Preview Atlantic Division 2020/21

Atlantic Division


Boston Celtics


Brooklyn Nets


New York Knicks


Philadelphia 76ers


Toronto Raptors





Boston Celtics

Point Guards: Kemba Walker, Jeff Teague, Payton Pritchard,
Shooting Guards: Marcus Smart, Carsen Edwards, Romeo Langford, , Javonte Green (contratto non garantito)
Small Forwards: Jaylen Brown, Aaron Nesmith,
Power Forwars: Jayson Tatum, Grant Williams, Semi Ojeleye
Centers: Tristan Thompson, Daniel Theis, Robert Williams, Tacko Fall (two-way contract)

STARTING FIVE: Kemba Walker-Marcus Smart-Jaylen Brown-Jayson Tatum-Tristan Thompson

L’addio a Kyrie Irving e l’arrivo di Kemba Walker hanno contraddistinto l’inizio di stagione 2019-20 dei Boston Celtics. La squadra allenata da Brad Stevens ha avuto un’ottima RS, nonostante i molteplici infortuni dell’ex Charlotte. Trainati dalle prestazioni di Jayson Tatum e Jaylen Brown, i biancoverdi infatti hanno concluso l’annata con un record di 48 vittorie e 24 sconfitte, valevole per il 3° posto nella Eastern Conference. Ai PO nella bolla di Orlando, i Celtics si sono poi prima agevolmente sbarazzati dei 76ers privi di Ben Simmons, battuti per 4-0, e dopo una delle serie più avvincenti degli ultimi anni dei campioni in carica dei Toronto Raptors, sconfitti soltanto in gara 7. Giunti così alle finali di Conference contro i Miami Heat, ancora una volta però i ragazzi di Danny Ainge hanno dovuto alzare bandiera bianca, arrendendosi  per 4 a 2 dinanzi alle prestazioni disumane di Herro, Butler & Co e al genio tattico di coach Spoelstra.

La off season dei Celtics probabilmente è stata al di sotto delle aspettative. Avendo 3 scelte nel primo giro del draft, molti osservatori si aspettavano che il GM Danny Ainge provasse a imbastire qualcosa per migliorare la squadra nel breve termine. I rumors raccontano di un Ainge che per tutta la notte del draft ha provato sia a salire di posizione nella board sia a scambiare Kemba Walker, probabilmente consapevole che quel ginocchio tormentato non è poi così a posto, ma il tutto si è concluso in un nulla di fatto. Boston ha così scelto con la numero 14 Aaron Neismith, ala-stella di Vanderbilt, gran tiratore dal perimetro e giocatore da subito pronto ad entrare nelle rotazioni di coach Stevens, con la numero 26 Payton Pritchard, forse una reach ma una solida PG di riserva, dato anche l’addio di Brad Wanamaker, ed infine ha ceduto la 30 a Memphis, in cambio di una seconda scelta futura. Ha scelto anche Yam Madar con la 47 ma difficilmente il giocatore farà immediatamente parte del roster. Per quanto riguarda la FA, i Celtics hanno perso (oltre al già citato Wanamaker, direzione GSW) Gordon Hayward che, dopo aver declinato la PO, si è accasato a Charlotte, mettendo la firma su un quadriennale da 120M. Perché i Celtics non siano riusciti a guadagnare nulla dall’addio dell’ex Butler è un punto di domanda. In realtà pare che Ainge abbia rifiutato una proposta di S&T con Indiana che avrebbe coinvolto Myles Turner. Detto ciò, i Celtics hanno comunque generato una trade exception da 28.5M e, con lo spazio salariale liberato, hanno firmato Tristan Thompson, colmando, almeno in parte, quel gap fisico che tanto li ha fatti soffrire nei PO. Scontata infine l’estensione contrattuale di Tatum, che ha firmato un quinquennale da 195M.

