Tyrese Haliburton - Indiana Pacers
Tyrese Haliburton - Credit: Brian Fluharty/Getty Images

Film Room: Tyrese Haliburton

Una lente di ingrandimento sulla visionaria abilità da passatore di Tyrese Haliburton, i primi segni del suo stellare talento.

Prima dell’inizio della stagione NBA 2022/23, Tyrese Haliburton aveva imposto come personale obiettivo quello di concludere con almeno 20 punti e 10 assist a partita e diventare per la prima volta All-Star. Sentiva di poter essere quel genere di giocatore. Un primo standard settato per poi proseguire nel compiere i naturali prossimi passi tipici per un ventitreenne, seppur tanto speciale. In parte, ha persino ecceduto quanto detto. La scorsa stagione, con lui soltanto Trae Young e James Harden hanno registrato medie da più di 20 punti e 10 assist. Ma il prodotto di Iowa State ha contornato il raggiungimento con il 40.0% da tre punti (su 7.2 tentativi a partita), diventando il primo giocatore nella storia NBA a combinare queste percentuali realizzative da dietro l’arco (40.0%+ su 5.0+ 3PA) e doppia cifra di assist a partita.

Nonostante ancora la mancata apparizione alla postseason, il processo di crescita degli Indiana Pacers corre velocemente, e Tyrese Haliburton sarà il volto della franchigia. Il 1 luglio 2023 ha firmato la rookie scale extension dal potenziale massimo valore di 260 milioni in 5 anni. Chad Buchanan, General Manager, vede in questa stella la stessa luce che ha lasciato Reggie Miller. Gli Indiana Pacers hanno tra le mani un prezioso talento, già affermatosi come uno dei migliori passatori e tra i più abili a creare tiri per i compagni. Dovranno reciprocamente attendersi. La franchigia nel costruire attorno a lui e raggiungere dei primi tangibili risultati, e Tyrese Haliburton nell’aggiungere tasselli sempre più definiti nel diventare una minaccia offensiva a ogni livello.

La prima brillante stagione

L’unione di playmaking e scoring dominando in termini di efficienza è presumibilmente la caratteristica più eccelsa che si può raggiungere. Questi due aspetti richiedono certamente un’incidenza di tempo con il possesso del pallone non indifferente, e di conseguenza un importante carico offensivo da gestire. In un contesto di rebuilding team, come sono stati gli Indiana Pacers, questo ruolo è inevitabilmente assegnato a un giovane giocatore, che deve per fisiologia scontrarsi con alcune difficoltà iniziali.  A oggi, per Tyrese Haliburton questo stadio della carriera non pare aver sortito effetto. Nella passata stagione, 41 giocatori (con 1000+ minuti) hanno registrato almeno il 25.0% di AST% (metrica che evidenzia la percentuale di canestri assistiti da un giocatore quando è in campo). Tra questi, Tyrese Haliburton si è posizionato dietro soltanto a Jokic, Curry, Sabonis, Butler e Lillard in punti su 100 tentativi dal campo, a testimoniare l’alta efficienza in produttività.

La stella dei Pacers ha però guidato la NBA in AST%, con il 45.8%. Un volume considerevole che ha resistito al rapporto con i palloni persi. Il dato di AST/TOV (4.15) è secondo soltanto a Chris Paul, ma nel confronto tra i due emerge l’impatto di un carico sulla palla maggiore per Tyrese Haliburton, che lo rende quindi il passatore più efficiente nella passata stagione, rapportato al più alto volume di passaggi che hanno creato un tiro su 75 possessi (“passing creation volume”, 1°). Mentre il secondo grafico riprende il concetto chiave della necessità di vedere accentrati su di sé un tempo di possesso sempre maggiore (“on-ball %”). Ciò che impressiona è la voce “box creation”, che stima i tiri aperti costruiti per i compagni, terzo dato più alto nel 2022/23 dietro Trae Young e Nikola Jokic. Un ruolo di facilitatore che trova la massima espressione a campo aperto.

