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Rudy Gobert e Nikola Jokic - Credits: Getty Images

Xs&Os: Denver Nuggets vs Minnesota Timberwolves

Verso l'inizio della serie tra Denver Nuggets e Minnesota Timberwolves, ecco alcuni spunti tattici offensivi e difensivi per le due squadre.

Secondo ingresso consecutivo agli NBA Playoffs passando per i play-in per i Minnesota Timberwolves, che questa volta si troveranno di fronte i Denver Nuggets, testa di serie numero uno nella Western Conference e squadra del 2 volte MVP Nikola Jokic, che a questa post-season si affaccia con pressioni e aspettative non indifferenti dopo le eliminazioni degli scorsi anni. Nelle ultime quindici gare di stagione regolare, la squadra di Chris Finch ha registrato un più che incoraggiante nono miglior dato in NBA per efficienza difensiva e il confronto con il settimo miglior attacco a metà campo e terzo in transizione (sempre in rapporto su 100 possessi) sarà un banco di prova profondamente impegnativo per le multiple minacce che presentano i Nuggets. Al contrario, infortuni e scambi hanno invece alterato in parte la struttura di Minnesota , la cui attuale identità è fortemente incentrata su Anthony Edwards. Le assenze di Naz Reid e Jaden McDaniels peseranno, a maggior ragione con l’intero roster avversario è a completa disposizione.

Analisi: Denver Nuggets vs Minnesota Timberwolves

Dopo aver registrato il dato più alto nella storia NBA in true shooting percentage (70.1%, tra giocatori con 20.0 o più punti a partita in almeno 40 gare), con soli 14.8 tentativi dal campo di media, è un’ovvietà attendere una netta crescita del volume di tiri di Nikola Jokic. Per la difesa dei Minnesota Timberwolves, il primo ostacolo sarà in realtà lavorare in primis per contenere ciò che accade attorno al centro dei Denver Nuggets. In particolare, il gioco in handoff (la terza clip mostra un tipico gioco dei Nuggets: Chicago Action dal gomito, con variante della guardia che può settare un back screen per il lungo) o da taglio se questo non viene concesso.

Probabilmente, l’imperativo sarà fare forte affidamento sull’abilità delle guardie a lavorare attorno ai blocchi e non concedere un mismatch nettamente favorevole a Jokic vicino a canestro. Sul centro serbo si dovrà lavorare preventivamente per comprometterne la ricezione e mantenere mani attive sulle linee di passaggio, al netto delle celestiali abilità del serbo nel crearne autonomamente. Inoltre, sarà fondamentale la reattività del giocatore da angolo in lato debole nel presenziare prontamente sulla ricezione in area, con conseguente cambio difensivo su colui che ha aiutato (clip 5). Queste situazioni sono una delle fonti da cui i Nuggets ottengono la maggior parte dei loro tocchi in area (secondi in NBA, primi per punti generati).  

L’aspetto che più favorisce l’efficacia da queste azioni dei Denver Nuggets è lo spacing, sia da situazioni dinamiche come quelle descritte, più statiche come i post (primi in frequenza percentuale, 7.6%), che generalmente da giochi costruiti attorno alla 5-out offense attorno a Jokic che agisce dalla punta. Il modo in cui i Timberwolves si occuperanno nella gestione di questi ampi spazi che producono tiri aperti dal perimetro sarà la prima àncora di resistenza. Nella prima clip si nota come forzare Rudy Gobert ad allontanarsi dal pitturato per accoppiarsi con Jokic sia un vantaggio per i tagli dei giocatori dei Nuggets. Anche nella sfida contro gli Oklahoma City Thunder, ma è presumibile pensare che il piano partita fosse ostruire i continui tagli e penetrazioni degli avversari, una considerevole mole di aiuti, anche da lato forte, ha esposto la difesa di Minnesota a tiri da tre punti di qualità, spesso non convertiti. Affrontando la quarta squadra in NBA per percentuale realizzativa (37.9%), sarà necessario mantenere solidità sulla prima linea difensiva e in determinate situazioni dettate dal personale adottare il drop coverage nel pick-and-roll riducendo le possibilità di scarico dalle mani del passatore (pur esponendosi al pick-and-pop).

