Eastern Conference Finals Preview – Celtics Vs Heat

Pubblicato da Leandro Nesi il

Ad un orario quasi umano, mezzanotte e mezza di stasera, iniziano le Eastern Conference Finals.

Miami Heat contro Boston Celtics.

Spoelstra contro Stevens.

Due dei migliori allenatori NBA uno contro l’altro per una serie che si preannuncia spettacolare.

Si comincia, in genere, dai precedenti fra le due squadre: in questo caso i precedenti valgono zero.  In una mancava Tatum, in una Smart. In una non c’era Dragic, mancavano Crowder e Igoudala: due squadre diverse, che oggi si affrontano come fosse la prima volta. 

Via il dente via il dolore, prima le cattive notizie: Gordon Hayward non sarà della contesa almeno per gara 1, più in là chissà. A questo punto difficile (se non ai limiti dell’impossibile) pensare che possa tornare e vestire i ‘soliti’ panni nel quintetto base, quando tornerà partirà dalla panchina. Al suo posto il Generale Marcus, eroe della serie contro Toronto. Marcus, in gara 7, ha marcato Kyle Lowry per 25 possessi, tenendolo a zero punti, un tiro solo tentato e un turnover.

Pausa scenica, nel mentre che l’enormità della cosa penetri a fondo. 

Difficile andare dentro ad ogni questione, verrebbe un oggetto molto lungo. Vale però la pena affrontare qualche tema:

Miami

Inutile nascondersi dietro un dito, se gli Heat hanno portato a casa gara 1 una grossa parte del merito è della difesa a zona che ha levato le penetrazioni a Giannis Antetokounmpo e al tempo stesso riusciva a recuperare sui tiratori con efficacia e tempismo. Quanto la zona verrà usata in questa serie è difficile dire. I Celtics contro la zona hanno attaccato abbastanza male tutto l’anno (delle 20 squadre che hanno giocato almeno 100 possessi contro la zona, sono noni per efficienza offensiva). Contro la zona di Toronto, però, le cose sono andate particolarmente male: su 80 possessi in cui i Raptors sono andati a zona, i Celtics hanno segnato 65 punti totali. La zona di Toronto però era una rognosa box and one quasi sempre, mentre Miami è più probabile faccia uso di una zona più classica (3-2 in genere). 

E a uomo?

Miami, contrariamente rispetto alla regular season, può contare su Crowder e Igoudala e si potrebbe permettere di difendere per lunghi tratti a uomo, anche se non è proprio ovvio intuire chi prenderà chi: dando per scontato Crowder su Tatum come assegnazione iniziale, quasi certa insieme a Adebayo per Theis, il resto è tutto molto complesso: Butler su Brown il più logico, ma non sarebbe una sorpresa vederlo su Kemba, con Dragic su Smart e Robinson su Brown. Chiaro, si soffrirebbe con Robinson ma Kemba vivrebbe serate molto più complesse.

Obiettivo numero 1

Miami può difendere in tanti modi, ma la cosa certa è che la filosofia rimane grossomodo sempre la stessa: al ferro non ci vai, e se ci vai è dura uscirne vivo. Sono la squadra che dopo i Bucks ha concesso meno tiri al ferro, i Celtics non sono squadra che necessita tantissimo di punti al ferro, ma usa molto le penetrazioni per far muovere la difesa e farla collassare. 

Difesa su Kemba

Come Toronto, è possibile che Miami giochi per cercare di estromettere Kemba dall’attacco Celtics. Questo costringerebbe Brown e Tatum a creare tanto dal palleggio, cosa che alterna buonissimi risultati a risultati più mediocri. Il punto cruciale nello specifico sarà capire come gli Heat difenderanno sul ‘double drag’, i due blocchi in fila che Boston porta per Kemba. Di solito, il secondo è di Theis (pronto a rollare) e il primo è di Brown/Tatum/Hayward, pronti ad aprirsi per tirare. 

In regular season Miami (specie Nunn quando accoppiato a Kemba) ha cercato di passare dietro i due blocchi, cosa che per la difesa di Miami sarebbe una specie di condanna: Kemba è bravissimo ad aspettare l’ultimo momento utile per il passaggio, specie per il rollante.

Difesa su Tatum

Tatum si è attestato come uno dei migliori tiratori in pull-up da tre di tutta la lega. Questo vuol dire che per gli Heat il drop del lungo sarà da evitare. La possibilità più intrigante sarebbe è quella di sfruttare le dimensioni e il chilaggio delle proprie ali (Butler/Crowder/Igoudala) e la mobilità di Adebayo per cambiare sul blocco. Tatum quando deve penetrare è meno fluido di quando può arrestarsi da tre, e in ogni caso penetrare con Bam accanto o davanti potrebbe non essere così banale. Persino Giannis si è incagliato e ha più volte sbattuto sul fenomenale lungo di Miami. Visto che Spoelstra è un ex tape-guy e visto che siamo ad una finale di conference, lo scout sarà completo: Tatum è (parecchio) meno efficiente con il suo pull-up J quando palleggia con la destra rispetto a quando palleggia con la sinistra. La difesa di Miami cercherà, forse, di forzarlo ad andare verso la destra del campo. 