Il PACE dei Pacers

Giocare in transizione richiede differenti letture in risposta a situazioni dinamiche. Per facilitare l’efficacia in campo aperto, l’attitudine a giocare ad alto ritmo deve essere ben inserita nella filosofia di squadra. In questo modo, spingere il pallone velocemente nella metà campo avversaria per battere una difesa non a pieno risistemata può diventare un’arma. Gli Indiana Pacers sono state una delle migliori squadre a capitalizzare vantaggi nei primi secondi dell’azione. Nella passata stagione, hanno chiuso come primi per punti a partita da contropiede (18.1), quarti per frequenza percentuale di giocate in transizione (17.1% vs 15.0% media in NBA) e secondi per punti su 100 possessi da queste situazioni (133.6 vs 126.9 media in NBA). La ricerca di queste occasioni nasceva sia da palla rubata che da rimbalzo difensivo: in quest’ultima voce i Pacers hanno ancora brillato, primi per efficienza (131.6 punti su 100 possessi vs 120.7 media in NBA).

Queste clip testimoniano come per fisionomia i giri del motore degli Indiana Pacers siano sempre alti, con l’obiettivo di massimizzare ogni possibilità di correre il campo. La prima linea di giocatori inizia ad attaccare la metà campo avversaria in ampiezza e profondità, in modo da massimizzare lo spacing. Questo complica il recupero difensivo, soprattutto in situazioni di sotto numero dove di norma il primo compito è proteggere il pitturato (situazione ben visibile in clip 1-2). La terza clip, dalla gara contro i Denver Nuggets, evidenzia come non appena si recupera il pallone, il giocatore in possesso (Haliburton) ha già lo sguardo rivolto in avanti per battere sul tempo gli avversari. Mentre sul lato opposto, lo sprint è eccellente da parte di Buddy Hield che si lascia alle spalle il suo difensore. In pochi secondi, i Pacers convertono una palla recuperata in un 2 contro 1 in contropiede che porta a due punti facili.

I principi del gioco in transizione, se ben applicati, sono fondamentali per facilitare la scelta da compiere e trovare la migliore opzione di passaggio. Nella prima clip, contro i Lakers, Buddy Hield chiama Tyrese Haliburton di attaccare il centro del campo. Questo apre la linea diretta da correre per andare a coprire l’angolo sinistro, mentre lo stesso avviene su lato destro. Così i difensori avversari sono costretti a sacrificare, quantomeno inizialmente, la protezione dell’area. Qui arriva la rim run di Myles Turner, che chiude l’ennesima situazione di 3 contro 2 creata in contropiede. Quando l’intera squadra è impegnata nel mettere pressione presto, ancor più contro difese non pronte nel fermare la palla e accoppiarsi, è fondamentale un portatore di palla che con lo sguardo alto riconosca come approfittare della situazione. Questo è perfettamente mostrato nella seconda clip: appena ricevuto il pallone in apertura, Tyrese Haliburton percorre il campo osservando come battere la difesa, trovandosi già pronto una volta superata la metà campo.

La leadership di Tyrese Haliburton

Ogni video mostrato ha messo immediatamente in luce come a guidare queste situazioni di contropiede ci debba essere un giocatore in grado di processare rapidamente ciò che avviene attorno a sé. Tyrese Haliburton possiede quel preciso decision making che permette di leggere ogni atteggiamento di compagni e difesa. I seguenti video dimostrano come la sua spaziatura sia strumentale ad avere un range visivo più ampio quando guida la transizione. In questo modo può notare quale sia la migliore alternativa tra servire il giocatore in area o angolo.

