Usman Garuba schiacciata
Usman in schiacciata (www.lalasport.com)

Usman Garuba: la pantera blanca

Usman Garuba è uno dei prospetti più interessanti che si affacciano al prossimo Draft. Il diciannovenne del Real si sta prendendo l'Europa con la sua intensità trascinante.

Dopo il clasìco di ieri sera il suo nome è sulla bocca di tutti. Far registrare 11 punti e 5 rimbalzi nella partita dal tasso tecnico più alto dell’intero continente non è roba da tutti, così come portare a casa lo scalpo di Pau Gasol in un duello generazionale che non ha deluso le aspettative. Se non avete capito di chi si parla, vi diamo un altro indizio.

Ieri, nel quarto periodo, questo coast-to-coast. Ma il suo stato di grazia era iniziato a fine marzo…

È il 30 marzo 2021 e al Wizink Center di Madrid sta andando in scena Real Madrid-Efes Istanbul, partita valevole per la trentaduesima giornata d’Eurolega, e che oltre ad essere un match chiave nella stagione in corso, rappresenta un duello storico che vede anteposta la squadra più titolata di Spagna a quella più vincente del basket turco. 

L’Efes è in uno stato di grazia: in Eurolega ha vinto quattordici delle sedici partite precedenti, e dall’undicesimo posto in quel momento è balzato fino al terzo. La pallacanestro espressa dalla squadra di Ataman è coinvolgente, i cinque in campo condividono il pallone e i dubbi d’inizio stagione, ormai da tre mesi a questa parte, hanno fatto spazio a delle certezze tangibili.

Il Real Madrid invece sta vivendo la stagione più complicata dell’era Laso: i risultati in Europa faticano ad arrivare, con la partenza di Facundo Campazzo – destinazione Denver – l’attacco blanco ha perso la fonte primaria di gioco. Ma circoscrivere i problemi del Real Madrid all’addio del playmaker argentino, è di quanto più sbagliato si possa fare, perché le difficoltà in realtà erano cominciate ad arrivare nel post lockdown quando, a Valencia, è andata in scena la Fase Final della Liga ACB 19-20. 

Lo scorso giugno, nella Comunidad Valenciana, il Real Madrid si presentava ai nastri di partenza come favorita numero uno per la vittoria del titolo nazionale, forte del secondo posto in Eurolega e della prima piazza incontrastata in ACB al momento dello stop forzato. Tuttavia, la truppa di Laso ha toppato tutte le partite (l’unica salvabile è stato l’esordio contro una suicida Gran Canaria, match dominato dall’inizio alla fine) e al termine della fase a gironi la classifica recitava: Valencia primo, Burgos secondo e Real terzo. Passavano le prime due. Madrid fuori. 

Fase Final ACB 2020: "El Real Madrid no tiene ni excusa ni perdón" |  Marca.com
Il Real Madrid esce sconfitto dalla partita contro Andorra e termina la sua Fase Final 2020 (Foto: EFE)

In questa stagione, Tavares e compagni sembrano aver imparato la lezione del non sottovalutare le squadre ACB, ed impegnarsi anche in patria. Al 30 marzo, su 28 partite giocate il Real ne ha vinte 27: l’unica sconfitta è arrivata nel clasico contro il Barcellona, che in estate si è affidato alla guida tecnica di Jasikevicius, liberandosi di Pesic. In Eurolega invece la situazione è sensibilmente diversa: il Real è ottavo, e dopo una stagione europea caratterizzata da continui alti e bassi, se vuole salire sul treno playoff non può più sbagliare.

Due squadre in situazioni diametralmente opposte: l’una in cerca della propria identità smarrita, e l’altra che incanta mezzo continente da mesi. I presupposti per assistere ad uno spettacolo mozzafiato ci sono.  E infatti i primi due quarti sono all’insegna dell’equilibrio assoluto. Alle frecce infuocate scoccate dall’arco da Kruno Simon e Sertac Sanli, rispondono presente Trey Thompkins ed Edy Tavares. In chiusura di secondo quarto, il sempre energico Rudy Fernandez segna la tripla che regala ai suoi il temporaneo vantaggio: alla pausa, i blancos sono sopra di una sola lunghezza.

Al rientro dagli spogliatoi, i ragazzi di Ataman ingranano la quinta: Micic sale in cattedra, e quando uno così inizia a dipingere gioco, è difficile rimanere indifferenti. Improvvisamente nella metà campo offensiva dell’Efes, la palla comincia a girare vorticosa, e i madrileni vengono risucchiati. In pochi minuti i turchi piazzano un parziale di 18-8 che rispedisce gli avversari nel baratro della doppia cifra di svantaggio. Tutto il Real si svuota, la squadra sembra avere l’encefalogramma tecnico piatto

Il carattere

L’unico a salire di colpi è un ragazzo che da un paio di settimane è diciannovenne; uno che a primo impatto non si direbbe poter ricoprire il ruolo di ala grande/centro su un palcoscenico esigente come quello dell’Eurolega. Molto spesso però, l’apparenza inganna. Questo ragazzo è Usman Garuba, canterano classe 2002, alto “solo” due metri e tre ma con un telaio da Dio greco, al quale Laso, dall’inizio del 2021, ha affidato le redini del ruolo di ‘4’. 

