Win or Go Home – I problemi dei Raptors

Pubblicato da Leandro Nesi il

Stanotte si giocherà gara 6 della serie fra Celtics e Raptors. I canadesi sono chiamati a vincere per tenere aperta la serie e, per farlo, dovranno cambiare tante cose rispetto alla orrenda prova disputata in gara 5.

Prima di tutto, neanche a dirlo, l’intensità difensiva. Una squadra che è stata costantemente fra le migliori tre difese del campionato non può presentarsi ad una gara di playoff con l’atteggiamento di gara 5.

Toronto durante l’anno ha tenuto gli avversari al 46% dal campo, dietro ai soli Bucks, concedendo 106 punti a gara, guidando l’NBA per punti subiti a partita.

Nel pivotal game i Celtics hanno tirato con il 50% dal campo, andando tantissimo in lunetta (27 tirati contro i soli 13 dei Raptors)  ma soprattutto hanno chiuso il primo tempo 62 – 35. Se non è un massacro, poco ci manca.

Ora, se prendere 62 punti in un tempo è troppo per Toronto (proiezione di 124 subiti), segnarne 35 e soprattutto 11 nel primo quarto è qualcosa che non può e non deve ripetersi.

Oltretutto, segnare così poco genera transizioni e le transizioni generano punti facili. 

I meriti dei Celtics

Non bisogna mai dimenticare gli avversari: Toronto gioca male, attacca male, difende male, ma anche (non solo, anche) perché i Celtics hanno attaccato bene e difeso ancora meglio.

Per tutto l’anno l’attacco dei Raptors si è basato sulla circolazione palla, la transizione e sul talento esplosivo di Pascal Siakam.
In realtà dei tre punti citati due sono almeno da considerare insieme:

spesso e volentieri la circolazione di palla dei Raptors ha come innesco il raddoppio sistematico che le squadre, per tutto l’anno, hanno mandato su Pascal.
I Celtics concedono pochissima transizione ai Raptors e, mossa cruciale, non raddoppiano mai Siakam. Mai. Jayson Tatum, Jaylen Brown e Marcus Smart stanno consentendo a Stevens di difendere 1 Vs 1 contro il camerunense, rendendo l’attacco dei Raptors molto meno dinamico. 

Pascal cercasi

Siakam, neanche a dirlo, ci sta mettendo del suo:

è passato da 23 punti di media della stagione regolare con il 50% da 2, il 36% da 3 e il 51 di eFG% a 15 punti con il 50% da 2, il 21% (!!!) da 3 e il 44 di eFG%.

Questi numeri neanche cominciano a dare l’idea di quanto male stia andando Siakam contro i Celtics, perché tengono in considerazione anche il (facile) primo turno contro i Nets in cui Pascal non ha brillato, ma neanche eccessivamente demeritato. Contro i Celtcs, Siakam ha tirato 4 su 26 da tre punti, incluso il terribile 2 su 13 della vittoriosa gara 4 che è stata (e di molto) la sua miglior partita nella serie.

Detta in termini rozzi, Siakam fra la regular season e i playoff è passato dall’avere un’efficienza offensiva pari a quella di Donovan Mitchell ad avere quella di RJ Barrett.

In gara 5 Siakam è stato… invisibile. Tre tiri presi nel primo tempo, sei punti in fila ad inizio terzo quarto e immediatamente tre falli in fila, fino al quinto personale che l’ha levato dalla contesa.

Analizzando il tipo di giocata grazie ai dati di nba.com

Siakam va meno in transizione (7% dei possessi in meno) va più in isolamento (4% in più) molto più in post (10% in più) prende più tiri in spot-up e gioca molto meno da ball-handler nel pick and roll (prima quasi un possesso su 5, ora meno di un possesso su 10).

Persino un allenatore sempre attento a motivare i propri giocatori e a proteggerli come Nurse, si è lasciato andare ad un “Non sono sicuro del perché sia così tanto fuori ritmo dalla ripartenza. Non ha giocato molte buone gare, ed è un peccato perché l’anno scorso è stato grandioso ai playoffs, ed è stato grandioso quest’anno. Speriamo possa ritrovare il suo ritmo”. Probabilmente un motivo per stimolarlo, perché è chiaro che senza il suo apporto l’avventura dei canadesi giungerà al termine già stasera.

Anche capitan Kyle Lowry si è espresso in proposito, dicendo che i Raptors hanno bisogno di coinvolgere molto di più Siakam nei pick and rolls.

La fatica, enorme, che Siakam sta facendo sta però anche nascondendo un altro enorme problema per i Raptors.

Chi ha rubato i poteri a VanVleet?

Il mitico Fred l’anno scorso ha fatto innamorare i tifosi di mezzo mondo con la sua storia, salendo in cattedra in maniera insperata nella finale di conference contro i Bucks.

Quest’anno, ad oggi, ha disputato brutte partite, soprattutto nelle sconfitte, dove ha fatto registrare un 7 su 30 complessivo da 3 che poco rende giustizia al suo 41% in stagione.

Fred oltre ad essere meno efficace in difesa, è molto meno in ritmo in attacco. Ancora una volta, le difese generano attacchi e buoni attacchi garantiscono buone difese:

nelle vittorie nella serie, Boston ha segnato 10 punti in transizione. Nelle sconfitte, 4 punti. 

La difesa del pitturato

Ibaka è in forse per stasera. Gasol sta giocando la sua peggior pallacanestro che io ricordi in una serie. In gara 3 e 4, quando Toronto è sembrata tornare quella della regular season, Boston ha segnato 36 punti nel pitturato di media.

In gara 1,2 e 5, Boston ha segnato quasi 50 punti nel pitturato, figli anche (ma non solo) delle transizioni. 

I Celtics

Ci sarà un giorno in cui varrà la pena fare un focus solo sui Celtics, sulla loro difesa, sulla leadership di Smart e su un Tatum stellare nelle prime due gare della serie e molto (molto, molto) peggio in gara 3-4-5. 

Nonostante questo, la vittoria di gara 5. Nonostante una panchina corta. Nonostante l’assenza di Hayward. 

Verrà il giorno in cui bisognerà tributare il giusto e doveroso omaggio a Jaylen Brown, che ogni giorno che lo si guarda giocare migliora. Verrà il giorno in cui si parlerà di Stevens e di quanto sia eccellente come allenatore in ogni aspetto del gioco, dal timing dei timeout al tipo di gioco che riesce imporre alla propria squadra e agli avversari.

Chissà, magari quel giorno non è troppo lontano. Magari, come anteprima ad una leggendaria gara 7. 


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.