Leonardo Valesin Real Madrid
Leonardo Valesin con la canotta del Real (palladue.it)

Leonardo Valesin e il progetto Orange1 Bassano

In casa Oxygen Bassano si scrive un pezzo di futuro della Nazionale che verrà. Qui troviamo Leonard Valesin, playmaker 2006. Per molti il miglior prospetto della sua età.

Bassano del Grappa è un comune in provincia di Vicenza che conta poco più di 40.000 abitanti e viene attraversato dal Brenta, uno degli innumerevoli fiumi che sorgono in Trentino e sfociano nel Mar Adriatico. La cittadina veneta ha un notevole ‘background’ storico: al termine di un alternarsi continuo di dominazioni padovane, veronesi e vicentine, all’inizio del XV secolo (1404) passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, la quale lo mantenne per poco più di quattro secoli. Sotto la guida della Serenissima, Bassano ha vissuto degli anni di grande produzione artistica e, come di moda in quegli anni, dalla corte veneziana erano soliti passare alcuni dei migliori maestri del periodo. 

Tra questi vi fu il celebre Andrea Palladio (1508-1580), architetto tra le tante della ‘Villa la Rotonda’. Quest’ultimo nel 1994 venne proclamata Patrimonio dell’Umanità UNESCO e tutt’oggi immerge i turisti provenienti da tutto il mondo nel mondo vicentino. Lo stesso Palladio però realizzo un altro progetto degno di nota: quello di Villa Angarano (questo nome tornerà nel corso dell’articolo), l’aspetto finale di quest’ultima viene mostrato ne “I Quattro Libri dell’Architettura” – lo scritto più celebre dell’artista -, ma non verrà mai portata a compimento; quella che vediamo noi oggi è solo una parte del puzzle.  

Tuttavia, Villa Angarano è dal 1996 anch’essa Patrimonio dell’Umanità, dal momento in cui è inclusa tra le cosiddette ‘Ville Palladiane’, ovverosia l’insieme delle abitazioni costruite dallo stesso progettista padovano e destinate per la maggior parte alle famiglie aristocratiche della Repubblica. 

Villa Angarano | Dimore Storiche Italiane
Villa Angarano si trova a pochi minuti dal centro di Bassano (Dimore Storiche Italiane)

Ora però, mettiamo via il libro di storia dell’arte, iniziamo a parlare di pallacanestro e facciamo un salto temporale di 500 anni arrivando così ai giorni nostri, perché qui c’è veramente tanto da dire. Ma senza cambiare località: nel mirino c’è sempre la città che viene divisa dal Brenta.

Il progetto Oxygen Basket

Nel comune veneto nelle ultime stagioni è fiorito un progetto che stava maturando da molti anni: quello dell’Oxygen Basket. Un progetto che ha come obiettivo primario quello di formare uomini e giocatori per la pallacanestro del futuro. Goal che ora viene raggiunto con regolarità, perché sono ormai tanti i ragazzi passati per Bassano, che hanno poi trovato spazio e minutaggio tra i senior in giro per la penisola, o che sono approdati oltreoceano in squadre NCAA di Division I. E parlando del recente passato, il 2020 per il sistema Oxygen, come per tutti noi, è stato un anno di rivoluzione.

Durante la prima quarantena Enrico Marin, figura chiave nell’ambiente, ha lasciato le redini del progetto, che successivamente sono andate in mano a Giacomo Rossi, ai tempi direttore sportivo della Stella Azzurra Roma (uno dei settori giovanili di riferimento nella pallacanestro italiana ed europea) e che ora ricopre il medesimo ruolo in questa realtà. Inoltre, in quel di Bassano si è provato ad alzare ulteriormente l’asticella: sempre durante la scorsa primavera, al progetto si è affiancato ‘Orange1’ dando vita ad una collaborazione molto interessante e creando l‘Orange1 Basket Bassano’.

La roccaforte della società bassanese è il PalaAngarano (eccolo qui che ritorna): palestra da 800 posti, distante pochi chilometri dal centro, sul cui parquet si sono giocate due finali scudetto rispettivamente nel 2016 (Finali Nazionali U15 Eccellenza) e nel 2018 (Finali Nazionali U16 Eccellenza). Sabato scorso al PalaAngarano, tornato dopo troppo tempo ad ospitare partite ufficiali, è passata la Cestistica Verona (56-57) al termine di un tempo supplementare. Il tabellino della gara recita: 16 punti di Alessandro Naoni, classe 2003 trasferitosi quest’estate dalla Leonessa Brescia, 14 per Alessio Mazzotti altro classe 2003, da Riccione e passato per Pesaro lo scorso anno, e 6 per Fabiani arrivato nell’estate 2019 da Forlì. I veterani della prima squadra sono dei 2002, e tutti gli altri componenti del roster sono più giovani (si arriva fino ai 2006). 

