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La nuova vita dell'ex Real Madrid (EuroLeague Basketball)

Alla scoperta del Bayern di Pablo Laso

Dopo tre anni con Andrea Trinchieri sulla panchina bavarese, il Bayern ha iniziato un nuovo ciclo con Pablo Laso, plurivincitore in campo nazionale ed europeo al Real Madrid.

Quando si sente parlare di Bayern Monaco, il primo pensiero va sicuramente alla gloriosa squadra di calcio bavarese plurititolata, tra le società più importanti al mondo. Lo stesso nome, però, inquadra anche la meno blasonata squadra di basket che, esclusi un paio di titoli tra gli anni ’50 e gli anni ’60, non è mai stata ai vertici né del basket nazionale né tantomeno di quello europeo.

Da una decina d’anni, le cose sono cambiate e il Bayern München Basketball ha acquisito sempre più importanza. In Baviera, infatti, nell’ultimo decennio sono passati allenatori di altissimo livello come Svetislav Pesic, Sasha Djordjevic e Andrea Trinchieri, che più di tutti ha contribuito a portare in alto i tedeschi, raggiungendo i playoff di Eurolega per la prima volta nella storia della squadra.

Dopo tre anni insieme, l’allenatore italiano e il Bayern si sono separati, ma i tedeschi non hanno voluto abbassare l’asticella. In Baviera è arrivato Pablo Laso, uno dei più grandi allenatori dell’Eurolega moderna, coach del Real Madrid per 11 stagioni (2011-22) e vincitore di due titoli europei con gli spagnoli.

L’approdo di Laso ha dato un chiaro messaggio: il Bayern vuole confermarsi a buoni livelli e conquistare sempre più prestigio europeo. Non stiamo parlando di una squadra costruita per vincere l’Eurolega, ma è chiaro che l’obiettivo sia quello di crescere stagione dopo stagione e magari un giorno arrivare a competere insieme alle più grandi.

Anatomia del roster del Bayern Monaco

A conferma delle ambizioni del Bayern, quest’estate è arrivata la firma del campione NBA con i Toronto Raptors Serge Ibaka, che dopo 14 stagioni in NBA ha deciso di approdare in Europa sposando la causa bavarese. Seppur in calo e non più ai livelli di qualche anno fa, il lungo di passaporto spagnolo rimane un giocatore di altissimo livello, che in campo europeo può ancora dire tanto.

Inoltre, il mercato estivo dei tedeschi si è concentrato principalmente sugli esterni. In Baviera sono arrivati Leandro Bolmaro – che dopo l’esperienza a Minnesota ha deciso di fare ritorno in Europa -, Sylvain Francisco – playmaker francese in grande crescita, alla sua prima esperienza in Eurolega dopo un anno sotto la guida di Vassilis Spanoulis – e Carsen Edwards, al Fenerbahce nella passata stagione ed ex Celtics.

Dal Fenerbahce è arrivato anche Devin Booker, lungo dotato di un buon tiro, che aveva già vestito la maglia del Bayern dal 2016 al 2019. È poi rimasto uno zoccolo duro di giocatori guidato da Vladimir Lucic – qui dal 2016 e capitano della squadra – e completato da tre campioni del mondo come Isaac Bonga, Niels Giffey e Andreas Obst, più l’americano e naturalizzato tedesco Nick Weiler-Babb.

Il Bayern si è presentato ai nastri di partenza di questa stagione sicuramente con l’obiettivo di migliorare il quindicesimo posto (peggior posizionamento dell’era Trinchieri) dello scorso anno e di lottare fino alla fine per un posto ai Play-In. Ad oggi in Eurolega, dopo undici partite, i tedeschi occupano il dodicesimo posto con cinque vittorie e sei sconfitte, record che condividono con altre quattro squadre (Partizan, Zalgiris, Valencia, Efes).

Al momento la classifica conta il giusto, visto che tra il quinto e quattordicesimo posto c’è solamente una vittoria di differenza. Piuttosto ci si deve concentrare su quello che il Bayern ha fatto vedere in campo, analizzare che cosa abbia funzionato finora e soprattutto provare a capire quali sono le potenzialità di questa squadra.

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Il ritorno del veterano spagnolo (EuroLeague Basketball)

I nodi da risolvere per Laso

Senza ombra di dubbio, il problema più grande dei tedeschi dall’inizio della stagione è stato nella metà campo offensiva. Al momento, il Bayern ha il quinto peggior attacco dell’Eurolega con 79.0 punti a partita e 109.6 di Offensive Rating – terza peggior squadra della competizione, davanti solamente a Valencia (104.8) ed all’ALBA Berlino (104.5) di Gabriele Procida e Matteo Spagnolo. In sette partite su undici, i bavaresi non sono andati oltre gli 80 punti, mentre in tre occasioni non sono arrivati nemmeno a 70.

