Julius Randle e Evan Mobley (Getty Images)

Xs&Os: Cleveland Cavaliers vs New York Knicks

La serie tra la quarta e la quinta classificata della Eastern Conference si preannuncia equilibrata e ricca di spunti.

New York Knicks e Cleveland Cavaliers non si incontrano ai playoff dal lontano primo turno del 1996 quando la squadra di John Starks e Patrick Ewing ebbe la meglio sui Cavs di Terrell Brandon e Dan Majerle, in una serie finita 3-0 non particolarmente ricca di spunti interessanti. Al contrario, la sfida che avrà inizio sabato al Rocket Mortgage FieldHouse di Cleveland si prospetta essere una delle più intriganti di questo primo turno di postseason. Per Cleveland è la prima postseason senza Lebron James dalla stagione 1997-98 e per più della metà dei giocatori presenti nelle rotazioni sarà l’esordio ai Playoff, ma le prestazioni in regular season parlano forte e chiaro: la squadra guidata da coach Bickerstaff è una delle più solide corazzate a Est.

New York viene da una sconfitta al primo turno contro gli Hawks ma la squadra, rispetto a un anno fa, ha cambiato volto: l’aggiunta di Jalen Brunson, i miglioramenti di Julius Randle e i giovani che finalmente hanno avuto l’occasione di dimostrare di poter contribuire ad alti livelli, hanno permesso al roster di Thibodeau di fare un enorme passo in avanti, soprattutto nella metà campo offensiva.

Infortuni rilevanti: Julius Randle e Isaac Okoro

Sono ormai passati 17 giorni dal momento dell’infortunio alla caviglia di Randle e nonostante i tweet rassicurante di queste ore non possiamo ancora essere del tutto certi della sua presenza in gara 1. Tom Thibodeau ha rilasciato dichiarazioni positive sul suo progressivo recupero, è probabile che ritorni nel corso della serie, ma i dubbi per un suo comeback immediato sono tanti. Senza uno dei suoi due pilastri offensivi, New York potrebbe trovarsi in difficoltà a creare vantaggio in attacco a metà campo e perderebbe una delle sue principali armi a rimbalzo offensivo. Inoltre anche in caso di recupero tempestivo è possibile che l’infortunio abbia un impatto sulla sua difesa, dove sarà costretto ad essere concentrato e attivo perché verrà spesso coinvolto nei set dei Cavs.

Dall’altro lato è invece incerta la presenza di Isaac Okoro che ha sofferto di un dolore al ginocchio che lo tiene fuori dal 15 marzo. Okoro è giocatore più utilizzato della squadra nello spot di ala piccola titolare ed era stato anche designato come difensore primario su Jalen Brunson negli scontri in RS, in quanto unico a roster in grado di mettere fuori ritmo l’ex Maverick. La sua indisponibilità è tutt’altro che una bella notizia.

Rimbalzi offensivi e penetrazioni: riusciranno i Knicks a vincere la battaglia nel pitturato?

Potrà sembrare strano ma in questo matchup non è scontato che la squadra che nella propria starting lineup schiera due giocatori sopra i 210 cm, entrambi eccellenti rim protector e solidi rimbalzisti, vinca questa battaglia. Il motivo è che sempre più squadre giocano con guardie e ali ben al di sopra dei 195 cemtimetri anche per avere un vantaggio a rimbalzo. Il backcourt di Cleveland prevede due guardie “undersized”, mentre il reparto ali è composto da solo un giocatore sopra i due metri (Dean Wade). Nessuno dei giocatori citati compensa la mancanza di taglia con atletismo fuori dal comune o buona tecnica a rimbalzo. Le lacune del roster unite alla partenza di Kevin Love (ottimo rimbalzista) e ai problemi fisici di Jarrett Allen hanno fatto sì che i Cavaliers abbiano chiuso la stagione alla ventesima posizione in DREB% (percentuale dei rimbalzi difensivi disponibili catturata dalla squadra). Dall’altra parte c’è invece il miglior rebounding team a Est, coi Knicks secondi nella lega in OREB% che possono un contare su un personale eccellente che combina come pochi altri atletismo e tecnica per crearsi seconde opportunità. Mitchell Robinson in tre partite di stagione regolare contro i Cavs ha catturato 8,6 rimbalzi offensivi per 75 possessi, mentre nel reparto ali in Josh Hart hanno il miglior rimbalzista della lega fra i giocatori sotto i 2 metri d’altezza. Inoltre Julius Randle, RJ Barrett e Isaiah Hartenstein sono tutti e tre sopra media nei rispettivi ruoli in questo fondamentale. Per Cleveland sarà importante resistere nei pochi minuti con un solo lungo in campo dove Mobley o Allen verranno occupati da Robinson/Hartenstein e saranno gli esterni a dover lottare per tagliar fuori le grossi ali newyorkesi.

