Victor Wembanyama
Victor Wembanyama con la canotta della Francia

Mondiale Under 19 – Le stelle del torneo

Scopriamo i 5 giocatori dei quali non perdere nemmeno una partita al Mondiale. Per loro, un futuro assicurato.

Nel corso degli anni, sono stati molti i giocatori divenuti poi giocatori di altissimo livello passati per il Mondiale Under 19. All’edizione del 2019 hanno partecipato la maggior parte dei giocatori che nel corso di questa stagione hanno dominato le classifiche dei Mock Draft: Cade Cunningham, Jalen Suggs, Evan Mobley, Ziaire Williams, Jalen Green e Scottie Barnes solo per citarne alcuni.

Risulta lampante che la quantità di talento in un torneo del genere sia davvero elevata, e l’edizione di quest’anno non sarà sicuramente da meno.

Ecco a voi le stelle del torneo e del futuro della pallacanestro mondiale.

(Pezzo in collaborazione con Riccardo Crisci)

Victor Wembanyama – Francia

Partiamo dalla data di nascita: 4 gennaio 2004. Partiamo dall’altezza, 2.19 ufficiali, e partiamo da un video uscito lo scorso anno e che ha rapidamente fatto il giro del globo: siamo a Nanterre, e il miglior difensore NBA Rudy Gobert si diverte a giocare un 2v2 marcando il giovane Victor: impossibile non restare a bocca aperta in quei 5 minuti di filmati in cui ci vengono offerte un paio di azioni offensive di uno dei prospetti più unici mai visti prima.

Attacca frontale, con finte di corpo e palla degne del miglior esterno, Victor prende step back dal rilascio dolcissimo e attacca lo spazio senza palla destreggiandosi poi da sotto canestro con movimenti sul perno di notevole eleganza. Le leve sono infinite, cosi come è potenzialmente infinito il margine di miglioramento su cui lavorare, e basta ripensare ai progressi fatti registrare fino ad oggi rispetto a quando si presentò al pubblico internazionale partecipando agli europei under 16 di Udine nel 2019.

I miglioramenti tecnici uniti parallelamente ad una sapientissima gestione dello sviluppo della muscolatura lo hanno portato a disputare ben 18 gara in ProA francese con una media di 17 minuti in campo, 6.8pt, 4.7r e la bellezza di 1.9 stoppate (per lui anche 4 apparizioni in Eurocup sul finale di stagione).
Di cosa vogliamo parlare? Della capacità di prendere conclusioni dalla distanza che dimostrano un talento naturale al tiro, della coordinazione fuori da ogni logica in relazione all’età e alla lunghezza delle leve, della capacità di esser già un fattore difensivo per reattività e copertura degli spazi in area come dimostrano le quasi 2 stoppate di media in uno dei campionati-quello francese-dal tasso atletico forse migliore d’Europa? Scegliete voi, ma pescherete tutti aspetti del gioco in cui questa futura scelta al draft 2023 vi mostrerà una padronanza già ragguardevole e il sospetto che, davvero, solo il cielo sia il limite dell’ormai ex Nanterre pronto ad accasarsi all’Asvel di Tony Parker dove avrà la possibilità di assaggiare da vicino l’Eurolega. Il Mondiale Under 19 sarà un bel banco di prova per lui.

Video @LNB

Caleb Houstan – Canada

All’anagrafe recita 9 gennaio 2003, ma per il futuro giocatore di Michigan in uscita da Montverde Academy non sarà sicuramente un problema cimentarsi con ragazzi più grandi di un anno. Forte dei suoi 203cm e di una struttura fisica muscolosa e potente senza intaccare l’atletismo e l’agilità. Caleb rappresenta l’ennesima (potenziale) futura stella canadese, per una nazione che sta vivendo una sorta di Rinascimento cestistico.

Costruito secondo le più contemporanee filosofie di gioco, Caleb può attaccare il ferro 1v1 dove spesso a livello liceale lo abbiamo visto finire in schiacciata. Sa scaricare dopo ricezione come rollante sui pick and roll e trovare rapide soluzioni nel traffico, e soprattutto sa tirare da oltre l’arco dove la già educatissima mano (il rilascio è pura seta) lascia addirittura intendere ancora margini di miglioramento. Difensivamente è difficile indicare ora quale potrebbe esser il suo reale impatto sia a livello collegiale e soprattutto a livello di professionismo NBA, essendo il contesto liceale un banco di prova dove corpi cosi più avanti rispetto alla media generale incidono con una scontata efficacia (soprattutto a livello di protezione d’area), ma possiamo sicuramente dire che abbia fin qui mostrato una buona predisposizione sfruttando soprattutto una rapidità di piedi davvero notevole. Uno dei nomi per cui non bisognerebbe perdersi una singola gara del Canada al Mondiale Under 19.

Video @Courtside Films

Chet Holmgren – USA

Da qualche settimana, Chet Holmgren ha annunciato il proprio commitment ai Gonzaga Bulldogs per la prossima stagione, quando cercherà di guidare la revenge season degli Zags. Il big man nativo di Minneapolis è uno dei talenti più promettenti degli ultimi anni in uscita dall’High School, e si trova alla prima posizione nella maggior parte dei Mock Draft 2022.

