Italia Basket Preolimpico 2021
Foto Twitter: @Italbasket 2021

Guida al Preolimpico di Tokyo 2021

Belgrado, Victoria, Spalato, Kaunas. Dai quattro tornei preolimpici usciranno le altrettante ultime partecipanti a Tokyo 2020, sperando che una di queste sia il nostro Italbasket

Compiere un’impresa in casa dei “nemici” e cancellare il ricordo di Torino del 2016.
L’Italia di Meo Sacchetti a Belgrado si giocherà le proprie carte nel preolimpico e inseguirà un sogno a cinque cerchi mai realizzato negli ultimi 17 anni. Hanno già staccato il pass per Tokyo, in base ai risultati raggiunti nell’ultimo Mondiale in Cina nel 2019:

Argentina e USA per l’America
Spagna e Francia per l’Europa
Nigeria per l’Africa
Iran per l’Asia
Australia per l’Oceania
Giappone come Paese ospitante

Dai 4 tornei di qualificazioni per Tokyo, in programma dal 29 giugno al 4 luglio a Victoria, Spalato, Kaunas e Belgrado, arriverà l’ultimo poker di partecipanti alle Olimpiadi. Il format prevede due gironi (semplici e all’italiana, quindi con le concorrenti che si sfideranno tutte una volta) da tre squadre ciascuno. Passano alle semifinali le prime due classificate di ogni gruppo.

Tornei Preolimpici 2021
I quattro tornei preolimpici. Al posto della Nuova Zelanda sono presenti le Filippine al torneo di Belgrado (grafica fiba.basketball 2021)

In questa guida si analizzerà in primis la situazione italiana, poi i roster e le avversarie che gli azzurri potrebbero incrociare sulla loro strada in terra serba. Infine, diamo un’occhiata agli altri tre prestigiosi tornei di qualificazione.

Buona lettura!

Calendario Torneo di Belgrado

MARTEDÌ 29 GIUGNO

Porto Rico-Senegal ANNULLATA
Ore 20:15 Repubblica Dominicana-Serbia

MERCOLEDÌ 30 GIUGNO

Senegal-ITALIA ANNULLATA
Ore 20:15 Serbia-Filippine

GIOVEDÌ 1 LUGLIO

Ore 16:30 ITALIA-Porto Rico
Ore 20:30 Filippine-Repubblica Dominicana

SABATO 3 LUGLIO

Ore TBD Prima semifinale
Ore TBD Seconda semifinale

DOMENICA 4 LUGLIO

Ore 20:30 Finale

Tutte le partite del torneo di Belgrado saranno visibili su Sky Sport Arena. Tutte le partite dell’Italia saranno visibili anche su Rai Sport.
Per guardare poi anche le partite di tutti gli altri tornei preolimpici, la piattaforma in streaming e on demand di FIBA, Livebasketball.tv, permette di acquistare l’evento al prezzo di 8.49 euro.

Torneo preolimpico di Belgrado

Girone B

ITALIA

No Gallinari, no Belinelli, no Datome, no Hackett. L’Italia che si presenta a questo Preolimpico è tutta nuova, battagliera e pronta a sovvertire i pronostici del torneo. In puro stile Sacchetti, gli Azzurri si affidano a una coppia di lunghi iper-dinamica e che ama giocare lontano dall’area, ossia Polonara e Melli. La loro duttilità potrebbe essere una lieta sorpresa per l’Italia, considerando anche che i due sembrano già avere una buona affinità sul parquet. C’è tanta aspettativa attorno a Nico Mannion, un playmaker esplosivo per il contesto FIBA: sa penetrare, concludere con ambo le mani, mettere in ritmo i compagni ed è un altro che non si fa problemi ad alzare i ritmi della partita.

Altrettanto elevate sono le attese su Tonut, MVP della stagione di LBA e guardia in uno stato di fiducia che ci fa ben sperare. Lo stesso benessere psico-fisico lo troviamo anche in Fontecchio, rigenerato dalla sua annata all’ALBA Berlino, e in Pajola, perno della Virtus Bologna e difensore che, per il ruolo, non ha eguali in tutto il Preolimpico.

Spissu, Ricci, Vitali e Tessitori (quest’ultimo, sperando che sia tornato al 100% dall’infortunio) sono coloro che più hanno rappresentato l’Italia durante le ultime finestre FIBA. In modo diverso tra loro sono quattro leader, chi più con penetrazioni e “fantasia” (Spissu), chi più con sostanza e dettagli (Ricci), chi più con delle uscite dai blocchi e falli subiti di esperienza (Vitali), chi più con movimenti di tecnica in area (Tessitori). Infine, ecco Abass e Moraschini, due ulteriori jolly a disposizione di Meo Sacchetti: difensivamente possono coprire agevolmente gli spot dall’1 al 3, sono buoni tiratori sugli scarichi e atleti che possono fare la differenza sia in post-basso che in penetrazione.

Insomma, probabilmente è la versione dell’Italbasket più imprevedibile dell’ultimo decennio. Non per questo, manchevole di voglia e di orgoglio nel vestire la canotta azzurra. Tutti sono pronti per la battaglia e a noi non resta che tifarli e sostenerli. Forza ragazzi!

Il roster

Niccolò MANNION, G, Golden State Warriors (NBA)
Marco SPISSU, G, Banco di Sardegna Sassari
Alessandro PAJOLA, G, Segafredo Virtus Bologna
Stefano TONUT, G, Umana Reyer Venezia
Riccardo MORASCHINI, G/A, AX Armani Exchange Milano
Michele VITALI, G/A, Brose Bamberg (GER)
Simone FONTECCHIO, A, ALBA Berlino (GER)
Awudu ABASS, A, Segafredo Virtus Bologna
Giampaolo RICCI, A, Segafredo Virtus Bologna
Achille POLONARA, A/C, Baskonia (SPA)
Nicolò MELLI, A/C, Dallas Mavericks (NBA)
Amedeo TESSITORI, C, Segafredo Virtus Bologna

Coach: Meo SACCHETTI (non allena in club)

La stella

Nicolò MELLI: il lungo di scuola reggiana è l’unico, assieme a Tonut che però era relegato a un ruolo secondario, che ha vissuto in prima persona la bruciante sconfitta contro la Croazia di 5 anni fa. Melli, tra l’altro, era stato il nostro MVP della finale e colui che aveva mandato la partita al supplementare con un tap-in.

