Alperen Sengun & Fred VanVleet - Houston Rockets
Alperen Sengun e Fred VanVleet - Credit: Alex Bierens de Haan/Getty Images

Film Room: Alperen Sengun

Gli Houston Rockets hanno compreso l'importanza di utilizzare al meglio le capacità offensive di Alperen Sengun per alzare il livello.

L’inizio di stagione degli Houston Rockets riporta una chiara tendenza: Alperen Sengun sta progressivamente ricevendo il ruolo di iniziatore e centro nevralgico del gioco. L’obiettivo è trovare il giusto bilanciamento tra le sue abilità da passatore e scorer, ossia la coesistenza tra anima da creatore per i compagni e invece destinatario finale dell’azione. I suoi attributi qualitativi sono noti già dalla passata stagione, perciò uno dei primi passi è affiancarli giocatori completi e complementari e permettere di crescere a coloro già presenti a roster, soprattutto i più giovani. In questo modo, nel processo di crescita degli Houston Rockets si dovrà seguire come lo skillset di Alperen Sengun si incorporerà in maniera sempre più affine per elevare il livello di gioco generale.

Certamente, il primo passo era inserire dei giocatori più esperti, consapevoli di ruolo e responsabilità assegnati e con atteggiamento positivo nei confronti del cammino che gli Houston Rockets hanno avanti a loro. Tempo e modo in cui costruiranno un legame tecnico e tattico dipenderà da fattori di contesto, ma l’inizio di stagione sta dando positivi segnali. Ime Udoka, nuovo allenatore della franchigia, ben consapevole delle qualità di Alperen Sengun, ha installato un sistema dove ciò viene esaltato a pieno. Nelle prime gare, l’USAGE del centro turco è salito a 25.7% (22.0% nel 2022/23), come il volume di tiri dal campo (da 10.7 a 13.9) e assist (da 3.9 a 6.0). Il primo risultato è un netto miglioramento nel dato di efficienza a metà campo, passato da 90.7 punti su 100 possessi (30° dato nel 2022/23) a 102.3 (4° dato attualmente in stagione, per Cleaning the Glass).

La partnership con Fred VanVleet

L’aggiunta di Fred VanVleet via free agency è il testimone dell’intenzione di affidare al talento di Alperen Sengun una point guard orientata al bene della squadra. L’ex giocatore dei Toronto Raptors, un po’ per deformazione professionale vista la carriera che ha seguito (da undrafted a perno di una squadra campione NBA) è ben consapevole di dover incanalare in sé tanto un ruolo di facilitatore per Sengun, quanto un affidabile attaccante individuale quando richiesto. Il pick-and-roll tra i due è un punto fermo del gioco degli Houston Rockets: a oggi Alperen Sengun è il secondo giocatore per possessi a partita da Roll Man in pick-and-roll (6.8, dietro a Nikola Vucevic) con il 38.0% di frequenza (20.7% nel 2022/23, 3.1 possessi a partita).

Fred VanVleet ha una predisposizione da pass-first guy, ma l’intenzione di trovare il lungo deriva da una chiara capacità di lettura di tempo del passaggio. Ad esempio, nella prima clip Sengun fa slip sul blocco perciò il difensore di VanVleet non ha contatto con il blocco potendo recuperare più velocemente. Così il passaggio immediato dà una ricezione in movimento sullo short roll. Mentre, nelle successive due clip, la solidità del blocco dà un vantaggio al palleggiatore che coinvolge l’uscita più alta del difensore del bloccante. Quando ciò accade, è fondamentale proseguire il palleggio finché il lungo avversario non è costretto a esporsi e sfruttare quello spostamento per aprire la linea di passaggio. La chimica tra Fred VanVleet e Alperen Sengun è un pilastro su cui costruire ben oltre il gioco a due, come la varietà del centro nelle tecniche per finire secondo lo spazio a disposizione (clip 5).

Nella NBA moderna, lo short roll è un’arma sempre più utile per trasformare il pick-and-roll in mezzo per creare tiri ad alta percentuale. Non soltanto per point guard sempre più in grado di attirare due difensori sulla palla, ma anche per la crescita di lunghi in grado di creare da questa ricezione fronte a canestro e spesso nei pressi del pitturato dove è facile attirare aiuti da battere. Alperen Sengun entra decisamente in questa categoria, grazie a doti e istinti da passatore di alta qualità. Le prime due clip mostrate sono emblematiche di come la difesa si chiude internamente in questa situazione, mentre la successiva come il punto alto in cui si setta il blocco permette di avere più spazio per vedere il campo e le opzioni disponibili. I tempi di reazione di Sengun sono ottimi per non rompere il gioco ma creano importanti possibilità per i compagni ed è molto interessante il ruolo di Jabari Smith Jr. come terzo destinatario da angolo o dunker spot.

