Real Madrid vittoria ANGT 2021
Real Madrid festeggia ANGT 2021 (Euroleague basketball)

Recap ANGT – Il trionfo del Real Madrid

Dopo la Final Four di Eurolega è andata agli archivi anche la Final Eight dell’ANGT 2020-21. È stato un trionfo per il Real Madrid, capace per la seconda volta consecutiva di portare a casa il trofeo di squadra migliore d’Europa Under 18. La precedente vittoria risale all’ormai lontano 2019 quando a Vitoria Gasteiz i blancos ebbero la meglio sul Mega Belgrado. Questa volta, il Real ha battuto in finale il Barcellona dopo quarantacinque minuti di tensione.

La nostra Stella Azzurra ha invece chiuso il suo girone al terzo posto. È stata una quattro giorni all’insegna della qualità e dell’intelligenza tattica. Le compagini coinvolte erano tra le migliori d’Europa della categoria. 

Ricordiamo che hanno avuto accesso alle Final Eight di Colonia le tre vincitrici delle altrettante tappe preliminari andate in scena durante la stagione. Barcellona, Mega Belgrado e Real Madrid, le quali poi si sono dimostrate essere le più accreditate ad accaparrarsi la palma di ‘più forte d’Europa’, e le cinque fortunate che hanno ricevuto le wildcard: Stella Azzurra, Stella Rossa, Asvel, Zalgiris e Valencia. 

Considerate le difficoltà che ci sono state nel trovare la sede per svolgere questa fase finale – inizialmente dovevano svolgersi a Colonia in contemporanea con le F4come da tradizion salvo poi essere spostate a causa delle norme di sicurezza vigenti a maggio in Germania – tutto è andato per il meglio. Valencia è uno dei posti migliori per ospitare un evento di questa portata grazie alle strutture all’avanguardia della società Taronja

L’appuntamento con l’Adidas Next Generation Tournament è al prossimo inverno, sperando nel frattempo di tornare definitivamente alla normalità e poter tornare a goderci a pieno la palla a spicchi. 

7° posto ex aequo – Valencia (Spagna)

Era prevedibile, quasi impossibile che non avvenisse. Coinvolta nella competizione perché squadra ospitante, il Valencia si presentava ai nastri di partenza come la Cenerentola della Final Eight e si è dimostrata tale.

Lo scarto complessivo delle tre partite della fase a gironi è stato di 108 punti (15 contro il Mega, 61 contro il Barça e 32 contro la Stella). Già questo basterebbe per descrivere l’impatto degli iberici. La difesa ha traballato parecchio, e le squadre incontrate sul percorso hanno ulteriormente evidenziato questo difetto (99 punti di media subiti). Da segnalare le prestazioni negative di Freds Bagatskis, tiratore lettone dal fisico esile, pilastro della squadra che ha come problema principale quello di non fare sempre canestro dai 6 e 75 e che negli scorsi giorni ha tirato con il 3/22 dall’arco e collezionato un -6 di valutazione complessiva.

Tuttavia, non tutto è da buttare: nonostante l’assenza di Lucas Mari – classe 2005 e miglior prospetto della squadra – si sono messe in mostra alcune individualità interessanti come Pablo Navarro (anch’egli del 2005, 9.3 punti e 5 rimbalzi), Ivan Alexandrov (del 2003, 10.7 punti di media) e Carlos Campillos (del 2004, 9.3 punti).

Il Valencia chiude con un bilancio di una vittoria e sei sconfitte il proprio ANGT 2020-21: l’unico successo è arrivato in casa lo scorso dicembre contro Nanterre nella finalina per evitare l’ultimo posto della tappa. Il movimento degli spagnoli, tuttavia, è in costante crescita e i margini per fare meglio ci sono.

7° posto ex aequo – Zalgiris Kaunas (Lituania) 

Reduce da un buon terzo posto nella tappa di Istanbul nel mese di marzo, lo Zalgiris per l’occasione recuperava il suo talento più puro: Paulius Murauskas, mancato terribilmente alla sua squadra durante la parentesi turca.

