Bogdan Bogdanovic 2020
Bogdan Bogdanovic mostra i muscoli (Twitter: @SacramentoKings)

Mercato NBA: tutti gli scambi delle 30 squadre

Con l’inizio della free agency il mercato NBA entra nel vivo. Per non fare confusione, ecco la situazione delle 30 franchigie, aggiornata di continuo, con trade e nuova firme.

Il riepilogo di tutte le squadre

Atlanta Hawks: Il nome più caldo in entrata sembrava essere quello di DeMar DeRozan, giocatore che ha appena accettato la player option da 27 milioni con gli Spurs ma tutt’ora sul mercato, anche se poco fa è arrivata l’ufficialità di Danilo Gallinari, firmato con un triennale da 61 milioni. Gli Hawks completano anche l’acquisto di Bogdan Bogdanovic, ingaggiato con un quadriennale da 72 milioni che i Kings non hanno voluto pareggiare. Interessante la firma di Kris Dunn, difensore d’élite sugli esterni messo sotto contratto per due stagioni (player option per il secondo anno) a 10 milioni complessivi. Altro colpo da 90 per gli Hawks che si garantiscono le prestazioni di Rajon Rondo (fresco di titolo) per due anni a 15 milioni complessivi. A completare il roster, è stato aggiunto al minimo salriale l’ala Solomon Hill.

Boston Celtics: la news più importante sinora consiste nel rinnovo di Jayson Tatum con un quinquennale da 163 milioni. Dal draft sono arrivati, con la 14esima chiamata assoluta, l’ennesima SF, Aaron Nesmith e la possibile steal Payton Pritchard. Gordon Hayward, pedina fondamentale da cui potevano dipendere parecchie mosse di mercato dei Celtics, va via senza sign and trade. Da tenere d’occhio la trattativa coi Bulls delle ultime ore per Kemba Walker e il possibile rimpiazzo, emerso in giornata, identificato in George Hill che non sembra avere lunga vita ai Pelicans ed è uno dei nomi più caldi del mercato NBA attualmente. Sembra morta sul nascere la possibile trattativa con Golden State che avrebbe portato Marcus Smart alla corte di Kerr in cambio della seconda scelta. Intanto, Enes Kanter prima esercita la player option da 5 milioni poi viene scambiato con Portland (in cambio di future draft considerations in una trade che coinvolge anche i Grizzlies). L’identikit del famoso lungo pronto a portare esperienza e fisicità Danny Ainge lo ha individuato in Tristan Thompson, firmato per due anni a 19 milioni complessivi. Scartato Brad Wanamaker, i Celtics aggiungono a roster il playmaker Jeff Teague per una stagione.

Brooklyn Nets: in attesa di capire quanti e quali giocatori sarebbero coinvolti nella possibile trade per James Harden (come riportato dal giornalista vicino alla squadra Anthony Puccio, l’accordo sarebbe già stato verbalmente raggiunto), la squadra di Nash ha scambiato Dzanan Musa e una seconda scelta del draft 2021 con Bruce Brown dei Detroit Pistons. Un esterno dalle caratteristiche spiccatamente difensive (ne serviranno) in cambio di un giocatore decisamente talentuoso e di una scelta verosimilmente molto bassa (una seconda dei Raptors che i Nets avevano acquisito in altri scambi). Intanto, la dirigenza conferma, con un contratto di 4 anni da 75 milioni, il tiratore Joe Harris. In una trade a tre sempre con Detroit e che ha coinvolto anche i Clippers, è arrivato il tiratore Landry Shamet, il quale prende il posto dello scartato Garrett Temple. Buon aggiunta anche nel reparto ali, con Jeff Green (firmato al minimo salariale da 2.56 milioni) che farà da backup a Kevin Durant (gli unici due giocatori in attività che hanno vestito la maglia dei Sonics di Seattle).