A circa due minuti dal suono della sirena del terzo quarto, l’Efes sta attaccando, stranamente però la palla stagna nelle mani di Kruno Simon che a otto secondi dalla fine dell’azione si affida a Rodrigue Beaubois. Il francese chiama il blocco di Sanli, che però ha alle calcagna proprio Usmab Garuba, reduce da un paio di difese di altissimo livello. Sanli porta il blocco e l’ex Charlotte Bobcats prova a sfruttarlo, ma il canterano contiene a dovere e gli impedisce di trovare la via del canestro. Sanli però dopo lo screen non rolla a canestro, bensì si spazia nel mezzo angolo, convinto di poter dare una linea di passaggio sicura al suo compagno nel caso in cui il pick and pop non vada a buon fine. Beaubois vedendosi la strada bloccata scarica sul centro turco, il quale tira fuori l’ennesima freccia dalla sua faretra e la fa scoccare.

Tutto d’un tratto però, si oscura la vallata: Usman con un gesto da atleta di primo livello prima sporca la palla a Beaubois, e mezzo secondo dopo recupera con uno scatto felino la posizione su Sanli e stoppa il tiro in corsa.

“Garuba es una autentica pantera!” esclama il telecronista spagnolo di Dazn vedendo la giocata sciorinata dal numero sedici in maglia bianca. Una stoppata, quella di Usman Garuba, che è la combinazione di tecnica, mezzi atletici fuori dal comune e una grinta seconda a quella di pochi altri. Questa giocata rimane la più impattante della serata del fenomeno spagnolo, che gioca la miglior partita in carriera e chiude con 12 punti, 8 rimbalzi e 3 stoppate, non riuscendo però ad evitare il tracollo del Real, che dopo l’infortunio di Tavares e l’espulsione per proteste di Laso si arrende 83-108. L’Efes si lancia sempre di più verso la vetta della classifica, mentre i blancos sono costretti ad affidarsi ai calcoli e alla speculazione fino all’ultima giornata.

I paradossi

La pallacanestro di Usman Garuba è un paradosso continuo. Nel basket del 2021, il ruolo ideale per uno della sua altezza dovrebbe essere quello di guardia o ala piccola, e sicuramente non quello di ala grande o centro; inoltre la velocità che possiede pur pesando poco più di un quintale è impressionante; per non parlare della mobilità e leggiadria con la quale muove i piedi, il che è solo il risultato finale di un processo che parte dalle sue gambe estremamente toniche.

Il fisico del diamante grezzo spagnolo è uno dei più interessanti della prossima classe Draft: la massa imponente su tutto il corpo lo rende estremamente duttile e in grado di assorbire contatti da fisici altrettanto robusti. Le sue braccia oltre ad essere composte da dei bicipiti vigorosi sono lunghissime: 7’2” di wingspan (due metri e venti); questa conformazione fisica, abbinata ad una sagacia tecnica molto alta nella metà campo difensiva, lo rendono un abilissimo rim protector. Il frontcourt madrileno visto molte volte in stagione con Usman nello spot di 4 e Edy Tavares in quello di 5, è l’incubo della maggior parte dei giocatori d’Eurolega e ACB.

Usman Garuba ACB
Usman Garuba in Liga ACB (ACB Photo – P.Castillo)

Il sedici blanco in difesa è dominante: ha un senso del rimbalzo che in pochi altri nelle ultime generazioni possiedono e ha questo istinto abbina forza ed astuzia: questo mix di qualità lo rende un rebounder impattante su entrambe le metà campo. A livello europeo grazie alla sua mobilità e rapidità laterale riesce a cambiare su tutti i ruoli, e la cosa che lascia impietriti è che la qualità dell’operato non cala mai, un rullo compressore.

Inoltre, in questi mesi Laso non l’ha impiegato solo nel ruolo di ala grande al fianco del capoverdiano, ma molto spesso al suo fianco si è visto Trey Thompkins, interno con spiccate doti balistiche che hanno evidenziato la duttilità del canterano e le sue capacità di sfruttare l’area. Quindi, in stagione abbiamo visto due diversi Usman Garuba: uno che al fianco di Tavares in attacco gioca sul perimetro sfruttando la gravità del suo centrone e si prende tiri in spot up dagli angoli, e un altro che ha molti più spazi e libertà nello sfruttare il pitturato, e che quindi può dare sfogo a tutta la sua dirompenza fisico-atletica su entrambi i lati del campo.  