Nella prima clip, i Pacers caricano il lato debole di tre giocatori che attaccano rispettivamente area, angolo e ala contro la difesa non accoppiata dei Cavs. Nel momento in cui Mitchell segue il taglio di Nesmith, emerge subito l’importanza di correre in ampiezza e profondità. Il posizionamento di Nembhard crea una distanza da colmare con il closeout troppo lunga per Mobley, risultando in un tiro aperto. Nel possesso seguente, Mitchell vede la corsa di Hield all’inizio della transizione. Ancora il suo movimento apre l’area per la corsa diretta di Nesmith. Qui Tyrese Haliburton anticipa il taglio del compagno con perfetto timing e passaggio no-look di sinistro, lasciando la guardia dei Cavs in mezzo.

Un aspetto essenziale del playmaking di Haliburton è la capacità di mantenere il flusso offensivo in early offense, ossia quando la difesa avversaria è per la maggior parte rientrata ma non del tutto sistemata. Perciò, pur riducendosi la presenza di un chiaro vantaggio, da queste situazioni è comunque possibile riconoscere una lacuna da sfruttare. Tutto ciò diventa reale se si monitora costantemente ciò che avviene, già nel momento in cui il pallone viene portato in avanti. Si tratta di letture che possono apparire semplici o casuali, ma rappresentano il miglior modo per costruire un tiro nei primi secondi e non dover incorrere nel rischio di giocare contro una difesa schierata (Pacers 24esimi in efficienza a metà campo, 96.5 punti su 100 possessi).

Il primo possesso mostrato vede come lo sprint di Jackson forzi Duncan Robinson a mettere il proprio corpo sulla linea di corsa in attesa del rientro del proprio lungo, così da non portare il mismatch vicino a canestro. Con Tyler Herro già accoppiato a Mathurin, Haliburton individua in Hield l’attaccante senza diretto marcatore. Il passaggio arriva ancor prima che Robinson inizi la rincorsa, dando alla guardia dei Pacers tempo di leggere il closeout e attaccare dal palleggio. Se la difesa non è ordinata negli accoppiamenti, l’attacco deve trovare quello più vicino da battere. Questo si vede nella seconda clip, dove la pressione immediata in area fa collassare la difesa, allungando lo spazio da recuperare contro il giocatore in arrivo da dietro, subito trovato da Tyrese Haliburton, con la collaborazione del lock screen di Turner. Lo stesso concetto è infine applicabile al terzo possesso riportato. La difesa dei Cavs fa un buon lavoro nel fermare la palla e ogni difensore è accoppiato. Questo non ferma Tyrese Haliburton nel notare un matchup favorevole tra Hield e Allen. Inoltre, la disposizione 5-out apre completamente l’area, facilitando l’1vs1. Si tratta sempre di un tiro nei primi otto secondi, diretto dalla puntuale lettura della point guard dei Pacers.

Tyrese Haliburton: bellezza nei dettagli

Dietro il tasso di spettacolarità che accompagna gli assist di Tyrese Haliburton c’è un’analisi totale di ciò che accade in campo. Sin dal primo momento in cui si apre il possesso offensivo, processa e traduce queste informazioni in quelli che poi si traducono in istanti da highlights.

Durante questa gara di stagione regolare contro gli Washington Wizards, Haliburton ha manipolato e messo fuori gioco la difesa avversaria con multiple finte e rara semplicità. Tutto però nasce dal controllo che possiede sull’intera situazione. Nella prima clip, esamina ogni opzione a sua disposizione: se c’è un taglio a canestro, chance di servire il lungo in corsa o taglio backdoor su lato forte. A un certo punto, la difesa deve cedere, pensando che il terzo passaggio possa essere quello su cui essere pronti. Ma non appena Haliburton attira l’attenzione di due difensori, crea spazio per un tiro aperto dalle mani di Buddy Hield (1.24 PPP in transizione). Successivamente, in tre secondi i Pacers si trovano a ridosso dell’area interna all’arco dei tre punti. Tyrese Haliburton ha alla sua destra una situazione di parità in accoppiamento attacco e difesa. Così, da passaggio in salto, vende uno scarico per Hield per finire invece a trovare Mathurin.

