Andrea Trinchieri Bayern Monaco 2020
Andrea Trinchieri, allenatore del Bayern Monaco, stagione 2020/21 (EuroLeague.net)

Andrea Trinchieri e il Bayern Monaco – Sturm und Drang

Il basket non è riducibile solo a un pallone, due canestri e due squadre. Ci sono in gioco svariate componenti riconducibili, in questo caso, a un movimento letterario come lo Sturm Und Drang.

Venerdì 2 ottobre, Audi Dome, Monaco di Baviera.
La sirena finale è appena suonata e Shavon Shields è stato sommerso dall’abbraccio di tutti i suoi compagni, dopo che la sua tripla fuori equilibrio ha fissato il punteggio sul 79-81, regalando di fatto la vittoria all’Olimpia Milano.
Un esordio thriller – ma a lieto fine – quello dell’AX Armani Exchange di Ettore Messina nella stagione 2020/21 di Eurolega, mentre il Bayern di Trinchieri comincia con una sconfitta amara. Terribilmente amara.

Amara perché non meritata. Amara perché tutto quello che il Bayern poteva controllare, l’ha controllato.
A partire dai rimbalzi, specialmente quelli offensivi – il solo Jalen Reynolds ne cattura ben 9 nell’area meneghina, in testa a illustri colleghi e specialisti del mestiere quali Kyle Hines e Kaleb Tarczewski.
Anche il ritmo della partita è stato a lungo gestito dai padroni di casa, bravi a tenere un attacco atomico come quello di Milano ad appena 70 punti nei tempi regolamentari.
Ma ci sono cose che non si possono controllare: tra queste, la giocata di talento del campione, che a giochi rotti risolve il possesso decisivo, e quindi la partita.
Questo ha fatto Shavon Shields, al debutto europeo stagionale con la canotta dell’AX Armani Exchange.

Olimpia Milano 2020/21
Shavon Shields viene sommerso dall’abbraccio dei compagni dell’ Olimpia Milano, stagione 2020-21 (EuroLeague.net)

È passato un mese e mezzo da allora, sono passate altre 7 giornate di coppa nel frattempo.
Con questo articolo non vogliamo parlare di Milano, per una volta, ma di quell’allenatore nato e cresciuto a Milano che oggi sta guidando il Bayern Monaco in una stagione di Eurolega iniziata sì in modo amaro, ma che ora ha preso una piega decisamente più dolce.
Perchè oggi il Bayern è secondo in classifica in Eurolega, dietro solo alla capolista Barcellona.

“Dopo la bruciante sconfitta contro Milano, ho solo chiesto ai miei giocatori
di trasformare la frustrazione in energia positiva e durezza mentale.
E l’hanno fatto, complimenti a loro”

Così Andrea Trinchieri la sera del 9 ottobre, intervistato nel post partita. Non una qualunque, parliamo del derby tedesco di Eurolega, vinto sul parquet dell’ALBA Berlino di Aito Garcia. Decisivo e devastante il parziale di 9-31 in favore dei bavaresi nel secondo quarto. 10 minuti di clinic di pallacanestro: travolgente e avvolgente, armoniosa nello sviluppo e sconquassante nel risultato.
Come l’onda di uno tsunami che cresce, cresce fino al suo culmine, per poi abbattersi sulla costa con effetti devastanti. Allo stesso modo, una difesa si rovescia nella metà campo avversaria con tanta più efficacia, tanto maggiore è stata la mole di lavoro svolta.
Un principio che si può convertire in due semplici sostantivi, legati da una congiunzione: Sturm und Drang. Tempesta e impeto. Proprio come il movimento culturale tedesco che, ispirato da Johann Wolfgang von Goethe, a partire dalla seconda metà del Settecento ha descritto un nuovo modo di essere e di vivere.
L’intellettuale tedesco esortava gli uomini a un ritorno al naturale, all’istintività e alla passionalità dei sentimenti, rifiutando il razionalismo schematico e la pesantezza dei canoni ideologici illuministici, visti come zavorre di cui liberarsi, come un freno a mano costantemente tirato a rallentare la libera espressione del potenziale individuale.

“Voglio una squadra fully committed, che gioca con grande passione. Voglio anche un basket molto aggressivo di squadra, che possa appassionare i tifosi… Non mi piace promettere quello che non posso garantire. Non posso garantire che vinceremo tutto; posso garantire che faremo di tutto per essere la miglior versione di noi stessi”
[intervista rilasciata a Sportando del 21/09/2020]

Trinchieri sembra dunque aver sposato questa corrente di pensiero, liberando il Bayern da ogni preconcetto tattico dogmatico ed esortando i suoi giocatori a seguire i loro istinti cestistici senza pensare troppo, educandoli al decision-making with no esitations, a scatenare insomma la loro tempesta e il loro impeto agonistico sui due lati del campo. Con coraggio, perché se nella pallacanestro di Trinchieri si perdona l’errore tecnico, l’atteggiamento pigro, timoroso o remissivo al contrario non è tollerato.
Nasce così la Sturm und Drang bavarese, in chiave trinchieriana. E le prove che sia in atto sono molteplici.