LA STAR

La scorsa stagione è stata quella della definitiva consacrazione di Jayson Tatum nell’olimpo della NBA. L’ex Duke ha migliorato qualsiasi voce statistica, dalle più tradizionali come punti (23.4), rimbalzi (7.0) o assist (3.0), alle più avanzate come gli On-Off per 100 possessi (+11.1) o il VORP (3.4). C’è poco da discutere, Jayson Tatum è la star di questi Celtics e non mi meraviglierei entrasse a pieno titolo nel discorso MVP già il prossimo anno.

SU CHI SCOMMETTERE

La scommessa di coach Stevens, così come del GM Ainge, ha un nome ben preciso: Grant Williams. La scelta numero 22 del Draft 2019 quest’anno sarà chiamato ad assumersi maggiori responsabilità rispetto alla sua annata da rookie, considerando la panchina dei Celtics e la promozione nel quintetto titolare di Smart. La difesa è già di livello ma il vero salto di qualità passa dall’attacco, specie dalle % al tiro da 3.

IL PRONOSTICO

Non è sbagliato affermare che i Celtics rispetto alla scorsa stagione si siano indeboliti. Perdere un giocatore come Hayward e non rimpiazzarlo fa ovviamente calare il tasso di talento della squadra di Stevens. Ma, come riportato da Bill Simmons in una recente puntata del suo podcast, attenzione a quella trade exception generata, la più grande di sempre. Ainge è consapevole che in una stagione priva di tifosi nelle arene molte squadre entreranno in difficoltà economica e vorranno sbarazzarsi di contratti ingombranti. Avere quella trade expection vuol dire poterli acquisire. Qualora lo squadra dovesse restare così come è, Boston potrebbe finire fra il 2° e il 5° posto della Eastern Conference, giocandosi le sue chance nella post season. Però occhio, Ainge potrebbe stupire chiunque da un momento all’altro.

Brooklyn Nets

Point Guards: Kyrie Irving, Spencer Dinwiddie, Jeremiah Martin, Elie Okobo
Shooting Guards: Joe Harris, Bruce Brown, Landry Shamet, Tyler Johnson
Small Forwards: Caris LeVert, Taurean Prince, Timothe Luwawu-Cabarrot, Rodions Kurucs
Power Forwards: Kevin Durant, Jeff Green
Centers: Jarrett Allen, DeAndre Jordan, Nicolas Claxton

STARTING FIVE: Kyrie Irving-Joe Harris-Caris LeVert-Kevin Durant-DeAndre Jordan

La stagione 19/20 doveva essere quella del rilancio per i Brooklyn Nets che, dopo la folle estate del 2013 erano riusciti passo dopo passo a rimettere insieme i cocci grazie all’abilità di Sean Marks senza “tankare” in maniera così evidente. Tanto del merito, di certo, va dato a Kenny Atkinson che negli anni ha plasmato una squadra temibile per la Eastern senza necessariamente avere nomi altisonanti ma che hanno saputo giocare al livello delle superstar. Due esempi? Spencer Dinwiddie e Caris LeVert. Atkinson però è stato esonerato poco prima dell’inizio del lockdown a causa dei rapporti non facilissimi, si dice, con Kyrie Irving, sul quale la società è andata nuovamente in all in in compagnia di Kevin Durant per (ri)fare il passo definitivo verso il titolo. KD però è stato fuori per tutta la stagione, Uncle Drew ha giocato solamente 20 partite e i Nets di conseguenza non sono riusciti ad andare oltre il primo turno, surclassati per 4-0 dai Raptors nella bolla.

