Guida alla LBA Final Eight 2020

Pubblicato da Matteo Puzzuoli il

Guida Final Eight di Coppa Italia 2020

Febbraio è il mese degli amori e dei travestimenti, è il periodo dell’anno in cui il rigido inverno comincia a cedere il passo, a fatica, alle prime luci della primavera, è il momento in cui i cinefili sono attaccati allo schermo della tv fino a tarda notte per seguire la notte degli Oscar.

Ma per gli appassionati di basket febbraio vuol dire solo e soltanto una cosa: il weekend della Final Eight di LBA, che quest’anno si terranno da giovedì 13 a domenica 16 nella meravigliosa Vitrifrigo Arena di Pesaro, città il cui cuore batte da sempre allo stesso ritmo dei palleggi sui campetti in riva al mare Adriatico.

La prima parte di questa stagione ha riportato sul palcoscenico che merita Basket City, con la Virtus saldamente al comando della classifica e la Fortitudo dell’esordiente Martino pronta ad essere la sorpresa della quattro giorni pesaresi, così come la Happy Casa Brindisi e la Germani Brescia plasmate dalla voglia e dalle competenze di Vitucci ed Esposito. Ci sono poi i campioni d’Italia in carica della Reyer Venezia, qualificatisi all’ultimo respiro, la corazzata Milano, ancora in corsa per i Playoff di Eurolega, e Cremona, detentrice della Coppa Italia. E, last but not least, la Dinamo Sassari delle meraviglie che anno dopo anno non smette di stupire.

È il weekend che potrebbe mettere di fronte ancora una volta Milos e il Chacho, ma anche Ethan Happ e Mike Bramos, Gianmarco Pozzecco e il suo passato, l’energia smisurata sotto al ferro di Tyler Cain e John Brown III.

È soprattutto il weekend dei sorrisi, degli incontri e del divertimento, per godersi quattro giorni di spettacolo puro. Uno spettacolo che la squadra di Overtime composta da Matteo, Giandamiano, Riccardo ed Edoardo ha deciso di raccontarvi per filo e per segno attraverso una guida che descrive l’andamento di ognuna delle otto squadre fino a questo momento, descrivendone i punti di forza e i punti deboli grazie all’aiuto di preziose statistiche e senza mancare di sfornare qualche curiosità.

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Avete bisogno di arrivare preparati alla competizione e siete curiosi di sapere di preciso su chi e su cosa faranno affidamento i coach? Niente paura, dopo la presentazione delle 8 squadre troverete anche la consueta lavagna tattica preparata da Leandro e Mikhail, che racconteranno attraverso le immagini le peculiarità tecniche e tattiche di ogni squadra.

Al termine il calendario delle partite in programma.

Buona lettura e buona Final Eight a tutti!

Guida a cura di:
Giandamiano Bovi
Riccardo Crisci
Edoardo Pollero
Matteo Puzzuoli

Lavagna tattica di:
Mikhail Laurenza
Leandro Nesi

Segafredo Virtus Bologna
di Giandamiano Bovi​

La Virtus Bologna sta dominando il campionato italiano, è prima con 3 vittorie di vantaggio sulla seconda e ha perso solo due volte in Italia, a Cremona e a Sassari. Chi può arrestare il cammino di una squadra che fino a questo momento ha oltrepassato ogni più rosea aspettativa? La capacità di Markovic e Teodosic di creare vantaggi per i compagni è stata una delle chiavi del successo, ma delimitare il successo della Virtus entro i confini del talento del suo reparto guardie sarebbe errato. Giampaolo Ricci è ormai una certezza, uno dei migliori italiani del campionato, tira con il 44% da 3 punti ed è il terzo uomo ideale per i giochi a due, perché sa come e dove muoversi senza palla. Julian Gamble è cresciuto in maniera esponenziale rispetto a un avvio che aveva suscitato alcuni scetticismi: oggi è il ricevitore più affidabile in mezzo all’area e il più duro nella lotta sotto i tabelloni. Weems è l’ala tipicamente europea non bisognosa di molti possessi ma efficace dal campo e presente in difesa.

Punti forti

La capolista è prima per punti segnati di media (86), percentuali da due punti, dal campo, rimbalzi e assist (21 di media). Recepiti acriticamente questi dati potrebbero far pensare che la Virtus sia imbattibile, ed effettivamente il percorso in campionato potrebbe rinsaldare questa riflessione. Bisogna però anche notare che la Virtus tiene un ritmo di gioco elevatissimo e le cifre di assist e punti sono gonfiate dallo stile voluto da Djordjevic, differente rispetto ad altre squadre presenti alla Coppa Italia (una su tutte, la Fortitudo, che gioca a un pace ben più basso). Ciò che continua a stupire è la precisione dal campo di molti interpreti (tra cui spicca lo stesso Ricci). La presenza sul parquet di Teodosic libera spazi per i compagni anche quando il serbo non viene direttamente coinvolto in attacco, grazie alla sua capacità di giocare off the ball. Markovic è un facilitatore e un grande passatore in campo aperto: la Virtus ama correre e ha i giocatori giusti per farlo.

