercato delle trade per portare a casa un centro di riserva. Si parte dalla sfida di questa notte contro i Denver Nuggets, opportunità di rivalsa vista la sconfitta il 31 di gennaio. La chiave della partita per gli Utah Jazz sarà, senza dubbio, la difesa. I due all-star della squadra (Donovan Mitchell e Rudy Gobert) possono contribuire molto, mentre si aspetta che Conley migliori in fase offensiva dove il vero re è Bojan Bogdanovic, arrivato in estate dagli Indiana Pacers. Le successive due sfide contro Portland Trailblazers e Utah Jazz saranno altre due rivincite, contro i Blazers una sconfitta con 17 punti di margine mentre i Rockets saranno un esperimento per i Jazz che li incontreranno poco dopo la trade appena realizzata. Si chiude la settimana con la sfida contro i Dallas Mavericks, ultima vittoria prima delle cinque sconfitte consecutive.



Oklahoma City Thunder

OT Daily. Il mese di gennaio è stato la conferma della pericolosità dei Thunder, e di quanto la squadra possa tornare ad essere una contender in poche stagioni.
12 vittorie su 16 gare totali nel mese scorso, settimo posto ad Ovest, a solamente 2.5 partite di distanza dal quarto posto difeso dagli Utah Jazz, che vorrebbe dire fattore campo nella serie del primo turno. Già, primo turno, perché lo sguardo dei Thunder è rivolto verso i playoff; ad inizio stagione pochi avrebbero scommesso su di loro, visti i precedenti problemi fisici di Chris Paul e Gallinari, dopo aver salutato prima Paul George e poi il beniamino e idolo indiscusso dei fan Westbrook. Ma con la grande esplosione di Shai Gilgeous-Alexander, ed un Gallinari mai così costante i a Thunder hanno superato ogni più rosea aspettativa prestagionale. Schroder dalla panchina, il solito Steven Adams, e poi anche le prestazioni costanti di chi non ci si aspettava che potesse fare la differenza, come Diallo, Noel o Darius Bazley. Il vero capolavoro dell’estate di Sam Presti, tra scelte alte da qui ai prossimi 6 Draft e ottimi giocatori, è CP3, tornato quel magnifico direttore d’orchestra messo un po’ in ombra nella sua avventura a Houston. A Gennaio è stato il farò della squadra, dettandone ritmo ed intensità, e ha alzato il suo livello di gioco tanto da ritoccare i suoi massimi stagionali nella maggior parte delle statistiche: tutto questo lo ha portato anche al ritorno sul parquet dell’All Star Game, votato dai coach della Lega. Mancava dalla stagione 2015/2016, quando giocava nei Clippers.

Sull’importanza di Paul nella squadra si sono espressi Dennis Schroder e Steven Adams, intervistati da Erik Horne. “Ha cambiato la cultura qui, il modo di costruire una squadra dentro e fuori dal campo” ha detto Schroder. “È un leader, ha fatto tanto per noi e continua a farlo ogni giorno. Si è meritato la convocazione all’All Star Game, e il nostro obiettivo di squadra è quello di continuare a vincere per regalargli ciò che merita di più in assoluto”. Steven Adams ha aggiunto: “Quanto è bello avere uomini come lui accanto a te quando sei lontano dalla famiglia o da coloro a cui vuoi bene. I suoi gesti, la sua umanità, sono quelle cose che non tutte le persone possono vedere o notare, ma che fanno la differenza a lungo andare”. Un campione in ogni aspetto.
Well deserved Chris. You’re an All Star.