Grandi cambiamenti a roster, di fatto, non ce ne sono stati, ma Kevin e Kyrie rappresentano a tutti gli effetti due aggiunte per una franchigia, quello si, che ha rivoluzionato  completamente il proprio coaching staff: Marks ha scelto come capo allenatore Steve Nash, al debutto in giacca e cravatta, sia per il rispetto che, dato il suo passato, le due star gli dovranno, sia perché pare che il genio del canadese con il pennarello sia paragonabile a quello col pallone fra le mani. Ma non è finita qui, perchè come assistenti sono arrivati Amar’e Stoudemire e Mike D’Antoni, riformando così il magico trio di Phoenix. Il rinnovo cospicuo di Harris (quadriennale da 72 milioni) è la normalità in una lega di tiratori, mentre l’aggiunta di Shamet è passata un po’ troppo sotto traccia. Jeff Green come backup di Durant da quella sfumatura nostalgica verde smeraldo dei bei tempi andati dei Sonics, e allunga una panchina quest’anno davvero numerosa soprattutto nel reparto lunghi.

LA STAR

Lo aspettavamo tutti con la stessa impazienza con cui si attendono i regali di Natale, e il dono della NBA sotto l’albero in questo senso è il ritorno di Kevin Durant che è parso assolutamente sicuro su quella gamba dopo il rientro dal terribile infortunio nelle Finals del 2019. Sarà la prima volta per KD ad Est all’inizio della sua tredicesima stagione nella Lega e le intenzioni del numero 7 sembrano altamente bellicose. Bucks e Heat sono avvisati. Steve Nash e D’Antoni, in quello che sarebbe un pick and roll ingiocabile e di ardua interpretazione per le difese avversarie, non hanno escluso (circostanza confermata anche dal giocatore) che Durant possa giocare diversi minuti, nominalmente, da “cinque”, in un quintetto super small che avrebbe tanto di D’Antoni e del suo basket estremo ma che potrebbe essere tremendamente efficace.

SU CHI SCOMMETERE

Nel 2003 D’Antoni diede il via ad una rivoluzione tecnica denominata “7 seconds or less” già passata alla storia e i due migliori interpreti di quella filosofia furono proprio Nash e Stat, letali con il loro gioco a due. Non è impossibile pensare quindi che proprio come quella squadra i Nets decidano di affidarsi ad un quintetto atipico, spesso con un’altra ala di fianco a KD a fungere da “centro”. Con le attenzioni che le difese dovranno riservare ai letali attaccanti newyorkesi le caratteristiche di Rodions Kurucs potrebbero venire esaltate in maniera decisiva per la sua carriera: il lettone è giocatore energico con grande propensione al rimbalzo offensivo e abile tagliate sulla linea di fondo; in difesa poi, può cambiare praticamente su chiunque. Può essere l’arma in più per Nash. 

PRONOSTICO

Brooklyn ad oggi parte dietro a Miami e Milwaukee e forse Boston per un’amalgama fra compagni ancora tutta da trovare, ma il talento a loro disposizione è praticamente infinito: pensiamo ad un quintetto con Irving, Dinwiddie, Durant, LeVert e Allen in campo contemporaneamente cosa potrebbe voler dire per le difese altrui. Potenzialmente c’è materiale fisico e atletico per costruire anche una difesa di tutto rispetto, ma ovviamente il problema principale sarà quello di convincere Irving e Durant a muovere il pallone (cosa che KD ha fatto tanto e bene in California) e stabilire delle gerarchie precise. In questo l’esperienza di Mike può aiutare molto il suo allievo Steve. Potrebbero uscire al primo turno, potrebbero arrivare Finals: sono una squadra tanto pericolosa quanto imprevedibile. 

New York Knicks

Point Guards: Elfrid Payton, Frank Ntilikina, Dennis Smith Jr., Jared Harper
Shooting Guards: Austin Rivers, Alec Burks, Immanuel Quickley, Jacob Evans
Small Forwards: RJ Barrett, Reggie Bullock, Kevin Knox, Ignas Brazdeikis, Theo Pinson
Power Forwards: Obi Toppin, Julius Randle, (Michael Kidd-Gilchrist).
Centers: Mitchell Robinson, Nerlens Noel, Omari Spellman