Dalle amichevoli preparatorie per il preolimpico, si è visto come Nik abbia auto-gestito le proprie energie, alzando l’intensità solo per brevi momenti e per testare la reattività del proprio corpo. D’ora in avanti, però, non si scherza più e il suo rendimento da 5 adattato è centrale per i destini della Nazionale. In attacco, così come Polonara, guiderà i compagni dalla punta, sfruttando la sua pericolosità nel tiro da fuori. In difesa, invece, sarà chiamato ad un sforzo extra. Dovrà essere rapido, giocare di anticipo e di astuzia con l’obiettivo di agevolare un lavoro che, per vincere con questo gruppo, deve essere il più collettivo e collaborativo possibile.

Nicolò Melli Italia 2016
Nicolò Melli nel preolimpico del 2016 ha anche regalato un bel poster a Dario Saric (fiba.basketball)

La possibile sorpresa

Simone FONTECCHIO: arrivato per ultimo al raduno con la Nazionale causa impegni vittoriosi con l’ALBA Berlino in Germania, Fontecchio è letteralmente esploso quest’anno, mettendo in mostra tutte le sue abilità da tiratore, attaccante, difensore, atleta sottovalutato e collante. C’è curiosità nel vedere il “nuovo” Simone al di fuori del contesto di Aito Garcia, coach che permette ai propri giocatori di sbagliare e di acquisire fiducia passo dopo passo. Ma, alla fine, non è che Meo Sacchetti veda la pallacanestro troppo diversamente, anzi. E quindi, ça va sans dire

SENEGAL

Per gli Azzurri è di sicuro l’avversario da tenere più in considerazione nella fase a gironi. Non tanto per il talento complessivo quanto per le caratteristiche atletiche soprattutto del reparto lunghi. I nomi di spicco, a tal proposito, sono quelli di Ndoye e Ndour. Il primo è un centro muscoloso e tecnico, il secondo un’ala forte esplosiva e molto duttile (contro i nostri Polonara e Melli, comunque sia, potrebbe essere in difficoltà). Un altro big man interessante è Boubacar Toure, classe 2000 e lungo di grossa presenza nelle due aree.

Youssoupha-Ndoye-Senegal-2021
Youssupha Ndoye schiaccia ed è lui il veterano di questo gruppo 2021 (fiba.basketball)

Per il resto, escluso Henry, negli spot dall’1 al 3 si parla sì di buoni atleti (chi più versatile e pericoloso da oltre l’arco dei 6.75 come Ibrahima Faye e chi meno), sì di buoni difensori ma giocatori che gli esterni italiani possono agevolmente superare. Occhio di riguardo per Badio, comboguard tiratrice, in passato astro nascente del Barcellona e che adesso, a 21 anni, è ad una sorta di bivio della carriera: eccellere o restare nella “mediocrità”.

A complicare la situazione per gli africani è arrivato il COVID: dopo l’ultima amichevole in Germania, nel gruppo squadra sono stati riscontrati 4 positivi e perciò il Senegal non ha ancora possibilità di volare su Belgrado.

AGGIORNAMENTO: Il Senegal è stato costretto a rinunciare al Preolimpico causa stringenti leggi tedesche che non hanno permesso agli africani verso Belgrado. Di conseguenza, Italia e Porto Rico sono già in semifinale.

Il roster

Pierria HENRY, G, Baskonia (SPA)
Alkaly NDOUR, G, AS Douane (SEN)
Brancou BADIO, G, Barcellona B (SPA)
Jean-Jacques BOISSY, G, AS Douane (SEN)
Cheikh Bamba DIALLO, G, AS Douane (SEN)
Mouhamed Alga NDIAYE, G, Ryerston University (CAN)
Makhtar GUEYE, A, California Baptist University (USA)
Mamadou FAYE, A, AS Douane (SEN)
Pape Moustapha DIOP, A, DUC Dakar (SEN)
Maurice NDOUR, A, Zhejiang Bulls (CHN)
Ibrahima Fall FAYE, A, AS Monaco (FRA)
Youssoupha NDOYE, C, Real Betis Siviglia (SPA)
Boubacar TOURE, C, Rouanne (FRA)

Coach: Mamadou GUEYE (AS Douane, Senegal)

La stella

Pierria HENRY: il playmaker del Baskonia è l’unico esterno di rilievo a disposizione degli africani e uno che non si fa problemi a ergersi a leader della squadra, nonostante sia letteralmente l’ultimo arrivato nel gruppo. Il nostro agente speciale difensivo, Alessandro Pajola, dovrà esprimersi al massimo per limitare le scorribande del capobranco del Senegal, soprattutto in contropiede e semi-transizione, situazioni in cui è eccezionale nel mettere in ritmo i compagni.

La possibile sorpresa

Ibrahima Fall FAYE: tra i giocatori più sottovalutati del Senegal ci potrebbe essere Ibrahima Fall Faye, uno dei tanti tasselli vincenti del Monaco campione in Eurocup. Ala di 206 cm, Faye è un giocatore molto dinamico, capace di difendere su tutti i ruoli, buon tiratore e uomo dal rendimento costante per tutti i 40′. Potrebbe essere un fattore in questo preolimpico.

PORTO RICO

L’Italia ha incontrato recentemente il Porto Rico nella finalina per il 7°-8° posto della FIBA World Cup 2019, quando gli azzurri, in una gara senza nulla in palio, rimontarono da -25 e vinsero ispirati da un super Tessitori. Quest’ultimo sta ora recuperando da guai fisici ma, comunque sia, l’Italia ha molte più armi per riuscire ad avere la meglio. Le stelle di Porto Rico sono Browne, combo-guard dal talento offensivo rimarchevole, e Piniero, ala dal potenziale forse non del tutto inespresso nel corso della carriera. Accanto a loro, fari puntati su Gian Clavell, unico altro portoricano ad aver giocato ad alto livello internazionale.

