OT Daily. Dalle stelle alle stalle, un viaggio nella Central Division

Pubblicato da Simone Politi il

OT Daily. La pausa dell’All Star Weekend è quasi al termine, giovedì (20/02) notte si torna in campo per l’ultimo terzo di stagione. Due delle cinque squadre della Central Division parteciperanno ai playoff, i Bulls proveranno una disperata rimonta mentre per Detroit e Cleveland si inizia a pensare al draft e alla off-season che sarà fondamentale per un progetto di rebuilding.

OT Daily, un viaggio nella Central Division





Milwaukee Bucks

OT Daily. I Milwaukee Bucks sono la miglior squadra della NBA e sono in linea per chiudere la stagione con il terzo miglior record della storia. Nonostante gli ottimi numeri Mike Budenholzer e Jon Horst hanno lavorato per migliorare il roster in vista di questo sprint finale di Regular Season e dei playoff dove i Bucks puntano al bersaglio più grande: arrivare alle finals e vincere. Dragan Bender è stato tagliato e al suo posto è stato preso, sempre dal mercato dei buyout, Marvin Williams. Con l’arrivo dell’ex seconda scelta assoluta del 2005 la miglior panchina della Lega può fare un ulteriore passo in avanti che garantirà a Budenholzer la possibilità di sperimentare varie diverse lineups.

Con l’arrivo di Williams, infatti, i Bucks potranno schierare sia un quintetto molto alto che un quintetto di small ball in base agli avversari. Con l’arrivo di Williams il roster aggiunge un tiratore, soprattutto dall’angolo, oltre che un difensore atletico. Con lui in campo assieme a Lopez, Giannis, Middleton e Bledsoe Budenholzer potrebbe azzardare un quintetto pesante da usare per contrastare quintetti piccoli avversari. Spostando Giannis alla posizione di centro (soluzione usata per quasi 400 possessi e che garantisce un vantaggio di 24.8 punti per 100 possessi), invece, la squadra del Wisconsin può abbassare drasticamente i centimetri sul parquet così da sfruttare spazi e velocità contro quintetti più pesanti. La leadership a Est è ormai sicura, ma basteranno questi accorgimenti per vincere il titolo? Troppo presto per dirlo.



Indiana Pacers

OT Daily. Prima della pausa per l’All Star Weekend gli Indiana Pacers hanno vissuto una striscia di sei sconfitte consecutive prima di vincere contro i Bucks orfani di Giannis, giovedì notte ci sarà la rivincita tra queste due squadre. La squadra di Indianapolis è saldamente in zona playoff, al sesto posto, però il lavoro di Nate McMillan è nel momento più difficile della stagione. Con il ritorno di Victor Oladipo, infatti, il quintetto base ha dovuto ricostruire i propri equilibri, soprattutto per quanto riguarda la chimica del reparto guardie formato da Oladipo e Brogdon. Proprio per questo motivo il sesto posto non è rassicurante e i Pacers dovranno a tutti i costi ritornare a correre per recuperare terreno sui Miami Heat e i Philadelphia 76ers e garantirsi una posizione migliore in classifica in vista dei playoff.

La panchina è l’unica certezza per Nate McMillan che dovrebbe puntare ancor di più su Doug McDermott. L’ala piccola gioca in media 20 minuti e tira con il 44% dall’arco, suo miglior risultato in carriera in una stagione dove ha giocato almeno 30 partite. Sia in queste ultime partite di Regular Season che nei futuri playoff McDermott e Justin Holiday saranno una delle armi migliori del roster dei Pacers vista la loro capacità di colpire dall’arco. La chimica del quintetto base dovrà pian piano ricostruirsi, ma questi Indiana Pacers hanno tutte le carte in regola per stupire in questo finale di stagione e nella post-season più equilibrata della Eastern Conference degli ultimi anni.