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Da sinistra a destra: Kyrie Irving, Kevin Durant e James Harden 2020 (NBA.com)

Gli Charlotte Hornets di Michael Jordan restano, ormai da tempo, nel limbo: mai competitivi abbastanza per provare una cavalcata seria ai playoff, né completamente convinti di fare rebuilding e conquistare ottime scelte al draft. Un nome che potrebbe far saltare sul divano l’intera Carolina del Nord è quello di Russell Westbrook. Da anni ambasciatore della Jordan e ammirato dallo stesso MJ che più e più volte ne ha tessuto le lodi: una trade sarebbe molto difficile, ma sognare non costa nulla. In ottica draft MJ era sceso in campo per indicare in Lamelo Ball il nome più gradito e la dirigenza non lo ha deluso. Chiamato alla numero 3, il giocatore forse più talentuoso di questo draft si prepara a riportare entusiasmo in città. A sorpresa però Charlotte piazza il colpaccio Gordon Hayward, firmato per 4 anni a 120 milioni di dollari. Dal mercato dei free agent torna anche Bismack Biyombo con un contratto annuale al minimo.

Cleveland Cavaliers: Andre Drummond ha esercitato la player option da 28.7 milioni. In uscita Tristan Thompson, che ha scelto Boston per ripartire. Alla quinta chiamata assoluta del draft, i Cavs hannno selezionato Isaac Okoro, un difensore potenzialmente d’élite anche per la NBA. Confermato Dellavedova per un altro anno al minimo, dai Knicks arriva con un biennale da 4 milioni Damyean Dotson.

Chicago Bulls: Dopo una stagione non eccellente il draft potrebbe dare nuova linfa ai tori dell’Illinois che, comunque, dovranno fare i conti con l’addio di Kris Nunn (per il quale non è stata estesa la qualifying offer) e con il pesante contratto di Otto Porter Jr che ha esercitato la propria player option da 28.4 milioni. Zach LaVine è la punta di diamante del roster in mano a Billy Donovan ma, come raccontato da Jeremy Woo di Sports Illustrated non è da escludere una sua potenziale partenza. Secondo O’Connor di The Atletic, inoltre, la dirigenza dei Bulls si sarebbe messa in contatto con i Celtics per provare a imbastire una potenziale trade per Kemba Walker. L’inizio della stagione è lontano, ma per adesso Chicago è un cantiere a cielo aperto di questo mercato NBA. Intanto Garrett Temple firma per i Bulls con un contratto annuale da 5 milioni di dollari e anche Denzel Valentine è confermato (qualyfing offer da 4.7 milioni).

Dallas Mavericks: Dallas doveva correre ai ripari e migliorare il roster cercando un giocatore che abbinasse difesa e pericolosità dal perimetro per dare manforte a Luka Doncic. Nella notte, è arrivato da Philadelphia Josh Richardson (che farà da cambio a Tim Hardaway Jr. che ha accettato la player option da 19 milioni) in cambio di Seth Curry. Intanto, Willie Cauley-Stein torna ai Mavs ma con un contratto più sostanzioso (8.2 milioni per 2 anni), Trey Burke accetta un triennale da 10 milioni complessivi e da OKC arriva James Johnson (dando via Delon Wright). Un’ulteriore aggiunta sarà Wes Iwundu in uscita dai Magic.

Denver Nuggets: Jerami Grant, reduce da clamorosi Playoffs, rinuncia alla player option da 9.3 milioni e saluta Denver. Sarebbe stato fondamentale per i Nuggets trattenerlo ma è stato deciso di non pareggiare l’offerta dei Pistons per firmare al suo posto JaMychal Green con un biennale da 15 milioni. Intanto, Paul Millsap rinnova per un anno a oltre 10 milioni nonostante oltre metà delle squadre avessero mostrato interesse nei suoi confronti mentre direttamente dal Real Madrid arriva l’eccentrico Facundo Campazzo. Non prolungata la qualyfing offer di Torrey Craig che saluta il Colorado. Altre mosse di contorno sono state la firma al minimo di Isaiah Hartenstein, il taglio di Keita Bates-Diop, la conversione a contratto normale (non two-way) di Bol Bol e l’arrivo di RJ Hampton dalla mega trade di Jrue Holiday.