Celtics

Sugli accoppiamenti difensivi pochi dubbi:

Walker su Dragic, Smart su Robinson, Brown su Butler, Tatum su Crowder, Theis su Adebayo. Il dubbio è su Smart su Jimmy o su Duncan, verosimile per la prima ipotesi ma almeno ad inizio partita Smart potrebbe inseguire Robinson sui blocchi. Come alternativa intrigante, Smart potrebbe finire su Dragic a mordergli le caviglie, più difficile vederlo su Butler non fosse altro per lo spettacolare lavoro fatto da Jaylen su Siakam, e come caratteristiche di base Siakam e Butler non sono poi tanto dissimili. 

In difesa

Switch è la parola d’ordine della difesa dei Celtics, solo i Rockets cambiano di più di loro. Continueranno a sfruttare la versatilità difensiva per minimizzare le minacce da pick and roll, proteggendo Kemba il più possibile. L’obiettivo dichiarato numero uno sarà cercare di evitare che Jimmy Butler possa aggredire il pitturato come successo nelle prime due serie degli Heat. Di nuovo, sarà importante per Boston cercare di non far arretrare troppo Theis sul blocco di Adebayo, pena un Jimmy Butler in velocità verso l’area, pronto ad andare al ferro o in lunetta. Costringere Butler a prendersi jumpers che ad oggi entrano veramente con poca continuità potrebbe essere la chiave numero uno per la difesa di Stevens.

Ugualmente cruciale (e complesso), aiutare profondissimi da lato debole sul lungo di turno (Adebayo o chi per lui): se il centro dei Celtics non lascia due metri a Butler gli sarà incollato, e a quel punto qualcuno dovrà aiutare forte per evitare punti facili al ferro. 

Closeouts 

Uno dei temi sarà come chiudere sui tiratori: i Celtics hanno il duro compito di intasare l’area e chiudere rapidamente sui tiratori, in particolare su quel Duncan Robinson che esce da una stagione mai vista per un quasi rookie undrafted, ma anche sui vari Crowder, Herro e compagnia cantante. Dovessi scommettere, recupero fortissimo su Robinson e recupero forte ma non eccessivo su tutti gli altri, confidando sul fatto che o sono tiratori meno letali o sono poco capaci se mettono palla per terra, e in tutti i casi hanno un rilascio meno rapido. 

Il pronostico (che non vale nulla)

Impossibile, in questa serie, dare un netto favorito. Per talento Boston è favorita, specie dovesse tornare Hayward in discrete condizioni. Anche in discrete condizioni Hayward è per enorme distacco il migliore (e più pagato) quarto violino di tutta la lega. La profondità del roster e una serie precedente più facile potrebbe dare a Miami una spinta in più, specie con la second unit. A far saltare il banco, oltre agli ovvi nomi, Hayward per i Celtics, Olynyk per gli Heat (lungo, che in serate buone tira da tre come un piccolo e difende bene, un jolly tattico pazzesco).

Il pronostico… 4-2 Miami. 

È una serie da godere dal primo all’ultimo minuto perché si potrà imparare veramente tanto da due menti finissime come quelle di Spoelstra e Stevens. Ci sono giocatori per tutti i gusti, dal talento educato di Hayward (dai, Gordon, torna su) al talento puro di Tatum. Da chi lavorando si è messo sotto e ha trovato uno spot occupandolo in maniera onestissima come Theis, a quel cagnaccio stratosferico di Smart. A proposito, nella strepitosa gara 7 Smart ha tirato con il 20% da 3. Occhio, che l’anno scorso gli lasciavano quattro metri, quest’anno si è trasformato in Ray Allen e non è chiaro quale versione si troverà davanti Miami. Gli Heat sono una squadra di underdogs, costruita a gusto Riley a immagine e somiglianza del proprio leader, Jimmy Butler.

Non può che uscirne una serie epica. Godiamocela!


Leandro Nesi

Leandro Nesi

Leandro Nesi, nato in Scozia ma Romano di Roma, 28 anni, felicemente sposato. Dottorando in ingegneria meccanica teorica e applicata. Amo il Gioco, detesto il tifo, specie quello con la t minuscola, che impedisce le discussioni. Simpatizzo per i Jazz e per LeBron, che mi hanno fatto innamorare della palla a spicchi. Di una partita guardo i giochi e gli schemi, di un giocatore gli aiuti in difesa e i tuffi sul parquet. Se c'è tattica, sono nel mio mondo. L'NFL e il tennis sono sul podio dei "miei" sport, dopo il Grande Amore (sportivo) che è il Basket.