Anche “El Huracán Azul” ha degli assenti di lusso (Renaldo Balkman, Shabazz Napier e JJ Barea) ed è colmo di debuttanti a questo livello. Conditt IV è un lungo molto acerbo ma dall’atletismo notevole (specie se innescato a dovere in taglio da Browne), Andujar è una guardia potente ma tutta da valutare contro i nostri Azzurri, Gandia è un altro esterno duttile ma non così pericoloso. Sul resto del collettivo, ci sono ancora più dubbi riguardo la possibilità di dare un contributo accettabile. Insomma, per l’Italia l’avversario è più che abbordabile (a maggior ragione considerando che anche Porto Rico pecca di centimetri tra ali e centri).

Il roster

Emmanuel ANDUJAR, G/A, Santeros de Aguada (PUR)
Gary BROWNE, G, Dolomiti Energia Trento
Isaac SOSA, G, Atleticos de San German (PUR)
Ivan GANDIA, G, C2S AEL Limassol (CYP)
Gian CLAVELL, G, Promitheas Patrasso (GRE)
Gilberto CLAVELL, A, Santeros de Aguada (PUR)
Christopher ORTIZ, A, Brujos de Guayama (PUR)
Timajh PARKER RIVERA, A, Caballos de Cocle (PAN)
Isaiah PINIERO, A, VEF Riga (LET)
Arnaldo TORO BAREA, A, St John’s Red Storm (NCAA)
George CONDITT IV, A/C, IOWA State Cyclones (NCAA)
Jorge DIAZ, C, Piratas de Quebradillas (PUR)

Coach: Eddie CASIANO (Piratas de Quebradillas, PUR)

Gary-Browne-Porto-Rico-2019
Gary Browne in palleggio con la maglia di Porto Rico (fiba.basketball) 2019

La stella

Gary BROWNE: lo abbiamo conosciuto bene quest’anno a Trento, dove ha dimostrato talento (cristallino e incostante) e una leadership ammirevole. Con il suo Porto Rico, Browne ha innalzato esponenzialmente il proprio livello anno dopo anno, segnando canestri difficili in 1vs1 e mettendo in ritmo i compagni. Come sanno in Trentino, comunque sia, con il playmaker di Trujillo Alto non si sa troppo spesso che carta viene pescata dal mazzo: o una scheggia impazzita che attacca “incoscientemente” il ferro e commette falli banali. Oppure, come sperano i centramericani, una star inarrestabile.

La possibile sorpresa

Gian CLAVELL: più che sorpresa, Clavell potrebbe sfruttare la scia di un’ottima seconda parte di stagione a Patrasso (ne ha anche messi 45 nei playoff di lega greca contro l’AEK Atene) per dare una svolta definitiva alla propria carriera. Il 27enne di Caguas è un tiratore sopraffino dotato di una stazza notevole per la taglia (193 cm). L’uomo perfetto che Sacchetti potrà mettergli sulle sue piste sarà Tonut, chiamato principalmente a non metterlo in striscia.

Girone A

SERBIA

Inutile sottolineare che siano i favoriti, nonostante i tanti forfait illustri (Jokic, Bogdanovic, Milutinov, Lucic, Guduric e Pokusevski su tutti), un allenatore nuovo (Igor Kokoskov, campione d’Europa nel 2017 con la Slovenia e attuale coach del Fenerbahçe) e l’arma a doppio taglio del giocare in casa un torneo del genere (l’Italbasket 2016 di Torino ne sa qualcosa). Questa squadra può puntare comunque su un centro che in NBA dice la sua da anni come Marjanovic, sull’MVP dell’Eurolega (Micic), sull’MVP delle finali di LBA (Teodosic), su giocatori solidi, playmaker aggiunti e duttili (Kalinic, Davidovac, Avramovic e Dobric) e un jolly dal grande talento ma abbastanza imprevedibile (Bjelica).

Boban Marjanovic Serbia 2019
Boban Marjanovic potrebbe farci davvero del male, specie come ricevitore degli assist di Milos e Micic (fiba.basketball) 2019

Il problema per l’Italia, oltre al talento diffuso tra gli slavi, sono gli accoppiamenti che, sulla carta, sembrano piuttosto sfavorevoli. Nel reparto lunghi in particolare, gli Azzurri potrebbero far fatica a contenere la fisicità serba, data l’assenza di corpi adatti da piazzare su Marjanovic e scatenando così rotazioni difensive difficilmente efficaci contro trattatori di palla del calibro di Teodosic, Micic, Jovic, Andjusic o anche il sottovalutato Avramovic. Su che piano dovrebbero metterla gli Azzurri in caso di semifinale/finale?

Sicuramente l’Italia dovrà sfruttare la maggiore rapidità dei propri “falsi centri” per correre e tirare tanto in transizione in puro stile “Sacchettiano”. Melli e Polonara sono difficilmente arginabili in single coverage dagli slavi che non hanno dei lunghi così dinamici sulla carta (escluso Petrusev). Uno dei difetti più visibili della Serbia (almeno in era Djordjevic) era lo “specchiarsi” nel proprio gioco champagne, prestando così il fianco a blackout difensivi e palle perse di supponenza. Riuscirà coach Kokoskov a pulire queste imperfezioni?  

Il roster

Milos TEODOSIC, G, Virtus Segafredo Bologna (ITA)
Stefan JOVIC, G, svincolato (ex Khimki)
Vasilije MICIC, G, Anadolu Efes (TUR)
Danilo ANDJUSIC, G, JL Bourg-En-Bresse (FRA)
Nikola KALINIC, A, Valencia (SPA)
Nemanja BJELICA, A, Miami Heat (NBA)
Ognjen DOBRIC, A, Stella Rossa Belgrado (SRB)
Dragan MILOSAVLJEVIC, A, Mega Belgrado (SRB)
Aleksa AVRAMOVIC, A, Movistar Estudiantes (SPA)
Dejan DAVIDOVAC, A, Stella Rossa Belgrado (SRB)
Filip PETRUSEV, A/C, Mega Belgrado (SRB)
Dalibor ILIC, A, Igokea (SRB)
Boban MARJANOVIC, C, Dallas Mavericks (NBA)

Coach: Igor KOKOSKOV (Fenerbahçe, TUR)

La stella

Vasilije MICIC: con Bogdanovic e Jokic non a disposizione, l’MVP e campione d’Eurolega in carica potrebbe per la prima volta ergersi a leader anche della propria Nazionale. Accanto avrà Teodosic e questo apre ulteriori spazi per i suoi magistrali 1vs1. Attenzione al pick and roll con Marjanovic, arma tattica potenzialmente immarcabile dagli Azzurri.