Cominciamo da Wade Baldwin IV. Non più il rookie timido e spaurito dell’anno scorso, quando giocava al Pireo di Atene con Spanoulis: oggi è il leader tecnico della squadra di Trinchieri. La combo 24enne uscita da Vanterbilt ha in mano le chiavi della squadra e la sta facendo girare con i tempi giusti, almeno fino a questo momento. A partire dall’aggressività che setta nella metà campo difensiva pressando il portatore di palla, aiutato dalle braccia lunghissime di cui dispone e grazie alle quali è il miglior ladro di palloni della competizione. Poi in attacco, che il talento scorra fluido in quelle vene non è certo un mistero: basti osservare i movimenti sinuosi, eleganti e a tratti ubriacanti dal palleggio, culminanti spesso con l’arresto e tiro, la soluzione prediletta. Dà l’impressione di essere sempre sotto controllo, qualità propria di chi appartiene a una classe superiore alla media. Ci sbilanciamo: lo rivedremo in NBA, magari tra un paio di stagioni.

Wade Baldwin Andrea Trinchieri 2020
Wade Baldwin a rapporto da coach Andrea Trinchieri, stagione 2020/21 (EuroLeague.net)

Come non citare Jalen Reynolds, il quale sta avendo un impatto terrificante ogni volta che viene chiamato ad alzarsi dalla panchina bavarese. Anche il pivot ex Reggio Emilia è migliorato esponenzialmente rispetto alla scorsa, breve comparsa in Eurolega, con la canotta del Maccabi. Oggi è il miglior rimbalzista dell’intera Eurolega (6,9 di media a partita) ed è primo anche nella graduatoria dei rimbalzi offensivi (3,4 di media, la metà dei suoi rimbalzi totali). Tutto questo, lo ricordiamo, partendo dalla panchina. Ma appena entra in campo la sua energia è contagiosa. Reynolds è l’incarnazione più tangibile e fisica di Sturm und Drang; proprio lui che mai aveva dato l’impressione di essere un duro, un lottatore, nonostante il fisico possente. Eppure oggi sta giocando con una cattiveria agonistica che mai avremmo pensato potesse mettere in campo con continuità.

C’è anche l’italiano Sasha Grant, fresco d’esordio in Eurolega da titolare, a 18 anni, 10 giorni fa contro la Stella Rossa: in 7 minuti di utilizzo, l’Azzurro è subito andato a referto con 6 punti – frutto di un 2/2 da 3 – un fallo subito e due commessi. Trinchieri lo ha riproposto anche settimana scorsa contro Valencia, sempre da titolare, affidandogli l’ingrato compito di inseguire Klemen Prepelic sui blocchi. Un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo… E il giovane Sasha ci ha provato ancora una volta con un atteggiamento palpabilmente presente, vivace, volitivo, sfrontato al punto giusto.

C’è chi ha avuto l’occasione di lanciarlo, e l’ha colta al volo. Non è la prima volta che Andrea Trinchieri sceglie di svezzare un teenager di buone speranze gettandolo nella mischia del palcoscenico europeo più prestigioso. 8 anni fa, quando sedeva sulla panchina di Cantù, fece debuttare Awudu Abass sul parquet del Khimki prima e di Desio poi, contro il Real Madrid. Nell’epica sfida tra i due club più titolati in ambito continentale, Abi segnò 5 punti e catturò 7 rimbalzi contribuendo notevolmente alla vittoria dei canturini.
Ma tornando al Trinchieri di Monaco di Baviera e restando in tema Real: nella partita persa contro i Blancos due settimane fa – l’unica sconfitta netta patita dal Bayern fin qui in Eurolega – si è fatto espellere dopo 200 secondi di gioco. L’allenatore milanese reclamava a gran voce un fallo, ma secondo gli arbitri le sue proteste hanno oltrepassato il limite a tal punto da meritarsi un doppio fallo tecnico. Chissà se avrà detto ancora “Adriano, divertiti!” al suo vice Vertemati, come in occasione di una sfida di precampionato nella quale venne espulso… Perché Trinchieri non è solo l’allenatore maniaco dei dettagli che sentiamo urlare come un forsennato durante la partita, o che vediamo fulminare i suoi giocatori con lo sguardo per una tardiva rotazione difensiva. In fondo il Trinka è un inguaribile mattacchione, è genio e sregolatezza, è Sturm und Drang nudo e crudo. Un personaggio vulcanico ed eclettico che a Goethe sarebbe indubbiamente piaciuto.

