Luca Banchi - Virtus Bologna
Luca Banchi - Credit: Virtus Bologna

Film Room: Virtus Bologna vs Efes Istanbul

La Virtus Bologna ha ottenuto la quinta vittoria in sei gare in Eurolega, posizionandosi con il secondo miglior record stagionale a pari di Barcelona, Fenerbahce e Valencia, dietro soltanto al Real Madrid (5-0 con una gara in meno). Contro l’Anadolu Efes Istanbul, dopo un primo tempo conclusosi con quattro lunghezze di svantaggio (41-45), la seconda metà di gioco ha spiegato molto bene l’eccellente rendimento di questa squadra sinora. Sotto la guida di Luca Banchi, la Virtus Bologna ha messo in mostra pazienza nell’esecuzione, precisione, idee tattiche molto chiare e talento individuale che hanno portato un parziale di 52-36 nei secondi 20 minuti di gioco. In questo breakdown approfondiamo gli aspetti principali e decisivi che hanno contribuito alla vittoria.

Per primo, l’attenzione nel mantenere il flusso offensivo muovendo la difesa e passando da un’azione all’altra. Il gioco inizia con un tipico Iverson Cut più pick-and-roll laterale: non producendo vantaggio né con il palleggiatore né con il bloccante, si cambia il lato per l’uscita di Belinelli. Lucido nel non forzare il tiro, cerca prima il roll poi un secondo taglio in give and go, anche questo contenuto dalla difesa. Si torna sul perimetro e Pajola finta la corsa verso l’handoff per poi chiamare Belinelli. La separazione iniziale forza ad attirare due difensori sulla palla e trova Dunston al ferro.

Sin da subito, la Virtus Bologna è molto selettiva nei matchup avversari da coinvolgere nell’azione. Il primo indiziato è Clyburn, stressato in tanti possessi come difensore in blocchi sulla palla per attaccarlo direttamente o forzare un late switch. Nella prima clip emerge una situazione che si incontrerà spesso nel corso della gara: se il tipico set è un doppio stagger, qui la Virtus Bologna lo gioca singolarmente perché subito prevede Clyburn in difesa e Smith riesce ad arrivare al ferro. Nel successivo possesso (da allineamento “Diamond”), il ricciolo forza il cambio e si nota l’ottima reattività e il lavoro di squadra per essere efficaci contro il cambio. Prima il movimento a salire (lift) di Belinelli per servire il post basso, poi il 45 cut di Pajola contro gli aiuti interni (rotazioni prima di Willis poi di Thompson).

La leadership di Shengelia e Belinelli

Le note positive nel secondo tempo della Virtus Bologna sono tante, e la copertina la potrebbero prendere più giocatori. Nel caso di Belinelli, va dato credito per la cura che ha mostrato nella gestione dei possessi da destinatario finale. Senza forzare tiri contestati in uscita dai blocchi, ma rimanendo attivo nell’azione fino a trovare quella minima separazione per entrare più facilmente in ritmo con un secondo blocco o passaggio. Qui utilizza il primo pindown ma non conclude, complice anche lo show di Willis. Dopo il tocco di ritorno a Pajola, quando il gioco pare rotto, è proprio quando la Virtus Bologna crea un’immediata azione per Belinelli. In questo caso una screen-the-screener con away screen, dove Thompson rimane dietro in quanto non reattivo sul cambio con Willis.

Un tratto caratteristico di squadre più performanti è la capacità di combinare efficienza in gioco contro la difesa schierata e nei primi secondi dell’azione. Finora, in stagione è ben visibile come la Virtus Bologna è più predisposta a correre (PACE passato da 72.8 a 76.2 in LBA, da 71.3 a 71.6 in Eurolega, per Hack a Stat). Se si è vista pazienza nei 24 secondi, non sono mancate situazioni di vantaggio immediato. Attenzione ai dettagli: se prima Clyburn era in marcatura su Smith, ora su Belinelli, e la Virtus Bologna lo coinvolge immediatamente. Eseguono un wide pindown in lato libero, ottenendo il cambio difensivo e riconoscendo il mismatch favorevole viene giustamente premiato Shengelia in isolamento. Il single coverage viene portato in area finché non è costretto ad arrivare l’aiuto battuto facilmente.

Quanto a Shengelia, senza dubbio l’obiettivo è creare ricezioni spalle a canestro nei pressi del pitturato (3° per FGA in post in Eurolega, per InStat). La Virtus Bologna inizia quindi con una Veer Stagger che libera il lato: da notare non appena Shengelia riceve il pallone lo spazio alle sue spalle, aprendo completamente una linea di penetrazione. Nelle vicinanze realizzano una sorta di Split action per Belinelli che tiene l’attenzione di Thompson. Da lì, Shengelia può ricevere aiuto solo dall’altro lungo, ma ha visione per punire eventualmente. Invece si svita sulla linea di fondo e ottiene il fallo per due tiri liberi.