Allo stesso tempo, giusto sottolineare come Fred VanVleet è in grado di concretizzare il vantaggio proveniente dai blocchi di qualità di Alperen Sengun, oltre che non passare da questi ma facendo leva sul suo talento individuale. Nel tentativo di trovare e creare spazio per concludere o mettere in ritmo i compagni, con reject del blocco (clip 2 e 3) o tiri dal campo a tre livelli: al ferro con cambio di velocità (clip 4), dal midrange dopo snake dribble (clip 5) o in pull-up da tre punti (clip 6). A suo agio contro il drop coverage, spesso utilizzato in quanto essere più aggressivi su VanVleet potrebbe significare aprire a una situazione di svantaggio numerico con Alperen Sengun a dirigere il gioco dal passaggio di uscita. L’aspetto positivo del gioco della point guard degli Houston Rockets è proprio la comprensione del gioco e la disponibilità a non eccedere nel volume di tiri individuale.

A fianco del gioco a due tra VanVleet e Sengun, Ime Udoka inserisce anche Jalen Green. Rispetto al giocatore ex Toronto Raptors, il giovane prospetto seconda scelta al Draft 2021 ha primariamente mostrato finora un orientamento a ricercare tiri per sé da pick-and-roll. Una dimensione tipica rapportata a età ed esperienza nella lega dal momento che lo scoring tende a rappresentare un determinatore di status quando questo è tutto da costruire, ancor più per chi entra con una scelta piena di aspettative. Se questo nella passata stagione (discorso simile per Kevin Porter Jr. quando al di fuori di problemi extra campo) ha in parte limitato il passaggio del gioco attraverso mani e mente di Alperen Sengun, con Ime Udoka e l’aggiunta di Fred VanVleet la struttura gerarchica è cambiata. Al netto di ciò, nelle ultime gare Jalen Green ha in parte saputo convertire la sua attenzione nel trovare il suo compagno per creare migliori condizioni di attacco. Non c’è, lecitamente, ancora quella continuità di esecuzione, ma lo step che potrà saper compiere è un fattore determinante per variare l’attacco degli Houston Rockets.

Perciò, si aggiungono giochi a tre con VanVleet, Sengun e Green. Queste spaziature, con gli altri due giocatori in angolo, cercano di aprire l’area in ala da attaccare, sia da pick-and-roll o penetrazione. Nel caso di Jalen Green come palleggiatore, l’obiettivo è favorire penetrazioni in velocità. Le prime due clip mostrano il set Elbow Away (qui anche proposto dagli Atlanta Hawks di Quin Snyder), con la ricezione di Sengun al gomito o post alto e azione di screening tra le guardie. La terza è un’interessante variante, dove l’away screen è rifiutato e si entra in uno Spain pick-and-roll con VanVleet che esce rapidamente dal blocco e Green che attacca il ferro. Per ultimo, la quarta clip è un semplice allineamento Horns con uscita della guardia e gioco a due con Sengun. Se solitamente è un 4 il secondo giocatore al gomito, inserire una guardia permetterebbe di trovare il passaggio sul perimetro per avere migliori chance di attaccare un closeout.

Altre opzioni viste sinora dagli Houston Rockets prevedono l’iniziale messa in movimento di una delle due guardie per attivare poi la seconda con un pick-and-roll con Alperen Sengun. Nella prima clip (wide pindown più touch), si notano le migliorative letture di Jalen Green e la prevedibile intenzione decisa della difesa di lavorare aggressivamente contro Sengun (Draymond Green che entra sul roll e chiama Curry in rotazione). L’impostazione del possesso successivo è la medesima ma da blocco stagger, da sottolineare il cambio dell’angolo di blocco del lungo dei Rockets per facilitare la presa di vantaggio. Per Ime Udoka il lavoro più decisivo sarà instaurare una point five mentality nei suoi giovani, ossia compiere scelte in pochi secondi grazie a una conoscenza profonda reciproca. Proprio ciò che accade nell’ultima clip: un doppio pick-and-roll in rapida successione che crea un isolamento per Alperen Sengun sul lato.

Il resto del gioco offensivo di Alperen Sengun

A fianco della mole di produzione da pick-and-roll, un aspetto del gioco di Alperen Sengun che sta crescendo in frequenza (da 6% a 12%) è il tiro da tre punti. Se nella passata stagione i tentativi totali erano 57 in 75 gare, a oggi sono 16 in 9. Per crescita individuale ma probabilmente anche invitato a fidarsi di questo fondamentale da parte dello staff tecnico, la consapevolezza è che quando arriverà a migliorare in questo aspetto per le difese sarà un ulteriore problema. L’attenzione della difesa nel negare penetrazioni o tagli fa sì che queste occasioni provengano da pop out in pick-and-roll o da posizionamento sul perimetro per punire il lungo avversario flottante nei pressi del ferro in aiuto.