Punti deboli

Come limitare il sistema di Djordjevic? In Coppa Italia gli allenatori avversari potrebbero trarre spunto dal piano partita di Trinchieri, l’unico capace di infliggere alla Virtus una doppia sconfitta. A Belgrado, in particolare, il Partizan ha imposto un ritmo ancora più alto di quello voluto da Bologna, ha reso Markovic un tiratore più che un passatore e ha limitato Teodosic attaccandolo e stancandolo. Una squadra abituata a vincere e sicura di sé potrebbe trovarsi in difficoltà se aggredita fisicamente dal primo minuto, anche facendo ricorso a difese ai limiti del regolamento. Per minare le certezze della Virtus bisogna limitare le palle perse e non concedere transizione. Chiunque vorrà vincere contro la Virtus dovrà tenere duro durante i parziali offensivi dei bianconeri, per poi cercare di sorprenderli nel finale. Infine, la fame di vittoria e il bisogno impellente di far fruttare l’ottima stagione mettendo il primo trofeo in bacheca potrebbero rivelarsi armi a doppio taglio per la Virtus.

La possibile rivelazione

Devyn MARBLE: rivelazione del torneo di Pesaro potrebbe essere Devyn Marble, appena firmato da Bologna con l’obiettivo di avere un altro atleta per l’Eurocup e di poter far turnover in campionato quando necessario. Marble è infatti un esterno duttile, non precisissimo dall’arco in carriera (circa il 30% in A con Trento) ma prezioso in difesa e in grado di rendersi pericoloso dal palleggio, di leggere il gioco da passatore e di concludere in transizione. L’infortunio di Frank Gaines dovrebbe farlo entrare in rotazione in Coppa Italia, e gli avversari potrebbero essere meno preparati su un nuovo arrivato come lui. L’energia e le soluzioni offerte da Marble potrebbero essere la variabile decisiva per la Virtus.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

La Virtus ha vinto l’ultima Coppa Italia nel 2002, trionfando contro Siena al supplementare grazie ai 28 punti di un certo Manu Ginobili. Anche nel trionfale 2001 la squadra bolognese si aggiudicò questo titolo, trascinata sempre da Ginobili e dal centro Rashard Griffith, nominato Mvp.

Nonostante manchi questo trofeo da 18 anni, la Virtus Bologna è, insieme a Treviso, la squadra con più Coppe Italia in bacheca: 8. Dietro di loro ci sono Milano (6 successi) e Varese (ferma a quota 4).

Le VuNere dispongono di 2 dei migliori tre assistman del campionato, Markovic con 6.7 di media e Teodosic con 6.1. La circolazione di palla porta spesso a conclusioni al ferro spettacolari: le 11 schiacciate del derby di Natale contro la Fortitudo sono record di tutti i tempi per il club.

Banco di Sardegna Sassari
di Riccardo Crisci

La Dinamo Sassari si presenta a questa Final Eight conscia di esser una delle favorite insieme a Virtus e Milano. La squadra guidata da Gianmarco Pozzecco in panchina, e Stefano Sardara in società, è ormai a tutti gli effetti una “grande” del nostro campionato se prendiamo in esame le ultime stagioni e quindi issarla tra le pretendenti principali ad alzare il trofeo non è solamente questione di rispetto reverenziale, ma lucida riflessione ripercorrendo la sua stagione sino a qui: seconda in classifica a 15 vinte e 5 perse, a lungo è “parsa” la squadra più in forma del girone di andata, e il primo posto anche nel proprio girone di Champions League è li a testimoniare l’efficacia del lavoro di tutto lo staff sardo. Gli innesti estivi di Vitali e Bilan, le riconferme di uomini chiave (sia tecnicamente che umanamente) quali Spissu e soprattutto Pierre han garantito qualità ed esperienza, con il canadese esploso definitivamente alla ribalta internazionale e probabilmente destinato a piani superiori (Eurolega?). Da valutare durante il torneo a eliminazione diretta quanto potrà incidere il momentaneo calo di forma (principalmente mentale) costato le recentissime due sconfitte consecutive con Trento e Trieste.

Punti forti

Il punto di forza principale della Dinamo Sassari è proprio… la Sardegna. Il fattore ambientale che vuole ricreare un clima intorno alla squadra fatto di calore umano e spensieratezza è da sempre il principale elemento di quella che ormai possiamo chiamare “mentalità Dinamo” di cui Meo Sacchetti è stato il primo grande ispiratore e Pozzecco il suo successore, e che riesce a creare quell’unione collettiva che si riflette in campo in grande intensità difensiva, irruenza fisica (controllo dei rimbalzi e utilizzo del gioco in area), capacità di rispondere alle avversità riuscendo a recuperare anche grandi svantaggi grazie alla grande fisicità a disposizione (Pierre, Bilan ed Evans ne sono l’esempio).

