Lauri Markkanen
Lauri Markkanen - Photo by: Jeff Swinger via Getty Images

Film Room: Lauri Markkanen

Lauri Markkanen ha dato una svolta stellare alla sua carriera grazie all'annata con gli Utah Jazz

Il cambiamento della narrativa attorno alla carriera di Lauri Markkanen è stato rapido, di una portata che in pochi avrebbero immaginato. Nella stagione 2022/23, è diventato il sesto giocatore nella storia NBA a registrare almeno 25 punti e 8 rimbalzi a partita con il 38.0% o più da tre punti (con 5.0+ 3PA). Un balzo statistico impressionante per chi da sempre ha avuto un ruolo marginale, seppur di alto livello. Dopo le notevoli prestazioni a EuroBasket 2022, la stella finlandese ha proseguito sulla medesima scia arrivato agli Utah Jazz. Un contesto nuovo, una fiducia ritrovata e iniettata da coach Hardy. Il peso offensivo assegnatogli è sicuramente più responsabilizzato rispetto alle precedenti annate a Chicago e Cleveland. Ora, si trova al centro del progetto tecnico che ha visto sbloccato il suo talento e massimizzato le sue abilità in campo.

La prova fornita per accertare il premio di Most Improved Player, primo giocatore nella storia dei Jazz, è la continuità mostrata. Lauri Markkanen ha concluso la stagione con +10.8 punti, +2.9 rimbalzi, +5.4% dal campo, e +3.4% da tre punti in solo +3.6 minuti a partita rispetto alla precedente. Una crescita statistica deriva spesso da un più o meno consistente aumento nel volume di opportunità, ma quello di Markkanen non è del tutto tale da attendersi questo risultato. Proprio perché ha ecceduto gli standard di efficienza, toccando il 58.7% di percentuale reale (EFG%), il terzo dato più alto in NBA nella passata stagione tra giocatori che hanno segnato almeno 25.0 punti di media, dietro Kevin Durant e Stephen Curry. Le fonti da cui proviene la produttività offensiva di Lauri Markkanen lo differenziano dagli altri migliori scorer nella Lega, perché è proprio in questa categoria che si è insediato.

Lo scoring di Lauri Markkanen

Ogni giocatore varia nel dominio sulla palla che necessita per creare i propri tiri, ossia quanto il possesso deve passare tra le proprie mani per trovare ritmo e segnare. Nella passata stagione, Lauri Markkanen è stato tra i 20 giocatori a viaggiare ad almeno 25.0 punti a partita (25.6). Tra questi, ognuno presenta un differente dato di time of possession (il numero di minuti che un giocatore ha possesso di palla in una gara). Si passa dall’irreale 3.1 del miglior marcatore Joel Embiid (33.1 punti), al 9.1 di Luka Doncic (32.4 punti) sino a valori più o meno intermedi e vicini alla media di 5.3. Chiaramente, è fondamentale non restringere questo dato alla mera produzione di punti, in quanto in esso rientrano anche la creazione di tiri per i compagni. Ma rimane comunque un indicatore funzionale a distaccare il profilo di Lauri Markkanen, che ha registrato 1.9 minuti di possesso a partita.

Tuttavia, ricorrendo anche allo Usage (metrica che evidenzia quanto dell’attacco di squadra un singolo giocatore utilizza concludendo con un tiro dal campo, tiri liberi, palloni persi o assist, via Cleaning the Glass), emerge lo stesso principio. Lauri Markkanen ha registrato il 23.7% rispetto alla media del 31.3% dei primi 20 migliori marcatori in NBA. Questo grafico riassume proprio questa circostanza solo con delle metriche più avanzate ma ispirate da quanto descritto finora. Il dato O-LEBRON calcola il valore offensivo positivo o negativo di un giocatore su 100 possessi rispetto alla media della Lega (valore 0), mentre On-Ball% è essenzialmente simile al time of possession.