Tutto ciò espone alla questione dei matchup difensivi. Quanto tempo i Minnesota Timberwolves schiereranno contemporaneamente Towns e Gobert a dispetto della possibilità di alternare i due con Kyle Anderson? E come verranno impiegati negli accoppiamenti con Jokic e Gordon? Nelle gare in stagione regolare (precisando che Towns è stato assente in ognuna di esse), la scelta è ricaduta su Kyle Anderson in diretta marcatura di Jokic, con la possibilità di rendere Gobert più libero di rimanere flottato nei pressi del ferro in ogni situazione ed essere, seppur in parte, più lontano dal matchup hunting contro le guardie dei Nuggets da pick-and-roll. L’attacco dei Nuggets è uno dei più efficienti proprio perché presenta un’incredibile versatilità nei giochi a due: questi possono venire eseguiti tra lunghi (clip 1) o invertiti con guardia da bloccante (clip 2). Perciò, possiedono multiple opzioni per alterare le strategie difensive avversarie. Inoltre, Jokic è pressoché letale contro difensori di minore taglia e altrettanto nel leggere l’aiuto e romperlo con linee di passaggio dirette verso Gordon, una delle più abili presenze nel dunker spot (in stagione, 41.7% dei passaggi ricevuti da Gordon proveniva da Jokic). Interessante sarà vedere l’impatto di Towns nella metà campo difensiva, il suo livello di aggressività nei pick-and-roll e la capacità di variare negli accoppiamenti.

Se i Denver Nuggets hanno chiuso con il secondo miglior dato nella lega per punti in area su cento possessi, il medesimo dato rapportato a quanti concessi agli avversari è il ventiseiesimo. Questo è decisamente l’aspetto da massimizzare nella resa per i Minnesota Timberwolves. La questione dei matchup difensivi è specchiale per l’attacco, ossia l’alternanza di Towns e Gobert (con Conley a dirigere il gioco) nel ruolo di cinque piuttosto che la convivenza tra i due. Ciò nonostante, il centro francese può gestire possessi come sponda (o bloccante) lontano da canestro per sbloccare le penetrazioni dal palleggio delle guardie. In situazioni come nelle prime due clip, Jokic non possiede rapidità nel movimento di piedi per trasformare quella ricezione dinamica in un cambio difensivo, potendo quindi ottenere un vantaggio in avvicinamento a canestro. Edwards e Towns dovranno essere una minaccia costante per l’area dei Nuggets, ma un fattore silenzioso potrà essere Kyle Anderson. Pochi giocatori possono gestire possessi da palleggiatore e bloccante nel pick-and-roll. Inoltre, per quanto la discutibilità della meccanica e il ristretto volume (1.5 3PA), in stagione ha concluso con il 41.0% da tre punti. La possibilità di rappresentare una point guard aggiunta può successivamente creare situazioni più aperte per Edwards e Towns.

Quando si tratta di Playoffs, mettere pressione sui difensori più attaccabili avversari è pratica nota. In maniera bilanciata per non incorrere in immediati aggiustamenti che rischiano di rompere il gioco eccessivamente presto, l’inserimento diretto di Jokic nell’azione sarà un tema dell’attacco dei Minnesota Timberwolves. Le strategie dei Nuggets per proteggere il suo centro sono varie, da una difesa a zona a pre switch prima del blocco, a varianti più aggressive nel pick-and-roll (hedge) per non forzare il cambio ma permettere poi il recupero verso il più vicino attaccante. In questo caso, il movimento di palla dei Timberwolves dovrà essere più veloce della mobilità del centro dei Nuggets (clip 1). La successiva contromossa offensiva contro un hedge e lo slip screen, ossia uscire prima dal set del blocco. Una pratica più consona alla prestanza di Towns per poi avere una ricezione vantaggiosa per attaccare (clip 3).

Insomma, una serie tra prima e ottava del seed non dovrebbe nascondere così tante insidie per chi ha dominato la stagione regolare, eppure il livello medio di una Western Conference più spietata che mai rende questi T’Wolves un banco di prova da subito temibilissimo sulla strada che porta Jokic all’anello.

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