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Kings vs Warriors - Credit: John Hefti, USA Today Sports

Xs&Os: Sacramento Kings vs Golden State Warriors

Verso l'inizio della serie tra Sacramento Kings e Golden State Warriors, ecco alcuni spunti tattici offensivi e difensivi per le due squadre.

La serie di NBA Playoff più ricca in assoluto. Per primo, il confronto tra la squadra distante soltanto dieci mesi dalla vittoria del titolo e una franchigia che ha rotto un’assenza dalla postseason lunga ben sedici anni. Un nuovo territorio per i Sacramento Kings, luogo in cui i Golden State Warriors intendono superare alcuni degli ostacoli emersi a stagione in corso: primo su tutto il divario tra il terzo miglior record in casa (33-8) e il ventisettesimo in trasferta (11-30). Dal punto di vista tecnico, due ottime squadre che privilegiano un costante movimento di giocatori e pallone, rispettivamente Warriors primi e Kings terzi per punti creati da assist. Da ciò, la sostenibilità difensiva sarà una chiave contro le multiple mosse e contromosse. Prima di entrare nel dettaglio, è interessante sottolineare le similarità tecniche e tattiche tra le due squadre.

Sacramento Kings e Golden State Warriors sono secondo e sesto miglior attacco per efficienza a metà campo. Nella molteplicità di fonti offensive, entrambe fanno molto affidamento su tagli (Warriors primi, Kings quarti in frequenza percentuale) e gioco da handoff (Kings primi, Warriors terzi in frequenza percentuale). Perciò, si tratta di situazioni altamente dinamiche che prevedono movimento di palla su più lati del campo per moltiplicare i punti di pressione sulla difesa. Inoltre, comune è l’eccellenza nelle soluzione in early offense per capitalizzare vantaggi nei primi secondi dell’azione. Di conseguenza, potremo assistere a break di gioco dove le squadre si scambieranno transizioni alla ricerca di rapidi canestri. Perciò, altrettanto simili saranno le strategie difensive per minimizzare i punti di forza avversari. Su tutti, negare passaggi e uscite ai tiratori, al contempo essere pronti in aiuto e recupero, passare attraverso i blocchi e riuscire a sostenere i cambi difensivi.

Analisi: Sacramento Kings vs Golden State Warriors

Il primo elemento di rilievo è la frequenza con cui i Warriors adopereranno il pick-and-roll con Sabonis come difensore del bloccante. Presumibile che i Kings adottino i cambi difensivi in giochi tra guardie, ma con il lungo coinvolto si attiveranno le rotazioni difensive quando agirà in variante più aggressiva, se pari o sopra la linea del blocco. Chiaramente, il drop espone al tiro da tre punti dal palleggio. Mentre show e hedge, unito alla capacità di Curry di mantenere immediatamente il vantaggio, apre al gioco su short roll per Green e Looney. In questo set di clip, la terza proposta evidenzia le massime difficoltà di un lungo coinvolto più volte nel corso di un singolo possesso. Sabonis esce alto e aggressivo su Curry, efficace perché toglie la penetrazione e lo costringe a liberarsi del pallone. A questo segue un secondo gioco in punta da handoff con Thompson, su cui il centro dei Kings non è in grado di difendere per contestare il tiro dall’uscita.

Una delle strategie in risposta mostrate da Mike Brown nelle sfide in stagione regolare è una semi-zona con Sabonis nei pressi della linea del tiro libero, ma annullata con blocco su entrambe le guardie in punta dai Warriors (clip 4). Oppure, iniziare l’azione con Fox in marcatura su Looney per adottare un cambio rapido in screening actions. Sicuramente, Sabonis possiede mobilità laterale per resistere più scivolamenti in aiuto, ma la frequenza con cui questo sforzo verrà richiesto sarà determinante. A corredo, la capacità del low man (ultimo uomo nella linea di difesa) di essere posizionato in tempo sullo short roll e probabilmente agire per rendere Draymond Green, spesso il primo decision maker in queste situazioni, più uno scorer che creator viste le minacce dietro l’arco.

Il secondo punto di attacco per i Golden State Warriors è il pitturato, dove i Sacramento Kings hanno chiuso al ventiseiesimo posto per punti concessi agli avversari. Non principalmente per segnare vicino a canestro, ma anche come mezzo per riaprire il gioco sul perimetro e creare tiri di qualità. Per la difesa di Mike Brown sarà fondamentale la difesa sulla palla contro Draymond Green e Kevon Looney in punta alla ricerca di handoff o uscite da blocchi. Il cambio sistematico è sostenibile se effettuato con tempi giusti e reattività, mentre agire in preventiva protezione del ferro con seguente maggiore aggressività su handoff o uscita dal blocco può allontanare il pericolo e costringere l’attacco a situazioni più lontane da canestro. D’altro canto, con il difensore in top lock, si possono verificare tagli back door sia da parte del bloccante (slip) che del giocatore designato per ricevere. Questa disposizione, con multiple minacce al tiro da tre punti, crea quel vuoto attaccabile in area. Nella prima clip, Huerter vuole negare il gioco a Wiggins. Nella successiva, la gravity di Thompson porta due giocatori sulla palla. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è l’attacco al ferro dal palleggio per le guardie dei Golden State Warriors, Curry in particolare contro il cambio.

