Achille-Polonara-Esulta-Italia-Serbia-Preolimpico-2021
Achille Polonara esulta dopo una delle tante giocate da migliore in campo, Italia-Serbia, Preolimpico Belgrado 2021

Italia – Serbia 102-95: le pagelle della notte magica di Belgrado

Le pagelle della finalissima del Preolimpico di Belgrado, che ha visto l'Italia sconfiggere la Serbia e qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo

L’ITALIA BATTE LA SERBIA E TORNA ALLE OLIMPIADI 17 ANNI DOPO ATENE.
Prestazione formidabile della Nazionale di Meo Sacchetti, che nella serata più importante ha dato il meglio di sè contro un avversario sulla carta più quotato. Fontecchio e compagni hanno affrontato la partita con il giusto atteggiamento, con la giusta sfrontatezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. E alla fine, l’Italia si è guadagnata il pass per le imminenti olimpiadi di Tokyo!
Qui il tabellino della finalissima del torneo Preolimpico di Belgrado, mentre sotto trovate le pagelle degli Azzurri.

Marco Spissu: ne. Al di là delle difficoltà avute nelle prime due partite, Sacchetti decide di non dargli spazio perchè ha bisogno di garanzie a livello difensivo, di gambe e corpi importanti da mettere davanti ai registi slavi. Tifa ed esulta come un matto dalla panchina.

Nicolò Mannion: voto 10. Coach Meo Sacchetti questa volta lo fa partire dal primo minuto, perché contro la Serbia serve che l’Italia parta subito con le marce alte. E il 20enne dei Warriors non si fa certo pregare quando c’è da accelerare e puntare uno contro uno il diretto avversario o il difensore del bloccante sul pick ‘n roll. I difensori della Serbia non riescono a star dietro al numero 1 dell’Italia, quando apre il gas e si butta dentro l’area. Chiude con 24 punti, da miglior marcatore dell’Italia, a 20 anni. Le chiavi della Nazionale del presente e del futuro sono in ottime mani: quelle del figlio di Pace.

Stefano Tonut: voto 10. In difesa è chiamato a spendersi sui pericolosissimi esterni serbi; non sempre è impeccabile, specialmente su Andjusic, che a dirla tutta a tratti è incendiario. In attacco però mette in grandissima difficoltà gli avversari, portandosi in doppia cifra personale già nel primo tempo. Nella ripresa non cambia atteggiamento, restando aggressivo e facendo esplodere panchina e tifosi italiani schiacciando in contropiede 2 punti che sapevano già di Olimpiadi, nonostante mancassero ancora minuti importanti da giocare. Grandissima partita dell’altro figlio d’arte, in questo caso del grande Alberto.

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Alessandro Pajola abbraccia Stefano Tonut; un’istantanea dello spirito di gruppo di questa Nazionale [Italia-Serbia, Preolimpico Belgrado 2021]

Nicolò Melli: voto 8. Ci pensa il capitano a sbloccare il punteggio, sia nel primo che nel secondo tempo. Saranno gli unici canestri della sua partita, condizionata dai problemi di falli. Tatticamente Nik è sempre prezioso: La Serbia e coach Kokoskov decidono di battezzarlo per non esporre i suoi lunghi – soprattutto Marjanovic – a spendere falli sulle partenze in palleggio del numero 9 dell’Italia; lui allora tira quando c’è da tirare e cerca i compagni quando questi possono prendere un tiro con ancora più ritmo. Sull’amico Marjanovic non fa complimenti, lottando come un leone. Non è stato forse il Melli trascinatore che tutti si aspettavano, non è stata sicuramente la sua miglior versione quella che abbiamo visto a Belgrado, ma Nik ha giocato da capitano, col cuore, al servizio della squadra. Encomiabile.

Simone Fontecchio: voto 10. Si conferma il principale trascinatore degli Azzurri sin dal primo periodo: segna in maniera elegante in arresto e tiro, ma anche di forza quando ha modo di avvicinarsi al ferro. Anche nel secondo tempo non fa mancare la sua leadership tecnica, gestendo tanti possessi nei quali serviva fare la cosa giusta. E puntualmente, Simone l’ha fatta, sempre. Un mostro di lucidità e sangue freddo. 21 punti e 8 rimbalzi nella sua partita. Polonara si prende l’MVP con merito, ma Fontecchio è stato essenziale, sontuoso, leader. Il volto di una Nazionale umile, ma consapevole, matura. In crescita.