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Facundo Campazzo in maglia argentina attacca Nikola Jokic in maglia serba 2019 (FIBA.com)

Detroit Pistons inizia la ricostruzione. Dal draft arrivano Killian Hayes, Isaiah Stewart (dopo aver acquisito la 16 di Houston assieme al contratto garantito per soli 1.8 di Ariza in cambio di una prima 2021) e Saddiq Bey. Da una trade con gli Atlanta Hawks arriva, al prezzo di Tony Snell e Khiry Thomas (poi tagliato), DeWayne Dedmon, mentre dalla free agency arrivano Jahlil Okafor (per due anni), Jerami Grant, reduce da degli ottimi playoff con i Nuggets (triennale da 60 milioni), e Mason Plumlee, anche lui dal Colorado (triennale da 25 milioni). Dalla trade a tre con OKC e Dallas, è “in consegna” a Motor City Delon Wright (da Dallas) mentre direttamente da Philadelphia arriva la guardia Zhaire Smith (in cambio di Tony Bradley) la quale farà coppia con il tiratore Wayne Ellington (annuale da 2.6 milioni). Ora occhio a Derrick Rose e Blake Griffin, per i quali si cercano acquirenti.

Golden State Warriors: le buone notizie prima. James Wiseman è la scelta numero 2 della squadra. La brutta non riguarda il mercato, ma potrebbe incidere pesantemente sul futuro del team a medio termine: Klay Thompson si è lacerato il tendine di Achille e di conseguenza Golden State ha potuto sfruttare la Disabled Player Exception da 9.3 milioni, in parte utile per assorbire il contratto di Kelly Oubre Jr, ottenuto dai Thunder per una scelta protetta 1-20 (tramutabile in due seconde scelte) del 2021. Dopo il clamore dei giorni scorsi, si continua a parlare di un interesse per LaMarcus Aldrdige in uscita da San Antonio. Altro nome potenzialmente interessante è quello di George Hill, per il quale è emerso interesse nelle ultime ore. L’impressione è che i Warriors, soprattutto ora, puntino a un altro esterno. Dal draft è arrivato anche il nostro Nico Mannion alla 48 mentre è stato tagliato Ky Bowman, rimpiazzato con un contratto al minimo da Brad Wanamaker. Sulla base di un contratto annuale arriva Kent Bazemore, finita la sua esperienza ai Kings, darà una mano in uscita dalla panchina in qualità di specialista dall’arco. 

Houston Rockets: i texani stanno provando in tutti i modi a trattenere James Harden ma il Barba non ne vuole sapere. 103 milioni in due anni rifiutati (sarebbe stato il primo giocatore a firmare a cifre del genere) e richiesta ufficiale di trade ai Brooklyn Nets. Come riportato da Wojanarowski, il mancino si sta ormai allenando da settimane con Kevin Durant e Kyrie Irving. Houston non mollerà e servirà tantissimo per sbloccare la situazione. Intanto il nuovo GM Stone riporta la squadra sotto l’hard cap scambiando Trevor Ariza nei minuti prima del draft coi Pistons, in cambio della loro prima scelta 2021 e assieme alla numero 16 della notte. In questo modo Houston ha generato un mid level da spendere in free agency e una trade exception di 12 milioni circa. Con l’apertura della free agency viene firmata l’ala ex Pistons Christian Wood per tre anni a 41 milioni complessivi e il centro DeMarcus Cousins (visto in buone condizioni dalla dirigenza texana dopo il doppio infortunio tendine d’Achille-crociato) per una stagione al minimo salariale. Il rebuilding va avanti, Austin Rivers declina la player option e una possibile cessione potrebbe riguardare anche PJ Tucker. Nelle ultimissime ore, sembra che Houston stia cercando di scaricare Russell Westbrook, coinvolgendo i Magic (e Aaron Gordon) o Washington e, in modo specifico, John Wall, ma trapela una non-urgenza in tal senso. Il nuovo GM Stone vuole prima sentire tutte le offerte (ad oggi Knicks e Hornets le uniche due realmente interessate, prima di Washington).

Indiana Pacers: con l’addio di Nate McMillan e l’arrivo in panchina di Nate Bjorkgren l’obiettivo numero uno della dirigenza era quello di mantenere Victor Oladipo. Dopo tantissimi rumors sulla guardia intenzionata a esplorare il mercato NBA lo stesso giocatore ha smentito tutto in una intervista per The Athletic dichiarandosi molto contento di poter giocare sotto la guida di Bjorkgren e di voler portare un titolo ai Pacers. Sfumato l’obiettivo Hayward, la dirigenza di Indiana potrebbe puntare a Bogdan Bogdanovic. Nel frattempo, confermati Justin Holiday (triennale da 18 milioni), Jakarr Sampson (annuale al minimo) e spediti TJ Leaf e una futura seconda scelta a OKC per non sforare nella luxury tax.