Murauskas è considerato dagli addetti ai lavori il giocatore più impattante che la scuola lituana abbia prodotto nella sua generazione: spot up shooter affidabile, ragazzo che muove la palla con frequenza, dotato di un ottimo fisico per età e ruolo. Il classe 2004 è andato in crescendo: 9 punti nella sconfitta all’esordio contro il Real non riuscendo a trovare ritmo, poi ne sono arrivati 13 contro la Stella Rossa ed infine l’exploit di 27 punti a spese dell’Asvel. 

Di conseguenza però, la presenza di Murauskas ha tolto palloni dalle mani del tiratore mortifero Liutauras Lelevicius e da quelle dei gemelli Butka. Lelevicius è passato da 18 punti di media fatti registrare ad Istanbul, ai 9 in terra spagnola, dimezzando così la propria produttività.

I fratelli Butka, versatili e duttili hanno faticato a trovare il proprio spazio sulle dure metà campo, dando la continua impressione di non essere dentro le partite.

A marzo lo Zalgiris aveva trovato una coralità esemplare che durante questi giorni valenciani  si è vista poco, e sotto questo aspetto c’è anche una conferma statistica: lo Zalgiris ha prodotto 13 assist di media, il terzo dato più basso tra le partecipanti alla quattro giorni iberica.

5° posto ex aequo – Stella Rossa Belgrado (Serbia) 

La Stella Rossa è stata l’unica squadra in grado di tenere testa al Mega alla tappa di Belgrado giocatasi lo scorso marzo. Da giovedì a domenica, invece, ha deluso. Poco spirito, sprazzi di carattere, lampi di qualità, ma poco altro. Il fragoroso capitombolo nella gara inaugurale contro l’Asvel ne è l’emblema. La sola vittoria contro lo Zalgiris in volata non è sufficiente. Ci si aspettava di più.  

Questa volta i serbi si sono presentati senza Ognjen Vukas, barometro dell’attacco, e ad acquisire minuti sono stati Vladimir Pavlovic, playmaker coriaceo ma al contempo veloce e reattivo, e Nikola Topic, uno dei tanti diamanti grezzi dello Zvezda, playmaker con una visione di gioco esemplare, specialmente sul pick and roll, che pecca ancora di atletismo e determinazione. 

La presenza di Vukas sarebbe stata veramente importante per dare ritmo e mettere aggressività sul portatore di palla avversario. Il tratto distintivo della compagine serba è sempre stato quello dell’aggressività e la tenacia difensiva. Questa è una squadra ricca di ragazzi con un’ottima combinazione di fisicità e rapidità laterale in grado di mettere fuori partita le star delle squadre avversarie.

Il punto debole invece è la produttività offensiva, e se contro squadre di medio rango questa difficoltà viene mascherata, lo stesso non si può dire contro le migliori d’Europa: la Zvezda è stata la penultima squadra per punti messi a referto (68 di media).

Nikola Saranovic, ala classe 2003 con un’energia inesauribile, ha abbassato sensibilmente le sue medie realizzative: è passato da 15 media, con il 60% da 3 e l’85% dalla lunetta, a 13 di media, con il 27% da dietro l’arco e il 60% dalla linea della carità. Ognjen Matovic, uno dei 3 and D più puri dell’annata 2004, nella gara d’esordio contro lo Zalgiris ha subìto un infortunio alla testa che ne ha limitato l’utilizzo e il rendimento durante l’arco del torneo. 

Inoltre, gli avversari sono stati molto bravi a togliere a Filip Radakovic il contropiede, situazione da cui deriva la maggior parte del suo fatturato offensivo.

Filip Brankovic è il frangiflutti di questa squadra, ed è stato l’unico a non subire più di tanto l’impatto della competizione.

Infine, nota positiva quella dell’impiego dei classe 2005 Nikola Topic e Lazar Gacic, quest’ultimo ala di oltre due metri e dieci che gioca principalmente sul perimetro, e che ha tirato con il 42% dai 6 e 75.