Lauri Markkanen è stato tra i più efficienti e prolifici attaccanti, con un minimo impatto sui possessi offensivi degli Utah Jazz. Si tratta di un’attitudine davvero positiva per le dinamiche di una squadra, in quanto può garantire standard importanti ma allo stesso tempo ottimizzare il fit con giocatori che si servono maggiormente del pallone tra le mani per produrre gioco. Tutto questo significa che la stella finlandese padroneggia l’arte del giocare off the ball, partendo senza palla e dotandosi di un ventaglio di opzioni che si fonda prevalentemente sul farsi mettere in ritmo dai compagni. Si tratta di un pacchetto di abilità importante, ma che raramente è in grado di portare a questi numeri.

Ben il 75.0% dei canestri dal campo di Lauri Markkanen sono stati assistiti, ma il nuovo impiego promosso dagli Utah Jazz è la ragione per cui la versione vista nella passata stagione non ha avuto precedenti. Prima di tutto, va sottolineato come la conformazione di Markkanen lo inquadri da sempre come uno stretch big, quindi un lungo moderno che ha alta frequenza in soluzioni dal perimetro e basse in situazioni interne come il gioco spalle a canestro. Per qualità tecniche al tiro rimane un eccellente floor spacer, e i Jazz non si sono privati di ciò. Come mostrato in questi video, da dietro l’arco Markkanen ha acquisito una gravity notevole, registrando il 40.7% da catch-and-shoot (6.8 3PA) e un incredibile 49.5% dagli angoli (51/103), area da cui può anche facilmente leggere la difesa e tagliare a canestro contro gli aiuti nei pressi del ferro.

La novità, rivelatasi più che azzeccata, risiede nella libertà e fluidità di muoversi per il campo. Non più una presenza statica o creatore secondario, ma un giocatore che sfrutta la sua intelligenza per creare dei vantaggi partendo lontano dalla palla. Per rendere chiaro il cambiamento, nel 2021/22 (61 gare con i Cavs) Lauri Markkanen ha registrato il 37.0% di frequenza di possessi conclusi in spot up (quando un giocatore raggiunge un punto del campo e tira dalla ricezione) e del 5.3% in uscita da blocchi. Con gli Utah Jazz queste fonti di gioco sono passate a 20.6% e 14.8%. Inoltre, sempre nel 2022/23, soltanto Klay Thompson ha prodotto più punti da tagli e in uscita dai blocchi di Lauri Markkanen (‘Movement Points’, 6.45, via BBall Index). Oltre che mettendo in luce la diversità tra questi due giocatori nella struttura fisica, vedere il finlandese dietro a uno dei migliori attaccanti off the ball nella storia del gioco è singolare.

Utilizzo offensivo nel gioco dei Jazz

Essere efficaci nel gioco senza palla non significa soltanto arrivare al tiro in catch-and-shoot o a una partenza in palleggio. In precedenza e successivamente alla ricezione c’è un costante lavoro di lettura di ciò che fa il difensore diretto e del bloccante, al netto della capacità di variare nelle soluzioni offensive. Lauri Markkanen possiede questo nucleo di caratteristiche, tale da minimizzare le lacune che la difesa avversaria può ricercare. In queste clip vengono mostrate queste situazioni di istinto, pronta reazione e scelta del movimento appropriato che permettono di generare opportunità di andare a segno.

Gli Utah Jazz hanno ricorso molto spesso all’uso del wide pindown per Lauri Markkanen. Partendo da angolo, il blocco profondo serve per aumentare lo spazio in ala per ricevere e attaccare con il lato libero. La variazione nel modo di leggere l’angolo di blocco, l’adattamento alla scelta difensiva e i giocatori coinvolti sono l’insieme di letture che emergono in questi giochi a due.