Los Angeles Lakers: come prevedibile, Anthony Davis ha declinato la player option da 28.7 milioni e rifirmerà un contratto più lungo a breve. Aggiunto Dennis Schroeder in cambio di Danny Green e la scelta numero 28 del draft, si prospetta un addio di Rondo (free agent e nel mirino dei Los Angeles Clippers) mentre arriva la firma di ulteriori esterni per puntellare il reparto (Wesley Matthews, annuale da 3.6 milioni, la “mascotte” Dudleys rinnovata a 2.5 milioni per una stagione mentre è stato tagliato Quinn Cook). Intanto, Kentavious Caldwell-Pope ha rifiutato la player option (8.5 milioni) per poi rinnovare per 3 anni a 40 milioni totali e anche Markieff Morris, dopo aver pensato di raggiungere il gemello dall’altra parte di LA, resta ai Lakers ma al minimo salariale. Per il reparto dei lunghi, arriva a sorpresa dall’altra sponda di LA Montrezl Harrell con un biennale da 19 milioni complessivi; JaVale McGee ha esercitato la player option da 4.2 milioni ma poi è stato spedito, assieme a una seconda scelta, a Cleveland per lasciare spazio a Marc Gasol (e al duo Jordan Bell-Alfonso McKinnie necessario per chiudere l’accordo), messo sotto contratto per due anni a 5.3 milioni.

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Serge Ibaka e Marc Gasol 2020 (ca.NBA.com)

Per i Los Angeles Clippers la point-guard è l’obiettivo numero uno. Per farcela, i Clippers sono pronti a scambiare anche Lou Williams (che interessa ai Mavs ma ora passato in secondo piano con l’arrivo di Richardson e la conferma di Hardaway Jr.). Rajon Rondo, dopo l’acquisto di Schroeder sponda Lakers, sembra l’indiziato principale per dare il tanto bramato playmaker da dare a coach Lue. Landry Shamet saluta e va ai Nets in una trade a tre con Detroit che porta in California Luke Kennard. Intanto si completa il coaching staff con Dan Craig, che si aggiunge a Kenny Atkinson, Chauncey Billups, Larry Drew, e l’ex Bulls Roy Rogers. Sfumati Paul e Holiday, associati più volte alla squadra, l’unico nome pesante resta quello di Russell Westbrook o di Terry Rozier il quale, pur avendo ancora due anni di contratto con Charlotte a 34 milioni complessivi, sembra poter interessare alla dirigenza angelena. Con lo “scippo” dei cugini del centro Harrell, i Clippers hanno dovuto ripiegare su Marcus Morris, confermandolo a cifre forse esagerate (64 milioni per 4 anni), e Serge Ibaka (contratto da 1+1 con player option da 19 milioni complessivi). A completare il roster c’è di nuovo Patrick Patterson: per lui un annuale al minimo.

I Memphis Grizzlies sono in una situazione di stallo. Il roster attuale non permette mosse in free agency e l’obiettivo principale della franchigia dev’essere quello di liberarsi di Gorgui Dieng il più in fretta possibile. Occhio anche a Justice Winslow che è in scadenza (con una team option) e visti i frequenti problemi fisici potrebbe essere un’altra pedina sul mercato. In entrata, per ora, pochissime idee: prima bisogna trovare spazio. Accanto alla numero 30 (con la quale hanno scelto Desmond Bane) dai Celtics, i Grizzlies ricevono Mario Hezonja da Portland in cambio di scelte future da dare ai Celtics. Interessante anche il prolungamento del contratto del restricted free agent De’Anthony Melton per 4 anni 35 milioni totali, mentre l’ala Jontay Porter è stata tenuta per altri 3 anni a 6 milioni complessivi.