Holmgren è un lungo di 2 metri e 13 per 85 chili, il che denota una conformazione fisica esile per l’altezza. Tuttavia, questa leggerezza gli permette di essere agile e mobile: fattori fondamentali per poter dominare il pitturato. Grazie ai suoi ottimi tempi di reazione ed anticipo, Holmgren è un rim protector di primo livello che tra un paio d’anni potrebbe avere un impatto immediato nella NBA. Offensivamente, ha un’ottima abilità nello spaziare il campo e creare varchi in area per i compagni e la sua arma principale è il tiro dal perimetro, sia direttamente dal palleggio che spot up. Al livello di high school la sua superiorità fisica e tecnica era tale da permettergli di avere un impatto costante anche in area: ottimo footwork e velocità di esecuzione.

La partita del 6 luglio contro l’Australia sarà un banco di prova interessante per lui, che si troverà di fronte giocatori atletici e mobili come Yaak Yaak, Akoldah Gak e Bol Dengdit. Oltre agli australiani, nel girone gli americani affronteranno la Turchia, che nonostante l’assenza di Alperen Sengun (il duello Holmgren-Sengun avrebbe riservato spettacolo) hanno degli ottimi nomi sotto le plance: Adem Bona è il giocatore di punta della formazione di Gokhan Guney e con la sua fisicità e potenza potrebbe mettere in difficoltà Holmgren.

Comunque di dubbi ce ne sono pochi: Chet Holmgren è uno degli uomini di copertina di questa competizione, e le prestazioni saranno tali da rispettare il suo status, poiché un talento come lui passa una volta ogni molti anni.

Video @FreshCoastHoops

Dyson Daniels – Australia

Dyson Daniels è probabilmente uno dei prospetti meno conosciuti tra quelli che si affacciano al Draft 2022. Da poco il talento australiano ha annunciato il suo arrivo in G-League in vista della prossima stagione ed in preparazione al suo approdo in NBA. Daniels è una guardia di poco meno di due metri che durante la finestra delle nazionali dello scorso febbraio è salito agli onori di cronaca per aver fatto registrare 23 punti e 6 assist al suo debutto con la maglia senior australiana.

Quest’anno ha guidato la selezione di ‘Victoria’ al secondo posto alle finali nazionali U20 australiane, mettendosi in mostra come uno dei migliori creatori di gioco della manifestazione nonostante giocasse contro ragazzi di un anno più grandi (anche al mondiale Under 19 sarà così).

Il problema maggiore nel gioco di Daniels è il tiro da 3 punti, sempre troppo altalenante (passa dal 35% al 20% molto facilmente), ma se dovesse trovare stabilità sotto questo punto di vista e stanziarsi su percentuali accettabili, allora il suo gioco diventerebbe ancora più letale.

Il classe 2003 ama penetrare in area, far collassare le difese e creare vantaggi per i compagni. Una volta che arriva nel pitturato può finire al ferro prendendo contatto con il diretto avversario oppure sfruttare la sua bilanciata a visione di gioco. In difesa invece è già una garanzia: giocatore versatile e duttile che grazie alla combinazione di altezza e struttura fisica può cambiare su più ruoli ed essere un fattore.

Per lui vale lo stesso discorso di Chet Holmgren, ma ovviamente a parti invertite: per Daniels la partita contro i nordamericani rappresenta una chance per confrontarsi con esterni di alto valore che probabilmente l’anno prossimo (o tra due) figureranno in molti Mock Draft.

Bennedict Mathurin – Canada

Bennedict Mathurin nell’ultimo anno ad Arizona ha vissuto un’evoluzione che lo ha visto passare dall’essere il giocatore numero 128 nella classifica dei Freshmen di inizio stagione di 247 Sports, ad essere un serio candidato per il primo giro al prossimo Draft. Bennedict ha scelto di rimandare di un anno il suo approdo nella lega più spettacolare del mondo: una decisione giusta che gli permetterà di maturare in NCAA per farsi trovare pronto al grande salto.

In Lettonia, Mathurin è chiamato ad essere uno dei principali terminali offensivi della squadra di Paul Weir, ruolo che può ricoprire alla perfezione dal momento in cui è un three level scorer- ovverosia può segnare con continuità da 3 punti, dal mid-range e nel pitturato. La sua meccanica di tiro è ben strutturata, e da questo punto di vista nell’ultima stagiona in maglia Wildcats è migliorato molto.

Il potenziale è tanto anche in difesa data la combinazione di lunghezza del corpo, atletismo e coordinazione. Tuttavia, per fare il salto di qualità definitivo deve aggiungere massa (sono curioso di vedere quanto si sia ingrossato dopo mesi che non lo vedo giocare).

Se tutto andrà come dovrebbe sulla carta, allora i canadesi si scontrerebbero contro gli americani in semifinale, e vedere Mathurin contro gli esterni USA potrebbe essere un’anticipazione di tante sfide che andranno in scena l’anno prossimo in NCAA, e che vedranno Bennedict protagonista. Prima il Mondiale Under 19, poi l’America. Questo ragazzo ha davvero pochissimi limiti.

Video @League Him

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