5° posto ex aequo – Stella Azzurra Roma (Italia)

Dopo le ottime prestazioni mostrate ad Istanbul nel mese di marzo, intorno alla Stella Azzurra si era generato molto hype per questa Final Eight in terra spagnola. Nella capitale turca, la Stella si era fermata solo nella finalissima di fronte al Real Madrid, giocando una pallacanestro veloce e di intensità. 

In Comunidad invece, i capitolini per accedere alla finalissima avrebbero dovuto battere due autentiche corazzate come Mega Belgrado e Barcellona.  Contro i catalani, i ragazzi di D’Arcangeli hanno pagato la carenza di fisicità sotto canestro venendo sovrastati da Nnaji, e l’impermeabilità della difesa avversaria. Contro il Mega invece, il problema è stato l’opposto: l’attacco troppo esondante dei serbi che hanno valicato quota cento (104-70). L’ultima gara giocata, ovverosia quella del sabato contro i padroni del Valencia, è stata di normale amministrazione: 98-66 il punteggio finale e terzo posto conquistato.

A Valencia c’erano alcune delle squadre più forti d’Europa Under 18 e per la Stella Azzurra questo è stato un banco di prova importante. Dopo il secondo posto di Istanbul dove obiettivamente il livello era inferiore (fatta eccezione per il Real Madrid, la Stella aveva incontrato Efes, Brno e Zaragoza), un terzo posto nel girone era quello che ci si aspettava alla vigilia.

Rispetto alla spedizione turca non hanno preso parte al torneo Benjamin Marchiaro e Ivan Onojaife. Il primo è una guardia che aveva fatto parecchio comodo nelle rotazioni, e il secondo un centro classe 2003 che a marzo aveva portato agonismo sotto le plance. Marchiaro e Onojaife sono stati rimpiazzati da Emmanuel Adeola (2004) e Lucas Fresno (2004). 

Adeola ad inizio stagione era stato mandato in prestito in A2 a Trapani, salvo poi andare a giocare in Serie B. Il nigeriano classe 2004 è un prospetto di alto livello con un gioco ancora tutto da costruire, ma un fisico dirompente. Lucas Fresno invece si è messo in mostra nella partita contro Valencia (11 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e 5 palle recuperate) con una serie di giocate molto interessanti dopo essere stato evanescente nelle prime due gare del girone. Ai capitolini è mancato il duo di guardie Giordano-Visintin, che hanno fatto registrare complessivamente diciotto punti di media (9.3 Visintin e 8.7 Giordano), quando ad Istanbul erano ventotto (15.0 Giordano e 13.3 Visintin).

Sorprendente è stato invece il rendimento di Kevin Ndzie, centro camerunense ex HSC Roma che ha viaggiato in doppia doppia di media (11 punti e 12 rimbalzi, di cui la metà offensivi), provando a sopperire all’assenza di un altro lungo di riferimento.   Nella partita contro il Mega c’è stato inoltre lo show offensivo di Rokas Jocys, guardia lituana classe 2004: 31 punti e 7 rimbalzi in 28 minuti, segnando in faccia a tutti.

3° posto ex aequo – Asvel Villeurbanne (Francia)

La sorpresa del torneo. L’Asvel è senza dubbio la squadra che è migliorata di più dall’ultima apparizione sul palcoscenico dell’ANGT. Il potenziale di questi ragazzi era evidente alla maggior parte del pubblico già prima di questa kermesse, ma ciò che ha impressionato di più sono state la determinazione e l’atteggiamento con i quali sono scesi in campo.

Kymany Houinsou è stato inserito nel miglior quintetto della manifestazione: premio meritato per un veterano di soli diciassette anni, sì perché questa è stata la terza stagione di fila in cui Houinsou ha preso parte ad almeno una tappa dell’ANGT. E salvo rocamboleschi cambiamenti, l’anno prossimo giocherà il quarto. Kymany ha messo in campo energia e duttilità; i punti sui quali lavorare sono sempre quelli da tempo: gestione del ritmo partita, migliorare nel decision making e tutte quelle doti che deve possedere una combo guard nel basket moderno.