Miami Heat: la volontà di Goran Dragic è stata accontentata: 37.4 milioni per due anni (team option per la seconda stagione) per restare in Florida. Ora fari puntati sul possibile rinnovo di Jae Crowder mentre, nel frattempo, è stato rinnovato il contratto dell’eterno Udonis Haslem. Inoltre, come da pronostico, Riley ha garantito i contratti di Kendrick Nunn e Duncan Robinson, entrambi valevoli “solo” per 1.7 milioni di dollari. Si registra interesse per George Hill, nel mirino di diverse contender nelle ultime ore di mercato NBA. Precious Achiuwa, scelto stanotte alla 20, con Spo e Riley e sotto l’ala protettiva di Adebayo si rivelerà un gran colpo. Kelly Olynyk ha esercitato la sua player option da 13.6 milioni di dollari e viene rinnovato Meyers Leonard a 20 milioni per due anni. Attenzione al colpo Mo Harkless passato in sordina, firmato a 3.6 milioni per un anno, e all’aggiunta importante di un 3&D di esperienza come Avery Bradley (reclutato direttamente da Jummy Butler e ingaggiato per due anni, con team option al termine del primo, a 11.6 milioni complessivi). Rinnovo importantissimo quello di Bam Adebayo che firma per i prossimi 5 anni a 163 milioni ma con un trigger da 195.6

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I Miami Heat al momento della premiazione come campioni dell’Est 2020 (GettyImages/Fernando Medina)

Milwaukee Bucks: Fino a poche ora fa Giannis aveva più motivi per sorridere ma una delle due trade di questi giorni, quella coi Kings che avrebbe portato Bogdan Bogdanovic alla corte dell’MVP, è saltata perchè il giocatore non avrebbe accettato il trasferimento (tra l’altro i Bucks hanno poi tagliato Ilyasova, una delle pedine da includere nello scambio). Resa cosa fatta invece la trade con New Orleans, Denver e OKC, da cui i Bucks ricevono Jrue Holiday e la scelta numero 60 Sam Merrill. Tentativo disperato di trattenere Giannis e convincerlo a firmare per altri 5 anni che, se cosi stessero le cose, potrebbe non bastare. Difficilmente visti i nomi a disposizione si poteva fare di meglio. Sempre per Milwaukee da segnalare che Robin Lopez ha declinato la player option da circa 5 milioni scegliendo di accasarsi a Washington, mentre Pat Counnanghton è stato rinnovato per tre stagioni a 16 milioni complessivi. Sfumato Bogdanovic, la franchigia del Wisconsin ha pescato dal mercato dei free agent Bobby Portis (contratto biennale da 7.5 milioni con player option per il secondo anno), DJ Augustin (triennale da 21 milioni e sostituto di George Hill come backup di Holiday), Bryn Forbes (ex Spurs, firmato con un 1+1, player option) e la guardia difensiva Torrey Craig (annuale per l’ex-Nuggets).

Minnesota Timberwolves escono benone dal draft di stanotte. Anthony Edwards è la prima scelta, non ci sono state trade dell’ultima ora e anzichè un altra point guard o un centro si è preferito non ostacolare la crescita di Russell e Towns prendendo la miglior SG a disposizione. Intanto James Johnson ha accettato la player option da 16 milioni di dollari ma viene incluso nello scambio per riportare Ricky Rubio a Minneapolis, assieme alla scelta numero 25 (Immanuel Quickley) e numero 28 (Jaden McDaniels). Un po’ a sorpresa, i Timberwolves confermano Malik Beasley con un quadriennale importante da 60 milioni e rinnovano anche Juancho Hernangomez per 3 anni a 21 milioni complessivi. Il backup di Towns sarà Ed Davis, ottenuto dai Knicks in cambio di Omari Spellman, Jacob Evans e una seconda scelta.

New Orleans Pelicans: la trade chiusa con Milwaukee Bucks, Oklahoma City Thunder e Denver Nuggets aggiunge ulteriore freschezza e futuribilità ai Pelicans. New Orleans ha ottenuto il contrattone di Eric Bledsoe (da 55 milioni complessivi per i prossimi 3 anni) e le sue spiccate doti difensive, i 29 milioni dello stipendio e la stazza di Steven Adams e una serie di future prime scelte (2025, 2027 e 2024 da Milwaukee). Rinnovo al massimo salariale per Brandon Ingram che firma per i prossimi 5 anni a 158 milioni che lo pongono come pietra miliare affianco a Zion per il futuro dei Pels. Intanto è stato assunto anche Corey Brewer all’interno dello staff del nuovo coach Van Gundy come Player Development Coach. Salutato Favors, ecco in arrivo al minimo salariale per rinforzare il reparto lunghi lo spagnolo Willy Hernangomez, Wenyen Gabriel (da Portland) e la guardia Sindarius Thornwell. 