La possibile sorpresa

Filip PETRUSEV: classe 2000, l’ala/centro del Mega Belgrado è uscito un anno fa da Gonzaga University e ora è pronto a spiccare il volo in Europa. Petrusev ha fondamentali di altissimo livello e nelle ultime amichevoli con la Serbia ha giocato da backup di Marjanovic. Tuttavia, dati i 211 cm e una mobilità di piedi invidiabile, contro l’Italia potremmo vederlo giocare anche da ala grande per sfruttare le maggiori leve nei confronti dei nostri lunghi.

REPUBBLICA DOMENICANA

La Repubblica Domenicana potrebbe essere, se tutto dovesse andare secondo pronostico della vigilia, l’avversaria dell’Italia in semifinale. Anche questa Nazionale ha parecchie assenze pesanti (Karl-Anthony Towns e Al Horford le più note ma anche Angel Delgado, Edgar Sosa, James Feldeine) e perciò si affida ad un roster fisicamente non rilevante e da un quantitativo di talento medio-basso. La loro fortuna è che le Filippine teoricamente son messi anche peggio di loro…

Il punto forte dei caraibici è sicuramente il reparto guardie, con Torres Cuevas, Solano e Liz sugli scudi, nonostante non siano proprio degli attaccanti dalle infinite abilità. Il primo è un playmaker “puro”, molto abile in penetrazione e nel mettere in ritmo i compagni soprattutto in transizione, il secondo è principalmente un tiratore mentre il terzo è la guardia più imprevedibile della squadra. Tra le ali, il riferimento è Sadiel Rojas, solido 3&D e buon collante.

La Repubblica Domenicana ha un gruppo versatile dal punto di vista atletico e cercherà quindi di correre a più non posso. Questo non dovrebbe preoccupare gli Azzurri in un ipotetico scontro in semifinale, così come l’assenza di centri di alto livello (e neanche dalla così grande stazza)

Il roster

Andreas FELIZ SARITA, G, Club Basquet Prat (SPA)
Brandone FRANCIS RAMIREZ, G, Global Sport 21 LLC (COL)
Gelvis SOLANO, G, Trillizos de Medellin (COL)
Michael TORRES CUEVAS, G, Real Betis (SPA)
Adonys HENRIQUEZ, G, Club Ourense Baloncesto SAD (SPA)
Victor LIZ, G, Leones de Ponce (PUR)
Rigoberto MENDOZA, G, Santeros de Aguada (PUR)
Gerardo SUERO, A, Las Fieras de la Villa (DOM)
Angel NUNEZ CASTILLO, A, Mets de Guaynabo (PUR)
Sadiel ROJAS, A, UCAM Murcia (SPA)
Luis SANTOS, C, Barneso (DOM)
Jhonatan ARAUJO, C, Club Atletico Penarol (URU)

Coach: Orlando ANTIGUA (assistente a Kentucky University, NCAA)

Victor Liz Repubblica Domenicana 2019
Victor Liz con la maglia della sua Repubblica Domenicana (fiba.basketball) 2019

La stella

Victor LIZ: guardia pura, Liz è l’uomo che più di tutti nel recente passato ha sposato con ardore le avventure della Repubblica Domenicana tra le varie competizioni FIBA. Di talento nelle mani ce n’è da vendere, specie quando il difensore primario gli concede una linea diretta verso il canestro. Bravo in penetrazione, bravo nel crearsi il tiro in qualunque situazione, decente playmaker aggiunto. Sulla difesa, invece, il 35enne di Santiago de los Caballeros non è esente da pecche (eufemismo…).

La possibile sorpresa

Sadiel ROJAS: un capobranco nell’ombra, dato che non ama prendersi troppi riflettori con la palla tra le mani. Senza dubbio, però, Rojas è il giocatore più costante della Repubblica Domenicana e colui che si è costruito una carriera di successo in un palcoscenico di livello rimarchevole (dal 2014 è all’UCAM Murcia in ACB). Ala di 198 cm, Rojas è un 3&D con buone abilità spalle a canestro sia per playmaking che per movimenti individuali. Dovrà essere bravo a non “nascondersi” e ad essere una costante minaccia per gli avversari.

FILIPPINE

La Nazionale filippina è subentrata lo scorso febbraio in seguito alla rinuncia della Nuova Zelanda di partecipare al torneo di Belgrado. La scelta degli oceanici è dovuta principalmente a motivi economici: difatti, sapendo di avere pressoché nulle chances di qualificazione, la federazione neozelandese ha deciso di non sobbarcarsi un viaggio dispendioso.

Tornando agli asiatici, essi si confermano una formazione “tascabile”, piena di guardie piccole e scattanti seppur non dotate di moltissimo talento, ad essere proprio generosi… Non ci sarà a Belgrado il “veterano” Andray Blatche e quindi i riflettori saranno puntati sui due centri Kai Sotto e Kakou Kouame, gli unici giocatori veramente fisici dei filippini. Per il resto, l’ala dinamica Justine Baltazar, il pestifero Abarrientos e il cecchino Dwight Ramos sono delle sufficienti alternative con la palla tra le mani. Tutto sommato però, sia Repubblica Domenicana che ovviamente Serbia sono avversarie di ben altro livello e qualità.