Il talento a disposizione dei transalpini non si ferma qui, perché Kyllian Malwaya, Zaccharie Risacher e François Wibaut sono alcuni dei capisaldi della esaltante annata 2005 europea.

Malwaya ha fatto dei passi avanti giganteschi negli ultimi mesi: sembra sempre più sicuro dei suoi mezzi. Le capacità atletiche sono fuori dal comune, così come l’abilità nel costruirsi tiri dal palleggio con jab step efficaci e belli esteticamente. 

Zaccharie è figlio d’arte, e i geni cestistici sono molto promettenti. Fisicamente si deve ancora sviluppare: le leve sono molto lunghe, ma parecchio esili. La combinazione che possiede di: taglia, intelligenza cestistica (tagli dal lato debole), palleggio e tiro è davvero difficile da trovare in giro.    

Wibaut è il simbolo della grinta e la fame di questa squadra; era sempre a combattere, a dare fastidio agli avversari, a dare tutto quello che aveva su entrambi i lati del campo. Tecnicamente è un giocatore limitato, a lunghi tratti sgraziato, ma è uno di quelli che vorresti sempre dalla tua parte: lottatore. Senza dimenticarci di Doualla, Parmentelot e Kasiama: il primo atleta esplosivo ed esuberante, il secondo autore di una favolosa prestazione nell’unica sconfitta dei bianco-neri: contro il Real Madrid nella giornata di venerdì, quando l’Asvel era vicino al colpaccio, e il terzo un difensore versatile. Il futuro è roseo a Lione.

3° posto ex aequo – Mega Belgrado (Serbia)

Il Mega Belgrado torna in Serbia mangiandosi le mani. I ragazzi di Raznatovic a sei minuti dalla fine della partita contro il Barcellona, valevole per accedere alla finalissima, erano sopra di otto punti. Tuttavia, questo margine non è bastato: remuntada dei catalani che hanno vinto di due punti (79-77) accedendo alla finalissima del giorno seguente. Il Mega invece termina il suo percorso europeo, in linea generale molto positivo: quattro vittorie su altrettante partite lo scorso marzo a Belgrado, e altre due contro Stella Azzurra e Valencia in questi giorni mostrando a sprazzi l’immenso potenziale offensivo di questa formazione.

Nikola Jovic è stato di recente inserito nella Top 10 da Espn nel primo Mock Draft 2022, ma questo è il coronamento di un anno in cui ha dimostrato di essere il più forte talento offensivo della sua annata. In più c’è stato anche l’esordio con il Mega in ABA Liga (la serie A dei Balcani), dove ha mostrato subito tutto il suo repertorio tecnico, mettendo a referto anche quindici punti contro il Buducnost. La prestazione da venti punti, tredici rimbalzi e sei assist non è bastata per tenere a bada i blaugrana. 

Nikola Djurisic è stato inserito nel miglior quintetto del torneo, a dimostrazione del suo impatto.

Nikola ha due gambe dinamitarde, grazie alle quali è in grado di battere dal palleggio chiunque lo marchi, la fluidità del suo palleggio arresto e tiro fa il resto. La guardia classe 2004 non è solo un eccellente shot creator perimetrale; spesso e volentieri esplora il pitturato dove grazie all’ottimo tocco con entrambe le mani e l’elevazione risulta essere un fattore.

Per sognare in grande, i rosa di Belgrado avevano preso in prestito per l’occasione Tomislav Ivisic e Luka Bogavac, il primo dominatore della tappa preliminare di Belgrado, in cui ha dovuto guidare inaspettatamente un Buducnost privo della sua stella Fedor Zugic, verso il podio; il secondo invece reduce da una stagione a Strasburgo.