Portland Trail Blazers

OT Daily. Prima di questa notte il record dei Blazers nelle ultime 10 partite era di 7 vittorie e 3 sconfitte, grazie ad un Damian Lillard in formato MVP.
Le statistiche del numero 0 nelle ultime 5 gare giocate sono impressionanti: 41.2 punti, segnati con il 53.2% dal campo, il 54.4% da 3 e il 90% ai liberi; a questo ci si aggiungono 11 assist, 5.8 rimbalzi e solo 2.4 turnover, dato molto importante per descrivere la capacità di controllo del ritmo avuto da Dame nell’ultimo periodo, se rapportato alla quantità di possesso gestiti da lui. Ma appena si spegne lui, Portland non ha luce. La squadra dell’Oregon non è riuscita ad impensierire nemmeno per un attimo i Denver Nuggets, visti anche i “soli” 21 punti di Lillard (anche in questo caso miglior realizzatore della squadra). Con la sconfitta in questo rematch delle scorse semifinali di Conference si ferma così l’ottimo momento dei Blazers e soprattutto il bilancio stagionale ritorna molto negativo; i Blazers sono attualmente al nono posto nella Western Conference, a 2.5 partite di distanza dai playoff. Il calendario post All-Star break sarà uno dei più semplici sulla carta, ma per Portland è vietato prendersi altre pause, con Lillard chiamato per l’ennesima volta agli straordinari, ormai sempre più solo sull’isola.

La situazione mercato è in stallo. Cosa fare a Portland? L’unica mossa più o meno possibile è quella di scambiare Hassan Whiteside, risparmiando così circa 27 milioni dal salary cap. Nel caso i Blazers cercherebbero in cambio un’ala grande e un centro in uscita dalla panchina. Nomi possibili? Marcus Morris, e Taj Gibson. Ovviamente manca sempre meno alla trade deadline, e il tempo incomincia ad essere un nemico. Obiettivo? Affiancare qualcuno di affidabile a Damian Lillard, che nonostante abbia dichiarato anche da poco la sua volontà di restare ai Blazers, merita di lottare fino alla fine per il titolo.




Minnesota Timberwolves

OT Daily. Sono tempi molto difficili a Minneapolis. La striscia di sconfitte consecutive ha toccato quota 11, dopo la partita persa lunedì notte contro i Kings. L’ultima vittoria è datata 9 Gennaio, in casa contro Portland. E il Target Center è tutt’altro che inespugnabile in questa stagione, infatti hanno vinto solo 6 partite delle 24 giocate tra le mura “amiche”, peggiorando ogni dato statistico rispetto alle gare in trasferta.
Nelle prossime 5 gare in programma, per 4 volte i Wolves giocheranno in casa, e proveranno a migliorare questo trend così negativo, a partire da stanotte, contro gli Hawks. Proprio Atlanta e Minnesota sono due delle quattro squadre coinvolte nella mega trade chiusa nelle scorse ore, e in questa operazione Robert Convington ha salutato i Wolves. Karl-Anthony Towns, poco prima che la trade diventasse ufficiale, ha detto: “RoCo è senza dubbio il mio migliore amico nella squadra, e se dovesse andare via ne sarei molto triste, un po’ come è già successo per Zach (LaVine) qualche anno fa. Questo è un business, e io sono pagato per giocare, non per creare roster; ci sono i GM, quindi scelgono loro. Io voglio solo provare ad essere il leader per tutta la mia squadra”.

Anche i Minnesota Timberwolves sono stati protagonisti nella maxi trade avvenuta questa notte (5/02). Sono arrivati Malik Beasley, Juancho Hernangomez e Jarred Vanderbilt dai Denver Nuggets ed Evan Turner dagli Atlanta Hawks, inoltre è arrivata dagli Hawks una scelta al primo turno precedentemente arrivata dai Nets. I giocatori persi in questa trade sono stati Robert Covington, Noah Vonleh, Shabazz Napier e Keita Bates-Diops. In questo modo continua il rebuild dei Timberwolves che acquisiscono giocatori in scadenza o in restricted free agency al termine di questa stagione, nella speranza di un’ottima scelta al draft potrà cominciare un percorso che in realtà non si è mai veramente concluso. Wiggins e Towns hanno contratti lunghi, Dieng un contratto discretamente alto e ora sarà compito dei Timberwolves assemblare un roster migliore per dare alle proprie due stelle una possibilità di competere per i playoff.


Simone Politi

Simone Politi

Nato e cresciuto a Vercelli. Laureato in Comunicazione, Media e Pubblicità. Aspirante giornalista, amante dei Clippers e di Lonzo Ball.