Il moto offensivo così dirompente causa certamente confusione nella difesa avversaria. Persino nel momento in cui più di un’opzione di passaggio è negata, Tyrese Haliburton troverà il compagno libero. Dalla gara contro Miami, un dettaglio eleva la sua intelligenza nel guidare la transizione: il movimento in ala con pronto sguardo ai compagni in arrivo è perfetto per attirare la difesa verso di sé e creare la linea centrale da attaccare in corsa. Con tempi suoi e di pochi altri, attende punto e momento perfetto per far segnare. Nelle limitate circostanze in cui non è lui a portare su palla (clip 2 vs Raptors), Haliburton è in qualche modo avvantaggiato nel correre con lo sguardo alto e anticipare quali saranno le scelte difensive e il movimento dei compagni. Appena riceve, con più finte di occhi, corpo e palla batte in minimo tempo il rientro in sotto numero.

Persino nella bellezza di un passaggio no-look, vedere il modo in cui Tyrese Haliburton arriva a questa spettacolare giocata è un processo di dettagli. Se prendiamo il primo, contro i Cleveland Cavaliers, impressiona notare come appena scattato il cronometro dei 24 secondi, Haliburton ha già individuato il vantaggio per il contropiede. In maniera ottima, i Pacers riempiono il lato forte per lasciare libera la corsia a Jalen Smith, sempre monitorato dal play per assicurarsi che Mobley rimanga dietro. Gli occhi fino all’ultimo restano sui compagni più vicini, la difesa è collassata e Smith, destinatario finale dell’azione sin dall’inizio, chiude in lay up. Un simile procedimento vale per la seconda clip: appena riceve in corsa, Tyrese Haliburton vede Boucher voltato di spalle nel tentativo di seguire il suo marcatore. Su lato forte, Buddy Hield ha una gravity da rispettare, ciò significa che Smith ha una chiara linea a canestro, sempre con gli effetti speciali.

Le contromosse

Come anticipato, quando il contropiede non si tramuta in punti rapidi, ci sono ancora opportunità per rimanere nel gioco in transizione e creare tiri di qualità. Si tratta di contromosse che Tyrese Haliburton possiede nel suo arsenale di passatore e il fit con il personale degli Indiana Pacers è pressoché ottimo. Il primo è il flip pass, questo passaggio ravvicinato simile al consegnato. Di norma a questo segue un blocco sulla palla, ma l’applicazione è adatta anche per queste tipologie di azioni. Con questo servizio trova un giocatore in corsa che ha quindi un potenziale vantaggio in quanto non direttamente accoppiato con un difensore. Nella prima clip, il rientro dei Magic impedisce una rapida chiusura del contropiede, ma Tyrese Haliburton ha già gli occhi vigili sul trovare la seconda opzione per un tiro veloce. Mentre nella gara contro gli Heat, la scelta avversaria è quella di sacrificare presenza a rimbalzo offensivo per favorire il rientro in transizione difensiva, di fatto la disposizione è precisa. Questo però crea separazione con un lungo floor spacer come Myles Turner. La particolarità nell’esecuzione di Haliburton sta nel passare e proseguire la corsa, un modo di liberarsi del pallone ma avere comunque l’attenzione della difesa avversaria.

Questo concetto si applica per il ruolo del trailer, il giocatore che arriva da dietro l’azione, ma con lo scopo ben preciso di entrare aggressivamente. Il roster dei Pacers è ricco di opzioni in tal senso, con predisposizione a correre tutto il campo (più l’aggiunta di Obi Toppin e Bruce Brown). Per Tyrese Haliburton, si tratta soltanto di servire al momento giusto il compagno, in quanto un leggero ritardo può risultare in una palla persa da sfondamento o comunque difficoltà nel controllare corpo e pallone in corsa. Nella prima clip da sottolineare ancora il cambio di direzione per lasciare libera la fascia centrale. Mentre nella seconda si dimostra come i pilastri del gioco in transizione (rim run e sprint in angolo) sono anche solo uno strumento per attirare la difesa, poi impreparata a reagire sul giocatore in arrivo da dietro. In questo caso, Myles Turner che cattura il rimbalzo difensivo e converte il contropiede nell’altra metà campo è emblematico della filosofia ad alto ritmo degli Indiana Pacers e di come la costruzione del roster sia indirizzata nel massimizzare queste qualità.