STARTING FIVE: Elfrid Payton-Alec Burks-RJ Barrett-Obi Toppin-Michell Robinson

Una regular season da 21 vittorie, ridotta a causa della sospensione per il Covid-19, e la solita montagna di dubbi e incertezze da scalare. Oramai le stagioni dei New York Knicks tendono drammaticamente tutte ad assomigliarsi. In estate si cercano i grandi nomi della free agency, che poi puntualmente non arrivano mai. Allora si tenta di costruire la squadra alla meno peggio, solitamente senza alcun disegno preciso in mente, e si finisce per cadere nell’anonimato. Il 2019/2020 dei Knicks ha visto avvicendarsi un paio di allenatori (Mike Miller per David Fizdale dopo una ventina di gara) e divampare la leadership tecnica di due giocatori piuttosto polarizzanti: Marcus Morris (fino a febbraio e trasferitosi poi ai Clippers) e Julius Randle. Entrambi con tanti punti nelle mani e poca voglia di condividere la scena con i compagni. Il rookie di buone speranze, RJ Barrett, fermo in un angolino ad aspettare gli scarichi e il centrone Mitchell Robinson a dare qualche scarica di adrenalina con il suo gioco sopra il ferro. Qualche buona prestazione di squadra e sporadiche scintille di continuità. Il tutto avvolto tristemente da una cronica mancanza di prospettiva che da anni corrode la franchigia, gestita malissimo da una proprietà stanca di sé stessa. Dalla off-season nessun grande nome, al solito. Un ottimo rookie ricevuto in dote dal Draft (Obi Toppin) e tanti gregari in cerca d’identità. Più che sensati gli inserimenti di Austin Rivers, romanticamente sulle orme del padre Doc, e Nerlens Noel, in uscita dai Thunder. “A sensazione” le acquisizioni di Alec Burks e Omari Spellman, protagonisti nella prima parte della stagione scorsa con la maglia dei Golden State Warriors. Il progetto dei Knicks ruota tutto attorno alla nomina a head coach di Tom Thibodeau. Una scelta forte da parte del front office, quest’anno gestito da Leon Rose, per certi versi molto rischiosa conoscendo il background dell’ex allenatore di Bulls e Wolves. Un uomo divisivo, profondo e molto autoritario, che spaccherà in due tutto ciò che si frapporrà tra lui e i suoi obbiettivi. Thib vs. Knicks, muro contro muro. Chi la spunterà?

LA STAR

Julius Randle è chiamato ad accelerare il suo processo di maturazione, iniziato sei anni fa con i Los Angeles Lakers, a consolidare i suoi punti di forza come giocatore e ad ampliare i suoi orizzonti tecnici e mentali. Non proprio una passeggiata, insomma. Randle è un attaccante mancino di enorme qualità e, seppur in maniera discontinua, uno straordinario realizzatore. L’impressione è che possa ulteriormente fare un salto di qualità, soprattutto se inserito in un contesto organicamente “sano”.  La carriera di Randle ha bisogno di spingersi oltre il suo corposo contributo statistico (19.5 punti, 9.7 rimbalzi e 3.1 assist di media lo scorso anno). 

SU CHI SCOMMETTERE

In tanti sono già scesi dal carro di RJ Barrett dopo la sua prima stagione in NBA. Non è stato facile giocare in un ambiente come quello dei Knicks versione 19/20, monopolizzato dai vari Morris, Randle e Payton, mangia-palloni e totalmente non curanti della (quasi inesistente) visione complessiva. Non aveva la personalità per emergere, il giovane RJ, e la cosa è del tutto normale, specialmente per un ragazzo di nemmeno 20 anni. Nel caos sistematico dei Knicks sono in pochi quelli che riescono a sopravvivere. Barrett ce la farà e lo dimostrerà quest’anno. L’Immanuel Quickley visto in pre-season fa ben sperare e vale la pena puntare anche su di lui. 