Calma piatta nella Grande Mela dei New York Knicks. Possibile che ci sia un terremoto all’orizzonte, da tenere d’occhio Russell Westbrook su tutti, che come pochi altri riuscirebbe quantomeno a riaccendere l’entusiasmo in una franchigia senza un’apparente direzione. Dal draft è arrivato Obi Toppin. In uscita resta Dennis Smith Jr ma l’impressione è che il grosso del mercato ruoterà sulla point-guard, quindi possibile vedere coinvolti in eventuali trade sia Frank Ntilikina che Elfrid Payton. Intanto, scelte numero 27 e 38 scambiate coi Jazz in cambio della numero 23 (trasformata in Leandro Bolmaro) e dei diritti su Ante Tomic. Sagge scelte della dirigenza Knicks appena dopo il draft: declinata la team option da 15.7 milioni di Bobby Portis, tagliati Taj Gibson (10.29 milioni) ed Elfrid Payton (8 milioni ma poi rincofermato ad un anno a 5 milioni), Theo Pinson (poi rifirmato con un two-way), Kenny Wooten e Wayne Ellington. Nonostante tutto lo spazio salariale aperto, tuttavia, sono già sfumati due grandi obiettivi, Fred VanVleet e Gordon Hayward, e la dirigenza è stata costretta a ripiegare su Austin Rivers  (annuale da 10 milioni). Un’altra mossa stata di quella di Alec Burks: contratto annuale da 6 milioni, accompagnata da quella di Noel (5 milioni per una stagione). Da una trade con Minnesota, inoltre, i Knicks ottengono Omari Spellman, Jacob Evans e una seconda scelta. 

Oklahoma City Thunder: il futuro dell’NBA. Se Presti saprà far fruttare le scelte accumulate con la stessa maestria con cui ha trasformato Chris Paul, Russell Westbrook e Paul George in una marea di first (19, contando le proprie, dal draft di mercoledì a quello 2026 dopo le trade degli ultimi minuti, inclusa quella che ha spedito Kelly Oubre Jr. a Golden State), ci sarà da divertirsi. Per Danny Green, appena arrivato nella trade che ha portato Dennis Schroder ai Los Angeles Lakers, era prevedibile un nuovo spostamento e infatti è ufficiale la trade che lo porta ai Sixers con Terrance Ferguson in cambio di Al Horford, una prima (2025) e una la seconda scelta di Phila di stanotte. Appena aperta la free agency, Sam Presti ha continuato ad accumulare scelte svendendo James Johnson ai Mavs e ottenendo Trevor Ariza, Justin Jackson e altre draft compensation. Inoltre, il GM dei Thunder è riuscito a spedire Steven Adams e il suo contrattone a New Orleans in cambio di una prima scelta 2023 (di Denver) e due seconde scelte (2023 di Charlotte e 2024 di Washington), George Hill, Darius Miller, Josh Gray, Kenrich Williams e Zylan Cheatham. Aggiunto in seguito anche Frank Jackson, svincolato da New Orleans.

Orlando Magic: attenzione alle uscite da Orlando. Evan Fournier ha attivato la clausola per rinnovare il proprio contratto di una stagione a 17 milioni e, dopo l’ottima stagione appena passata, non è da escludere che qualche team possa cercare di acquistarlo puntando su un buon rapporto qualità/prezzo. Il nome più pesante, però, è ovviamente quello di Aaron Gordon, osservato speciale dei Minnesota Timberwolves e dei Blazers e provato ad inserire dai Magic in una trade con Houston per ottenere invano Russell Westbrook. James Ennis, intanto, è stato confermato per un’altra stagione, così come Michael Carter-Williams e Gary Clarke (due anni nel suo caso al minimo salariale).

I Philadelphia 76ers sono la squadra che più ha cambiato dietro le quinte del mercato NBA: nuovo allenatore (Doc Rivers) e un nuovo presidente (Morey). Intanto un’ottima notizia: ufficiale lo scambio coi Thunder, ai quali vanno una prima protetta del 2025 e la 34esima del draft di stanotte assieme ad Al Horford per Danny Green e Terrance Ferguson, risollevando in parte il cap. La seconda mossa è arrivata nella notte con lo scambio coi Mavs che ha mandato Josh Richardson in Texas in cambio di Seth Curry. Occhio anche a Buddy Hield dei Sacramento Kings, giocatore che potrebbe risolvere in parte i problemi di realizzazione dall’arco, così come Zach LaVine e Bradley Beal, per i quali ad oggi Morey ha ricevuto un secco no. Per puntellare il roster, inoltre, sono stati aggiunti due importanti backup di Embiid, il campione NBA Dwight Howard (contratto annuale da 2.6 milioni) e Tony Bradley (arrivato da Detroit per la guardia Zhaire Smith).

