#PlayForPassion U16 Tournament 2022
#PlayForPassion U16 Tournament 2022 (Orange1BasketBassano.eu)

Orange1 Bassano – #PlayForPassion U16 Tournament

Nel primo weekend di Marzo, a Bassano del Grappa, si è svolto il #PlayForPassion Tournament dedicato agli U16 ed è stato vinto dal Real Madrid in finale contro i padroni di casa dell'Orange1 Bassano

Una settimana fa si concludeva il #PlayForPassion Tournament di Bassano del Grappa, manifestazione dedicata agli under 16 ed organizzata dalla società padrona di casa, l’Orange1 Bassano. Da giovedì 3 marzo a domenica 6 marzo, otto squadre si sono presentate ai nastri di partenza portando i migliori giovani prospetti nati tra il 2006 e il 2008 non solo di fronte al pubblico presente, ma anche davanti a numerosi talent scout proveniente da tutto il mondo.

Può sembrare insolito trovare addetti ai lavori proveniente da oltreoceano riunirsi in una cittadina di oltre 40.000 anime solo per assistere alla nascita di nuovi talenti, questo però testimonia ancora una volta la possibilità di scovare future star anche in piccoli contesti e soprattutto premia la dedizione di Orange1 nell’organizzare un torneo di queste dimensioni.

Oltre 20 franchigie della NBA coinvolte nello studio approfondito di questi ragazzi, general manager delle migliori squadre europee seduti a bordo campo e negli spalti per segnarsi il nome più sorprendente; emissari di alcuni tra i college più famosi degli Stati Uniti pronti ad offrire borse di studio a giocatori con margini di crescita differenti rispetto ad altri pari età.

Il torneo

Al termine di un lungo weekend spettacolare, con il palazzetto pieno e pronto per ospitare oltre otto ore di partite per quattro giorni consecutivi, un tiro da tre punti di Leonardo Valesin spentosi sul ferro non è riuscito a regalare la gioia ai padroni di casa, sconfitti 53-52 da un Real Madrid fino a quel momento mattatore assoluto della competizione. Orange1 Bassano e los blàncos non sono state certamente le uniche due protagoniste: infatti, come in ogni torneo che si rispetti in cui sono coinvolte un cospicuo numero di squadre, il formato migliore da adottare è quello dei due gironi.

Il gruppo A era composto dalle italiane A|X Armani Exchange Milano e Stella Azzurra Roma, dagli ungheresi della Ratgeber Academy e dagli iberici del Real Madrid; nel gruppo B le compagini coinvolte erano i padroni di casa dell’Orange1 Bassano, i catalani del Barcellona, i teutonici del Bayern Monaco e i greci del Promitheas Patrasso; le quattro squadre di ogni raggruppamento si sono affrontate tra loro nei giorni 3-5 marzo per determinare le finali dall’ottavo al primo posto svoltesi nell’intera giornata di domenica 6 marzo.

Le sfide riguardanti i gironi hanno rispettato i pronostici fin dalla prima giornata con il Real Madrid a dominare il gruppo A, mentre Olimpia Milano e Stella Azzurra si giocavano il secondo posto lasciando al Ratgeber la finale di consolazione; nel gruppo B il testa a testa per il primato ha visto protagoniste Bassano e Barcellona – autrici di una sfida al cardiopalma conclusa con la vittoria degli orange per 53-49 – con il Bayern Monaco da terzo incomodo dopo aver battuto Patrasso 64-62 in una delle gare più divertenti della manifestazione.

La fase finale, oltre a quella più attesa da spettatori e addetti ai lavori, è stata senza dubbio la parte più incerta del torneo avendone sovvertito le gerarchie, regalando una finalissima terminata con un tiro della vittoria spentosi sul ferro: il settimo posto è andato alla Ratgeber Academy, vittoriosa per 61-49 nello scontro con gli ellenici di Patrasso; la Stella Azzurra ha decisamente dominato la finale per il quinto posto, non lasciando diritto di replica al Bayern Monaco uscito pesantemente sconfitto 76-44. Il gradino più basso del podio è andato all’A|X Armani Exchange dopo una partita ricca di fuochi d’artificio contro Barcellona, terminata con la vittoria dei lombardi con il risultato di 66-65, lasciando i catalani amareggiati e con la delusione di aver guadagnato solo la medaglia di legno; la finalissima è andata al Real Madrid anche se, a differenza di quanto accaduto nei gironi, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per mettere fuori dai giochi i padroni di casa, sconfitti come detto precedentemente 53-52 ad un centimetro dall’impresa.