IL PRONOSTICO

Meno ricerca ossessiva di stelle e più attenzione alla scelta degli uomini. A New York devono pensare esclusivamente alla costruzione di una cultura cestistica, rifiutando concettualmente qualsiasi tipologia di scorciatoia. A Coach Thibodeau spetta un compito difficilissimo e stimolante, sperando nel supporto del management. Ai Knicks finora è mancata l’organizzazione molto più che i giocatori. I Playoffs, anche per questa stagione, appaiono difficili. La creazione di contenuti su cui sviluppare un’idea concreta di basket, invece, è più che possibile. Same old story.

Philadelphia 76ers

Point Guards: Ben Simmons, Shake Milton, Derrick Walton Jr
Shooting Guards: Seth Curry, Tyrese Maxey, Terrance Ferguson, Dakota Mathias, Isaiah Joe
Small Forwards: Danny Green, Matisse Thybulle, Furkan Korkmaz, Justin Anderson, Ryan Broekhoff
Power Forwards: Tobias Harris, Mike Scott, Paul Reed
Centers: Joel Embiid, Dwight Howard, Tony Bradley, Vincent Poirier

STARTING FIVE: Ben Simmons-Seth Curry-Danny Green-Tobias Harris-Joel Embiid

Abbandonata ogni velleità e discorso su The Process, morto e sepolto dopo le scelte delle ultime due stagioni, per Philadelphia non si tratta più di costruire ormai ma di creare le condizioni per vincere nel più breve tempo possibile e non dichiarare totalmente fallito un progetto che dopo anni di purgatorio si era messo nelle condizioni tecniche ideali per esplodere. Dimentichiamo lo scorso anno e la tristissima eliminazione in post-season che una volta di più ha fatto capire quanto essenziale fosse sulle due metà campo un giocatore come Ben Simmons, pur al netto degli ancora a dir poco grossolani problemi al tiro. Che ci fosse aria di dismissione era evidente e probabilmente si sarebbe ricorsi a una mini-rivoluzione anche in caso di uscita più dignitosa o passaggio del turno e successiva eliminazione.
Partendo da una situazione salariale a dir poco complessa e con un equivoco tecnico vivente nella convivenza Embiid-Horford, il nuovo Presidente delle Operazioni Daryl Morey ha spinto per attuare una mini-rivoluzione che al netto del poco margine a disposizione ha ridisegnato quintetto e roster della squadra in modo quasi miracoloso. Al posto dell’ex Celtics sono arrivati infatti Danny Green e Terrance Ferguson, che assieme a Seth Curry hanno praticamente messo a disposizione del neo coach Doc Rivers una batteria di esterni tutta nuova. In più, dalla free-agency, lo spot di lungo di riserva è stato comunque sapientemente colmato con l’aggiunta di Dwight Howard, fresco di anello NBA. Dal draft un agonisa come Tyrese Maxey, Isaiah Joe (tiratore purissimo) e Paul Reed. Anche il coaching staff attorno a Rivers è stato praticamente rivoluzionato, per una stagione all’insegna della discontinuità col passato ma che parte pur sempre dalle due assolute conferme di Joel Embiid e Ben Simmons.

LA STAR
Ovviamente, non si va tanto lontani dal lungo camerunese. Legatissimo a città e tifosi, investito dalla dirigenza di go-to-guy della franchigia, al secondo anno di fila lontano da problemi fisici Joel Embiid deve abbattere i problemi di continuità e presenza mentale sui 48 minuti. Sul piano tecnico, la partenza di Horford regala qualche certezza in più e qualche esperimento in meno e questo è un bene. Idem le spaziature che con Green e Curry saranno evidentemente diverse con l’obiettivo chiaro di non intasare ulteriormente il pitturato per far esprimere al meglio il suo big-man. Che deve giocare una stagione a livello MVP.

SU CHI SCOMMETTERE

Lo scorso anno si è consacrato sin da subito come uno dei migliori difensori NBA, questa stagione servirà a Matisse Thybulle a costruire una dimensione offensiva più credibile per diventare quel 2-way player che farebbe le fortune di Rivers. Ragazzo dalla grandissima etica lavorativa e particolarmente attivo, nella maniera più genuina possibile, fuori dal campo, Matisse sa come farsi volere bene grazie a un invidiabile spirito di sacrificio in campo. Se dimostrerà di saperci abbinare quelle 2 cose capaci di rendere uno specialista difensivo un 3&D, Rivers (e con lui Simmons e Embiid) avrebbero risolto in casa un ulteriore problema.