Il roster

Javier GOMEZ DE LIANO, G, Up Fighting Maroons (PHI)
Rhon ABARRIENTOS, G, Far Eastern University (PHI)
George Isaac GO, A, Terra Firma Dyip (PHI)
Jordan HEADING, G, Blackwater Elite (PHI)
Francis LOPEZ, G, Ateneo de Manila University (PHI)
Shaun CHIU, C, Ateneo de Manila University (PHI)
Dwight RAMOS, G, Ateneo Blue Eagles (PHI)
Samjosef BELANGEL, G, Ateneo de Manila University (PHI)
Justine BALTAZAR, A, De La Salle University (PHI)
Carl TAMAYO, A, Up Fighting Maroons (PHI)
Kai SOTTO, A/C, Adelaide 36ers (AUS)
Angelo KOUAME, C, Ateneo de Manila University (PHI)

Coach: Thomas “Tab” BALDWIN (non allena in club)

La stella

Kai SOTTO: l’idolo della propria Nazionale non si è potuto dichiarare per il draft NBA 2021 perché ha terminato la high school solo lo scorso aprile. Il 19enne di 218 cm, membro dell’Ignite Team di G-League fino allo scorso febbraio, dovrà aspettare il prossimo anno per provare la difficile scalata nell’Olimpo americano. Intanto in questo preolimpico sarà interessante vederlo contro avversari di alto livello. Kai vanta un’ottima tecnica per la stazza e con la mano mancina sa anche pennellare notevoli linee di passaggio per i compagni.

Kai Sotto Filippine 2021
Kai Sotto in maglia Filippine 2021 (fiba.basketball)

La possibile sorpresa

Angelo KOUAME: classe ’97 e bestione di 213 cm, Kouame non è proprio un fine dicitore della palla a spicchi ma per impatto sotto i due ferri potrebbe guadagnarsi visibilità per il proprio futuro. Giocatore tutto da costruire, tecnica da migliorare e “sgrezzare”, buon rimbalzista e buon rollante. Gli ingredienti per fare uscire una portata non malvagia ci sarebbero. Vediamo se qualcuno ci vuole scommettere sopra…

Torneo preolimpico di Victoria

Gruppo A: Grecia, Cina, Canada
Gruppo B: Uruguay, Repubblica Ceca, Turchia

Partiamo subito da un fatto. Degli “Antetokounbros” ci sarà solo Kostas (quello che ha passato la stagione sul fondo della panchina dei Lakers), per il quale è previsto l’utilizzo soprattutto come centro atipico da backup di Georgios Papagiannis. La Grecia sarà comunque una Nazionale su cui saranno puntati parecchi, nonostante il forfait dell’ultimo momento di Vassilis Spanoulis per un infortunio al polpaccio (il quale ha anche definitivamente chiuso la sua carriera).

Al posto della leggenda dell’ex Olympiacos, ci sarà il solito duo extra-lusso in cabina di regia Kostas Sloukas-Nick Calathes, l’emergente ala/centro dell’Olimpia Milano Dinos Mitoglou (che prenderà lo spot da titolare dall’assente Printezis) e un trio di cagnacci come Ioannis Athinaiou, Giannaoulis Larentzakis e Leonidas Kaseladis. Tuttavia, nonostante alcuni nomi altisonanti, questa Grecia è sia abbastanza anziana come carta d’identità (e con conseguenti lacune fisiche e difensive) che povera di talento complessivo, in particolar modo negli spot di guardia ed ala piccola.

Kostas-Sloukas-Grecia-2019
Kostas Sloukas in maglia Grecia nella FIBA World Cup 2019 (fiba.basketball)

I canadesi allenati da Nick Nurse (uno che a Toronto conoscono abbastanza bene…) sono invece i favoriti per vincere il proprio torneo casalingo. I nordamericani rappresentano uno dei più grandi “what if” della storia cestistica recente tra Nazionali, data l’assenza continua, chi per un motivo chi per un altro, di molti protagonisti NBA. Al preolimpico di Victoria, sebbene privi dei lungodegenti Jamal Murray e Shai Gilgeous-Alexander, il Canada si presenta ai nastri di partenza con un roster spaventoso: in cabina di regia si alterneranno Nickeil Alexander-Walker e Cory Joseph; nello spot di guardia ci saranno Lu Dort e Mychal Mulder; per quanto riguarda il reparto ali c’è l’imbarazzo della scelta tra Andrew Wiggins, R.J. Barrett, Melwin Ejim, Aaron Doornekamp e il redivivo Anthony Bennett; tra i centri, Trey Lyles e Dwight Powell possono garantire ulteriore solidità e duttilità.

Coach Nurse non ha mai avuto in passato la possibilità di creare una chimica di squadra con questo gruppo. L’unica vera incognita che accompagnerà il Canada nel suo Preolimpico è proprio la scarsa conoscenza reciproca. Dovessero risolvere subito il problema, gli avversari devono farsi il segno della croce…

Andrew Wiggins Canada 2015
Andrew Wiggins, probabile stella del Canada, non gioca in Nazionale dall’AmeriCup 2015 (fiba.basketball)

La squadra materasso del girone A è la Cina. Gli asiatici saranno a Victoria senza la loro stella dalle mille battaglie, Yi Jianlian, e di conseguenza le chances di concludere il preolimpico senza vittorie si alzano ulteriormente. Il roster è prettamente inesperto e non ha quasi mai calcato palcoscenici internazionali di alto livello. Se proprio bisogna scegliere un paio di buoni giocatori, si può puntare sull’ala forte Peng Zhou, il pretoriano in cabina di regia Qian Wu e soprattutto la “stella inespressa”, Qi Zhou, centro di 212 cm dal tocco fatato ma con fisico e attitudine difensiva ancora work in progress.

Il girone B è qualitativamente di livello inferiore e qui la Turchia dovrà farla da padrone. La squadra allenata da coach Orhun Ene non è quella dei tempi di Turkoglu&Co capace di raggiungere la finale dei Mondiali del 2010 ma ha comunque un roster molto interessante. Un nome su tutti catturerà le luci della ribalta: il 19enne Alperen Sengun pronto a spiccare il volo in NBA come centro dal raro talento. Direttamente dal campionato americano dove sta per approdare arrivano anche Cedi Osman, leader nel recente passato della propria Nazionale soprattutto nei possessi decisivi, Furkan Korkmaz, consacratosi come specialista nei Sixers e atteso ad una grande prestazione, e il veterano Ersan Ilyasova.

