0.5 Secondi: il game-winner di Toronto

Pubblicato da Leandro Nesi il

Toronto sotto di 2 nel punteggio e nella serie. 

Zero-Punto-Cinque-Secondi al termine di gara 3. 

Il tempo, a volte, sembra che non passi, è come una rondine che fa il nido sulla grondaia, esce ed entra, va e viene, ma sempre sotto i nostri occhi.

                                                                                     José Saramago

Timeout Nurse, che disegna la rimessa.

Lowry a fare la rimessa.

Anunoby è in angolo, dal lato della rimessa.

Siakam sotto canestro.

VanVleet quasi a metà campo, dal lato opposto della rimessa.

Gasol al gomito, lato della rimessa.

Senza conoscere la chiamata di Stevens è difficile essere certi al 100% di quale sia la difesa voluta dal coach dei biancoverdi, per cui vale la pena analizzare le due possibilità disponibili e vedere quale convince di più.

Le due possibilità, sono:

     –      I Celtics difendono a uomo.

     –      I Celtics difendono a zona. 

Difesa a uomo

Tatum su Anunoby, Brown su Siakam, Smart su VanVleet, Theis su Gasol, Fall su Lowry.

Se la difesa è a uomo, l’ordine di Stevens deve essere quello di cambiare sempre, su qualsiasi blocco, su qualsiasi cosa. Cambiare sempre. 

OG taglia da un lato all’altro del campo, Tatum ha ricevuto indicazione di cambiare sempre. Jason non cambia però con Brown che è il più vicino a lui, e non ne ha intenzione tanto è vero che non va a prendersi Siakam. L’indicazione però lo 0 dei Celtics la dà: vuole cambiare con Smart.

Guardate la posizione iniziale: Tatum e Smart sono distanti 12 metri almeno, eppure Jason proprio con Marcus vuole cambiare. Perché?

Perché ha capito che VanVleet passerà fra Theis e Gasol e andrà dal lato suo. Lascia OG andare in angolo e si concentra su Fred VanVleet, che comincia il suo movimento.

Quando Fred si muove, Smart indica il cambio. E qui i problemi per Boston si moltiplicano a cascata. Smart non ha colto la richiesta di Tatum, e nella sua idea cambierà con Theis, cui indica il cambio.

Tatum però è esattamente dietro a Theis. Coglie il segnale di Marcus e pensa sia per lui. In fondo, voleva cambiare marcatura proprio con Smart ed è naturale ora prendersi l’uomo del cagnaccio in biancoverde.

Theis e Tatum finiscono entrambi su VanVleet, Gasol viene preso da Smart che lo ricambia immediatamente, perché Marc punta il centro dell’area e Siakam esce.

Brown, diligentemente, prende Marc. Smart è accoppiato con Siakam perfettamente. VanVleet è raddoppiato.

Lowry ha una prontezza incredibile: vede OG in angolo da solo e lo serve. OG riceve, il cronometro parte. Brown recupera in modo incredibile, ma il tiro oramai è partito.

La palla entra, dolcemente.

Sirena.

Vittoria Toronto. 

Difesa a zona

I Celtics difendono ‘diamonds’ la loro classica rimessa per i finali di partita. L’idea è di difendere fortissimo sul lato della palla e recuperare in caso di passaggio sul lato debole.

Quando OG taglia, Tatum segnala il taglio. Smart segnala il taglio di VanVleet e poi quello di Gasol.

Tatum e Theis però, spaventati da VanVleet, difendono più del necessario sul lato forte e si preoccupano entrambi della guardia dei Raptors. Nessuno dei due scala al centro, dove Brown è lasciato a marcare prima Siakam e poi Gasol, con Anunoby solo in angolo.

Lowry vede lo spazio per OG e lancia un passaggio di una difficoltà totale. Brown tenta il recupero disperato, forse con un istante di distanza. Forse, preoccupato inizialmente che il passaggio potesse essere per Gasol. Quell’attimo di esitazione, costa tutto.

OG riceve, sale, lascia partire il tiro.

Game, Set and Match. 

Vittoria Toronto.

Sì, ma quale delle due?

Il fatto che Tatum indichi il taglio e non lo segua neanche per un istante, fa optare per la difesa a zona chiamata da Stevens, ed è probabilmente la lettura corretta. Le considerazioni sulla comunicazione sbagliata, rimangono. Tatum, Smart e Theis hanno fatto un piccolo errore di comunicazione lasciando open l’uomo che era più improbabile ricevesse, Anunoby.

Brown si è preso molte colpe, nel post partita. Probabilmente si fosse staccato da Gasol un istante in anticipo avrebbe stoppato OG, gli è mancato un centimetro. L’errore però è da dividere equamente fra i biancoverdi in campo o, forse, si può semplicemente dire che Toronto è stata eccezionale nell’eseguire e, come sempre, un pelo fortunata a trovare una conclusione che statisticamente potrebbe non essere ad altissima percentuale. 

Il discorso, però, è un altro. 

#ILoveThisGame

Si sono mossi tutti tranne Fall e Lowry. Otto persone, mosse da un filo invisibile.

Cinque secondi di movimento continuo in cui l’errore, se così lo vogliamo chiamare, avviene al primo istante.

Nonostante una difesa che ha negato la ricezione a VanVleet, probabilmente la prima opzione. Nonostante una difesa che ha negato la ricezione a Siakam, la seconda opzione. Nonostante una difesa che ha negato la ricezione a Gasol, la probabile terza opzione.

Nonostante tutto, con mezzo secondo sul cronometro Nurse  Lowry e tutta Toronto hanno trovato un uomo libero in grado di ricevere un passaggio tirato sopra un omone di 2 metri e 31 centimetri con le braccia alzate, alzarsi per il tiro e insaccare una tripla sulla sirena.

Toronto è ancora viva.

Il basket è anche oggi lo sport più bello del mondo.


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.