Chicago Bulls

OT Daily. Nel weekend dell’All Star Game l’unico giocatore “di casa” è stato Zach LaVine, impegnato nel three point contest. La squadra della città ventosa sta cercando di porre fine al periodo di magra che è iniziato con l’addio di Jimmy Butler due stagioni fa. Quest’anno il ritorno ai playoff sarà comunque duro viste le cinque partite di distanza dagli Orlando Magic in ottava posizione e la striscia negativa di sei sconfitte consecutive (sette nelle ultime dieci gare). Per provare a invertire il trend LaVine e compagni dovranno impegnarsi al 200% e sperare che le squadre davanti a loro in classifica facciano qualche passo falso.

Nel frattempo, però, la dirigenza non resta ferma. La famiglia Reinsdorf, proprietaria della franchigia, sta cercando di ripetere ciò che hanno già fatto con i White Sox: una ristrutturazione aziendale. Il duo formato da John Paxson e Gar Forman non ha soddisfatto i proprietari che, ora, sono alla ricerca di un nuovo General Manager. La soluzione, però, non sarà quella di licenziare Paxson e Forman ma di riassegnarli ad altri ruoli, più lontani dai riflettori, mentre il nuovo GM sarà principalmente il volto pubblico della dirigenza con tanto potere decisionale per le scelte che concerneranno il roster. Basterà questo per riportare la città ventosa nella elite della NBA?


Detroit Pistons

OT Daily. I Detroit Pistons sono in full rebuild mode da ormai qualche settimana. L’infortunio di Blake Griffin è stato il momento di non ritorno per la squadra di Dwane Casey che, inoltre, ha deciso di scambiare Drummond mandandolo a Cleveland. Con il sesto peggior record della Lega i Pistons si apprestano a beneficiare della loro miglior scelta al draft dal 2003, anno in cui draftarono Darko Milicic. Oltre al draft, però, il rebuilding dovrà partire dall’interno e si dovrà basare sui tre pezzi migliori del roster: Blake Griffin, Derrick Rose e Luke Kennard.

Blake Griffin tornerà in estate, in tempo per la pre-season, ma le sue abilità sono indiscusse tanto quanto la sua fragilità fisica. Derrick Rose sta avendo un’ottima stagione, basata sul load management all’inizio quando partiva dalla panchina fino agli ultimi mesi dove D-Rose è stato spesso nel quintetto iniziale ma potrebbe tornare presto in panchina in questo finale così da non sovraccaricare il fisico in vista del prossimo anno dove potrà sia essere un punto fermo della squadra che un asset da usare in qualche scambio. Luke Kennard, come i due sopracitati, è un punto di domanda dal punto di vista fisico ma in questa stagione, la sua terza in NBA, i suoi numeri sono cresciuti esponenzialmente e, soprattutto in fase offensiva, sarà certamente un’arma nel prossimo futuro. L’unica domanda che si pongono i Pistons, su di lui, è l’integrità fisica che quest’anno lo ha limitato molto per problemi ai tendini delle ginocchia.


Cleveland Cavaliers

OT Daily. “Quando tocchi il fondo non ti resta che scavare”, con queste parole si potrebbe facilmente riassumere ciò che sta succedendo ai Cleveland Cavaliers in questi ultimi giorni. John Beilein, l’allenatore, è vicino alle dimissioni secondo tante fonti autorevoli, tra qui quella di Adrian Wojnarowski. Il motivo? Sia una difficile situazione familiare che un feeling mai trovato con la NBA e il roster dei Cavs. Il sostituto sarebbe già in casa, John-Blair Bickerstaff già capo allenatore a Houston nel 2015-2016 e nelle ultime due stagioni ai Memphis Grizzlies, in 216 partite totali ha raccolto solo 85 vittorie, non un curriculum splendente.

La decisione di affiancare a Beilein J.B. Bickerstaff sembrerebbe riflettere i timori che sin dall’inizio il front office dei Cavs aveva sulla possibilità che il matrimonio con il coach ex Wolverines: nessuno si aspettava però che si parlasse così presto di una rottura oramai difficilmente evitabile. La parabola calante dei Cleveland Cavaliers non sembra avere fine.


Simone Politi

Simone Politi

Nato e cresciuto a Vercelli. Laureato in Comunicazione, Media e Pubblicità. Aspirante giornalista, amante dei Clippers e di Lonzo Ball.