Nella stagione regolare, i Golden State Warriors hanno guidato la lega in PACE (numero di possessi a partita, 102.5). Un marchio di fabbrica e un monito per la difesa dei Sacramento Kings, che deve essere rapida negli accoppiamenti a tutto campo. Anche in situazioni di contropiede o rapida transizione, il gioco si compone di handoff (pistol action) e situazioni in punta, spesso con Green da trailer man, giocando con tagli verso l’area. Diviene importante mettere pressione sulla palla ben prima che gli avversari si approccino alla linea dei tre punti, e che ci sia bilanciamento nella protezione del ferro. In questo i Warriors sono eccellenti, perché un primo taglio verso l’area è strumentale ad aprire una linea migliore per un secondo (come Curry nella clip 1) o per attirare un aiuto che genera un vantaggio numerico nel due contro uno sul perimetro (come per Poole nella clip 3).

Analisi: Sacramento Kings

Uno dei punti di forza dell’attacco dei Sacramento Kings sono le penetrazioni al ferro. In un circoscritto aspetto di gioco si fondono differenti mosse adottate dal palleggiatore, in collaborazione con il bloccante quando derivanti da pick-and-roll, per mettere la difesa nelle condizioni desiderate. Offensivamente, la familiarità di De’Aaron Fox con il tiro dal midrange è il primo modo di rompere la pressione che i Warriors metteranno nei pressi del canestro, o quando il diretto difensore passerà sotto il blocco. Mentre, dal lato del bloccante, l’uso del repick (secondo blocco immediatamente successivo al primo) costringerà il difensore a passare sopra e dare vantaggio al palleggiatore. Così come il palleggio snake per tagliare davanti al recupero del difensore per trovare un’area libera da cui concludere (clip 2-3-4). Perciò, difensivamente, contro le penetrazioni dei Kings i Warriors potranno adottare difesa drop nei pick-and-roll centrali, e ice in quelli laterali, dove non dovranno verificarsi indecisioni tra i due coinvolti rischiando di aprire una linea dal palleggio verso il fondo (clip 5). Oppure, con notevole timing e senso nelle letture, un peel switch, ossia un cambio tra il giocatore battuto dal palleggio e l’aiutante. In questo caso, questo dovrà generare un immediato box out per prevenire tiri da seconda chance (clip 6). Come fondamentali, la navigazione dei blocchi, la spinta della ricezione più lontana e posizione e reazione dell’ultimo difensore su lato debole nello spostarsi in tempo su lato forte per contestare i tiri al ferro saranno aspetti decisivi.

Queste tipologie di difese su pick-and-roll citate per chiudere il pitturato possono di conseguenza aprire un passaggio per il short o medium roll di Sabonis, che tende a rimanere dietro la linea della palla. La distanza da canestro determinerà anche la scelta difensiva nel mettere più o meno pressione. I Warriors potranno decidere di convivere con un tiro di Sabonis da long midrange, mentre se ci sarà la possibilità di giocare nei pressi dell’area, uno stunt per rallentare la partenza in palleggio dovrà arrivare (Green in clip 1, Wiggins in clip 4. Al netto, l’abilità individuale di Looney e Green sarà frequentemente richiesta per alterare la qualità dei tiri.

Ancor più con il rientro di Andrew Wiggins e di Gary Payton II, si moltiplicherà la disponibilità dei Warriors a cambiare su tanti blocchi, specialmente nei minuti finali di partita. In linea generale, i Kings cercheranno di forzare i propri preferiti quando possibile, e da valutare qui sarà la capacità dei Warriors di sostenere continui cambi difensivi come Looney su delle guardie o giocatori come Thompson accoppiati in post contro Sabonis (clip 1-2). Possibile sarà l’accoppiamento di Draymond Green con una guardia come Fox per non incontrare svantaggi nel pick-and-roll con Sabonis. Ma ecco la possibile contromossa dei Kings, ossia un doppio pick-and-roll consecutivo per forzare un cambio con Looney (clip 4). Quando questo si verificherà, i compagni più vicini saranno flottati per giocare in aiuto e recupero, con l’obiettivo di togliere alla point guard dei Kings una linea a canestro, scommettendo sul recupero tempestivo verso il proprio marcatori (clip 5).

Infine, il discorso della transizione difensiva è valido anche per i Warriors, in quanto i Kings sono la squadra che in stagione ha registrato il primo dato in assoluto in frequenza percentuale da live rebound (35.1%). La giocata principe è un dinamico flip pass o handoff con blocco di Sabonis per le guardie, estremamente efficiente con Huerter. In queste clip, si nota come il giocatore dei Warriors alzi il dito a chiamare l’accoppiamento immediato con Sabonis, concettualmente consapevoli che il gioco si svilupperà attorno a lui. Ciò nonostante, in queste situazioni, diventa molto difficile passare sopra il blocco, rendendo il cambio sistematico unica opzione per cercare di limitare l’esposizione al rischio. Ma ecco il repick per punire immediatamente il difensore del bloccante posizionato indietro (clip 3). Oppure sempre con il centro lituano che gioca arrivando in corsa come ultimo uomo nell’azione (clip 4).

La serie tra Kings e Warriors si preannuncia forse la più spettacolare del primo turno, e un banco di prova da subito importantissimo per i campioni in carica: essere così simili nei principi offensivi può rendere la sfida tra le due squadre particolarmente godibile e soprattutto molto lunga. Non aspettatevi un passaggio del turno in 4 partite.

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