Questo lungo possesso riassume tanto di quanto mostrato sinora. Altro set per Shengelia (Bulldog Action – o ball screen più cross screen simultaneo). Belinelli è sempre a un passaggio di distanza quindi il georgiano gode di più liberta sempre in single coverage. Dopo il rimbalzo offensivo, l’intelligenza di Pajola che vede Thompson lontano in quanto cercava una corsa in contropiede producendo di fatto un 2 contro 1, che crea un tiro aperto. Poi, l’importanza del contributo di ognuno in questa Virtus Bologna di inizio stagione: seguite Smith nell’andare a catturare il secondo rimbalzo offensivo, poi di nuovo al lavoro per giocare contro il cambio difensivo e l’impegno collettivo nello sfruttare il vantaggio con tagli senza palla, qui da parte di Shengelia.

I punti fermi della Virtus Bologna

Ancora la tranquillità nel mantenere ordine e sicurezza nei propri mezzi per trovare modo di battere la difesa da parte della Virtus Bologna. Di nuovo partenza con Veer Stagger per Belinelli e lo show difensivo del lungo e segue un flip pass di Shengelia con Smith. Non producono vantaggi, ma innanzitutto è importante che si mantengano spaziature ampie e quando il georgiano riceve in punta la conformazione è a 5 fuori con Mickey in angolo. Un altro principio di base dell’attacco della Virtus è disporre di multiple opzioni e creatori primari, secondari e talvolta anche terziari. Shengelia va per il cambio di lato, poi finta il dribble handoff per attaccare l’area (Belinelli su lato forte). Zizic è forzato ad aiutare e ottima decisione e scarico in angolo per un tiro aperto.

Il secondo matchup hunting è diretto a Shane Larkin e alla sua limitata abilità nella screen navigation (aggirare i blocchi). Da Iverson cut più pick-and-roll laterale (sta diventando sempre più chiaro il playbook della Virtus Bologna), Smith riesce ad andare oltre il primo palleggio dopo il passaggio sul blocco e questo può sempre essere un fattore differenziale. Allo stesso tempo, essere sempre pronti a ribaltare il lato e attivare un secondo gioco a due, sia esso con pick-and-roll o un’uscita dai blocchi. Questa volta ottenuto il cambio, che se non servito internamente rimane a rimbalzo e produce punti da seconda opportunità, un fattore importante nella vittoria finale della Virtus Bologna.

L’Efes continua ad accettare il cambio di Larkin su un lungo (qui Smith rifiuta l’Iverson Cut e si gioca comunque pick-and-roll laterale) e la Virtus Bologna prosegue nell’attaccarlo. Successivamente, dalla rimessa, il gioco è una Floppy Action per Belinelli (scelta tra stagger o pindown). Di nuovo la sua consapevolezza e lucidità, rinunciando al primo tiro e serve il lungo come un hub attraverso cui giocare Get Action (passaggio e corsa a ricevere handoff di ritorno). Anche con esperienza, non appena parte il passaggio, crea quella leggera separazione con il braccio per poi partire e riuscire a ottenere il fallo (6/6 FT nel secondo tempo).

Ormai è chiaro, la Virtus Bologna usa molto l’Iverson Cut per iniziare i propri giochi. Ciò che è interessante è l’intercambiabilità nelle guardie che lo eseguono. Con Cordinier, il taglio prosegue fino a convertirsi direttamente in una penetrazione con il cambio di velocità se il difensore insegue in ritardo. Questo crea un vantaggio immediato. Una delle notizie più positive nella stagione della Virtus Bologna è il playmaking del francese, qui benissimo in mostra. Decisiva la finta e l’esitazione nel passaggio interno a Dunston che annulla l’aiuto di Bryant costringendolo a un lungo closeout battuto in palleggio da Dobric, più il Gortat screen (blocco di contenimento nei pressi del ferro per liberare il palleggiatore in penetrazione) di Cacok.

La Virtus Bologna ha mantenuto il focus ben chiaro in ogni possesso, risultando molto spesso efficace. Ossia forzare cambi favorevoli: qui Lundberg chiama subito Shengelia per settare un Drag screen (come descritto saper anche cercare vantaggi nei primi secondi dell’azione). Non si ottiene inizialmente quanto cercato, ma qui sale in cattedra il talento individuale. Perché Shengelia vende con corpo e occhi un dribble handoff per un secondo pick-and-roll, finta e attacca in penetrazione. Ha sempre attirato l’aiuto, e se non conclude o serve un assist, diventa più comodo ottenere il rimbalzo offensivo.