Da tenere in considerazione la mira da oltre l’arco di Melih Mahmutoglu, la solidità di Sertac Sanli come centro di riserva e il duttile duo di ali Metecan Birsen-Dogus Ozdemiroglu. Il praticamente nullo vissuto alle spalle di questo collettivo e l’importante talento individuale a disposizione pongono la Turchia come mina vagante del torneo di Victoria. Peccato, però, per l’assenza dell’ultim’ora di Shane Larkin causa problemi all’ernia del disco. Con lui, la formazione di coach Kenem Tunceri avrebbe potuto davvero impensierire il Canada per il successo finale.

Alperen Sengun Turchia 2021
Alperen Sengun in maglia Turchia 2021 (fiba.basketall)

L’altra candidata del gruppo B destinata a raggiungere le semifinali è l’emergente Repubblica Ceca, squadra reduce dal 6° posto nei Mondiali in Cina nel 2019 e tutta incentrata sul duo Tomas Satoransky (molto altalenante nel suo anno ai Bulls) – Jan Vesely (centro del Fenerbahçe dominante in Europa per ¾ di una stagione chiusa in netto calando). Il loro pick and roll porterà i cechi a giocare ad altissimo ritmo e a mettere in moto una folta batteria di tiratori guidata Lukas Palyza, Jaromir Bohacik e Blake Schilb.

Il veterano Patrik Auda e il centrone Ondrej Balvin aiuteranno ad aumentare il tonnellaggio di una Nazionale leggera, non così colma di talento ma bravissima a vestire i panni dell’underdog. Alla fine, il preolimpico è un torneo di partite senza domani, da dentro o fuori. Per questo motivo, la pimpante Repubblica Ceca potrebbe fare lo scherzetto a una Canada, Turchia o Grecia del caso.

A chiudere il girone c’è il meno quotato Uruguay. Paese emergente nel panorama cestistico internazionale, i sudamericani sono guidati dall’esperto coach Ruben Magnano e non hanno giocatori abituati ad esprimersi al di fuori dei poco competitivi confini nazionali, esclusi Bruno Fitipaldo (attualmente a Tenerife e guardia dal classico estro sudameticano) e Jayson Granger (un bel mastino difensivo e uomo che non vorresti mai avere conro). L’Uruguay non è comunque una squadra da sottovalutare, data l’importante fisicità (c’è sempre il centro ex Milano Esteban Batista sotto le plance) e un bel gioco corale. Di talento diffuso ce n’è pochino ed è concentrato principalmente nelle mani del playmaker Luciano Parodi. Federico Haller, stazzata ala grande dalla mano morbida, è spesso il suo preferito sparring partner. Purtroppo per loro, però, il torneo di Victoria è il peggiore in cui potessero capitare.

Torneo preolimpico di Spalato

Gruppo A: Germania, Russia, Messico
Gruppo B: Tunisia, Croazia , Brasile

La favorita nel gruppo A del torneo di Spalato sembra essere senza alcun dubbio la Germania, squadra anch’essa non al completo (mancano giocatori NBA come Dennis Schroder, Maxi Kleber e Daniel Theis). I tedeschi sono un gruppo rodato, soprattutto in un reparto lunghi in cui Johannes Voigtmann, Danilo Barthel, Robin Benzing, Mo Wagner e Johannes Thiemann possono fare la voce grossa e sfruttare la loro versatilità. Questi cinque sono tutti ottimi tiratori da fuori e playmaker aggiunti dalla punta (a maggior ragione considerando l’assenza di Schroder).

Sugli esterni, c’è curiosità attorno ad Isaac Bonga, guardia degli Washington Wizards di una taglia fisica fuori categoria per l’Europa ma spesso incapace di autogestirsi, mentre Maodo Lo è una certezza da playmaker soprattutto nel clutch time. Niels Giffey, Jan Winberg e Andreas Obst sono tre sottovalutati collanti e 3&D. Infine, occhio a Joshiko Saibou, la sorpresa del torneo preparatorio di Amburgo, combo-guard di rottura in uscita dalla panchina con tanti punti nelle mani.

Johannes Voigtmann Robin Benzing Danilo Barthel Germania 2019
I tre pilastri tedeschi: da sinistra a destra, Robin Benzing, Johannes Voigtmann e Danilo Barthel 2019 (fiba.basketball)

Il principale inseguitore dei tedeschi sarà la Russia, un collettivo colmo di acclamati role players ma povero di grandi stelle (a meno che Timofey Mozgov salga sulla DeLorean e torni quello pre-infortunio al ginocchio). Tra gli esterni, le principali bocche da fuoco saranno Mikhail Kulagin, eccellente tiratore, e Artem Komolov, esploso in stagione al Nizhny Novgorod e giocatore letale soprattutto senza palla e in penetrazione. Evgenii Baburin, Ivan Ukhov e Ivan Strebkov completeranno il backcourt a suon di triple e pressione difensiva mentre tra le ali sarà interessante vedere il rendimento di Anton Astapkovich, anche lui reduce da un’ottima annata al Nizhny Novgorod e un giocatore duttile con insospettabile rapidità di piedi.

Semen Antonov, Nikita Kurbanov e Andrey Vorontsevich, infine, porteranno quell’ulteriore quota di esperienza che in una competizione come il preolimpico non fanno mai male. Come detto, manca del talento, manca dell’atletismo, manca qualcosina in tutti i ruoli. Però, vuoi o non vuoi, la Russia resta una Nazionale consolidata a livello internazionale e contro cui Germania e (presumibilmente) Croazia dovranno tenere massima l’attenzione.