Il focus: Real Madrid

Real Madrid U16 2022
Premiazione Real Madrid U16 #PlayForPassion Tournament 2022 (Orange1BasketBassano.eu)

I vincitori del torneo sono stati un’autentica macchina schiacciasassi nel loro girone, non lasciando minimo scampo alle tre avversarie costrette non solo ad arrendersi, ma proprio ad inginocchiarsi di fronte allo strapotere dei blàncos. Si sono presentati al pubblico con una vittoria roboante – quella con il maggior scarto di punti in tutta la competizione – ai danni del Ratgeber, uno spaventoso 95-37 a testimonianza del valore differente tra le due squadre coinvolte; una sorte simile nel secondo giorno è toccata all’Olimpia Milano, sconfitta 90-43 e colpita principalmente da due autentiche superstar della selezione under 16 madrilena; infine la terza gara è stata una passerella per evitare ulteriori spese di energie, ma ha visto la Stella Azzurra cadere solamente nel secondo tempo chiudendo a -25 (75-50) dopo quaranta minuti.

Come prevedibile, il Real Madrid ha approdato alla finale per il primo posto senza troppe difficoltà, riuscendo a parare i colpi di una mai doma Orange1 grazie al margine accumulato nel primo tempo (oltre a qualche tiro arancio non particolarmente fortunato). Con il risultato finale di 53-52, le merengue hanno portato a casa il trofeo più importante trascinati dall’osservato speciale Ismaila Diagne e dal leader carismatico Hugo Gonzalez, entrambi a capo di un gruppo ben amalgamato e composto da autentici baby fenomeni della disciplina partendo dai 2007 Declan Duru e Amadou Traore chiudendo con Aksel Laso, figlio del più celebre Pablo, capo allenatore del Real Madrid che ammiriamo sui palcoscenici dell’Eurolega.

Il focus: Orange1 Bassano

Orange1 Bassano U16 2022
Premiazione Orange1 Bassano #PlayForPassion Tournament 2022 (Orange1BasketBassano.eu)

Di solito ci si rammarica per il secondo posto perché significa sconfitta, soprattutto se vieni superato di una sola lunghezza e sei costretto a vedere la tua ultima possibilità sfumare sul suono della sirena. Da questo torneo Bassano però esce a testa altissima, contro una corazzata come quella iberica arrivare punto a punto non è certo un fatto scontato. I passi avanti rispetto al k.o. subito nella finale del Torneo “Villa de la Orotava” di Tenerife per 83-57 si sono visti eccome, un altro attestato di stima nei confronti del gruppo squadra in continua crescita e allo staff per l’ottimo lavoro compiuto.

L’Orange1 in finale ci è arrivato con merito, dominando in lungo e in largo nelle prime due giornate affondando prima il Bayern Monaco con un sonoro 81-58, poi il Promitheas Patrasso con un altro scarto di 20 punti (77-57) giocandosi la prima posizione contro i blaugrana del Barcellona in una finalina anticipata. I catalani sono rimasti in vantaggio per buona parte dell’incontro, ma dalla sponda dei padroni di casa si è vista più consapevolezza dei propri mezzi oltre ad una maggiore voglia di portare a casa il risultato: infatti, il quarto quarto ha visto Bassano condurre un clinic difensivo annullando gli avversari e mettendoli al tappeto nei secondi finali con il punteggio di 53-49. In egual modo gli osservatori erano curiosi di mettere gli occhi tanto sui talenti del Real quanto su quelli della squadra veneta, guidata dai più noti Tiefing Diawara e Leonardo Valesin, passando per le “sorprese” Dame Sarr e Matteo Rinaldin fino agli outsider Almir Asani e Andrea Doneda, a comporre un roster di autentica qualità.

I migliori giocatori del torneo

Ecco i sei ragazzi premiati al termine della competizione:

Top 6 Bassano 2022
Top 6 #PlayForPassion U16 Tournament Bassano 2022 (Orange1BasketBassano.eu)

Ismaila Diagne (C, 2006, 2.12 m, Real Madrid – Nazionalità: Senegalese)

Sul nativo di Nguekokh ci sono già gli occhi di mezzo mondo: ha compiuto 15 anni da pochi mesi (nato il 20 Dicembre), strutturalmente è pronto per entrare tra i professionisti grazie ad un’importante apertura alare e una muscolatura che gli permette di poter sgomitare anche a livelli più alti; non ci meraviglieremmo se fosse l’ennesimo gioiellino lanciato in Eurolega sotto l’egida di Pablo Laso. Premiato come MVP ha chiuso il torneo con 16 punti di media tirando con oltre il 60%, aggiungendo 12 rimbalzi e 1.5 palle rubate a partita.