Ivisic ha steccato la partita importante (contro il Barcellona): il centro croato è un ottimo floor spacer e contro lo strapotere fisico di Nnaji era fondamentale poter liberare l’area. Ivisic però ha tirato malissimo da 3 punti (0/4) e in difesa ha subito i lunghi spagnoli.

L’ANGT di Bogavac è stato abbastanza altalenante, nel quale ha alternato momenti di altra produttività offensiva, ad altri in cui forzava troppe scelte (l’ultimo quarto vs Barça).

A completare il quadro c’è la figura di Oleksander Kobzystyi, tutto fare ucraino troppo sottovalutato: la versatilità, i tagli senza palla, le letture e l’agonismo che mette in campo sono fondamentali per la buona riuscita del piano partita. Il Mega contro il Barça ha sfoderato una zona 2-3 che ha ingarbugliato i loro automatismi: anche qui c’è la firma indelebile di Kobzystyi.

2° posto – Barcellona (Spagna)

C’erano quasi. Le speranze del Barça di riportare la coppa in Catalogna per la seconda volta nella loro storia si spengono all’overtime contro il Real Madrid. Dopo aver condotto la gara per lunghi tratti del primo quarto e alcuni dell’ultimo, i sogni dei blaugrana sono finiti. 

Il Barcellona è stata la squadra più solida dell’intero torneo: una difesa dura da oltrepassare con dei dettami ben precisi e abilità tecnico-fisiche di alto livello. Vincere subendo un punto in meno dell’avversario: questa la mentalità. Tanta difesa e tanta applicazione. 

D’altronde quando a roster hai un totem come James Nnaji (centro classe 2004), basare la propria forza sulla metà campo difensiva diventa naturale: rim protector di élite, che però deve ancora sgrezzarsi molto, ma il potenziale è altissimo, anche perché ha già un ruolo ben definito mantenibile anche tra i professionisti.

Un’altra pietra angolare del sistema Barca è Michael Caicedo, ala del 2003, con movenze da pallacanestro americana e protagonista della finale con 25 punti e 11 rimbalzi senza mai essere sostituito: atletico, che non forza tiri ed anche lui con una propensione per il ruolo di 3 and D. Michael ha esordito in Liga ACB contro il Manresa il 9/1/21 dopo il trionfo nella fase preliminare di Valencia. 

Per completare il Big 3 del Barça bisogna introdurre il messicano Gael Bonilla: specialista difensivo con una temibile mano dai 6 e 75, tre volte andato in doppia cifra su quattro partite giocate e contribuendo preziosamente con azioni decisive.

Infine, se si andasse a cercare il sinonimo della parola contributo sul vocabolario, si troverebbe il nome di Rafa Villar. Playmaker del 2004 e vero cardine di questa formazione. L’emblema della sua pallacanestro è la stat-line della partita contro Valencia: 0 punti, 8 rimbalzi, 9 assist e 2 recuperi. Giocatore che sarebbe imprescindibile in qualunque squadra Under 18 del vecchio continente. Un leader.

E il Barça è lo specchio della sua concretezza. 

1° posto – Real Madrid (Spagna)

Il terzo trionfo della loro storia, il secondo consecutivo. La cantera blanca ha dimostrato di essere imbattibile a questi livelli. Una vittoria di carattere contro il Barcellona, dopo aver faticato anche nel girone: vittoria contro l’Asvel di sole due lunghezze, grazie ad una tripla decisiva del solito N’Diaye, che in quella partita ha messo le mani sul premio di MVP del weekend. 

Per compiere un’impresa del genere tutte le altre formazioni d’Europa avrebbero bisogno di tutto il proprio roster, i blancos invece hanno trionfato nonostante le assenze di: Tristan Vukcevic per tutto il weekend, di Matteo Spagnolo per le tre partite della fase a gironi, e quella di Juan Nunez nella finalissima di domenica.

Nessun’altro in Europa si può permettere delle assenze così pesanti. Anche perché nessuna squadra nel panorama giovanile europeo ha un supporting cast  in grado di prendersi responsabilità e tiri pesanti quando ce n’è bisogno. E in finale si è visto.