Punti deboli

La partenza in campionato e coppa europea subito col motore a giri alti potrebbe riservare qualche calo fisiologico mentale e fisico (e infatti, ecco arrivate due sconfitte consecutive contro formazioni ampiamente alla portata di cui una in zona retrocessione) che a sua volta potrebbe incidere negativamente in un torneo con gare cosi ravvicinate e cosi legato all’intensità come la Coppa Italia. La panchina infine, composta tra gli altri da Jerrells e S.Gentile, non convince a pieno; inoltre, dopo la partenza di McLean a maggior ragione bisognerà capire come allungare le rotazioni con il neo acquisto Coleby (ancora troppo spaesato per poter dire effettivamente quanto e quale apporto saprà dare).

La possibile rivelazione

Dwayne EVANS: Se di Pierre e di Spissu abbiamo già parlato come vere e proprie conferme su cui in estate si è impostata la squadra stessa, sicuramente Dwayne Evans, classe ’92, si è dimostrato degno erede del predecessore Thomas, in un ruolo così importante nella filosofia di gioco di Pozzecco. Oltre alle cifre (13.6 punti, 6.8 rimbalzi, 1.7 assist e 18 di valutazione media) l’ex Saint Louis nella passata stagione nelle file del Ratiopharm Ulm si è messo in luce per le sue doti caratteriali che, unite a indubbie qualità tecniche e fisiche, ne fanno uno dei principali problemi per le squadre avversarie.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

La Dinamo Sassari è prima per percentuale da 3 punti (41.2) e prima, stavolta in negativo, anche nelle palle perse (14.2 a gara). Ha inoltre il secondo miglior attacco del campionato (85 punti di media) e la quarta miglior difesa (75.3 punti subiti a gara).

Il Banco di Sardegna è l’unica squadra nelle ultime tre stagioni ad esser sempre stata tra i primi tre migliori attacchi del campionato. Negli ultimi 9 anni ha partecipato 8 volte alle Final Eight.

Sassari – Brindisi è stato anche è stata anche la sfida dei quarti di finale scudetto della passata stagione vinta dai sardi per 3-0.

Germani Basket Brescia
di Giandamiano Bovi​

Brescia sta acquisendo quest’anno una dimensione europea sempre più definita, che aiuta ad attrarre giocatori talentuosi e a mantenere i cardini degli anni passati. Fino a questo momento il percorso è stato positivo sia in Eurocup (dove ci si giocherà la qualificazione alle Final 8 contro Venezia) sia in campionato, dove la Leonessa si trova impronosticabilmente al 3° posto. Coach Esposito si è affidato a certezze per la Serie A come Luca Vitali (l’ultima stagione deludente da parte sua è ben distante nel tempo) e Brian Sacchetti per far crescere un gruppo sempre più sicuro e affiatato. La stella è Awudu Abass, alla miglior stagione in carriera per punti (14.3) e percentuale dal campo (significativo il 38% da tre punti e l’89% dalla lunetta), ma soprattutto sempre più convinto nelle scelte offensive e consapevole delle sue qualità. In Coppa Italia non sarà sicuramente una delle primissime favorite, ma la storia recente è ricca di outsider giunte fino in fondo, e Brescia potrebbe rivelarsi tale a patto di vivere un weekend ispirato in attacco.

Punti forti

La qualità difensiva della squadra di Esposito non è infatti in discussione. Subisce meno punti di tutti in Serie A (74 di media) grazie a un ritmo di gioco non esagerato, al fine di limitare palle perse e transizione avversaria. La copertura offerta da Cain a centro area consente agli esterni di rischiare qualcosa sulle linee di passaggio; Abass, Moss, Laquintana, Horton e lo stesso Cain eccellono nella difesa sulla palla e lontano da essa. Vitali rimane ovviamente il miglior assistman della squadra e dalle sue mani passano i destini di Brescia, mentre il resto del reparto guardie costituisce un ottimo complemento alla regia dell’esperto play ex Nazionale: Lansdowne è lo scorer designato Laquintana aggiunge grinta dalla panchina. È una squadra completa in ogni reparto, forse non la più pericolosa in attacco ma ormai più convinta delle proprie qualità grazie all’esperienza acquisita in stagione.

Punti deboli

Brescia potrebbe trovare problemi in Coppa Italia se dovesse incorrere in uno dei momenti in cui l’attacco non gira, prendendo solo tiri forzati e uscendo mentalmente dalla partita. È successo alcune volte in Eurocup (35 punti in casa contro il Darussafaka, 56 a Patrasso) ma anche in campionato nella sconfitta di Trento. Le avversarie tenteranno di soffocare la regia di Vitali, costringendo gli altri a costruirsi da soli i tiri: Esposito dovrà mettere il suo play in condizione di rendere al meglio, limitandone al contempo l’utilizzo per consentirgli di avere energie in caso di passaggio del turno. La vena di Lansdowne sarà altrettanto necessaria, perché Brescia non potrà pensare di vincere 3 partite consecutive affidandosi solamente alla difesa, ma non sempre l’ex Braunschweig riesce a mantenere costanza per tutto l’arco della partita. 