Foto di squadra della Serie C Gold 2020-21 (Sito Orange1 Basket)

La foresteria dell’Oxygen Bassano

Come intuibile, il nucleo della cellula Oxygen è la foresteria, dove alloggiano più di venti prospetti selezionati da tutto il mondo: basta pensare che nell’attuale Under 16 giocano sei italiani, quattro maliani, un croato ed un serbo. Questi dati fanno capire molto del progetto: Bassano ha prospettive ambiziose e globali.

Per fare un esempio, un mese e mezzo fa è arrivato dall’Argentina Francisco Zustovich un playmaker argentino classe 2006; molti addetti ai lavori dall’altra parte dell’oceano lo definiscono come un predestinato. Francisco un anno fa ha disputato con la maglia del Real Madrid la Minicopa Endesa (competizione riservata alle squadre Under 14 della Liga ACB e che si svolge a febbraio in contemporanea con la Coppa di Spagna), arrivando secondo, e giocandola da protagonista. Quello di Zustovich è l’ultimo caso di una lunga serie di giovani che sono arrivati nel comune veneto con l’ambizione di farsi un nome nell’ambito della pallacanestro giovanile europea e mondiale. 

L’Oxygen partecipa annualmente all’EYBL (il torneo europeo giovanile riservato alle squadre di club, tanto per usare un termine calcistico), oltre a prendere parte ad altri tornei in giro per lo stivale e per il vecchio continente, sfruttando queste vetrine per sfoggiare i propri canterani.

Questa stagione però, a causa della pandemia tutti gli eventi di maggior rilevanza a livello giovanile sono saltati, e questo è uno dei motivi per cui la compagine veneta ha fatto una tournée in Ungheria, dove l’Under 18 e l’Under 16 si sono confrontate con realtà locali come l’Honved e la Ratgeber Academy. Io ho tenuto sotto controllo in particolare le partite dell’Under 16, ed il giocatore che mi è saltato subito all’occhio per compattezza e leadership è stato Leonardo Valesin (tra l’altro un anno sotto età). Di seguito ho elencato le caratteristiche del suo gioco e quello che un giorno potrebbe diventare perché fidatevi, ne sentiremo parlare.

Leonardo Valesin (PG/SG, 2006, 1.91 m, Orange1 Basket Bassano)

Leonardo Valesin è, e questo lo pensa chi scrive ma anche diversi addetti ai lavori, il miglior prospetto italiano della sua annata. Seppure la sua carriera cestistica sia ancora agli inizi, il playmaker nato a Caorle ha nel curriculum dei riconoscimenti che farebbero invidia alla maggior parte dei suoi pari età. Nel gennaio del 2019, quando giocava ancora nel Basket Veneto Orientale – squadra della nativa Caorle – è stato chiamato dal Real Madrid per partecipare ad uno stage nella cantera blanca. Ma non finisce qui, perché qualche mese i madrileni lo richiamano per fargli disputare (e vincere) il ‘Torneo de Castelldefels’, venendo nominato MVP della competizione. 

Il classe 2006 Leonardo Valesin in prova al Real Madrid! | ItalHoop
Leonardo Valesin con la maglia del BVO (Basket Veneto Orientale)

Due anni dopo, Leonardo Valesin è un playmaker di un metro e novantuno, dotato di un fisico con margine di miglioramento, ma di tutto rispetto se paragonato ai pari età. Il torso è robusto, i bicipiti hanno della massa ed il baricentro è basso: questo per un playmaker nel basket moderno è un grande punto a favore, dal momento in cui ci sono sempre più ‘1’ con fisici longilinei ed equilibrio precario. Continuando il paragone con i playmaker moderni, Valesin non è un giocatore che fa dell’esplosività il suo punto di forza, ed è per questo motivo che deve migliorare il suo tocco vicino a canestro, ed evitare di sbagliare dei facili lay-up. Nonostante questo non ha però paura del contatto nel pitturato grazie alle caratteristiche fisiche, riuscendo spesso a guadagnare falli e viaggi in lunetta.

La verticalità è forse uno dei pochi punti di domanda riguardo al suo gioco. Il suo baricentro è basso e questo gli conferisce una buona partenza dal palleggio; in questo fondamentale mostra un ottimo skill-set, variando spesso e volentieri la partenza. Come detto in precedenza, Valesin è un playmaker che all’occorrenza può ricoprire lo spot di guardia, o addirittura quello di point forward in quintetti piccoli; molto probabilmente quest’ultimo ruolo lo abbandonerà tra un paio di stagioni (anche vista l’altezza di suo fratello Gianluca, classe 1992, 192 cm).