Il futuro è di Tyrese Haliburton

Finora è chiaro come in transizione e contropiede la presenza di vantaggi può essere nitida, ma altrettanto come Tyrese Haliburton sia capace di eseguire a tempi soltanto suoi e di anticipare o creare delle letture. Per primeggiare nel ruolo di facilitatore è essenziale saper distinguersi anche a metà campo. Non soltanto perché il gioco a difesa schierata è prioritario e decisivo nelle sorti finali, ma spazi e tempi più ristretti impongono una visione ancor più reattiva. Nella passata stagione, l’efficienza a metà campo degli Indiana Pacers ha registrato +9.2 punti su 100 possessi con Tyrese Haliburton in campo. Si tratta del dodicesimo miglior dato in NBA, oltre che il sesto se il campo viene ristretto a giocatori con un Usage maggiore del 25.0%.

Per quanto sia eccessivo parlare di sistema eliocentrico, on-ball% e AST% spiegano come, parlando di tiri creati per i compagni, le decisioni nell’attacco dei Pacers sono fortemente incentrate sul talento della propria point guard. Haliburton brilla in numerose situazioni, guidato da questa forte attitudine da pass first guy. Quello che stupisce è come mantiene compostezza ed è dotato di quel sentore utile a trovare il modo di costruire il tiro migliore anche quando questo sembra non arrivare.

Da queste clip come chiaro esempio si intuisce che attenzioni e rotazioni della difesa avversaria non ostacolano la sua visuale a tutto campo. Nel possesso dalla gara contro i Chicago Bulls, la difesa su pick-and-roll è aggressiva. Con esitazione e cambio di velocità batte Vucevic, ma è già pronto DeRozan (low man), più il recupero del diretto marcatore e finta di aiuto da lato forte. Sono quattro difensori focalizzati su Haliburton. Il normale passaggio di uscita sarebbe in angolo, vista la posizione flottata in aiuto al ferro, ed è proprio dove arriva la rotazione nel lato debole. Da qui ne esce con uno scarico difficilmente prevedibile e ancor più realizzabile con precisione, regalando metri di spazio. Anche nel secondo video, contro San Antonio, le rotazioni in aiuto e oltre (‘help the helper’) di Vassell, Poeltl e Sochan sono puntuali ma non sufficienti a impedire a Tyrese Haliburton di trovare il quarto compagno ben posizionato, vendendo fino all’ultimo con lo sguardo un passaggio che poi termina altrove lasciando la difesa bloccata.

Da palleggiatore in pick-and-roll, la fonte di gioco più influente contro una difesa schierata, gestire varie strategie difensive è senza dubbio la chiave per mantenere i vantaggi, ancor più se ciò genera sovrannumero per i compagni. Questa serie di clip mostra questa fattispecie del playmaking di Tyrese Haliburton. Contro drop profondo, un palleggio in più può essere decisivo per allontanare l’aiuto da angolo in lato debole e attirare a sé il lungo (clip 1). Quando invece la strategia è la medesima ma il livello è leggermente più vicino al blocco, i tempi di passaggio verso lo short roll sono fondamentali. Da notare come nello stesso movimento del palleggio che porta a prendere vantaggio arriva il passaggio schiacciato. Questo restringe di gran lunga i tempi di aiuto se il low man non è molto flottato, e lo spacing offensivo in questo aiuta (clip 2). Allo stesso tempo, quando la presenza su roll del bloccante è anticipata, Haliburton trova modo di batterla servendo il corner cut o con uno skip pass (clip 3-4). Seguono poi le varianti più forti (hedge in clip 4, trap in clip 5). L’aspetto più rilevante nel possedere un’ampia visione del campo consente di battere le rotazioni oltrepassando il gioco a due, ma creando vantaggio per un terzo compagno.