La possibile rivelazione

Travis TRICE: il piccolo play Travis Trice potrebbe essere la sorpresa di Brescia nel torneo pesarese. Giunto per portare imprevedibilità in un reparto guardie talvolta in difficoltà nel creare vantaggi contro difese aggressive, sta convincendo nelle sue partite a Brescia e potrebbe essere la chiave per creare i parziali decisivi. Può giocare al posto o a fianco di Vitali, avendo caratteristiche ben diverse a quelle del play emiliano, e potrebbe essere l’elemento in grado di mettere in difficoltà la Fortitudo e le eventuali avversarie successive grazie alla sua rapidità sul primo passo.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

Luca Vitali è a 1 assist da quota 1500 in Serie A, sarebbe il secondo giocatore a raggiungerli dopo Gianmarco Pozzecco (1772). 

Come il loro leader, tutti i giocatori amano passarsi la palla e dividere le responsabilità, e si piazzano al 2° posto per assist di squadra (17.2), dietro alla sola Virtus.  

La Leonessa è inoltre la squadra più precisa di Serie A dalla lunetta (78.7%): una qualità da non sottovalutare in una competizione in cui si gioca ogni giorno e guadagnare punti facili sarebbe fondamentale.

David Moss è il giocatore che ha realizzato più punti in assoluto nella storia delle Final Eight: 244 (in 23 partite).  

A|X Armani Exchange Milano
di Edoardo Pollero​

L’Olimpia Milano si presenta alle Final Eight tra le grandi favorite, al fianco di Virtus Bologna e Sassari; i ragazzi di coach Messina sono una presenza costante all’interno della competizione e con il fattore Eurolega, siamo di fronte ad una squadra ambiziosa, che non si può e non si vuole limitare al singolo trofeo. In campionato viaggiano a velocità di crociera, con uno sguardo alle inseguitrici, ma consci di dover sfruttare il carburante a disposizione nelle fasi calde della stagione (anche se le sconfitte contro quasi tutte le big nel girone d’andata qualche fermento all’interno dello spogliatoio lo ha creato). Gli innesti ad inizio anno di Scola e Rodriguez, oltre alla classe del “professor” Micov, sono l’arma segreta da utilizzare quando la partita deve essere portata a casa. La loro esperienza è di ispirazione anche per i compagni meno “adatti” alla pressione di una piazza del genere (vedi Biligha o Moraschini) e una marcia in più sul fattore psicologico di squadra.

Punti forti

Il punto di forza, su tutti, dell’Armani Exchange è il loro coach. Ettore Messina, da grande maestro e stratega, dopo aver “studiato” in NBA un approccio differente alla gara, una gestione della condizione fisica e psicologica dei propri elementi, ha deciso di prendere in mano le redini della squadra a 360°. La sua esperienza e la mentalità da lavoratore instancabile sono le chiavi per rendere Milano un team vincente, la ricerca costante di affinare la tecnica individuale dei giocatori e il non accontentarsi mai, danno lo sprono necessario e la “garra” per affrontare al meglio ogni competizione. Milano inoltre è la seconda miglior difesa del campionato (74.1 punti concessi di media agli avversari), frutto di una fisicità in tutti i ruoli con pochi eguali in Serie A e dell’imponente batteria lunghi sotto le plance (Tarczewski, Biligha, Scola, Gudaitis).

Punti deboli

Anche la squadra più forte e apparentemente imbattibile possiede il proprio tallone d’Achille: se questa squadra ha da competere più volte lungo la settimana, le fatiche aumentano e i risultati tendono a calare (vedi il rendimento incostante di Rodriguez). Milano è solida e tende a fare paura alle avversarie, ma i diversi infortuni e le noie fisiche, riducono le possibilità di vittoria e nel corso del girone d’andata, alcune partite sono state lasciate per strada nel 3° quarto vero e proprio incubo per la squadra di patron Armani (come accaduto nel big match contro la Virtus Bologna o nel derby contro Cantù). Su questo punto debole coach Messina lavorerà anche in coppa Italia, competizione in cui i dettagli sono spesso decisivi.

La possibile rivelazione

Keifer SYKES: chi ha stupito fin ora, per la sua capacità di inserirsi a stagione in corso in un contesto ambizioso e di alte pretese, è sicuramente Keifer Sykes. Il playmaker ex Avellino fin qui ha saputo prendere sulle spalle la squadra quando mancava benzina nel serbatoio dei vari Rodriguez o Nedovic. Se alcune partite hanno visto l’Olimpia uscirne vittoriosa, merito è stato anche suo, con giocate intelligenti e diversi tiri dalla lunga distanza, atti a spezzare le gambe delle avversarie. Per l’americano classe 1993, fin qui le statistiche dicono 13.8 punti e 3.7 assist di media, con season high di 10 assisst.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

L’Armani Exchange è la squadra più anziana delle otto che competeranno alle Final Eight, con i suoi 30,35 anni di media.