Phoenix Suns: la trade più importante di questo inizio mercato NBA ha ormai fatto il giro del mondo. Chris Paul va a formare una delle più interessanti coppie di esterni della lega unendosi a Devin Booker e confidando nell’esplosione definitiva di DeAndre Ayton. Agli Oklahoma City Thunder approdano Kelly Oubre Jr, Ricky Rubio, Ty Jerome, Jalen Lecque e la prima scelta 2022. Non certo la contender voluta da CP3, che a gran voce aveva richiesto la cessione a una delle due squadra di Los Angeles prima e strizzava nel frattempo l’occhio ai Bucks. Un nuovo intrigante progetto, forse l’ultimo, da portare a maturazione. L’impressione però è che Phoenix abbia scelto l’anno sbagliato per spingere sull’acceleratore: la concorrenza è foltissima anche se il possibile sviluppo delle due giovani star incuriosisce e non molto, avendo di fatto sacrificato molto poco in cambio. Dal draft, alla 10, è arrivato contro ogni previsione Jalen Smith, mentre Frank Kaminsky è stato reso free agent declinando la sua team option da 5.2 milioni. Si aggiunge anche Jae Crowder al roster della squadra dell’Arizona con un contratto da 30 milioni in 3 anni e vengono rinnovati sia il play di riserva Jevon Carter (triennale da 11.5 milioni totali) che Dario Saric (triennale da 27 milioni). Il backup di DeAndre Ayton sarà Damian Jones, firmato per due stagioni, mentre da non sottovalutare l’aggiunta della guardia in uscita dalla panchina E’Twaun Moore (annuale da 2.4 milioni).

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Devin Booker e Chris Paul 2020 (sportration.com)

Portland Trail Blazers: attiva anche la squadra dell’Oregon, che non smobilita ma prova a restare competitiva in una Western Conference potenzialmente infuocata. Ufficiale lo scambio con gli Houston Rockets: Robert Covington cambia casacca, in Texas finiscono Trevor Ariza, la 16esima scelta di questo draft (Isaiah Stewart) e una prima scelta del draft 2021. Firma molto intelligente e funzionale pagata tanto, vista la concorrenza, che ringiovanisce di 5 anni lo spot di ala piccola e inserisce a roster uno dei 3&D più apprezzati di tutto il mercato ‘NBA, sulla carta ideale per giocare con la coppia di esterni di Portland. Recuperato a pieno Jusuf Nurkic. Resta da capire che ne sarà di Rodney Hood. Aggiunte dell’ultima ora: Enes Kanter, da Boston, e Derrick Jones Jr., direttamente da Miami e messo sotto contratto con un biennale da 19 milioni complessivi. Ufficiale anche il rinnovo di Carmelo Anthony al minimo e l’aggiunta del giovane centro Harry Giles III per un anno.

Sacramento Kings: Dietro front di Bogdan Bogdanovic, che non ha accettato di firmare l’estensione per poi essere scambiato coi Bucks, è tornato restricted free agent prima di accettare l’offerta degli Hawks non pareggiata da Sacramento. Non finiscono qui le sorprese per i Kings, i quali, nonostante un rinnovo al massimo salariale di De’Aaron Fox (163 milioni per 5 anni che potrebbero anche diventare 195 con vari “bonus”), hanno un Buddy Hield scontento della situazione creatasi e che ha più volte richiesto la cessione: 76ers e Mavericks le più interessate alla guardia bahamense, che lo scorso anno ha firmato un’estensione di 4 anni a 85 milioni. Scaduti i contratti di Bazemore, Len (Room Exception), Ferrell e Giles (che però possedeva un contratto da matricola al 1° giro), Sacramento si trova nella posizione di dover ricostruire un intero roster e dato lo scarso interesse nell’approdare in una squadra che non ha ambizioni play-off da diverse stagioni, appare critico il quadro generale che si mostra al front office. Dal draft una buona notizia, con Tyrese Haliburton insospettabilmente pescato alla 12. Jabari Parker esercita la sua player option da 6.5 milioni mentre il nuovo centro titolare sarà Hassan Whiteside, firmato per un anno. Il mercato NBA sembra sempre riservare delusioni per i tifosi Kings.