Andrey-Vorontsevich-Russia-2019
Andrey Vorontsevich è il giocatore russo con più esperienza e carisma internazionale (fiba.basketball) 2019

A completare il gruppo A c’è il Messico, la cui decisione riguardo la sospensione della FIBA per interferenza del governo nello sport nazionale è stata rimandata al 2022. Ciò sta permettendo ai centroamericani di partecipare alle maggiori competizioni internazionali FIBA, incluso questo preolimpico. Coach Quintero Pareda avrà a disposizione un roster di esperienza e prestanza fisica. Innanzitutto, ci sarà la colonna portante da anni della Nazionale messicana, il centro Gustavo Ayon, pronto ad essere coinvolto e a coinvolgere il furetto Paul Stoll. Già solo questo asse play-pivot potrebbe creare parecchi problemi a tutte le avversarie del torneo. Da segnalare poi Orlando Mendez, altro esterno che gioca spesso lontano dalla palla, e il duo Fabian Jaimes-Daniel Amigo come ali dinamiche utilizzate anche come centri atipici. Il gruppo è abbastanza rodato, mancano centimetri e talento soprattutto tra gli spot 3 e 4 ma il Messico ha comunque le abilità per non sfigurare.

Gustavo Ayon Messico 2019
Gli anni passano anche per Gustavo Ayon. Le primavere alle spalle sono già 36 ma questo non lo priva dal dare anima e corpo per il suo Messico (fiba.basketball 2019)

I favoriti per il torneo di Spalato restano, comunque sia, gli ospitanti della Croazia, trascinati dai due fari Bojan Bogdanovic-Mario Hezonja. Questa coppia di ali potrebbe essere davvero immarcabile per chiunque, dato il loro senso del canestro e una rapidità, unita alla stazza per il ruolo, rimarchevole per l’area FIBA. Anche sotto canestro gli slavi sono messi piuttosto bene, soprattutto in termini di tecnica e mano educata, con Ante Zizic e Miro Bilan (più il veterano Darko Planinic). Nel backcourt, oltre all’uomo dalle mille battaglie Roko-Leni Ukic, ci sono i giovani e inesperti Mateo Dreznjak e Antonio Jordano. A completare il reparto ali c’è Luka Babic, un mezzo lungo mancino dagli ottimi fondamentali.

Tutto sommato, questa Croazia è forte ma non fortissima, soprattutto nella propria metà campo (né Zizic né Bilan sono delle muraglie sotto canestro mentre tra le guardie il computo potrebbe essere più remunerativo). Sono assenti, causa playoff NBA, Ivica Zubac e Dario Saric, due pedine che sarebbero certamente stati degli upgrade di rilievo. Giocano in casa, con il pubblico di Spalato pronto a mettere anche pressione sui propri beniamini. Le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo…

Bojan Bogdanovic Turchia 2016
L’ultima comparsata in un preolimpico di Bojan Bogdanovic ce la ricordiamo bene, ahinoi… (fiba.basketball 2016)

Una formazione molto temibile per i padroni di casa è il Brasile allenato da Aza Petrovic. I sudamericani si presentano a Spalato con il solito mix di estro, “mestiere” e stazza imprevedibile per gli avversari. Le chiavi della squadra saranno affidate, ancora una volta, a Marcelinho Huertas, letteralmente immarcabile quest’anno a Tenerife, e Anderson Varejao, centro anche lui al tramonto di una carriera infinita. Da contorno ci saranno i soliti guerrieri che provano a fare pugni con “Father time”, ossia Rafael Heittsheimer e il 41enne Alex Garcia, e l’atletismo di Bruno Caboclo.

Attenzione poi alla leadership dei tiratori Rafa Luz e Vitor Benite, bravi anche nel pescare i lunghi (occhio al centro Lucas Mariano). I verdeoro sono praticamente sempre gli stessi da almeno un lustro, si conoscono a menadito e potrebbero sfruttare il loro affiatamento per sorprendere le contendenti meno rodate. Certo, giocare ipoteticamente 4 partite in 5 giorni non sarà un loro punto a favore ma un volpone dalla panchina come il fratello del grande Drazen saprà gestire al meglio le rotazioni.

Anderson Varejao Bruno Caboclo Alex Garcia Brasile 2019
Anderson Varejao, Alex Garcia e Bruno Caboclo in maglia Brasile (fiba.basketball) 2019

A chiudere il gruppo B c’è la Tunisia, squadra dal gran prospetto (soprattutto atletico) ma non all’altezza delle altre competitors. La stella è il centro Salah Mejri, lungo tecnico che si è costruito una carriera più che dignitosa tra Real Madrid ed NBA. Accanto a lui, occhio a Oussama Marnaoui, guardia/ala molto dinamica e con ottimo potenziale per il futuro, e all’esperta guardia Mouhrad El Mambrouk.

Torneo preolimpico di Kaunas

Gruppo A: Lituania, Corea del Sud, Venezuela
Gruppo B: Polonia, Slovenia, Angola

A Kaunas si prospetta un duello altamente spettacolare tra i padroni di casa e la Slovenia. I lituani saranno principalmente a trazione anteriore, vista la presenza del duo di centri dalla grande padronanza tecnica Domantas Sabonis-Jonas Valanciunas (grande attesa soprattutto sul secondo per valutare la sua crescita anche in area FIBA). Per allargare il campo, la formazione di coach Adomaitis si affiderà al cecchino della Dinamo Sassari, Eimantas Bendzius, e alla costanza dell’ex duo del Lokomotiv Kuban, Mindaugas Kuzminskas e Mantas Kalnietis.

C’è molta curiosità attorno alla stella emergente con ambizioni NBA Rokas Jokubaitis. Tomas Dimsa e Rokas Giedraitis sono due guardie solide, con mano calda da oltre i 6.75 e possibili varianti difensive considerando le scarse qualità dei compagni di reparto. La Lituania avrà la pressione/onere di giocare davanti al proprio calorosissimo pubblico. In questo, un roster pieno di veterani può aiutare molto. I baltici non saranno appariscenti e atletici ma hanno un roster fisico, solido e che sa giocare tornei di questo tipo. Infine, nonostante la presenza dei due lunghi in NBA, aspettiamoci un coinvolgimento nel clutch time di Marius Grigonis, nuova stella del CSKA Mosca, e del “piccolo” Lukas Lekavicius, un altro che per attributi non è secondo a nessuno.