Amedeo Tessitori: voto 7. Commette 3 falli nel giro di 2 minuti e spiccioli, nei quali lo si vede più per le difficoltà difensive – specialmente sui giochi a due orchestrati da Vasilije Micic – che per le cose positive – una schiacciata in contropiede. Nel secondo tempo quando lo si rivede in campo però riesce a fare un onesto lavoro. Specialmente in difesa, dove muove bene i piedi quando deve aiutare e recuperare.

Giampaolo Ricci: voto 7. Gioca un buonissimo primo tempo soprattutto a livello difensivo e trova anche un bersaglio da oltre l’arco. Dopo l’intervallo non viene impiegato, semplicemente perché Polonara non si può togliere dal campo.

Awudu Abass: ne. Sacchetti preferisce coinvolgere Moraschini e Vitali nelle rotazioni, lasciando Abi in panchina. Non fa comunque mai mancare il suo sostegno ai compagni, dimostrando grande attaccamento alla Nazionale.

Riccardo Moraschini: voto 7. Gioca poco, appena 3 minuti, ma estremamente preziosi per dare fiato a Fontecchio, l’Azzurro più utilizzato.

Michele Vitali: voto 7. Questa volta, a differenza delle partite contro Porto Rico e Repubblica Dominicana, Mich non riesce ad avere un impatto positivo per quanto riguarda il primo tempo. Nel secondo meglio, pur senza lasciare il segno da protagonista si spende con energia in difesa.

Achille Polonara: voto 10 e lode. Un primo tempo che rasenta la perfezione, quello di Achi. Gragnuola di triple, rimbalzi, difesa perfetta in aiuto e recupero, regia dal post alto e un numero imprecisato di palloni sporcati che non entrano nelle statistiche, ma valgono oro. Nel secondo tempo possiamo anche dire che la perfezione la raggiunge, perché al di là di qualche erroruccio al tiro la sua prestazione è senza macchia. Imbarazza Bjelica nel duello diretto nello spot di ala forte e anche da 5 tattico gioca splendidamente, come già fatto più volte a Vitoria in Eurolega durante la stagione. Chiude con 22 punti e 12 rimbalzi, da MVP del torneo. Insomma: andiamo a Tokyo con un volo di linea PolonAir.

Alessandro Pajola: voto 10. Si incolla subito a Teodosic, suo compagno in maglia Virtus, e ogni tanto per non farsi mancare nulla prende in marcatura anche Micic. Due mostri del playmaking europeo, ma il nostro Pajo non teme nessuno e cerca di metterli in difficoltà in ogni modo. Anzi: diciamo pure che se l’è messo in tasca, Teodosic. E come se non bastasse, in attacco coi piedi per terra sugli scarichi ormai tira con ottimi risultati, senza esitare. Massimo dei voti anche per lui, perché proprio come Mannion non dimostra la giovane età, tutt’altro: gioca già da veterano, come testimoniano i tanti falli subiti nel secondo tempo sulla pressione a tutto campo serba.

Coach Romeo Sacchetti: voto 10. Dopo 17 anni l’Italia torna alle Olimpiadi. Lo fa senza stelle, senza un roster con nomi altisonanti, ma con un gruppo di ragazzi che per questa maglia hanno dato il massimo. In allenamento, in campo, in panchina. Sempre con l’atteggiamento giusto, la faccia giusta, la convinzione di chi non è a Belgrado tanto per fare comparsa, ma per giocarsi le sue chance. Dunque enormi complimenti e 10 in pagella anche al nostro CT, che questo gruppo lo ha plasmato, ritoccato e allenato in questi ultimi anni. L’Italia non si è trovata davanti una versione irresistibile della Serbia, va detto; oltretutto Micic ha dato forfait dopo una dozzina di minuti, proprio nelle fasi di gioco nelle quali l’Italia ha allungato. Ma vincere a Belgrado, in casa loro, in maniera così netta, non era facile nè tanto meno pronosticabile. Dunque applausi a spron battuto ai ragazzi, a Meo e a tutto lo staff dell’Italbasket.

Dopo il ritorno ai Mondiali che mancava da 13 anni (2006-2019), ora anche quello alle Olimpiadi.
Godiamoci Tokyo, Meo, perchè ce la siamo meritata.

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