Questione di famiglia

Lo strapotere sul piano fisico è nel DNA della famiglia Garuba: il fratello più piccolo di Usman, Ab Sediq, è un classe 2004 e anche lui come il fratellone gioca nelle giovanili del Real; di recente con i blancos ha conquistato l’ANGT Istanbul mettendosi in evidenza per le prestazioni difensive registrate. A livello di intensità media e voglia messa sul parquet durante una partita, i due fratelli sono uguali, tuttavia quello che balza immediatamente all’occhio quando vengono paragonati è la differenza di altezza: Sediq supera appena l’uno e novanta. 

Usman Garuba invece l’uno e novanta lo ha toccato a dodici anni, connotato che a quell’età lo ha fatto propendere per una carriera cestistica a discapito di una calcistica. Nel 2016, all’età di quattordici anni, in seguito alla vittoria de ‘La Roja’ agli Europei U16, viene nominato MVP della manifestazione (in quella Spagna c’era anche Carlos Alocén, oggi compagno di squadra di Garuba nella capitale iberica). Le cifre messe a referto per tutto l’arco del torneo sono insensate per uno che gioca contro ragazzi di due anni più grandi di lui: 16.3 punti, 12.3 rimbalzi e 3.3 stocks (somma di palle rubate e stoppate) di media. 

Da lì in poi è stata un’ascesa alla prima squadra.

Il percorso con i grandi

Il debutto con la divisa blanca in Liga ACB è arrivato il 28 ottobre 2018 ad appena sedici anni e sette mesi contro Burgos, poi nel settembre dell’anno seguente è diventato il più giovane starter della storia madrilena (spodestando un certo Luka Doncic che ogni tanto non è il più giovane ad aver fatto una qualche cosa) e ha messo a referto la prima doppia doppia della sua decollante carriera: 13 punti e 10 rimbalzi contro la Murcia (superando ancora Luka).

Come spesso accade per un talento con un certo tipo di prospettive e che viene inevitabilmente allietato dalle sirene del Draft NBA, gli ultimi due anni sono stati una chiave nella sua crescita mentale, tecnica e tattica. Come accennato prima, Laso ha fatto, e sta facendo, un lavoro egregio con lui, portandolo dall’essere un prospetto da svezzare al massimo del livello, ad uno con dei contorni ben definiti, il che é un plus incredibile in ottica Draft.   

Tuttavia, gli aspetti da migliorare sono ancora parecchi, e la maggior parte di questi sono meramente tecnici e riguardano la fase offensiva. 

Il primo problema è quello del tiro dall’arco. Garuba sta tirando con il 29% da 3 in stagione, numero insufficiente se consideriamo che oltreoceano dovrà necessitare di un tiro dai 6 e 75 affidabile per avere un impatto nella metà campo d’attacco. Intorno al mese di gennaio ci sono stati dei miglioramenti consistenti nelle percentuali, ma da lì in poi ha ricominciato a faticare.

Quello che preoccupa di più della sua meccanica di tiro è il rilascio del pallone: il suo polso fa un movimento non ortodosso e tende a girare in senso antiorario, alterando tutta l’esecuzione finale del fondamentale. Così come il follow through, non è buona neanche la coordinazione tra gambe e braccio destro, ma questo problema deriva da quanto appena accennato: sembra quasi ci sia un’eccessiva forza data dalle spalle. Fortunatamente, il tiro è uno dei fondamentali su cui si può lavorare e migliorare maggiormente, specialmente nella NBA.

Ad inizio anno tra i problemi c’era anche quello del ‘passaggio’, ma le cose sono cambiate. Usman Garuba viene coinvolto molto in situazioni di pick and roll (ovviamente come rollante), da cui ricava molto del suo profitto offensivo (ne gioca poco più di sei per partita), e grazie alla sua mobilità di bacino (hip mobility in inglese) e alla sua straripante potenza, attira su di sé gli aiuti della difesa e di conseguenza genera spazi per i compagni sul perimetro. Ed è qua che si vedono dei segnali incoraggianti riguardo al feel for the game (scala abbastanza soggettiva con la quale si misura la capacità di un certo giocatore di leggere determinate situazioni di gioco), non a caso nelle ultime tre partite di Eurolega il canterano ha smazzato tre assist per gara.

Paragonare Garuba ad un giocatore della pallacanestro del passato o del presente è impossibile: viene dal futuro, è un giocatore dal fisico atipico, come ormai va di moda nel basket moderno. Ma lui va controcorrente, e come tutti i paradossi che a primo impatto stordiscono e disorientano, porta una ventata d’aria fresca. E come una pantera che con i passi pesanti, ma agili, con le leve lunghe, ma robuste, e con la sagacia da predatore va a conquistarsi la preda, Usman Garuba ora vuole prendersi il suo spazio nella NBA.

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