Una delle parti migliori del coaching di Luca Banchi è la preziosità nell’inserire delle varianti negli schemi di gioco della Virtus Bologna. Questo rende imprevedibile o comunque condiziona le certezze della difesa. Qui, nel quarto periodo, in due possessi consecutivi, eseguono il set “Stagger Gaggle Lift Wedge”, ossia un doppio blocco a salire (stagger) dove il giocatore in uscita blocca per il primo bloccante (gaggle) che riceve in punta, trovando il movimento a salire (lift) per finire con un wedge screen (blocco per giocatore in punta per ricezione diagonale). Nella prima clip mostrata, l’esecuzione è perfetta. Mentre nel successivo, i blocchi avvengono in normale sequenza, ma l’Efes previene con la posizione flottata di Zizic. Questo non rompe il gioco, ma Shengelia si va a posizionare sul lato opposto per un isolamento in post basso, ancora decisivo con lo svitamento sulla linea di fondo.

L’essenza del matchup hunting

Negli ultimi 5 minuti di gara, la costante dell’attacco della Virtus Bologna è una: attaccare assieme Larkin e Clyburn, ancor meglio quando decidono di cambiare. Una situazione già vista precedentemente e per cui trovarsi pronti, ma in questo frangente Luca Banchi ha spinto ancor più sulla ricerca di situazioni vantaggiose da mismatch. Procedono ancora con lo stagger seguito da pick-and-roll alto e centrale. La prima azione di blocco non è efficace e da passaggio boomerang Larkin è reattivo sul reject di Cordinier, ma la sua aggressività permette di guadagnare un fallo che significa due tiri liberi con l’Efes in bonus.

Il punto d’attacco rimane sempre Larkin e la scelta coraggiosa di accettare il cambio contro un lungo come Mickey. Perciò, reattivo è lo scram switch con Clyburn che toglie uno svantaggio troppo netto alla difesa dell’Efes. L’aspetto fondamentale da vedere in questo possesso è ciò che accade lontano dalla palla mentre Mickey riceve e si prepara ad attaccare. Shengelia, difeso da Larkin che in questa situazione si trova a essere il low man, effettua uno spostamento decisivo. Ma con lui, ognuno dei giocatori senza palla tiene impegnata la difesa quantomeno visivamente, liberando l’area attorno al ferro per l’uno contro uno. Si vede come gli aiuti sono tardivi se non presenti, producendo un canestro con fallo.

Si ripete ciò che funziona, senza modificare essenzialmente nulla. La Virtus Bologna segue con lo stagger e pick-and-roll centrale, con Larkin e Clyburn inseriti nel gioco a due tra Cordinier e Shengelia. Si traduce in un cambio difensivo immediato e ancora la floor awareness dei giocatori bolognesi. Appena Shengelia riceve alla lunetta, lo scambio di posizione tra Pajola e Belinelli su lato sinistro è fondamentale, perché mette la gravity di un tiratore a un passaggio di distanza scoraggiando l’aiuto. La difesa ha occhi sul mismatch e nel tentativo di virata Clyburn si espone in aiuto, con perfetto timing battuto con un taglio back door da Cordinier per un tiro ad alta percentuale.

Cambia il personale (Smith per Cordinier) ma non l’impostazione. Il blocco stagger è negato quindi è Pajola il palleggiatore (curiosa la scelta dell’Efes che cambia comunque tra le guardie accontentando l’intenzione della Virtus Bologna di attaccarlo). Nei suoi confronti tentano una difesa più aggressiva con tag deciso su Shengelia per annullare il gioco a due. Ciò nonostante trova comunque una linea di passaggio in uscita dal raddoppio giocando una situazione di 3 contro 2. Nel possesso successivo rientra Cordinier, il dettaglio importante di Shengelia che cambia all’ultimo l’angolo di blocco (flip screen), favorendo il cambio difensivo voluto. Da qui chiama di liberare il lato per l’isolamento, e in entrambi i casi sempre prodotti tiri liberi a favore.

Per ultimo il possesso che chiude la gara per la Virtus Bologna. Un perfetto esempio emblematico di come mantenere e concretizzare un vantaggio appena creato con condivisione ed energia. Uscita in ala da allineamento “Diamond” per Cordinier, due difensori sulla palla e trova in salto lo short roll su slip screen di Mickey, con ogni giocatore ancora preparato a rispondere alle scelte difensive avversarie. Non appena arriva il tag, punire con taglio dall’angolo. Se non produce un tiro, scarico sul perimetro e attacco del closeout dal palleggio che genera un terzo tocco in area attirando di nuovo la difesa. Quindi scarico sul lato opposto per il tiro da tre punti che sigilla il secondo tempo da incorniciare della Virtus Bologna.

La Virtus Bologna ha saputo portare la gara nella propria direzione. Il connubio tra le strategie di Luca Banchi e la preparazione dei giocatori, ognuno con il suo contributo, sono stati un’equazione perfetta.

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