Bam Adebayo – Once upon a time in Miami

Pubblicato da Leandro Nesi il

Once upon a time in Miami...

C’era una volta….

Ogni favola ha un inizio, di solito un momento tranquillo perso nello spazio e nel tempo.

Questa favola è diversa dalle altre non solo perché l’inizio è malinconico e triste ma anche perché ha una data e un luogo in cui tutto comincia: la data è il 9 febbraio del 2016. Il luogo è l’American Airlines Arena di Miami. Partita di regular season, gli Heat ospitano i San Antonio Spurs che vincono il match per 119 – 101 guidati da Kawhi Leonard, Tony Parker e LaMarcus Aldridge.

Nei padroni di casa in quel momento giocano Wade, Deng, Stoudemire, Whiteside, Winslow, Gerald Green, Udrih, McRoberts e a referto va persino Stokes in garbage time. A disputare più minuti di tutti per gli Heat, però, è Chris Bosh, che mette a referto diciotto punti in trentacinque minuti. La nota malinconica è tutta in quei diciotto punti: sono gli ultimi nella carriera di Chris, fermato da quei coaguli nel sangue che, nonostante una dura lotta, lo costringono al ritiro.

In quel preciso momento le non tantissime velleità di classifica di Miami muoiono e tanti, tantissimi, danno per spacciata la franchigia nel breve-medio periodo dopo l’addio forzato della sua stella.

From zero to hero

Passa un anno e poco più, gli Heat al draft del 2017 con la scelta numero 14 chiamano Bam Adebayo da Kentucky University. Le previsioni sulla squadra di Riley stanno per cambiare. Pat ci mette molto del suo, con un lavoro pazzesco di scouting e una serie di trade che stravolgono ogni nefasta prospettiva all’orizzonte, Spoelstra fa il resto aiutato anche da una serie di giocatori che al meglio incarnano la culture in casa Heat. Bam, però, è quello che fa davvero il botto.

Oggi è in corso la terza stagione del nativo di Newark New Jersey e Miami è una legittima contender ad Est. Non è solamente una sensazione, sono i risultati con le dirette avversarie a parlare. Per iniziare, due partite giocate in stagione contro i Bucks capolisti di Conference due vittorie. Idem contro Pacers e Toronto. Philadelphia ha vinto il primo scontro, ad inizio regular season, ma ne ha poi persi tre in fila. Boston è l’unica ad aver sconfitto gli Heat per due volte su due delle possibili candidate al trono della Eastern Conference, ma in entrambi i casi Miami veniva da un back to back. Uno dei quali preceduto da una splendida vittoria in overtime contro Toronto.

Oggi, dietro la classifica degli Heat (quarti ad Est) e alla pericolosità della squadra allenata da Spoelstra, c’è anche e soprattutto l’esplosione di Bam, liberato definitivamente dall’addio di Whiteside e sempre più al centro del gioco del team.

Il ruolo di Adebayo è tanto importante proprio in funzione del roster di Miami, riempito di esterni al punto che 6 dei primi 7 marcatori sono Crowder, Herro, Robinson, Nunn, Dragic, Butler. L’unico non esterno è proprio lui. 

[Un approfondimento sulla vita di Bam (e non solo) lo trovate qui sotto, nel podcast NBA Love For The Game realizzato con Davide Piasentini].

Point-center

Coach Spoelstra si è affidato alla produzione del frontcourt e ha reso perno del gioco il suo numero 13. Offensivamente Bam occupa un range di pochi metri quadri, che va dal gomito a fuori la linea da tre e spazia su tutto il campo in orizzontale. In quel rettangolo però porta blocchi ai portatori di palla (Butler, Nunn, Herro e Dragic su tutti) o agli esterni senza palla per permettergli di prendere vantaggio sul difensore per un tiro o una penetrazione.

Uno dei giochi che più spesso lo vede coinvolto prevedono una ricezione al gomito e successivo hand-off per una guardia che poi ne sfrutta il corpo per mettere centimetri fra sé e il diretto marcatore o un passaggio in backdoor qualora la difesa sia molto aggressiva sui tiratori. Uno dei punti focali dell’attacco di Miami e del gioco che Spoelstra ha cucito su Bam.

Per le clip, thx to 3ball.io

Quando si parla “dei compagni” si fa un riferimento generico, ma questo riferimento generico non è casuale: Adebayo con i suoi passaggi serve il 98% dei suoi compagni, agendo di fatto come playmaker aggiunto. Per avere un riferimento, a servire il 100% dei propri compagni per cleaningtheglass.com ci sono soltanto due giocatori: LeBron James e Nikola Jokic.

Dai suoi blocchi spesso si liberano gli esterni che ricevono e tirano e fra i maggiori beneficiari c’è Duncan Robinson, uno dei migliori tiratori della stagione numeri alla mano. Proprio con Robinson si riesce a comprendere la portata di quanto Adebayo sia essenziale per l’attacco Heat: il 30% dei punti prodotti da Robinson sono su suoi assist. Dai suoi passaggi schiacciati a terra i vari Butler, Nunn, Herro riescono a prendere di infilata le difese che cercano di impedire disperatamente che loro escano da un blocco e possano tirare piedi per terra con qualche metro di spazio.