Come conseguenza del vantaggio fisico degli uomini di Messina, l’Olimpia è la squadra che tira più liberi a partita (23) e ne realizza di più (17.3) di tutte le altre squadre del campionato.

Nel girone d’andata ha perso contro 5 delle altre 7 partecipanti, vincendo solo contro Sassari e con Venezia, grazie al canestro sulla sirena di Micov.

La vittima preferita di Micov è proprio la Vanoli Cremona: all’andata ha realizzato il suo season-high in punti (26), mentre nella partita di ritorno in Campionato di domenica scorsa ha segnato 22 punti e la tripla della vittoria. Si confermerà così letale anche giovedì?  

Vanoli Basket Cremona
di Edoardo Pollero​

Tra le sorprese del campionato troviamo di sicuro la squadra di Cremona che, dopo un inizio altalenante (perse 4 delle prime 7 sfide) che non lasciava buoni presagi, si ritrova ad essere una vera e propria spina nel fianco per le più blasonate (cadute al PalaRadi, tra le altre, Virtus Bologna e Milano). Guidati dall’esperienza di Travis Diener, dal talento (arrivato in prestito dall’Olympiakos) di Happ e da coach Meo Sacchetti, selezionatore anche dell’Italbasket, il core di giovani al seguito sembra aver compreso le ambizioni della squadra, che non si pone obiettivi, se non quello di sorprendere e magari bissare il successo in Coppa Italia dello scorso anno. Con pochi punti di distanza da un posto che gli permetterebbe il fattore campo ai play-off, la Vanoli gioca a ritmo alto, facendo divertire tifosi e appassionati. Sobin è l’unico vero rim protector mentre, nel reparto esterni, per Sacchetti c’è l’imbarazzo della scelta: Saunders, Ruzzier (in costante ascesa e benissimo domenica a Milano), Matthews (tornato protagonista dopo l’infortunio e il taglio di Richardson) e Stojanovic sono tutti giocatori in grado di lasciare il loro impatto sulle partite.

Punti forti

Proprio la coppia Happ-coach Sacchetti sono il punto di forza del team, con il giovane centro statunitense in grado di cambiare il destino di una gara e la formidabile gestione del gruppo da parte dell’allenatore, a maggior ragione se composto da ragazzi giovani e volenterosi. Ethan con i suoi numeri ha fatto svoltare la stagione del team: la costante ricerca della doppia doppia e la chimica con il compagno Saunders, entrambi pronti a prendersi i tiri pesanti, dimostrano l’attaccamento ad una maglia che potrebbe essere solo di passaggio, con il futuro pronto a riservargli grandi cose; Meo Sacchetti, nel suo doppio incarico di allenatore e “papà”, sta aiutando a far crescere mentalmente e responsabilizzare ogni elemento, dal titolare inamovibile alla riserva, perché saper fare gruppo è la chiave per vincere.

Punti deboli

Se avere un gruppo giovane fa onore ad una squadra come Cremona e il quinto posto ne è la testimonianza di un progetto che sta riuscendo, d’altra parte la poca esperienza in campo diventa un punto debole contro chi “mastica” il parquet da anni. Così la Vanoli rischia di pagare dazio nel momento clou della gara o peggio, della competizione. Il core giovane, infatti, dà sicurezza sulla stabilità fisica del team, ma gli alti e bassi tipici del gioco “run and gun” di Sacchetti potrebbero costare caro, soprattutto a livello mentale. Infine, la carenza di centimetri (primo fra tutti di Happ) potrebbe essere un grosso svantaggio in situazioni di post basso e copertura dell’area.

La possibile rivelazione

Nicola AKELE: Tra le belle notizie della squadra e del futuro dell’Italbasket, lo spotlight è dedicato a Nicola Akele, che quest’anno ha trovato la sua dimensione e il posto in quintetto. Il talento originario di Treviso  con la sua imprevedibilità e la sua duttilità, fornisce a coach Sacchetti varie soluzioni sul suo impiego. Ad inizio campionato, grazie ad un aumento del minutaggio, si è reso protagonista della risalita della squadra, dove nelle 5 vittorie consecutive (da Bologna a Bologna) è stato uno dei migliori nelle percentuali al tiro e il migliore complessivamente dell’intero team. La sua miglior partita è stata senz’altro quella con Varese, dove ha messo a referto 21 punti, 6 rimbalzi e 28 di valutazione, tutti season-high.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

Con 26,41 anni di media, la Vanoli Cremona è la squadra più giovane delle Final Eight (solo Diener e Sobin sono nati prima del 1990) e con 195,25 cm è la più “bassa”. 

Contro la Virtus Bologna, Cremona ha stabilito il “franchise record” di 55 rimbalzi totali, di cui 25 offensivi, altro record di squadra.