Impossibile poi non parlare anche di quel ragazzo di 31 anni che sta esprimendo la sua miglior pallacanestro di sempre.
Vladimir Lucic è il leader caratteriale del Bayern, squadra globalmente giovane e inesperta, fatta eccezione per capitan Djedovic e Leon Radosevic. L’ala della nazionale serba sta segnando 16 punti di media a partita tirando con percentuali fantascientifiche dal campo (75% da 2, 58% da 3, 90% in lunetta). Oltre alla consueta solidità del suo gioco sui due lati del campo, quest’anno sta dimostrando anche un killer instinct davvero notevole nei momenti cruciali. Strepitosa, in particolare, la sua prestazione nella vittoria ottenuta sul campo del Maccabi: 26 punti con un solo errore dal campo e 29 di valutazione, entrambi career-high. Venerdì scorso poi, contro Valencia, da ex di turno ha addirittura ritoccato il suo massimo di valutazione in carriera, 35! In entrambe le occasioni, è stato eletto MVP della settimana di Eurolega.
Ma segnaliamo anche la tripla della staffa nella gara contro la Stella Rossa. Lucic era 0/4 dall’arco fino a quel momento, ma la quinta tripla è andata a bersaglio, affossando definitivamente le speranze di rimonta avversarie. Ha poi fatto in tempo anche a metterne un’altra, meritevole di un nuovo discorso a parte.

Vladimir Lucic Terzo Tempo 2020
Vladimir Lucic in terzo tempo contro la Stella Rossa, stagione 2020/21 (EuroLeague.net)

Bayern avanti 71-59 a 1,7 secondi dalla fine. È fatta, l’ostica Stella Rossa è sconfitta, quinta vittoria su sette partite… Ma coach Trinchieri vuole giocarla fino all’ultimo centesimo di secondo e, pertanto, chiama timeout. Vuole allenare fino alla fine. Vuole costruire un tiro inutile ai fini del risultato, ma che potrebbe risultare importante per la differenza canestri, un domani. Lo schema disegnato dal coach ex Partizan è per l’uscita in angolo di Lucic, ben contestato dalla difesa avversaria. Nonostante ciò, il serbo segna la tripla a fil di sirena e sia i compagni sia Trinchieri esultano come se fosse il canestro del +1, non del +15.
Dettagli? Forse sì, ma in quell’esultanza così sentita da giocatori e allenatore su un possesso apparentemente insignificante, abbiamo visto una squadra pienamente in sintonia con la sua guida tecnica, sulla stessa lunghezza d’onda, on the same page. Una squadra che sembra avere come legge morale il motto every possession counts, ogni possesso conta, per il modo in cui combatte sinergicamente dalla palla a due fino alla sirena finale.

Tempesta e impeto vuol dire anche questo: avere più ambizione, più fame di tutti. Non lasciare nulla al caso, non risparmiarsi e accontentarsi mai, essere spietati. Significa sentirsi animati da quello stesso slancio titanico proprio dell’Übermensch nietzschiano – chiaramente ispirato a Goethe. L’Oltreuomo che vuole migliorarsi, superarsi combattendo battaglie più grandi di lui e dando sfogo all’energia creativa, agli istinti e ai sentimenti più spontanei che lo animano. Proprio quello che stanno facendo Lucic, Reynolds, Baldwin, Grant e compagni sotto la guida del loro allenatore

Proprio come i Titani che osarono sfidare gli Dèi dell’Olimpo, così il Bayern di Trinchieri ha lanciato il guanto di sfida alle squadre più blasonate della competizione. CSKA, Real, Efes, Fener, Maccabi, le due ateniesi e la stessa Olimpia Milano, solo per citarne alcune. Non in modo insolente e spregiudicato, sia chiaro: l’umiltà dei bavaresi è una delle prerogative che hanno permesso questo sorprendente avvio sprint. Ma la classifica oggi ci dice che il Bayern ha davanti a sè solamente la corazzata blaugrana di Jasikevicius – che fino a questo momento ha giocato a un altro sport.
Sono passate solo 8 giornate di Eurolega, è ancora presto per sbilanciarsi. Ma lo spirito col quale il gruppo allenato da Andrea Trinchieri ha approcciato questa campagna europea è stato straordinariamente ammirevole e meritevole di un plauso speciale.
Anzi, merita una tonitruante e impetuosa tempesta di applausi.

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