Il numero 13 è un giocatore completamente diverso da quello che è entrato nella Lega: entrato come centro slasher alla Capela/Gobert, si è evoluto in giocatore in grado di mettere palla per terra in semi-transizione o in transizione e la sua evoluzione è una delle ragioni che permette a coach Spoelstra di iniziare le partite senza un playmaker puro in campo, mossa che di fatto ha dato linfa tutta nuova alla stagione di Goran Dragic, fra i più utili sesti uomini della Lega. 

Adebayo si sta sviluppando come point-center, ruolo che sembrava impossibile potesse ricoprire quando è entrato nella Lega, e può farlo perché è un lavoratore e uno studioso del Gioco come pochi: se lo si vede giocare a distanza di 15 giorni, avrà imparato qualcosa di nuovo. Un anno e mezzo fa un passaggio schiacciato a terra per servire il backdoor di un esterno non avrebbe neanche saputo vederlo, oggi è una freccia nella sua faretra. Proprio questo suo lavorare duro lo ha subito inserito nelle grazie della nuova stella di Miami, quel Jimmy Butler che avrà anche i suoi difetti ma adora gli hard workers. Con Jimmy, Bam ha una scommessa che serve a stimolarlo a tirare da fuori: ogni volta che segna con un jumper, jimmy paga. Ogni volta che non ne tenta neanche uno in partita, paga Bam. 

All Team Defense

Per quanto riguarda la metà campo difensiva, ancor di più dell’attacco è fondamentale ricordare che non esiste un buon difensore senza una buona difesa di squadra, non a livello NBA. Miami è sicuramente un’ottima squadra difensivamente parlando, specie in determinate partite e in determinati momenti delle partite. Forse quello che manca è solo un pizzico di continuità. È indubbio però che gli Heat siano una squadra difensivamente all’altezza delle migliori NBA anche perché hanno Bam Adebayo che ad oggi è uno dei migliori difensori NBA. Questa frase può sembrare forte e forse potrebbe far alzare qualche sopracciglio, ma la capacità che il 13 ha di difendere sui 5 ruoli è quasi unica nell’NBA di oggi: vengono in mente due o tre atleti capaci di farlo: Giannis, Ben Simmons, Draymond Green, fine.

Se per la parte offensiva l’apporto di Adebayo è stato costante e molto molto solido, difensivamente ci sono due partite che vale la pena citare e, possibilmente, riguardare:

la prima è la partita del 3 dicembre 2019 contro Toronto.

I campioni in carica vengono tenuti da Miami al 38.5% dal campo, Siakam lasciato a 4 su 14 dal campo. Con Bam come marcatore primario segna zero canestri dal campo e, attenzione, non è una giornata storta del camerunense quanto una prova mostruosa di Adebayo: lo tiene sia dal palleggio che in post, è veloce, ha piedi rapidi ed è fortissimo fisicamente. 

La seconda partita è la migliore stagionale di Miami probabilmente: la ripassata mostruosa che gli Heat hanno dato alla miglior squadra della regular season, ovvero i Bucks. Con un esplicativo 105-89 di punteggio finale, gli Heat hanno fatto drizzare più di qualche antenna in occasione del big match ad Est. Soprattutto per come hanno trattato l’MVP della lega: Giannis è stato infatti tenuto al minimo stagionale per punti, 13, con 6 su 18 dal campo. Per la maggior parte del tempo marcato da Adebayo, ha chiuso 1 su 10 quando accoppiato al centro di Spoelstra, in una delle sue peggiori prove offensive dell’anno.

Le difficoltà che il greco ha incontrato contro Bam sono molto simili a quelle incontrate da Siakam qualche sera prima: Adebayo è troppo rapido per essere superato in palleggio, troppo grosso per essere spostato in post. I tiri che Giannis ha preso contro di lui sono quasi tutti fade away dai 3-6 metri, tiri che qualunque allenatore accetterebbe di subire contro il Dio Greco in maglia Bucks. Magari arriverà il giorno in cui Antetokounmpo segnerà anche quelli, ma rimarranno in ogni caso tiri che la difesa sarà sempre felice di concedere oggi e chissà per quando.

..and they lived happily ever after

Di fatto, alla sua terza stagione Bam Adebayo è un legittimo candidato ad un All NBA Team Defense, al Defensive Player of The Year e al Most Improved Player of the Year. Non importa, davvero, non importa se soprattutto il secondo e il terzo premio andranno in altre mani. Quel che davvero importa è che sono passati poco più di quattro anni da quando Chris Bosh ha smesso di giocare, e Miami oggi è di nuovo una legittima candidata al trono dell’Est, molto più che nell’ultimo anno di Bosh.

Oggi nessuno di quelli che erano in campo nell’ultima di Bosh è ancora a roster per Miami. Un rebuild totale, repentino, efficacissimo. Da levarsi il cappello davanti a Spoelstra e Riley, in legittima corsa per il titolo di Executive of the Year (spoiler, vinceranno i Clippers). 

Le favole iniziano con “C’era una volta”, e finiscono con “e vissero tutti felici e contenti”. La favola di Bam e degli Heat è iniziata in un giorno cupo, di pioggia, ma non per questo non potrebbe finire con una pentola d’oro al di là dell’arcobaleno. 


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.