Tiefing Diawara (C, 2006, 2.11 m, Orange1 Bassano – Nazionalità: Maliana)

Il gioiello della corona bassanese ha stregato gli scout presenti al PalaAngarano, divertiti nell’assistere allo scontro tra titani col pari età Diagne. Nonostante un corpo che necessita di una crescita a livello muscolare, Diawara ha i mezzi per diventare una minaccia nel proprio pitturato e allo stesso tempo in quello ostile; l’apertura delle braccia lo posiziona già nell’élite dei giocatori nel suo ruolo e i margini di crescita sui due lati del campo sono anche superiori a quelli del centrone senegalese del Real Madrid. Nelle quattro partite ha registrato 12 punti, 12.8 rimbalzi e 2 assist per gara tirando con il 47.5% dal campo.

Hugo Gonzalez (SF/SG, 2006, 1.97 m, Real Madrid – Nazionalità: Spagnola)

Probabilmente il miglior two-way player in circolazione tra gli under 16, di sicuro il più forte visto in quel di Bassano. Un leader cui spettano le decisioni più importanti all’interno della partita, ma bisognoso di lavorare ancora sull’aspetto mentale del gioco: infatti il troppo nervosismo gli è costato la finale dopo pochi minuti sul parquet; può ricoprire egregiamente due ruoli e difenderne quattro, la nazionale spagnola ha già il giocatore da cui ripartire in futuro. Al termine del torneo 14 punti segnati a partita con il 44%, 5.3 rimbalzi catturati, 4.5 assist distribuiti e 3 recuperi a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto nelle due metà campo.

Dayan Nessah (SF, 2006, 1.96 m, FC Barcellona – Nazionalità: Svizzera)

In Svizzera si staranno sfregando le mani ad avere nella loro schiera un talento del genere, appartenente alla categoria dei performers per la straordinaria abilità nel giocare con due mani mandando in confusione il diretto marcatore. Ad una massa muscolare già importante, lo svizzero aggiunge un livello atletico di prim’ordine e con queste caratteristiche ha tutto per diventare un’ala in grado di spaccare in due le partite; il suo apporto sul parquet è stato da 14.3 punti, frutto del 50% al tiro, seguiti da 9.3 rimbalzi, 2 assist e 1.3 palle rubate di media a partita.

Samuele Miccoli (SG, 2006, 1.90 m, A|X Armani Exchange Milano – Nazionalità: Italiana)

Un prospetto italiano davvero interessante, leggermente sotto al coetaneo Leonardo Valesin (Orange1 Bassano), in grado di brillare nel torneo avendo trascinato con i suoi canestri l’Olimpia Milano ad un sorprendente terzo posto. Le percentuali basse (24.5% al concludersi del torneo) servono da monito ad operare meglio le scelte da prendere in partita, però non devono trarre in inganno vista la sua capacità di caricarsi l’intero team sulle spalle portandolo alla vittoria. Per lui 9.3 punti, 3.3 rimbalzi e 2.5 recuperi di media, quest’ultimo dato da tenere bene in mente considerando il ruolo di guardia tiratrice.

Dame Sarr (SF/PF, 2006, 1.98 m, Orange1 Bassano – Nazionalità: Italiana)

Le sue partite sono state l’emblema del lavoro duro svolto dagli orange nel corso del torneo: instancabile, moto perpetuo tanto in difesa quanto in attacco, subendo le angherie dei difensori avversari e gli sfondamenti degli attaccanti; è stato il miglior “ladro di palloni” con 3.3 rubati a partita, il più classico dei giocatori silenziosi che a fine gara mette a referto numeri decisivi per la vittoria della propria squadra. Per il ruolo urge una crescita fisica, ma l’intelligenza tattica lo distingue dagli altri rendendolo il tassello perfetto di un ingranaggio ben oliato; chiude il torneo con 11.3 punti segnati con il 28% al tiro e 4.3 rimbalzi.