Leonardo Valesin ha davvero tutte le carte in regola per poter diventare un playmaker di alto livello; una delle cose che mi piacciono di più del suo attacco è l’abilità nell’interpretare la situazione di pick-and-roll (con il suo compagno Diawara forma un asse play-pivot surreale per l’Under 15): lo gioca con entrambe le mani, mostrando ottimo tempismo nel servire il rollante o i compagni pronti sugli scarichi dal perimetro. 

Un’altra caratteristica del suo gioco che mi fa propendere verso una sua possibile conformazione definitiva come ‘1’ è la facilità e la rapidità con cui passa la palla con entrambe le mani sia in transizione che a metà campo; in questa fase della sua carriera giovanile Leonardo gioca molto in transizione e sfrutta il suo high motor per gestire a suo piacimento il ritmo dell’azione.

Per fare un salto di qualità importante, ed avere le caratteristiche per essere il barometro di un attacco, il classe 2006 deve migliorare il suo ball handling. Nelle amichevoli giocate in Ungheria ha anche dimostrato di avere nel suo arsenale una visione di gioco tutt’altro che indifferente, riuscendo a trovare dei taglianti dal lato debole, ma anche dei più semplici ed efficaci ‘penetra e scarica’. In generale, ha un ottimo feel for the game, un termine che oggi nell’ambito dello scouting viene probabilmente sovrautilizzato, ma che in questo caso calza a pennello; la fluidità con cui gioca, l’intelligenza con cui esplora i ‘mismatch’ dopo un cambio difensivo mi piacciono parecchio. 

In difesa è attivo: è presente sulle linee di passaggio e sfrutta un’ottima mobilità laterale per prendere iniziativa sul diretto avversario e costringerlo a fare scelte forzate. Leonardo Valesin è un difensore versatile che può cambiare sulla quasi totalità dei giocatori sul parquet (fatta eccezione per i centri) grazie al suo frame robusto e baricentro basso.  Contro giocatori più piccoli di lui, usa l’ottimo footwork e rapidità laterale. Lo stesso discorso vale lontano dalla palla, dove fa letture avanzate e utilizza la sua rapidità per arrivare prima sulle linee di passaggio. 

In cosa deve migliorare

In fin dei conti, riguardo Valesin ho pochi dubbi riguardo al suo futuro ed alla sua evoluzione come giocatore: una di queste incertezze che ho però, è rappresentata dal tiro. Il tiro è forse il fondamentale più migliorabile nell’arco della carriera di un giocatore, specialmente se il soggetto in questione si trova ancora in età giovanile, come in questo caso.

Può sembrare strano, ma il rilascio finale è il risultato di tutta una serie di fattori, fisici e non, che arriva a possedere l’atleta in questione attraverso il talento naturale o il duro lavoro. Ad esempio, un ruolo fondamentale nel tiro c’è l’ha la forza dell’upper body, ovverosia la parte superiore del corpo (torace, addome, spalle, etc.), ma non è solo questo perché a questo punto entra in gioco la coordinazione, che a sua volta è un altro risultato derivante da altri addendi… insomma è un cane che si morde la coda. Ma la cosa forse più difficile da fare una volta aver messo a posto tutti questi dettagli, è avere la costanza di rendimento che si traduce in efficacia dal mid-range o dall’arco.

Ecco, questo è lo step in avanti che deve fare Leonardo Valesin: diventare un tiratore affidabile da perimetro. se dovesse diventare un tiratore dal 35% (non dico nell’immediato, ma tra 2/3 anni), allora le cose si farebbero davvero parecchio interessanti, perché a quel punto le difese quando lo marcheranno dovranno fare una scelta: lasciargli il tiro oppure stargli addosso rischiando però di essere battute dalle sue hesitation e dalla sua abilità nel giocare gli uno contro uno. Descrizione forse un po’ utopica, ma chissà. 

Mondiale Under 19 - Le stelle del torneo
Scopriamo i 5 giocatori dei quali non perdere nemmeno una partita al Mondiale. Per loro, un futuro assicurato.
Mondiale Under 19 - La guida al torneo
Tutto quello che c'è da sapere per godersi il torneo più importante dei campioni del futuro.
Mondiale Under 19 - 5 possibili sorprese
5 nomi a sorpresa che potrebbero consacrarsi tra le stelle del torneo in Lettonia.

POTREBBERO INTERESSARTI

Orange1 Bassano - #PlayForPassion U16 Tournament
Nel primo weekend di Marzo, a Bassano del Grappa, si è svolto il #PlayForPassion Tournament dedicato...
Recap ANGT - Il trionfo del Real Madrid
Dopo la Final Four di Eurolega è andata agli archivi anche la Final Eight dell’ANGT 2020-21. È stato...
Usman Garuba: la pantera blanca
Usman Garuba è uno dei prospetti più interessanti che si affacciano al prossimo Draft. Il diciannovenne...

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.

Overtime

Storie a spicchi

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.