Uno dei principali motivi per cui i Knicks hanno finito la regular season terzi per offensive rating è la loro costanza nell’arrivare al ferro, con i soli Thunder e Pacers a penetrare nelle difese più di loro. New York guida la lega in tiri liberi guadagnati per 100 possessi insieme ai Lakers. E chi meglio della miglior difesa NBA, specializzata in protezione dell’area, può metterli in difficoltà? Il sistema difensivo di Cleveland funziona perché Allen ma soprattutto Mobley possono coprire in modo impeccabile gli errori di Mitchell e Garland, che essendo consapevoli di ciò si possono permettere di mettere più aggressività sulla palla e spingere l’attacco verso gli aiuti dei due lunghi. Sarà interessante vedere come i Knicks proveranno a limitare gli aiuti delle due Torri di Bickerstaff, per esempio giocando i loro schemi rimuovendo un giocatore dall’angolo, le cosiddette empty side actions. New York ha diversi giocatori che possono arrivare al ferro senza problemi, Quickley è migliorato molto nel concludere con contatto, Hart e Grimes sono fra i migliori nell’attaccare closeout e mettere due piedi dentro l’area e Barrett sa come usare il suo fisico per arrivare vicino a canestro.

La squadra di Tom Thibodeau non può certo aspettarsi di creare un buon tiro alla prima penetrazione, i Cavs sono troppo preparati e abituati a difendere in comfort-zone. Ecco perché i Knicks devono fare un lavoro ancora più certosino nel cercare di portare la difesa fuori dalle loro solite tendenze, in spot del campo in cui i difensori di Cleveland non sono abituati a stare. A questo proposito sarà importantissimo che ogni giocatore in campo sia un pericolo per la difesa: lo spacing avrà un ruolo fondamentale.

Matchup hunting e dove trovarlo

È noto che ai Playoffs le debolezze delle squadre vengono messe in evidenza per via dei gameplan studiati gara per gara: ogni lacuna strutturale in un qualsiasi aspetto del gioco verrà messa a nudo dagli avversari. A marcare il pericoloso backcourt di Cleveland saranno a meno di sorprese inizialmente Quentin Grimes e R.J. Barrett, se prendiamo come riferimento le gare di RS: il primo si occuperà di Donovan Mitchell, il secondo di Darius Garland. Se Grimes ha dimostrato di almeno poter infastidire Mitchell, lo stesso non si può dire di Barrett su Garland, con il canadese troppo lento per muovere i piedi al ritmo delle penetrazioni del play dei Cavs.

Un’incognita sarà quale versione difensiva di Randle vedremo. Cleveland lo coinvolgerà spesso in pick and roll ma anche in set più sofisticati come Pistol actions, Ram pick and roll, Double Drags e diverse varianti di Horns. Se Julius, come ha fatto spesso in regular, difenderà con una drop coverage molto pigra, Garland e Mitchell faranno piovere tiri in pull-up e continueranno ad attaccarlo all’infinito. La situazione cambierebbe invece con un Randle attivo, magari in una difesa hedge/show oppure anche che cambia sugli esterni, circostanza in cui spesso non ha sfigurato.

A un certo punto nella serie verrà sicuramente attaccato anche Jalen Brunson. Qui vedremo se Thibo si fiderà della sua difesa on ball facendolo cambiare oppure ricorrerà a un hedge coverage che però richiede precisione per non lasciare buchi scoperti all’attacco.

Gran parte delle fortune offensive di New York passeranno da come verranno attaccati Mitchell e Garland. Il primo dei due ha dimostrato questa stagione di poter essere un difensore neutro o anche positivo in determinate situazioni: è un solido marcatore in post contro ali più grandi di lui e ha costretto RJ Barrett a prendersi tiri difficili nei match di regular season.

Garland ha invece preferito un hedge per non trovarsi in matchup complicati e anche quelle poche volte in cui è stato costretto ha pur sempre avuto Evan Mobley a coprirgli perfettamente le spalle. Vediamo se ci riuscirà senza effetti collaterali anche ai Playoffs.

Altri dettagli da tenere d’occhio

  • Lo spacing dei Cavs contro la difesa dal lato debole dei Knicks

Il sistema difensivo dei Knicks predilige la protezione dell’area, per questo motivo al low man (il giocatore posizionato più in basso sul lato debole) viene richiesto di staccarsi molto dal suo uomo. E’ possibile che questa strategia venga accentuata contro i Cavs il cui spacing spesso prevederà tiratori mediocri come Mobley o Okoro in angolo. Cleveland a quel punto sarà costretta a trovare un modo per rendere pericolosi Okoro/Mobley in quelle situazioni.

  • Le possibili difficoltà di Barrett

Non ci sono dubbi che per RJ Barrett i Cavaliers non siano il matchup migliore in quanto il canadese basa il suo gioco sulle penetrazioni e si trova in difficoltà in letture non elementari contro difese di alto livello. Se le percentuali dall’arco (31%) saranno simili a quelle tenute in stagione e la difesa non sarà di livello sufficiente Thibodeau non esiterà a limitare i suoi minuti.

  • Quanto impatterà la profondità dei Knicks?

New York ha evidentemente il roster più profondo, con diverse opzioni per chiudere le gare potendo scegliere tra Grimes, Quickley, Hart e Barrett; se vogliono avere una chance di avanzare al prossimo turno devono vincere anche i minuti in cui sarà utilizzata la second unit.

  • Come gestiranno i Knicks eventuali raddoppi?

È altamente probabile che nel corso della serie sia Brunson che Randle verranno raddoppiati. Riusciranno le due stelle a far uscire la palla saggiamente e i role players ad estendere il vantaggio creato?

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