IL PRONOSTICO

Le semifinali di Conference sono un obiettivo abbondantemente alla portata dei nuovi Sixers. L’arrivo di Rivers, i volti nuovi e una dirigenza che con Morey ha subito messo in modo importante la mano sulla chimica del roster hanno rinnovato una squadra lasciandone intatti i capisaldi, colmando via mercato e draft la lacuna di tiratori che non si vedevano in città dai tempi di JJ Redick e Belinelli e costruendo una squadra che ora ha decisamente più senso e ha superato gli equivoci tattici in cui era ormai ingabbiata da anni. Se tutto si incastra a perfezione, le semifinali saranno anche poco. Philadelphia ora ha di nuovo senso.

Toronto Raptors

Point Guards: Kyle Lowry, Malachi Flynn
Shooting Guards: Fred VanVleet, Norman Powell, Terence Davis
Small Forwards: OG Anunoby, Patrick McCaw, DeAndre Bembry
Power Forwards: Pascal Siakam, Stanley Johnson
Centers: Aaron Baynes, Alex Len, Chris Boucher

STARTING FIVE: Kyle Lowry-Fred VanVlett-O.G. Anunoby-Pascal Siakam-Aaron Baynes

Team first. Sembra questo il motto che continua a guidare i Toronto Raptors anche quest’anno. Una squadra che per l’ennesima stagione promette di battagliare contro roster più titolati e superstar rinomate con una filosofia difensiva e offensiva da squadra e oltre il singolo. I canadesi vengono da un’annata dove hanno dato l’impressione di essere arrivati al massimo del loro effettivo potenziale, con l’eliminazione subita per mano dei Celtics dopo una serie ultra-combattuta. Nonostante un roster solido ma con un’età anagrafica da abbassare, i cambi sono stati importanti e sostanziali, privando la squadra della coppia di lungi Ibaka-Gasol, entrambi in scadenza e non rinnovati, per far posto ad Aaron Baynes, firmato con un biennale da 14 milioni circa, ed Alex Len (accordo annuale a poco più di 2 milioni). Dal draft è un nome da tenere d’occhio quello di Malachi Flynn, da San Diego, chiamato alla numero 29. 2-way player capace di creare dal palleggio e con enorme attitudine difensiva, perfettamente incastrato nella mentalità della squadra e che tanto può imparare da Kyle Lowry, del quale sarà molto probabilmente primo cambio.
Masai Ujiri aveva pre-annunciato il grande obiettivo della off-season dei canadesi, che solo nominalmente resteranno ancorati alla città, avendo trasferito per via delle limitazioni in atto per il covid-19 la sede operativa e tecnica della società a Tampa, in Florida: trattenere Fred VanVleet. Il contratto quadriennale (dall’andamento peculiare e non in crescendo) a cifre tutto sommato sotto gli standard dei nuovi accordi per giocatori di questo livello, ha lasciato uno spiraglio a Toronto per attentare la prossima estate a quel Giannis Antetokounmpo sogno nemmeno troppo nascosto di Miami e Dallas che però ha rifirmato con Milwaukee mandando i frantumi i sogni di tanti. Toccherà all’undrafted inventare dal palleggio e offrire un’uscita dal sistema che lo scorso anno ha trovato non poche difficoltà con i problemi via via crescenti di Pascal Siakam, ancora non del tutto pronto a incarnare quel ruolo di go-to-guy della squadra che in tanti pensano sia ritagliato per lui.
L’idea di Nurse resta quella di sopperire con il collettivo e un roster lungo e dalle tante risorse alla mancanza di star power, confidando al contempo nella crescita non solo di Siakam ma anche di O.G. Anunoby, giocatore in divenire dal quale ci si aspetta un ulteriore miglioramento soprattutto in attacco. Sulle due metà campo, perdere Ibaka e Gasol in un solo colpo toglie tanto alla squadra, che non avrà in Baynes quel playmaker secondario che il catalano ha dimostrato di essere negli anni ma comunque guadagna un giocatore dal q.i. cestistico inferiore ma reduce dalla miglior stagione al tiro della carriera. Il tanto spazio che a turno libereranno lui e Len andrà sfruttato da Boucher nel migliore dei modi.