Queste clip mostrano bene ciò che ancora per fisiologia non accade sistematicamente, anche per le differenti strategie difensive, ma è un chiaro indizio del potenziale offensivo degli Houston Rockets. Ossia la conformazione 5-out, ben visibile già nelle prime due clip. Se avviene il tentativo di stunt contro il pop di Alperen Sengun per proteggere il lungo difensore a protezione del pitturato, per lui è quasi automatico punire questo con dei passaggi (a cui chiaramente deve fare seguito la lettura dei compagni con tagli o partenze rapide in palleggio). Quando credibilità e sicurezza nel tiro da tre punti raggiungeranno un punto critico, attaccare i closeout sarà la conseguente minaccia che le difese dovranno fronteggiare contro un giocatore con istinti da passatore e buon controllo del corpo per finire al ferro (clip 3 e 4).

Altro elemento principale del gioco di Alperen Sengun è il post basso. Pressoché invariata la frequenza dalla passata stagione, leggermente in flessione solo a discapito della crescita in pick-and-roll. Tanto da scoring che playmaking hub, le ricezioni in questa posizione sono vantaggiose per creare tiri per sé (clip 1 e 2), oppure integrando delle azioni di blocco lontano dalla palla per liberare per i compagni. Le clip 3 e 4 mostrano come questa scelta sia bidimensionale per Sengun, decidendo se attaccare senza aiuti o servire il giocatore in uscita, inserendo multiple opzioni tra tagli al ferro o dopo un blocco in avvicinamento al post. Anche in questo caso, scelta e frequenza in relazione ad aiuti profondi o raddoppi che riceverà dalla difesa sono un elemento da seguire. Finora, spesso hanno mantenuto il single coverage, con i San Antonio Spurs che invece hanno iniziato a mostrare più corpi contro i post di Alperen Sengun. Ecco perché sarà fondamentale vedere la crescita anche di coloro che lo circondano, per non sprecare possessi conclusi con tiri di qualità.

Da un ben costruito allineamento a 5 fuori, e l’indicazione di questo inizio di stagione è che si tratta di un assetto ricercato dagli Houston Rockets, poter giocare attorno ad Alperen Sengun nei pressi del perimetro è un lusso per giocatori abili a liberarsi del difensore che insegue unito ai tempi di passaggio per premiare il taglio (clip 1). La possibilità di aprire l’area moltiplica le opzioni, siano da aiuti contro i tagli o da dei seal nei pressi del ferro (clip 2), in quanto viene meno la presenza del rim protector. Come descritto prima, siamo ancora nella fase in cui le difese sono più o meno comode a concedere un tiro in catch-and-shoot o senza mettere palla per terra a Sengun, ma il fluttuare di giocatori attorno a lui alla ricerca di uno spazio da attaccare nelle difese avversarie può convertirsi in opportunità di tiro più comode (clip 3 e 4).

Lo schema 5-out Delay (5 giocatori fuori con il centro in punta) è una seconda tattica presente nel playbook degli Houston Rockets. La varietà di soluzioni è ampia: per primo, si possono attivare azioni a due off the ball su entrambi i lati, come una Chicago Action (pindown più dribble handoff, clip 1 e 2). Ma questi blocchi possono essere fintati o convertiti in tagli per liberare il lato per il giocatore designato per ricevere (clip 3). Ancora una volta la ricchezza in termini di opportunità offerta da un giocatore come Alperen Sengun: può attaccare in palleggio dalla punta. Le azioni di blocco possono distogliere l’attenzione del low man, ma se ciò non avviene può comunque trovare lo scarico libero sul perimetro e giocare da vantaggio (clip 4).

Per concludere, l’area di gioco che suscita più curiosità è quella in campo aperto e transizione. Va specificato che non si tratta di una componente definita del gioco degli Houston Rockets (30° dato in frequenza nel 2021/22, 29° nel 2022/23, 30° nel 2023/24), come che si richiedono personale e mentalità per instaurare questa strategia nell’identità di squadra. Seppur già nella passata stagione con Alperen Sengun in campo la frequenza percentuale di transizione di squadra da rimbalzo difensivo era al -1.5%, potrà diventare un elemento interessante vista la visione e creatività che possiede. Sia come point center (nell’evoluzione del gioco si passa da point guard, a point forward sino a point center), che di nuovo sfruttando il posizionamento sul perimetro per aprire l’area da attaccare dal palleggio o ricercare dei matchup favorevoli interni (clip 2).

Per Alperen Sengun, le rimembranze di Nikola Jokic sono qualcosa di già citato in passato da chi evidenzia le similitudini e la corrispondente possibilità di vedere il turco assumere lo stesso ruolo del due volte MVP dei Denver Nuggets, quantomeno a livello di leadership tecnica. E non soltanto come floor raiser in questa fase del processo di crescita degli Houston Rockets, ma da ora in futuro essere colui che rende grande una buona squadra. In parte tutto ciò sta accadendo, visto come il gioco offensivo passa con molta più frequenza dalle mani di Alperen Sengun: a oggi registra il primo dato tra centri per AST to PASS % ADJ, ossia il volume percentuali di passaggi che si convertono in assist, free throw assist o secondary assist e la sua AST% (volume percentuale dei canestri dal campo da lui assistiti) è salita al 31.2% (19.9% nel 2022/23). Un aumento di carico di responsabilità che sta dimostrando di poter sostenere e che potranno certificare la percezione di sé nella Lega.

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