OT Daily. Atlantic Division: Toronto è ai playoff!

Pubblicato da Edoardo Pollero il

OT Daily. La division più divertente della Eastern Conference regala sempre emozioni, la prima gioia viene dal Canada, con i Raptors che strappano un biglietto per la post-season. Celtics e 76ers alle prese con gli infortuni e le due squadre dello stato di New York non se la passano granché bene, ma rimangono in piedi o quantomeno ci provano.

Boston Celtics

OT Daily. Le assenze di Walker, Hayward e Brown possono anche preoccupare Brad Stevens, ma non è tipo che rimane con le mani in tasca e ripara agilmente le falle ai suoi piani, da uomo di larghe vedute sa come far girare la squadra anche in assenza delle sue stelle. Sono arrivate 3 vittorie e altrettante sconfitte nelle ultime due settimane, niente allarmismi, l’andamento super positivo della franchigia permette inflessioni di questo genere e con la qualificazione ai play-off sempre più vicina, giusto rifiatare adesso, piuttosto che lasciarsi andare nelle ultime partite, magari decisive per il fattore campo e correre il rischio di incappare in una sfida contro Philadelphia o Miami, sebbene già i Pacers siano un’avversaria di tutto rispetto e da non sottovalutare.

Coach Stevens dalla sconfitta subita contro i Nets ha tirato fuori parole forti nei confronti dei suoi giocatori, sa che abbassare l’intensità e la guardia diventa un fattore decisivo in post-season e le prove per evitare questo tipo di danni, sono da fare già in regular season. Non è stato contento della difesa e del fatto che i suoi abbiano giocato con il freno a mano tirato, ma Walker da leader della squadra si è schierato contro queste dichiarazioni, asserendo che la sconfitta è arrivata grazie alla prova magistrale di LeVert e all’ottima chimica mostrata da Brooklyn, inoltre l’assenza di Tatum e un secondo tempo giocato senza Kemba ed Hayward ha influito sull’andamento della gara, costringendoli alla sconfitta. Probabilmente la rabbia dell’allenatore è derivata dal fatto che una sconfitta tra le mura amiche sia sempre un problema, così nella trasferta di Cleveland, forti del ritorno di JT0, hanno potuto vendicarsi e tornare alla vittoria, seppur con qualche sforzo di troppo, dato dalla bella prestazione degli avversari. Non ci sono guai, ma Boston deve capitalizzare ogni match e arrivare concentrata alla prossima fase, perché la minima distrazione può costare un’intera stagione. OT Daily

Toronto Raptors

OT Daily. Festeggiare quella che non è più un’impresa, anzi da anni è diventata abitudine, fa sempre piacere ai tifosi dei Raptors, che stanotte con il successo su Golden State hanno potuto scrivere il loro nome sul tabellone dei play-off. La vittoria è arrivata nonostante il ritorno di Curry al Chase Center e il pubblico più caldo del solito, questo a testimonianza di quanto il gruppo canadese vada oltre l’emotività. Solide prove di Lowry e Ibaka, ancora assente VanVleet, ma Norman Powell decide di stabilire il career-high con 37 punti e Anunoby di fare le veci di Siakam, ancora una volta deludente, ma perdonato visto l’impegno profuso lungo le 60 partite disputate fin ora a ritmi altissimi. Un secondo posto non assicurato, con le inseguitrici alle calcagna e la tensione di confrontarsi con un match-up spiacevole, questo non preoccupa coach Nurse, leader del gruppo e amico dei suoi giocatori, i quali si ritengono soddisfatti e più preparati mentalmente ad affrontare la post-season rispetto all’anno passato.