Il primo aspetto si verifica quando il diretto difensore insegue Markkanen passando sopra il blocco. In questo caso, la contromossa è il ricciolo (‘curl’). Con passo esplosivo e cambio di velocità, gira l’angolo e tiene l’avversario sotto controllo con il corpo per creare una chiara linea al ferro (clip 1-2). In situazione opposta, ossia il difensore vuole togliere l’ingresso verso l’area aggirando da sotto il blocco, Lauri Markkanen arresta la corsa verso la palla ed esegue un flat cut (o ‘fade’), aprendosi in allontanamento. Questo crea separazione, con l’aiuto del bloccante che aggiusta il posizionamento (clip 3-4).  Oppure, se l’intenzione difensiva è negare l’uso del blocco con difesa top lock, il taglio flash dà possibilità di ricercare una zona di campo differente da quella inizialmente progettata per attaccare (clip 5-6-7). In questo caso, lo spacing è fondamentale per allontanare eventuali aiuti. L’ultimo possesso mostra la versatilità offensiva di Lauri Markkanen, quando converte un impedimento di gioco da wide pindown in presa di posizione in post basso.

In riferimento a come il sistema Jazz sia flessibile per diversificare l’uso di Lauri Markkanen, da notare sono le varie impostazioni di gioco anche in un semplice set come quello mostrato. Quando in campo con Kessler, il blocco proviene da una guardia per disincentivare il cambio, mentre il rim protector avversario è forzatamente stanziato lontano dall’azione (clip 1). Quando invece il finlandese gioca da ipotetico centro, l’attacco è a 5 fuori per aprire completamente l’area (clip 2). Inoltre, la conoscenza della strategia difensiva avversaria determina la scelta del bloccante. Contro il drop coverage (tipico di Bucks e Clippers, clip 3 e 5), la responsabilità è sul difensore primario. Perciò, la pronta lettura del suo comportamento (‘under’ in clip 3 e ‘top lock’ in clip 5) può dare immediato vantaggio in quanto il lungo è lontano dal livello del blocco.

Da questa situazione, quando il difensore del bloccante è staccato, il contact screen è la mossa chiave per forzare un mismatch favorevole (clip 1-2). Quando invece la scelta è il cambio, Lauri Markkanen gode ancora di spazio ben creato per un 1 contro 1. Qui si vede anche la crescita nel finire al ferro: sia in frequenza (da 29% a 33%) che in efficacia realizzativa (da 65% a 70%). L’uso della spalla bassa permette sia di creare separazione che ricercare il contatto prima del rilascio quando il difensore non è preciso negli scivolamenti (clip 3-4). Per ultimo, come lungo Lauri Markkanen rimane per predisposizione anche impiegabile come bloccante nella medesima situazione. In questo caso, proprio da stretch big, la classica azione è quella di aprirsi in pop out dopo il blocco. Questo genera spazio ma soprattutto punisce il suo diretto difensore che è costretto, quantomeno inizialmente, ad attendere il recupero e proteggere il pitturato (clip 5-6). Si vede come il ricciolo della guardia può anche essere solamente strumentale a un isolamento su lato libero. Mentre, nella clip successiva, il dettaglio sta nel leggero spostamento di LeBron James verso l’area, con Markkanen già piedi a posto dietro l’arco.

Quanto ai blocchi stagger, letture e reazioni non si discostano molto da quanto già descritto. Da shot cut e curl contro il difensore sopra il blocco, al flat cut quando questo cerca di anticipare l’uscita. Ciò che deve risaltare è la varietà di modi con cui Lauri Markkanen può battere la difesa, con notevole efficienza. Ad esempio si aggiunge la possibilità di entrare direttamente in pick-and-roll (clip 4): il rescreen è automatico per forzare il difensore sopra il blocco e questo crea un vantaggio enorme per attaccare fronte a canestro, situazione in cui Markkanen ha vantaggio contro lunghi con debole footwork. Inoltre, questa sua capacità a giocare senza palla riduce il rischio di rompere il gioco e perdere secondi nell’azione, in quanto sa essere in grado di creare una linea di passaggio utile. Le ultime due clip evidenziano come se la ricezione da stagger è negata o non ben costruita, il flusso prosegue con taglio back door (clip 5) o gioco a due con il palleggiatore (clip 6).

