Zenit-Milano 2021
Kevin Pangos in palleggio contro Malcolm Delaney 2021 (euroleague.net)

Eurolega 2020/21, Round 5: Pangos la vince da leader, Milano KO a San Pietroburgo contro lo Zenit

Stavolta è Milano a cedere alla distanza contro un Pangos straripante e uno Zenit che riesce anche a ribaltare la differenza canestri

Forte della vittoria larga contro il Maccabi, Milano vola a San Pietroburgo per il recupero del Round 5. Nel “ritorno” disputato neanche un mese fa al Forum, l’AX ha battuto lo Zenit 82-76 e oggi non avrà a disposizione LeDay (flessori) e Brooks (coscia). Tutti presenti invece nelle fila dei russi, incluso l’appena rientrato Poythress.

L’inizio milanese è tutto a marca Shields (0-5) bravo sui ribaltamenti e in contropiede ma Tarczewski (subito autore di due falli) viene bucato sul pick and roll dalle penetrazioni di Pangos. Sfruttando queste situazioni, lo Zenit prende fiducia, accelera un paio di volte con Ponitka e prova a coinvolgere Thomas sul pick and roll perché marcato dal più lento Datome (tutt’altro che impeccabile nel contenimento): Gudaitis è la perfetta sponda di queste giocate e i russi (molto più pimpanti dei milanesi) provano la prima fuga sul 10-5. Messina allora chiama timeout e butta nella mischia Micov (la situazione migliora subito per quanto riguarda i post di Thomas) e Roll ma la sostanza non cambia: nonostante Hines crei dal palleggio e mostri il punto debole di Gudaitis nella mobilità di piedi in difesa, l’AX non riesce a ricucire perché distratta sul lato debole nella propria metà campo e meno concentrata rispetto agli avversari. Thomas, perciò, dalla lunetta firma il 14-8 a 4′ dalla fine del primo quarto. Messina si gioca quindi un’altra carta, Sergio Rodriguez, e come spesso succede, la partita cambia, soprattutto in termini di pace. Prima il Chacho attacca in 1vs1 contro Pangos segnando e subendo il fallo e poi serve Datome in back-door: in un attimo, il punteggio torna sui binari dell’equilibrio (14-13). Nel finale di periodo, Poythress punisce il cambio troppo passivo di un opaco Punter, Hines gli risponde beffandolo da rimessa da fondo e infine Datome continua a patire il corpaccione di Thomas regalandogli altri due liberi. Milano non ha ancora l’aggressività degli avversari (e questo si manifesta nei troppi falli commessi) ma resta ancora pericolosamente in scia (19-15 dopo 10′).

Lo Zenit conferma anche nel secondo quarto di avere l’inerzia della sfida con giocate di energia di Baron in uscita dai blocchi (di nuovo contro uno spento Punter) e di Poythress sul pick and roll (confuso ancora Tarczewski) ma i colpi di classe di Datome e Rodriguez tengono i russi nel mirino (28-20). Milano non riesce ad avere il solito impatto offensivo da Punter mentre Delaney, aldilà di un bel runner appoggiato al tabellone, forza troppe conclusioni. Risultato? Pangos si divora la difesa meneghina in penetrazione (Delaney, Rodriguez ma anche Hines in aiuto) e regala a Poythress e Rivers i cioccolatini del massimo vantaggio Zenit sul 33-22. Messina ferma tutto di nuovo con un timeout, sposta Shields in marcatura su Pangos e l’Olimpia acquisisce fiducia attaccando pazientemente con il pick and roll Rodriguez-Hines e ribaltando il lato per i tiratori Roll e Micov (splendida anche una sua penetrazione di pura aggressività); in un attimo, l’AX accorcia sul -5. La partita ora la ferma Pascual e Gudaitis, con una poderosa schiacciata in testa a Hines e un altro canestro frutto di mancata comunicazione difensiva avversaria, riesce a tenere lo Zenit avanti dopo 20’ nonostante Milano concluda con le note alte a seguito delle belle azioni corali propiziate da Rodriguez e Hines e concluse dalla mano infuocata di Roll (40-38).

Dopo un avvio di ripresa latitante da ambo le parti, Pangos batte anche Shields in 1vs1 ma poi proprio il danese pesca Punter prima in angolo per un pesante gioco da quattro punti per il suo morale e successivamente in contropiede un importante vantaggio milanese (44-46).** Ponitka continua a commettere errori non da lui tra attacco e difesa ma la battaglia resta impressionante, fisica ed equilibrata**. Al posto del polacco, c’è Baron ad orchestrare i pick and roll e i contenimenti di Tarczewski (con anche Delaney e Rodriguez tutt’altro che esenti da pecche) vengono sapientemente puniti; dall’altra parte però, Punter non smette di improvvisare in palleggio e anche Shields sta sconsigliando a Pangos di penetrare in area. Al termine del periodo, Messina vedendo in difficoltà Datome contro Thomas, schiera contemporaneamente Hines e Tarczewski e riesce a limitare la presenza dei lunghi americani avversari. La partita (“sporca” e dannatamente difensiva) viene consegnata agli ultimi 10′ sul punteggio di 54-54.

Nonostante Shields e Delaney ora provino ad inventare dal palleggio contro Pangos, con Datome da 4 e Tarczewski da 5 l’Olimpia soffre nelle rotazioni causate dallo slip sul pick and roll di Poythress, fallendo nell’allungo (60-58). Entrando negli ultimi 6′ di partita, Messina si riaffida a Rodriguez e al duo Micov-Hines (il migliore oggi) sotto le plance e punta ad attaccare Ponitka (perché con 4 falli) e Pangos. Ultimi 5′ di una sfida bellissima: Poythress e Pangos beffano due rare disattenzioni di Hines e Shields, Rodriguez risponde inventando una magia ma anche Pangos pesca un coniglio dal cilindro per il +4. Lo Zenit prova la fuga sul più bello: a 3.09 dal termine, Zubkov attacca un pigro Delaney sul cambio e fa 68-62. Messina chiama un timeout ma Rodriguez butta subito un pallone sul pick and roll grazie a un eccellente Pangos in aiuto; lo stesso canadese poi va in dall’altra parte e in palleggio arresto e tiro contro Roll sigla il 71-62. Non è ancora finita però: Gudaitis regala un altro gioco da 4 punti a Punter ma, entrando nei 120″, lo stesso centro lituano, sfruttando le finte contro Hines, firma i liberi del nuovo +7. Milano ci riprova con l’uscita di Punter ma non ottiene lo stesso risultato, così come il tentativo successivo di Delaney. Di conseguenza, dall’altra parte, la chiude Pangos con un’altra gran tripla da leader per il 76-66. La partita ormai è andata e quindi l’Olimpia prova a difendere il +6 dell’andata per gli scontri diretti ma senza successo. Rodriguez segna in layup, Ponitka risponde dalla lunetta e Punter sigilla il 79-70 finale.

Stavolta è stata Milano a pagare lo scotto del calo di energia nel finale. Proprio la lucidità è venuta meno nel momento decisivo da parte di tutti i protagonisti dell’AX. Ecco, al contrario Pangos è stato per 40′ lucidissimo e implacabile. Oggi poi, l’assenza di LeDay (e Brooks) si è sentita parecchio contro Thomas e in generale nelle rotazioni difensive. Ora la testa va già a giovedì per la partita del Forum contro il fanalino di coda Khimki da non sbagliare.

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