Non ci sono limiti o difficoltà all’interno del roster, solo qualche infortunio, cui lo staff preferisce lavorare giorno dopo giorno, senza forzare il rientro di alcuni giocatori chiave per la rotazione. L’assenza di Gasol, oltre al già citato VanVleet e agli acciacchi patiti da Ibaka, vengono monitorati senza preoccupazioni, dando il necessario tempo di recupero, per avere profondità ai play-off. Nick Nurse non vede nulla di negativo nemmeno nelle 3 sconfitte consecutive precedenti i successi contro Suns e Warriors, dicendo che è il normale cammino di una squadra con ambizioni, gli ostacoli sono dietro l’angolo e pure un team straripante come i Bucks ha sofferto la condizione non ottimale, una volta arrivati oltre le sessanta partite giocate. Lui si ritiene soddisfatto dello stato di forma di Powell (di ritorno da un infortunio), della crescita mentale di Anunoby e Boucher e di avere in Lowry e Siakam due leader intercambiabili, pronti a sostituirsi l’un l’altro nelle situazioni spinose. Intanto con ancora 20 partite da giocare, in Canada si guarda a quali saranno le avversarie da Aprile in poi. OT Daily

Philadelphia 76ers

OT Daily. Fuori Simmons e fuori Embiid, il gioco dei 76ers è in mano a Harris e Horford, il primo con l’esperienza giusta per provare a diventare un terzo violino importante, il secondo con il fattore anzianità che lo rende un veterano della Lega, entrambi legati da un contrattone che deve essere giustificato dalle prestazioni sul parquet, fin ora al di sotto delle loro capacità. Il problema è la posizione nella Conference: un quinto posto che ad oggi significherebbe Miami e l’assenza del fattore campo, inoltre il fiato sul collo di Indiana, che nonostante le difficoltà date dagli infortuni, rimane saldamente aggrappata alla corsa verso il 4° posto. Le assenze delle due stelle si fanno sentire eccome, meglio averne sempre uno in campo, così che l’imprevedibilità di uno dei due giovani possa trarre in inganno l’avversaria; invece un quintetto rimaneggiato rimane un problema, Brown giustifica le sconfitte patite con il fatto di aver giocato contro Bucks, Lakers e Clippers, senza però contare che l’ultima disfatta di Febbraio sia arrivata nell’Ohio, con i Cavs in pieno controllo della gara, chiusa 94-108. Se ci sarà un lieto fine a questa sciagura ancora nessuno può saperlo, nel frattempo Philly si gode le giocate del sorprendente ragazzo dal soprannome particolare: “Shake” Milton.

Il classe ’96 ha messo in sequenza una prestazione eccezionale dietro l’altra, diventando un vero e proprio riferimento prima in uscita dalla panchina e subito dopo come sostituto di Simmons in quintetto. Le sue percentuali non dicono nulla confrontate all’impegno messo in campo e alla capacità di prendersi tiri importanti (e difficili) anche contro squadre più forti. 17 punti con 5/7 da 3 vs Milwaukee, 20 punti con 4/6 da 3 vs Cleveland, 19 con 5/5 da 3 vs New York e il career-high contro i Clippers, dove ha chiuso con 39 punti e 7/9 dalla distanza ed è risultato un fattore importantissimo anche nella vittoria di stanotte contro i Kings. Questo road trip rimarrà ben impresso al buon “Milkshake”, sperando di non aver vissuto un’altra “Linsanity”, ma alla nascita di un nuovo talento da ammirare. OT Daily