Lauri Markkanen ha registrato un positivo 1.33 PPP da Roll Man (1.9 possessi a partita). Di nuovo, per fisionomia e sfruttare le doti atletiche, la tipologia in cui eccelle da bloccante è lo slip screen. Il roll in uscita dal blocco avviene presto, a volte anche senza contatto con il difensore del palleggiatore, muovendosi in uno spazio aperto con spesso i due avversari lasciati alle spalle per la velocità con cui avviene. Un’ottima strategia contro coverages aggressivi o switching che i Jazz hanno ancora una volta alimentato di precisione in fit con i giocatori. A dimostrazione, le ultime due clip mostrano l’uso del triangolo per attaccare il cambio difensivo: mentre Markkanen porta il mismatch vicino a canestro, l’altro lungo sale per liberare spazio e giocare di alto-basso. Nella clip vs Miami, questo è anche funzionale perché il difensore del passatore è Adebayo. Nel successivo, con tre lunghi, Kessler viene posizionato in angolo per allargare gli spazi. Inoltre, lo slip è anche riproponibile in gioco da bloccante su lontano dalla palla (clip 3 da Flare screen, clip 4 da Iverson screen).

Lauri Markkanen: movimento costante

Talvolta, il corretto timing e senso nel muoversi senza palla e realizzare tagli è un’arma di fondamentale importanza e una skill che merita di essere valorizzata. Perché crea opportunità per il diretto giocatore o per un compagno, tiri di qualità nei pressi del ferro o da tre punti e soprattutto fa sempre mantenere un livello elevato di attenzione da parte della difesa.

Questo apre un’altra parentesi all’eccellente dimensione del gioco di Lauri Markkanen. Al netto di set designati per metterlo in ritmo, la visione di ciò che avviene contro la difesa schierata gli permette di battere il difensore e creare un vantaggio, o mantenerne quando è il palleggiatore a produrre per primo. Da qui conoscenza e applicazione dei più comuni ma efficaci tagli a canestro. Il back door quando la difesa eccede nella pressione o negazione del passaggio, che può verificarsi sempre di più dal momento che la sua produzione offensiva è in aumento e potrà venire testato con più frequenza a cercare vie alternative per segnare (clip 1-2). Quanto ai dive cut a canestro, in questo caso i tempi sono la chiave per aggredire quello spazio creato dalla posizione flottata dei difensori verso la palla e spesso con gli occhi rivolti al palleggiatore. Questo si vede molto bene nella clip dalla gara contro i Dallas Mavericks, dove Hardaway Jr, Kleber e Green sono voltati verso Sexton. Su lato debole c’è una situazione di 2 contro 1, immediatamente convertita in un tiro al ferro. Mentre la rilevanza dei tempi è l’aspetto principale del possesso successivo: non appena Williams torna con lo sguardo sul suo attaccante, Lauri Markkanen lo ha già lasciato sul posto. Infine i tagli davanti al difensore, o face cuts. Questi sono pensati proprio per creare quanto poi effettivamente i Jazz eseguono: si utilizza una decoy action per massimizzare l’attenzione sulla palla, mentre tutto in realtà serve a dare spazio al tagliante per attaccare il ferro. Nella prima clip l’azione di finta è un Ram screen più Stack pick-and-roll, mentre nella seconda uno Stagger screen per giocatore in angolo. Lauri Markkanen è preciso, esplosivo e letale.

Il movimento è un costante generatore di pressione sulla difesa avversaria, di conseguenza diversificare le posizioni in campo per concludere il possesso nel migliore dei modi è un ulteriore fondamento dell’attacco di Lauri Markkanen. Sempre alla ricerca di beneficiare se stesso e i compagni con spostamenti che per quanto semplici alla vista, in realtà sono strumenti facilitatori. Prendendo le prime due clip come esempio: da empty corner pick-and-roll, Markkanen non ha modo di essere servito in uscita dal blocco. Entrambi i possessi proseguono con un ribaltamento di lato per cercare un secondo attacco. Qui, il finlandese è pronto a spostarsi in angolo anticipatamente al suo difensore, dando una linea di passaggio alla penetrazione o al secondo cambio di lato. Ognuno dei possessi è concluso con un canestro di Markkanen, ma questo riposizionamento ha duplice utilità: se, come in questi casi, il suo difensore rimane a protezione del ferro o non è attivo, c’è opportunità per un tiro da scarico o per attaccare un recupero. Oppure, se il difensore seguisse il taglio a spaziare, l’area sarebbe più libera per un compagno dal palleggio. In seguito, nella gara contro i Lakers, Markkanen garantisce multiple opzioni a servizio del gioco: da rollante, da post basso contro un mismatch dopo che il giocatore in angolo sale in ala, e infine presenza a rimbalzo offensivo su penetrazione al ferro.