Domantas Sabonis Jonas Valanciunas Lituania 2019
Domantas Sabonis e Jonas Valanciunas durante la FIBA World Cup del 2019 (fiba.basketball)

Capitolo Slovenia, la notizia più bella riguarda la presenza di Luka Doncic nel roster del debuttante coach Aleksander Sekulic. La star dei Mavericks, in seguito alla vittoria ad Euro2017 accanto agli oggi assenti Anthony Randolph e Goran Dragic, è pronto a trascinare la sua Nazionale ad un traguardo a dir poco storico. I suoi “Robin” saranno Klemen Prepelic, tiratore micidiale del Valencia, Jaka Blazic, ala versatile bravissima ad attaccare il ferro, e Zoran Dragic, versione “lite” del fratello Goran ma pur sempre un ottimo attaccante.

Imprevedibile l’apporto che potrà dare Vlatko Cancar, ala in fondo alle rotazioni dei Denver Nuggets e potenzialmente un jolly immarcabile per qualunque avversario del torneo. Sotto canestro, come da tradizione slovena, non mancheranno durezza e fisicità con Ziga Dimec mentre il neo-naturalizzato Mike Tobey porterà pericolosità dal perimetro e sarà un bersaglio di lusso per gli scarichi di Doncic. Attenzione anche a Luka Rupnik, variabile impazzita dalla panchina come playmaker di riserva.

Luka Doncic Slovenia 2017
Luka Doncic con la maglia della sua Slovenia quando vinse, a 18 anni, EuroBasket 2017 (fiba.basketball)

Gli avversari della Lituania nel gruppo A saranno le ben inferiori Corea del Sud e Venezuela. Gli asiatici hanno una prima (e unica punta) in Ricardo Ratliffe, conosciuto anche con il nome di Ra Gun-ah, ala-centro di 203 cm tutta fisico e decente tecnica. Per quanto riguarda il resto del repertorio sudcoreano, un giovane da tenere d’occhio è Hyunjung Lee, ala del college americano di Davidson dagli ottimi fondamentali. Anche per lui, comunque sia, c’è da pagare lo scotto di aver fatto molto bene in una Nazionale e contro avversari neanche lontanamente avvicinabili al valore della Lituania.

I sudamericani, invece, sono un gruppo coeso, dotato di buona stazza ma dal talento di poco superiore a quello della Corea del Sud. Il Venezuela ha il punto di riferimento nei due Vargas, Gregory e Jose, delle variabili impazzite che potrebbero regalare le semifinali ai Vinotintos. Yohanner Sifontes è un decente esterno per il livello mentre Michael Carrera è un altro pezzo forte da tenere in considerazione, data la rapidità di piedi e la tecnica discreta in post-basso per uno dei tanti mezzi lunghi a disposizione di coach Duro.

Di ben altra caratura le avversarie della Slovenia nella fase a gironi. La Polonia, soprattutto, ha un roster molto affiatato, fisicamente rilevante anche se non troppo ricco di talento nel reparto lunghi. Le veci del leader saranno a carico di Mateusz Ponitka, ala potente e tuttofare dello Zenit esplosa definitivamente questa stagione, e AJ Slaughter, combo-guard passaportata dagli USA capace di segnare 20 punti nel sonno, a maggior ragione in una competizione “secca” di questo tipo. Accanto a loro ci saranno i veterani Aaron Cel, Damian Kulig e Adam Hrycaniuk, trio di lunghi moderni e diversi (specie l’ultimo, un centrone dai gomiti ben “appuntiti”) che offrono svariate alternative a coach Mike Taylor.

Anche nello slot di guardia/ala piccola, la Polonia va sul sicuro con il trevigiano Michal Sokolowski che tanto abbiamo imparato ad apprezzare nell’ultima annata nei nostri confini (mancherà però una pedina importante del recente passato come Adam Wacynzski). Infine, troverà sicuramente minuti Aleksander Balcerowski, centro 20enne di 215 cm nominato miglior giovane dell’Eurocup 2020/21. Le sue mani sono già di altissimo livello mentre sia in protezione del ferro che in mobilità di piedi il pestifero Doncic potrebbe metterlo in difficoltà sui cambi difensivi.

Mateusz Ponitka Polonia 2019
Mateusz Ponitka in palleggio con AJ Slaughter sullo sfondo 2019 (fiba.basketball)

Nel gruppo B poi c’è l’Angola, squadra dalla grande stazza in tutti i ruoli e capeggiata da Yannick Moreira, centro che in Europa ormai è diventata una costante. È lui il giocatore dotato di maggior tecnica individuale per gli africani, assieme alla point guard tiratrici Pedro Bastos. Ci sono poi il 42enne Eduardo Mingas, ala forte dal telaio rimarchevole per il chilometraggio, e gli scalpitanti Abou Gakou e Malick Cissé pronti a regalare spettacolo per un’Angola che, comunque sia, è la contendente con meno chances di passare alle semifinali.

LBA Serie A 2021/2022: la guida Overtime
Le squadre e tutti i giocatori che saranno protagonisti in questa nuova stagione di LBA Serie A sono...
Olimpiadi Tokyo 2020: il miglior quintetto maschile
Ecco i migliori cinque del torneo olimpico di pallacanestro maschile a Tokyo 2020 (più due menzioni extra)
Olimpiadi Tokyo 2020: Guida al Torneo di Pallacanestro Maschile
Ecco la guida targata Overtime in vista del torneo olimpico di pallacanestro maschile in cui finalmente...

POTREBBERO INTERESSARTI

Le indicazioni che ci ha lasciato il Mondiale 2023
A poco più di una settimana dalla fine del Mondiale 2023, un bilancio a 360° sul torneo iridato tra note...
Guida al Mondiale FIBA 2023
Inizia il Mondiale 2023, bisogna essere preparati.
È già passato un anno
Nel giorno dell'invasione russa, la nazionale ucraina giocava una partita di qualificazione al Mondiale...

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.

Overtime

Storie a spicchi

Non perdere nemmeno una storia. Iscriviti alla nostra newsletter.