Brooklyn Nets

OT Daily. Scorre inesorabile il finale di stagione dei Nets, in un continuo andi e rivieni dal 7° all’8° posto, una battaglia contro Orlando a chi riesce ad evitare il destino peggiore, non facendo i conti con il fatto che né i Bucks né i Raptors siano alla loro portata. La testa è alla stagione successiva, senza ombra di dubbio, i tifosi si rasserenano alla notizia che l’operazione alla spalla di Kyrie sia andata a buon fine e che la stagione 2020-2021 inizierà ufficialmente con il prodotto di Duke e dei Longhorns in campo insieme. I dubbi vengono pensando a chi rimarrà la prossima stagione, coach compreso. DeAndre Jordan non sembra avere i mezzi adatti, ma ha l’esperienza che manca a Jarrett Allen, decisamente troppo discontinuo e patisce la divisione del minutaggio proprio con il centro texano; nel reparto ali manca qualcosa, con Chandler, Harris e Prince decisamente sottotono e la scelta di uno dei tre come spalla di Durant (e sostituto in vista di un quasi certo “load management”), non è affatto scontata. Sul fronte guardie, Dinwiddie meglio come guida della second unit, il ruolo di vice-Irving gli si addice, ma vederlo farne le veci in sua assenza, lo carica di troppe responsabilità e spesso risulta deleterio per tutto il collettivo. Infine la sua spalla, che sembra uscito dall’antro oscuro degli infortuni, ovvero Caris LeVert: per il prodotto di Michigan, i 51 punti (career-high) messi a segno contro i Celtics sono una manna dal cielo, arrivati anche i complimenti di KD, il classe 1994 sembra destinato a grandi cose e ad essere parte integrante del quintetto che l’anno prossimo dovrebbe far ben sperare in quel di Brooklyn. In ottica futura il roster è decisamente pronto per il grande salto, ma prima della nuova stagione occorre fare qualche aggiustamento, un “restauro”, in modo da presentarsi in griglia di partenza con i favori del pronostico, Giannis Antetokounmpo permettendo.

New York Knicks

OT Daily. Una bufera continua in casa Knicks, con gli eventi extra basket a far parlare più delle prestazioni sul parquet. Al tifoso medio non salta agli occhi la distanza di sole 3.5 partite dai Wizards, 9° in classifica nella Eastern Conference, anche perché se si è costretti all’ennesima annata di transizione, arrivarci vicino conta solo a bocce, tanto vale perdere e farlo nel peggiore dei modi, ottenendo la classica draft pick nelle prime 5, cosa che ultimamente non ha comunque portato a nulla di buono. A fare scalpore però, è stato il battibecco tra il proprietario Dolan, volto discusso e discutibile della franchigia e il sempiterno tifoso, nonché regista di fama mondiale, Spike Lee. Diatriba che forse in un clima migliore non avrebbe avuto senso di esistere o perlomeno sarebbe stata placata con una semplice stretta di mano e le scuse per l’incomprensione, invece il registra afroamericano è rimasto offeso per essere stato “cacciato” e fatto rientrare dall’ingresso VIP, lui che negli ultimi 28 anni ha sempre avuto l’accesso dall’entrata che porta dentro anche giornalisti e addetti ai lavori. La sua rabbia è stata giudicata ridicola, lui di risposta ha detto che l’unica cosa a far ridere sono i Knicks, ormai sempre più zimbello della NBA e sottolineando come negli ultimi 20 anni, proprio la squadra che gioca al MSG, sia quella con la percentuale peggiore di vittorie nella Lega (il 40%) e di quanto lui sia stato fedele nel corso degli anni, spendendo milioni di dollari per supportarla, ma in cambio abbia solo ricevuto pesci in faccia.

Una foto sembra aver beccato i due stringersi la mano, sull’avvenimento torna il tifoso n.1 di New York, dicendo di essere rimasto vittima di un raggiro da parte di Dolan, che l’avrebbe costretto ad una stretta di mano, così che i fotografi appostati avrebbero potuto testimoniare la coscienza pulita del proprietario. Spike Lee avrebbe anche detto “Se mi volete fuori dal Garden, arrestatemi come avete fatto con mio fratello Charles (Oakley, ndr)”. Il regista ha chiuso asserendo che per quest’anno non sarà più presente all’arena per seguire i Knicks, arrivederci all’anno prossimo, così Reggie Miller ha potuto approfittare della situazione (in maniera goliardica) invitando il famoso tifoso a cambiare sponda, lato Pacers, dove fatti di questo tipo non sarebbero mai accaduti. Ora la franchigia blu e arancio, oltre alle innumerevoli partite, ha perso anche il suo VIP: piove sempre sul bagnato per il team storico della Grande Mela. OT Daily