Queste letture richiedono molta concentrazione. Inoltre, un fattore da non sottostimare la convinzione e decisione con cui tutto viene realizzato, perché accresce di credibilità nei confronti del difensore costringendolo a onorare quel movimento. Nella prima clip, da doppio pick-and-roll si apre in pop out, non trovando possibilità di ricevere attacca il difensore in recupero con taglio back door e infine si riposiziona in angolo, mettendo Lowry in mezzo e creando chance di drive-and-kick. Successivamente, il gioco iniziale è il medesimo (doppio pick-and-roll e pop out), ma qui emerge come un taglio senza obiettivo primario di segnare può essere decisivo per un intero possesso offensivo. Con quel movimento profondo, Lauri Markkanen porta via Barnes che altrimenti avrebbe potuto fare stunt su Olynyk. In questo modo il closeout di Sabonis è lungo e battuto in palleggio, creando un 2 contro 1 con il finlandese in dunker spot pronto per un facile lob. Infine, uno degli insegnamenti più utili nel muoversi senza palla è farlo proprio quando ci si è liberati di essa, perché il difensore tende a rilassarsi per un momento. Nella clip contro i Raptors, quando Markkanen scarica sul perimetro, nessuno dei difensori lo segue più e diventa solo questione di proseguire il movimento di palla per un tiro aperto.

Utah Jazz & Lauri Markkanen: playbook

Come visto, il portfolio offensivo di Lauri Markkanen è estremamente ricco: alternanza nel gioco da destinatario del gioco in uscita da blocco, a bloccante su palla o lontano dalla palla, situazioni di 1 contro 1 ben pensate per non fargli perdere sicurezza ma congeniali alle sue abilità, più tutta una varietà di posizioni in campo per liberare tagli a canestro. Questa libertà è tipica di coloro riconosciuti come go-to-guy, verso cui il piano è quello di costruire il miglior contesto per far brillare il proprio gioco.

Il sistema degli Utah Jazz è tra i più interessanti in NBA: una squadra lunga che ricerca rim protection con Kessler al centro, ma puntando a massimizzare lo spacing con lunghi versatili come Markkanen, Olynyk e ora anche John Collins. Le possibilità di incastrare i pezzi permettono di passare da quintetti con un lungo più classico a strutture molto più flessibili. Anche quando si opta per la prima opzione, le spaziature sono ampie e usate intelligentemente. In più occasioni si è visto posizionare un lungo non tiratore in angolo. Come mostrato in questo possesso (set ‘Elbow Away Blind DHO’), Lauri Markkanen non ha modo di utilizzare il blocco verso il passaggio dal gomito. Il giocatore in angolo (Vanderbilt, ma anche con Kessler è valido) rappresenta una sorta di uscita di sicurezza secondaria per attaccare. Come si vede, l’avversario è flottato a protezione del pitturato dando più libertà iniziale di giocare da flip pass.

Di seguito riporterò i set degli Utah Jazz con Lauri Markkanen protagonista, in cui combina diversi utilizzi finalizzati a creare il miglior tiro.

  • Clip 1-2: ‘21 Keep

Per dare una linea di penetrazione da ricezione dinamica dopo passaggio in ala e finta di handoff. Da notare lo spacing del giocatore difeso dal lungo rim protector avversario (Kessler e Vanderbilt) per toglierlo dai pressi del ferro. Se la difesa cambia, c’è un mismatch fisico a favore, altrimenti il cambio di velocità aiuta a battere sul tempo

  • Clip 3-4: ‘21 Decoy Stagger

Questa volta Lauri Markkanen è nel gioco a due in ala, ma con lo stesso obiettivo di essere aggressivo dal palleggio. Il timing tra passaggio e azione sul lato debole è chiave per manipolare l’attenzione della difesa. Questo è in grado di provocare ciò che si vede nella clip contro i Cavs: Kevin Love chiama il doppio blocco per Rudy Gay, nel mentre l’1 contro 1 di Markkanen avviene senza aiuti

Ora altri giochi dove prevale gioco da Flare, Ghost e Slip screen.