La Vanoli, infatti, davanti a Pesaro e Brindisi, è il team che raccoglie più rimbalzi offensivi di media: 15.1.

Ethan Happ è un grande fan dei videogiochi dei Pokemon, tanto che anche adesso restano il suo passatempo principale fuori dal parquet.

Pompea Fortitudo Bologna
di Riccardo Crisci​

Se sei una neo-promossa in serie A la parola “salvezza” diventa il tuo mantra quotidiano. Ma se ti chiami Fortitudo Bologna, e quella massima serie l’hai riconquistata esattamente 10 anni dopo la rocambolesca retrocessione, per quanto tu possa pronunciarla a gran voce per copione, tutti si aspetteranno sempre “qualcosa di più”. E se siamo qui a parlare della F nei focus di Final Eight di Coppa Italia, è perchè effettivamente quel “di più” è arrivato. Neo-promossa, e con un coach esordiente a questi piani: Antimo Martino. In estate si muove con ponderazione, cercando un corretto quanto “classico” mix di esperienza (Leunen, Sims, Stipcevic, Mancinelli) affiancato a un gruppo di giocatori esordienti nella categoria ma affidabili (Fantinelli, Robertson, Dallosto anche se per ora ha giocato poco o nulla), ed è molto brava a farsi trovare quando Pietro Aradori rompe con i cugini della Virtus, riuscendo a firmare il giocatore italiano con più punti nella mani e maggior esperienza internazionale tra quelli rimasti nel nostro campionato. A lungo è riuscita a mantenersi nelle parti alte della classifica, sfruttando abilmente la forza del proprio palazzo in casa (unica sconfitta contro Pesaro ma nel girone di ritorno) compensando qualche sofferenza di troppo patita lontano dal PalaDozza.

Punti forti

Giocando fuori dalle mura del proprio fortino di casa, i punti di forza di questa F risiedono nel proprio coach stesso, che gode di gran rispetto e leadership all’interno del proprio spogliatoio. Antimo è stato bravo a scegliere giocatori dal grande impatto caratteriale (Aradori, leader tecnico ed emotivo della squadra, Stipcevic, Leunen, Mancinelli) e che indubbiamente godono di grande qualità tecnica. Le capacità di lettura di 4 atipici come Leunen e Mancinelli, e la possibilità di sfruttare un giocatore di stazza e tecnica come Sims (il terzo miglior rimbalzista nella Lega dietro Simmons e Happ), possono costituire un’arma in più nello scacchiere della squadra bolognese. Occhio inoltre alle qualità realizzative di Robertson e soprattutto di Pietro Aradori, miglior italiano in LBA per punti segnati a partita (16.8).

Punti deboli

Se della qualità e della stazza del roster abbiamo detto in termini positivi, un punto di debolezza potrebbe risiedere nell’età dei giocatori di riferimento e nella loro possibilità di mantenere l’impatto su gare cosi ravvicinate tra loro (Brescia sotto questo aspetto è un accoppiamento molto pericoloso). Inoltre la panchina, già corta di suo, non è stata spesso in grado di mantenere i livelli dei titolari: Mancinelli, Stipcevic e Daniel non costituiscono delle certezze solide per Martino. La sconfitta di Pesaro ha evidenziato i limiti fisici collegati all’età di alcuni elementi, e se in serata, anche una squadra con evidenti problemi di categoria è stata per loro un grosso problema da contenere in termini di esuberanza e di ritmo.

La possibile rivelazione

Kassius ROBERTSON: in un gruppo così esperto e con pochi “rookies”, va sicuramente segnalato Kassius Robertson. Il canadese classe ’94, pur non riuscendo ancora in pieno a trovare una continuità di rendimento con la C maiuscola, viaggia a 14.1 punti i media col 41% abbondante da tre, confermandosi un ago fondamentale sulla bilancia degli esiti della propria squadra e dalla cui percentuale al tiro spesso dipende la capacità di poter aver sul campo un elemento in grado di impensierire notevolmente le difese avversarie aumentando i vantaggi su cui poter contare.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

La Fortitudo Bologna torna a giocare le F8 di Coppa Italia dopo 14 anni e per l’occasione sono già previsti circa 3000 tifosi per contribuire a ricreare “l’atmosfera” PalaDozza.

Quart’ultima per media punti segnati (77.3) e unica insieme a Venezia ad affacciarsi al torneo sotto agli 80 di media, la Fortitudo si presenta inoltre come nona miglior difesa.

Fortitudo e Virtus son entrambe opposte nel tabellone, rendendo possibile una ipotetica finale-derby mai verificatasi in coppa Italia.

Antimo Martino alla prima stagione da capo allenatore in serie A debutterà anche per la prima volta in Coppa Italia. 