San Antonio Spurs: DeMar DeRozan esercita la sua player option da 27.7 milioni, decidendo di non esplorare la free agency. Kevin O’Connor di The Ringer alcune settimane fa aveva annunciato che gli Spurs vogliono provare a cedere i tre contratti pesanti di Aldridge, Mills e dello stesso ex Raptors. Sull’australiano potrebbero esserci Philadelphia, sul lungo ex Blazers addirittura gli Warriors mentre su DeRozan, dopo che i Lakers si sono defilati aggiungendo nel ruolo Schroeder, non ci sono franchigie interessate per ora se non, timidamente, gli Hawks. Appena dato il via alla free agency, gli Spurs hanno rinnovato per tre anni sia il centro Jakob Poeltl a 27 milioni complessivi sia Drew Eubanks (per la stessa durata).

Toronto Raptors: anche qui, calma apparente. Il grosso obiettivo del mercato NBA dei canadesi è stato centrato: rifirmato Fred VanVleet per 4 anni (con playero option al termine del terzo) a 85 milioni, il quale forma con OG Anunoby e Pascal Siakam il terzetto da cui ripartire. Lasciano il Canada sia Marc Gasol che Ibaka, accasati nelle due sponde di LA e i loro sostituti saranno Aron Baynes (biennale da 14.3 milioni complessivi) e Chris Boucher (rinnovato per due anni a 13.5 milioni complessivi). Stanley Johnson ha esercitato l’opzione da 3.8 milioni per restare un altro anno in Canada mentre il nuovo centro di riserva sarà Alex Len, il quale ha firmato al minimo a 2.3 milioni.

Utah Jazz: A Salt Lake City c’è ancora aria di lavori in corso dopo la cessione della franchigia al magnate Ryan Smith per 1,6 miliardi di dollari, dopo 35 anni di gestione della famiglia Miller. Le prime certezze arrivano da Mike Conley, che ha deciso come previsto di non esercitare la early termination option prevista dal suo contratto da 34,5 milioni residui per il 2020-2021: cifre che in free agency nessuno avrebbe potuto garantirgli. Di conseguenza, sembra scemare l’idea di trasformare Spida Mitchell in point guard a tempo pieno. La stella dei Jazz ha rinnovato il suo contratto a cifre faraoniche, con la franchigia di Salt Lake City pronta a garantirgli un contratto di 5 anni a 163 milioni di dollari, con la possibilità di arrivare a 195 complessivi. Ora l’attenzione della franchigia si sposta sul “buco” in posizione PG dietro il rinnovato Conley: Jordan Clarkson ha terminato il suo contratto da 13 milioni, e anche Mudiay è free agent. Lo spazio di manovra residuo però è ristretto, visto il rinnovo di Royce O’Neale. Sul fronte draft, i Jazz hanno pescato il centrone Azubuike alla 27 e la guardia Saben Lee alla 38. Le prime mosse della free agency dei Jazz sono state firmare il figliol prodigo Derrick Favors con un contratto triennale da 27 milioni totali e rinnovare Jordan Clarkson per 4 stagioni a 52 milioni.

Washington Wizards: ottime sorprese dal draft, con Avdija lasciato contro ogni previsione alla 9 alla squadra della capitale. A questo punto, con Bradley Beal sempre più convinto di restare e John Wall tornato in forma dopo i vari infortuni (ma che parrebbe d’accordo nell’essere incluso nella trade per arrivare a Russell Westbrook), ci sono le premesse per un anno di risalita. L’altro obiettivo è stato centrato: Davis Bertans, il lettone che ha aiutato a rendere meno amara la stagione dei Wizards, ha rinnovato per 5 anni a 80 milioni. Intanto, direttamente dal Khimki, arriva la firma di un biennale per Anthony Gill e anche Robin Lopez, svincolato dai Bucks, si accasa nella Capitale per 5 milioni a stagione. A puntellare il roster da segnalare la firma al minimo salariale per questa stagione di Raul Neto.

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