Le 5 sorprese (+1) del torneo

In una manifestazione con otto squadre e oltre dodici giocatori per ciascuna di essa, la scelta di premiare solo cinque sorprese (più una) è sempre complicata. Nella scelta non sono stati presi in considerazione i ragazzi militanti nelle due finaliste, i nomi non riportati sono stati altrettanto importanti all’interno del PlayForPassion Tournament, ma ho scelto questi sei ognuno di essi per un motivo particolare, eccoli:

Fynn Schott (C, 2006, 2.02 m, Bayern Monaco – Nazionalità: Austriaca)

Oltre due metri d’altezza e un corpo da atleta di primo livello, ha fatto intravedere un sapiente uso del perno e la grinta di un giocatore esperto nella lotta a rimbalzo; la nazionale austriaca potrebbe avere già il nuovo Jakob Poeltl e mentre il Bayern – con il prestito concesso dal Raiffeisen Furstenfeld (squadra di 2.Bundesliga austriaca) – gli ha concesso un palcoscenico di tutto rispetto, noi rimaniamo in attesa di vederlo debuttare nel mondo dei grandi.

Edgar Moure (PG, 2006, 1.85 m, Barcellona – Nazionalità: Spagnola)

Escluderlo dalla top five è stato complicato, perché il playmaker del Barcellona è classe pura: ha occhi dappertutto, l’asse formato da lui e Nessah ha lasciato a bocca spalancata numerosi addetti ai lavori, inoltre la leadership mostrata sul parquet mette in risalto tutta la maturità del tarragonese. La Spagna ha per le mani il basket del futuro con Moure e Gonzalez.

Axel Piccirilli (SF, 2006, 2.00 m, Stella Azzurra Roma – Nazionalità: Italiana)

L’ala piccola della Stella Azzurra, nonostante i vistosi cerotti applicati lungo il braccio sinistro ha dato prova di grande concretezza, giocando un torneo da protagonista come testimoniano gli 8 palloni rubati nella sfida contro il Real Madrid. Aggiungendo il tiro dalla distanza al suo arsenale, potremmo essere davanti ad una piccola stella su cui puntare nei prossimi anni. In ogni caso anche Italbasket non sembra aver nulla da invidiare alle altre selezioni.

Gabor Lukacsi (PG, 2007, 1.93 m, Ratgeber Academy – Nazionalità: Ungherese)

Assieme al compagno bulgaro Stanislav Hinkov ha messo la sua Ratgeber sulla mappa, evitando l’ultimo posto nella manifestazione e regalando ai presenti (oltre a coloro che hanno seguito il torneo da casa) un nome in più da aggiungere sui taccuini. Ricordando di aver di fronte un giocatore di un anno più piccolo rispetto agli altri coinvolti, questo 14enne ha istinto per il canestro e attitudine nello sbucare dal nulla sorprendendo le difese: decisamente parte della categoria ones to watch.

Nikolaos Soilemetzidis (SG, 2006, 1.90 m, Promitheas Patrasso – Nazionalità: Greca)

Unica vera attrazione della squadra ellenica, Soilemetzidis ha gestito con estrema intelligenza i possessi a sua disposizione, sebbene fosse l’unico sul campo con la possibilità di decidere per le sorti di se stesso e della sua squadra. La curiosità attorno al ragazzo è basata su quanto crescerà cestisticamente, anche se non ci stupirebbe vedergli fare questo cambiamento passando per un’altra città greca famosa per la pallacanestro.

Mateo Vigneault (PG, 2008, 1.65 m, Bayern Monaco – Nazionalità: Canadese)

Impossibile non citare il “minuscolo” playmaker canadese, la cui altezza non deve in nessun modo pregiudicare le sue innate qualità sul campo. Oltre ad essere il più piccolo di statura, Vigneault era anche il più giovane essendo nato nel Dicembre del 2008 (13 anni compiuti solo 2 mesi prima), ma il premio di Rising Star ottenuto in quel di Bassano ci dimostra quanto i piccolissimi possano muoversi come giganti. Lo sviluppo del suo corpo avrà un ruolo fondamentale per il prosieguo della carriera, anche se con quella grinta e quella testa, non sarà certo l’altezza a farlo desistere.

#PlayForPassion

In Italia abbiamo bisogno di molte più competizioni di questo genere: ben organizzate, coinvolgenti, sponsorizzate e la cui visione non è strettamente legata alla possibilità di recarsi dentro i palazzetti. Dalle strutture di cui è padrona alle squadre composte da ridenti promesse, Orange1 ha elevato il basket giovanile ad un altro livello proponendo un progetto serio e aperto a tutti; il torneo #PlayForPassion è stato un successo non solo per chi lo ha ideato, quanto per i numerosi addetti ai lavori che hanno potuto assistervi. In attesa di vedere altre realtà seguire questa scia, ci siamo goduti quattro giorni in cui giovani ragazzi hanno dato spettacolo, alimentando un movimento fino ad ora sottovalutato ma vitale nello sviluppo della pallacanestro che verrà.

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