I nomi di Bembry, Stanley Johnson e Patrick McCaw in uscita dalla panchina non offrono in apparenza grosse garanzie, ma Nurse ha già dimostrato di saper inventare ricorrendo all’occorrenza anche a quintetti estremi, anche se la fiducia riposta nelle seconde linee da una dirigenza che sbaglia poco quando si tratta di costruire un contorno funzionale alle proprie star fa ben sperare. Tecnicamente a Norman Powell spetterebbe il ruolo di energizzante dalla panchina, ma il contratto da oltre 10 milioni e un rendimento decisamente discontinuo potrebbe tentare Toronto a valutare possibili offerte.

LA STAR

Molto difficile in un sistema così individuare un solo giocatore, ma nelle intenzioni di Nurse questa squadra deve diventare di Pascal Siakam per 48 minuti su 48. Non è ben chiaro quando e quanto il 43 sarà capace di migliorare ulteriormente in quelle che ormai appaiono come lacune ben evidenti del suo gioco, in primis la capacità di creare dal palleggio e reagire a difese che lo invitano a ragionare più del dovuto

SU CHI SCOMMETTERE

Nelle intenzioni della franchigia O.G. Anunoby potrebbe seguire le orme di Siakam ma anche qui le lacune sono ben in mostra e non si colmano semplicemente affidandogli più tiri e responsabilità. Ecco quindi il rinnovo di quattro anni a 72 milioni a dare un a bella iniezione di fiducia a poche ore dalla prima palla a due. Un altro nome su cui potrebbe essere interessante puntare è quello di Flynn, le cui caratteristiche possono da subito entrare nel cuore dei tifosi e convincere Nurse a dargli lo spazio che lo scorso anno era riservato a Powell. .

IL PRONOSTICO

Nel futuro di Toronto non c’è l’anello e nemmeno le Finals, almeno come scenario immediato, ma le situazioni tutte da verificare in casa Celtics e 76ers non impone di scartarli a priori come possibile sorpresa in una semifinale di Conference. Il core su cui costruire le fortune dei prossimi 3-5 anni è ben definito e poggerà su ValVleet-Siakam-Anunoby, mentre il contratto di Lowry apre tanti scenari diversi, non ultima una sua cessione. Dovesse invece prevalere il cuore e la riconoscenza, non è escluso un rinnovo a cifre abbastanza contenute da consentirre ulteriori interventi sul mercato.

La WNBA riparte dalle Las Vegas Aces
L'estate è alle porte e ricomincia la Lega femminile più famosa al mondo, in attesa che la Commissioner...
La miglior stagione nella storia del Famila Schio
Schio è campionessa d'Italia per la dodicesima volta, in una stagione superlativa che l'ha vista arrivare...
Il pagellone della Regular Season di EuroLega 2023
Conclusa la Regular Season, diamo i voti alle squadre di EuroLega.

POTREBBERO INTERESSARTI

Film Room: Zion Williamson
La stagione dei New Orleans Pelicans procede sotto traccia. Attualmente quinti nella Western Conference...
Film Room: Damian Lillard
La stagione dei Milwaukee Bucks è stata ricca di vicissitudini di vario tipo. Il primo periodo di transizione...
Film Room: Deni Avdija
Il momento di Deni Avdija presenta numerose sfide per comprendere quanto è ampio il progresso che può...

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.

Overtime

Storie a spicchi

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.