Nel contesto a metà campo si intravede il percorso di crescita di Tyrese Haliburton, parlando però di scoring. Da non fraintendere che lo sviluppo è già progressivo e visibile, ma nel ruolo di opzione offensiva numero uno diventa necessario anche fare prevalere la ricerca di propri tiri. Come specificato, in parte ciò sta già avvenendo: le principali voci statistiche e percentuali realizzative dal campo seguono una traiettoria in ascesa. Inoltre, nella passata stagione, le gare con almeno 15 tentativi dal campo sono state 32 su un totale di 56. Mentre nel 2021/22 il numero era 17 ma rapportate a 77 giocate in totale. Soltanto come metro di paragone, nel 2022/23 Trae Young (uno dei tre giocatori a chiudere con medie di 20.0+ PTI e 10.0+ AST) ne ha registrate 52 in 73 gare. Inoltre, è parallelo il modo in cui il miglioramento come scorer ha positiva influenza sul poter creare tiri per i compagni.

Perciò, il tutto è riassumibile in maggiore aggressività, per quanto già si stia verificando: il volume percentuale di tiri non assistiti è passato da 43% a 33%, da 49% a 28% nei pressi del ferro e da 58% a 45% da tre punti. Questa tabella mostra il paragone in percentile tra Tyrese Haliburton e le due classi di giocatori a lui più simili per ruolo e responsabilità in campo. Da qui è immediato il riconoscimento delle aree che verranno monitorate nelle stagioni a seguire. Oltre a midrange e floater, due armi necessarie per essere efficaci a tre livelli, soprattutto l’ultima che sta sempre più guadagnando popolarità in termini di utilizzo tra guardie. Il tema della rim shot creation riassume la caratteristica di maggior valore, perché genera tocchi in area, fa collassare la difesa forzando rotazioni, permette di guadagnare tiri liberi ed è generatore di vantaggi sia per il palleggiatore che per un compagno. La struttura del roster dei Pacers permette in minima misura a Tyrese Haliburton di giocare off the ball, quindi la produttività passa inevitabilmente da ciò che può costruire con il pallone in mano.

Questo possesso durante la FIBA World Cup 2023 è interessante come riassunto della traiettoria offensiva di Tyrese Haliburton e della convivenza tra anima da creator e scorer. Per primo, da drag (blocco alto in transizione), il difensore diretto rimane dietro mentre il lungo avversario è in drop, concedendo spazio per attaccare dal palleggio con un tiro da tre punti, midrange o floater. Mentre Haliburton inizialmente non guarda il canestro, ma si concentra sul trovare un compagno in situazione vantaggiosa. Il cambio difensivo all’ultimo viene così attaccato da passaggio boomerang, con l’intenzione della difesa di forzare la mano sinistra. Riuscendo a mantenere lo sguardo alto, vede gli scivolamenti interni e prende tempo valutando di poter battere il low man in rotazione. Con spaziature parzialmente resettate, con l’incrocio in palleggio supera il lungo (sempre orientato a mandarlo a sinistra) e una volta conquistato il pitturato ha controllo del corpo e pura tecnica per servire Banchero al ferro.

Pur mai snaturando il proprio DNA, quello da giocatore altruista con innata abilità nell’alzare il livello di chi lo circonda, Tyrese Haliburton dovrà delineare per se stesso uno spazio più centrale nel gioco offensivo. La connotazione di passatore prevale ancora come prima caratteristica esaltata quando il suo nome è nella conversazione riguardo le migliori point guard in NBA. Perciò, la coesistenza di queste due identità porterà il suo status a una concezione decisamente superiore.

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