Happy Casa Brindisi
di Matteo Puzzuoli​

Si è concluso al settimo posto il girone di andata per l’Happy Casa, frutto non di un’abbondanza di talento quanto di una fisicità e una grinta che in Serie A hanno pochi eguali. Dopo un inizio molto positivo (nelle prime 5 partite solo una sconfitta contro Cantù e un successo storico a Milano), Brindisi incappa in un brutto KO a Varese e prosegue facendo grossa fatica contro le big: considerando le squadre partecipanti alla Final Eight, infatti, gli uomini di Frank Vitucci hanno vinto solo in casa dell’A|X e tra le mura amiche contro Venezia. Ma attenzione: la qualità per eccellenza dei pugliesi è il non arrendersi mai e, specialmente in gare secche, quest’arma può rivelarsi decisiva. Inoltre, l’accoppiamento con Sassari al primo turno è il migliore dal punto di vista fisico che potessero affrontare. Riuscirà l’Happy Casa a essere la mina vagante di questa Coppa Italia?

Punti forti

Il pregio principale di Brindisi ha un nome e un cognome: Adrian Banks, nonché il miglior marcatore della Serie A a 21.2 punti di media e creatore di gioco offensivo imprescindibile per coach Vitucci. L’altro punto di forza di questa squadra è la fisicità e l’aggressività che gente come John Brown III, Kelvin Martin (entrambi in top 5 in LBA per recuperi a partita), Darius Thompson, Tyler Stone è in grado di mettere in campo dal primo all’ultimo minuto. Proprio da Stone, inoltre, Vitucci si aspetta che mantenga fede ai suoi 14.7 punti di media, sebbene la precisione da oltre l’arco, escluso l’exploit contro Milano, non sia la sua miglior qualità (26.8% in stagione). Occhio, infine, agli italiani in uscita dalla panchina: Gaspardo (tiratore da tre con il 39% e lungo versatile), Zanelli (playmaker con grande applicazione difensiva), Ikangi e Campogrande. Possono essere delle sorprese.

Punti deboli

Il problema principale di questa squadra è l’attacco a metà campo il quale, se non innescato da Banks e con un Thompson non sempre in grado di gestire efficacemente la manovra offensiva, molto spesso batte in testa. Stone e Sutton sono gli unici che spalle a canestro possono creare vantaggio con continuità ma contro Sassari (e quindi Pierre, Evans e Bilan) potrebbe non bastare. Inoltre, Brindisi ha spesso problemi a coprire l’area contro dei veri centri, visto che Brown (203 cm) e Stone (204 cm) non hanno altezza sufficiente per marcare il Miro Bilan o il Dwyane Evans della situazione. Gli uomini di Vitucci dovranno essere molto attenti, in questi casi, sui cambi sistematici a cercare di coprire il pitturato.

La possibile rivelazione

Dominique SUTTON: sembrava impossibile per Brindisi trovare un altro giocatore di fisicità e agonismo quantomeno all’altezza con gli americani del quintetto base. E invece il GM Marino ce l’ha fatta acquistando, nello scorso dicembre, l’ex Trento Dominique Sutton. Alto 196 cm, può giocare dalla guardia all’ala grande difendendo su chiunque e con una capacità impressionate nell’attaccare il ferro, sia fronte che spalle a canestro. Dal ritorno di Kelvin Martin, Sutton è diventato il sesto uomo dell’ Happy Casa in grado di dare alle partite un cambio (ulteriore) di aggressività: se questo sarà positivo, per Brindisi la situazione si fa davvero interessante.

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

Sebbene Brindisi ami giocare a ritmo alto, il conto delle palle perse è clamorosamente basso, visto che in ogni partita questo dato si ferma a quota 11 (seconda miglior squadra in LBA dietro alla sola Cantù).

L’Happy Casa è la squadra, delle partecipanti alle Final Eight, con la peggior percentuale nel tiro da due: 50,1%. In tutto il campionato fanno peggio solo Pesaro, Trieste, Treviso e Pistoia.

Kelvin Martin, oltre ad essere una guardia incredibilmente atletica sul parquet, ha dato vita a RareHeart, una fondazione con l’obiettivo di “aiutare gli altri e spronare tutti a fare lo stesso”

Darius Thompson, prima di arrivare in Italia la scorsa estate, ha vinto il premio di MVP del campionato olandese con la maglia dello ZZ Leiden. A Brindisi, da playmaker titolare, smazza 3 assist a partita e con il 46% da oltre l’arco: in questa statistica è il migliore della sua squadra e il 3° in LBA. 

Umana Reyer Venezia
di Matteo Puzzuoli​

Ipotizzare a inizio stagione la Reyer campione d’Italia in carica alla Final Eight non era certo impossibile. Ma chi se la sarebbe aspettata una qualificazione acciuffata all’ultimo, grazie alla classifica avulsa e a un tap-in di Daye contro Roma? Probabilmente neanche coach De Raffaele che, nonostante il roster sia pressoché identico a quello della passata stagione, ha avuto sin da subito più difficoltà del previsto a trovare la quadra (soprattutto in trasferta, come testimoniano i brutti KO rimediati a Treviso e a Pistoia). Tuttavia, la Reyer ha dato dei segnali incoraggianti contro le big, vincendo sì solo contro Sassari e Cremona delle partecipanti alle Final Eight ma dimostrando contro tutte di giocarsela fino all’ultimo possesso. Che sia la svolta della stagione questa Coppa Italia?