  • Clip 1: ‘21 Flare

Medesima impostazione iniziale dei precedenti (’21 Keep’), ma qui Markkanen gioca in allontanamento dalla palla usando il Flare screen

  • Clip 2-3: ‘Double PnR/Ghost & Flare

Partenza da bloccante su palla con successivo movimento verso lato libero (notare come Agbaji e Olynyk tagliano il campo da angolo in lato forte). Di nuovo la conoscenza dei gioco di Lauri Markkanen: quando Randle passa sotto il blocco ha spazio per un tiro da ricezione, mentre quando Williams passa sopra il blocco mette palla per terra e attacca il ferro

  • Clip 4-5-6: ‘Ram Ghost Corner Exit

Nel primo possesso, il blocco per il bloccante sulla palla dà separazione per fintare e uscire sul perimetro. Il secondo presenta una variante: da Ghost screen, Markkanen va verso il giocatore che sale da angolo, ma è un’altra finta mossa per mettere in trappola la difesa. Inoltre, l’uscita in angolo su lato debole toglie possibilità di aiuti. Anche la terza clip è una versione diversa: qui Markkanen esegue il primo Ram screen. Al contrario dei precedenti set non è lui a utilizzare il Corner Pin, ma questo è preso da Sexton in partenza da lato debole (altro taglio che toglie aiuto del low man). Segue di nuovo il Ghost screen e un secondo blocco su palla, ma l’uscita rapida contro il cambio apre un pulito movimento a canestro

Per ultimo, dei set da post basso e SLOB (sideline out of bounds).

  • Clip 1: ‘Rip STS

Usare Markkanen nel back screen ha duplice funzione se il blocco è di qualità: se il suo difensore non si stacca, si crea un tiro ad alta percentuale al ferro, mentre se c’è separazione allora ha vantaggio per giocare su un secondo blocco off the ball

  • Clip 2-3: ‘Laker Cut Cross & Flare

Da post basso, il giocatore che effettua il passaggio taglia verso canestro ma con l’obiettivo di settare un blocco su lato dell’area opposto per dare una ricezione nei pressi del ferro. La combinazione con Flare screen moltiplica le opzioni di passaggio al giocatore con palla e tiene impegnati tutti e 4 i difensori avversari

  • Clip 4: SLOB ‘High Post Shuffle STS

Kessler sale a ricevere, quindi l’area è senza reale protezione. Da qui blocco diagonale di una guardia (per disincentivare il cambio), e bloccante che dà un’eventuale seconda possibilità di gioco uscendo da pindown

  • Clip 5: SLOB ‘Flare Slip & Wide Pin

Ancora un doppio gioco per togliere certezze alla difesa e scegliere la migliore opzione, oltre che il timing di contemporaneità tra essi. Come già mostrato, Lauri Markkanen eccelle nell’uso dello Slip per avere un taglio pulito a canestro mentre il lato debole è impegnato a difendere un tiratore in uscita

Da questa approfondita analisi è intuibile come l’incontro tra Lauri Markkanen e gli Utah Jazz possa essere arrivato al momento giusto. Per un giocatore che si trova alla prima vera opportunità da opzione numero uno in una squadra, per quanto doveroso celebrare la risalita professionale, sarà necessario accertare ogni valutazione in futuro. Senza dubbio, l’innalzamento della qualità individuale e collettiva all’interno del processo di crescita degli Utah Jazz sarà un ulteriore vantaggio per l’affermazione di Lauri Markkanen. La sua stagione è un bel esempio di come l’effetto contesto possa avere un impatto più influente di quanto si pensi, di come il processo di maturità varia per ogni giocatore e anche di come ora il livello di aspettative sia inevitabilmente superiore. Un’altra sfida.

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