Sediq Garuba (guardia, 2004) ha giocato una finale dominante su entrambi i lati del campo: 13 punti, 5 rimbalzi, 5 assist e 5 palle recuperate. La mentalità e la solidità difensiva sono quelle del fratello maggiore. 

Urban Klavzar (guardia, 2004) ha faticato a trovare la via del canestro per lunghi tratti del match, ma quando è entrato in striscia non si è più fermato: 16 punti tirando con il 4/17 da oltre l’arco.

Henri Veesaar (centro, 2004) ha segnato il canestro per agguantare il Barcellona e mandare la partita all’overtime: l’estone sta crescendo sia fisicamente che mentalmente.

Konstantin Kostadinov (ala, 2003) è sempre più un 3 and D con doti atletiche impressionanti, la doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi è la testimonianza di quanto questo ragazzo sia già pronto per un palcoscenico professionista.

Matteo Spagnolo è stato il giocatore che ha svoltato la partita. All’inizio della partita il Real ha avuto parecchie difficoltà a scalfire la difesa arcigna dei catalani: Matteo è entrato, ha dato ordine ai suoi, ha scardinato il muro blaugrana grazie alla sua gravity e ha generato spazi per i compagni.

Juan Nunez è stato il protagonista dei primi tre giorni di competizione, salvo poi essere chiamato da Pablo Laso per giocare le semifinali di Liga ACB contro Valencia. Vedere la sua creatività offensiva contrapposta all’ordine difensivo del Barça sarebbe stato incredibile. Nunez ha fatto vedere più volte di essere un giocatore tecnicamente superiore (anche se spesso osa troppo) e per questo motivo è uno dei prospetti più promettenti della sua annata (2004).

Ed infine bisogna parlare di Eli John N’Diaye, il vero trascinatore di questa squadra. 31 punti e 13 rimbalzi per fermare l’Asvel, 18+16 contro la Stella Rossa e 17+9 in 44 minuti e 43 secondi contro il Barça (è sceso solo per 17 secondi, tanto per far capire la sua importanza nelle rotazioni). Indiscutibilmente l’MVP della quattro giorni, specialmente dopo che Nunez è partito per aiutare la prima squadra. Su di lui ci sono ancora dei dubbi per quanto riguarda il suo ruolo tra i professionisti: troppo piccolo per essere un centro, ma allo stesso tempo troppo poco skilled per essere un’ala grande.  

Una grande organizzazione porta a grandi risultati. Campéon d’Europa.

Miglior quintetto della manifestazione

Kymany Houinsou (Asvel Villeurbanne) – Nikola Djurisic (Mega Belgrado) – Michael Caicedo (Barcellona) – Eli John Ndiaye (Real Madrid) – James Nnaji (Barcellona)

MVP 

Eli John N’Diaye (Real Madrid)

Mondiale Under 19 - Le stelle del torneo
Scopriamo i 5 giocatori dei quali non perdere nemmeno una partita al Mondiale. Per loro, un futuro assicurato.
Mondiale Under 19 - La guida al torneo
Tutto quello che c'è da sapere per godersi il torneo più importante dei campioni del futuro.
Mondiale Under 19 - 5 possibili sorprese
5 nomi a sorpresa che potrebbero consacrarsi tra le stelle del torneo in Lettonia.

POTREBBERO INTERESSARTI

Orange1 Bassano - #PlayForPassion U16 Tournament
Nel primo weekend di Marzo, a Bassano del Grappa, si è svolto il #PlayForPassion Tournament dedicato...
Usman Garuba: la pantera blanca
Usman Garuba è uno dei prospetti più interessanti che si affacciano al prossimo Draft. Il diciannovenne...
Il riassunto dell'ANGT e le stelle di domani
L'Adidas Next Generation Tournament, anche quest'anno, ha regalato grandi soddisfazioni e il solito finale:...

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.

Overtime

Storie a spicchi

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.