Punti forti

Nonostante le difficoltà, in questa squadra ci sono dei giocatori di classe che tendiamo a sottovalutare come Mitchell Watt (anche quest’anno tra i papabili MVP del campionato visti i suoi 14.5 punti e 7.4 rimbalzi di media), Michael Bramos (veterano ex Pana e tiratore solido da tre punti con il 40.4%) e Austin Daye (ala dalle mani e dalle qualità offensive senza senso per la Serie A). Oltre a loro, ci sono il jolly difensivo Julyan Stone, due esterni molto tignosi come De Nicolao e Chappell, il talento di Tonut, la fisicità di Vidmar. E, in panchina, uno degli allenatori più completi della Lega, De Raffaele, famoso per le sue difese sempre specifiche e adattate a ogni avversario. Insomma, i pezzi pregiati sono tutti lì da vedere e se il puzzle si completasse proprio nella Final Eight, anche la capolista Virtus Bologna può essere messa in difficoltà.

Punti deboli

Il problema più grosso di Venezia è la continuità su entrambi i lati del campo. La Reyer fa fatica a tenere la concentrazione in tutto l’arco dei 40′, pagando più del previsto l’addio in estate dell’ex capitano Marquez Haynes e l’incapacità di Stone di prendersi tiri in attacco. Chappell e De Nicolao, da questo punto di vista, non possono bastare, considerando anche la lenta integrazione di Goudelock nella squadra. Inoltre, Austin Daye va molto a corrente alternata e il 41% nel tiro da due per un 2.11 con quel talento è indicativo delle sue difficoltà offensive. Poi c’è la difesa: tanto sono indispensabili in attacco Daye e Watt, quanto dietro fanno fatica a coprire l’area e questo difetto, contro Hunter e Gamble, potrà essere pericolosamente messo in mostra.

La possibile rivelazione

Andrea DE NICOLAO: con Stone e Chappell piuttosto incostanti, la buona notizia di questa stagione per De Raffaele è il rendimento in crescita di De Nicolao. L’ex Grissin Bon cresce di partita in partita e sta tirando, non essendo uno specialista, anche con un buon 36% da oltre l’arco. In difesa, poi, è una delle poche costanti su cui De Raffaele può puntare, dato che è sempre aggressivo sulla palla e non molla un centimetro contro qualunque avversario. Riuscirà nello scontro con la Virtus a fermare in qualche modo il duo Teodosic-Markovic?

Foto Ciamillo-Castoria

Statistiche e curiosità

Dal 2000 (ossia da quando esiste la formula che prevede un torneo a 8 squadre), la Reyer ha sempre perso, in tutte le 7 occasioni in cui ha partecipato, nella Final Eight ai quarti di finale.

Andrew Goudelock, appena arruolato da De Raffaele, è soprannominato “mini Mamba”, per via del fatto che, secondo Matt Barnes e Luke Walton ai tempi suoi compagni dei Lakers di qualche anno fa, si prendesse molti tiri dal campo e che li realizzasse con lo stesso “stile” di Kobe. 

Mitchell Watt è il quarto giocatore in Serie A per falli subiti a partita (4.9) ed è preceduto solo da Banks, Nikolic e Dyson.

La lavagna tattica

Per chiudere, un piccolo focus tattico su ognuna delle otto partecipanti. 

Calendario

Tutte le partite saranno visibili sia su Rai Sport HD che su Eurosport 2 ed Eurosport Player.

QUARTI DI FINALE

GIOVEDÌ 13 FEBBRAIO
Ore 18.00: A|X Armani Exchange Milano – Vanoli Basket Cremona
Ore 20.45: Segafredo Virtus Bologna – Umana Reyer Venezia

VENERDÌ 14 FEBBRAIO:
Ore 18.00: Banco di Sardegna Sassari – Happy Casa Brindisi
Ore 20.45: Germani Basket Brescia – Pompea Fortitudo Bologna

SEMIFINALE

SABATO 15 FEBBRAIO
Ore 17.45: Vincente Quarto di Finale 1 – Vincente Quarto di Finale 2
Ore 21.00: Vincente Quarto di Finale 3 – Vincente Quarto di FInale 4

FINALE

DOMENICA 16 FEBBRAIO
Ore 18.00: Vincente Semifinale 1 – Vincente Semifinale 2


Matteo Puzzuoli

Matteo Puzzuoli

Nato nell'anno dell'ultimo Europeo vinto dall'Italbasket, sono studente di Comunicazione alla Sapienza di Roma. Sogno di diventare giornalista sportivo dopo essermi drogato, giocando nelle minors, di pallacanestro. Amante di Boban Marjanovic, il basket per me è arte, il mix perfetto tra singolo e collettivo. Non finisce mai di sorprendere.