Questo perché la pallacanestro di Laso, com’è normale che sia, ha bisogno di tempo per essere assorbita e fino ad ora si è vista solo a sprazzi. La vittoria con la Virtus Bologna, in quella che è stata probabilmente la miglior partita del Bayern in questa stagione, ha dimostrato quali siano le reali potenzialità di questa squadra. Ora, per fare il salto di qualità, serve dare continuità a questa prestazione. Quello che infatti è spesso mancato ai tedeschi è la costanza.

Come detto, i momenti di buon basket ci sono stati, ma troppo spesso si sono alternati a momenti di annebbiamento totale. Molte volte, i bavaresi hanno avuto dei passaggi a vuoto durante i quali in attacco non funzionava nulla o quasi. Questo perché finora nessuno è stato capace di dettare i ritmi della squadra con continuità. Bolmaro ci sta provando, ma l’argentino deve ancora migliorare nella gestione della palla, come testimoniano le 2.4 perse di media a partita. Edwards non è mai stato un playmaker puro e Francisco deve ancora acquisire un po’ di esperienza in Eurolega. La crescita di questi tre giocatori sarà fondamentale e necessaria per quella globale della squadra.

Un altro aspetto importante nella mancanza di continuità dei bavaresi è l’assenza di un leader, o meglio: di un qualcuno capace di mantenere la rotta anche quando i compagni vanno in difficoltà. Ibaka sta provando a essere quel tipo di giocatore – rispetto a inizio stagione il centro di passaporto spagnolo è cresciuto molto di condizione e le sue prestazioni sono sempre più decisive – ma l’uomo che può veramente incarnare il ruolo di “guida” della squadra è senza ombra di dubbio Vladimir Lucic, la cui stagione non è ancora iniziata a causa di un infortunio. Secondo le ultime notizie, il suo rientro sarebbe sempre più vicino, e con lui il Bayern potrebbe finalmente trovare la costanza che è mancata fino a oggi.

Il serbo, però, non può essere la risposta a tutti i problemi. Anche con Lucic ci saranno sicuramente delle difficoltà, ma al Bayern va dato tempo. Va dato tempo allo stesso Laso che, dopo 11 anni al Real, deve adattarsi a un nuovo ambiente, molto diverso rispetto a quello di Madrid. Chiaro che, come comprensibile, alcuni aspetti vadano migliorati il prima possibile. Il gioco deve diventare più fluido, la palla si deve muovere meglio – il Bayern è la peggior squadra per assist a partita (15.0) in Eurolega -, i momenti di buio totale devono essere ridotti al minimo. Ma sono tutte cose che, con i giocatori che ha a disposizione, Laso può fare.

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Le ali tuttofare del Bayern (EuroLeague Basketball)

Ottimismo bavarese

Ovviamente sarà fondamentale anche conservare i punti di forza visti fino ad oggi. Su tutti, l’atteggiamento della squadra, che nonostante si sia trovata diverse volte a dover rincorrere gli avversari, ha dimostrato di non mollare mai e di avere una grande capacità di reagire alle difficoltà. Lo dimostrano le cinque vittorie ottenute finora, che sono arrivate tutte rimontando uno svantaggio di almeno dieci punti. Anche nelle sconfitte, che sono state tutte di misura esclusa quella contro il Barcellona (95-59), il Bayern ha lottato fino all’ultimo.

I tedeschi dovranno cercare di confermare anche la loro solidità a rimbalzo, che li porta a essere la miglior squadra in Eurolega per palloni catturati sotto al ferro (40.1). In questo caso, aiuta molto avere un giocatore come Ibaka, ma anche degli esterni come Bolmaro e Bonga che, data la loro altezza e le braccia molto lunghe, danno una grossa mano ai lunghi di ruolo.

La difesa è un altro punto di forza. I bavaresi hanno il quinto miglior Defensive Rating dell’Eurolega (111.0) e la loro difesa, fisica e aggressiva, costringe spesso gli avversari a tirare con basse percentuali (51.0% da due e 35.0% da tre, solamente il 56.0% di True Shooting). Anche qui avere degli esterni con caratteristiche fisiche insolite per il ruolo, ma comunque molto rapidi, aiuta molto, specialmente nella difesa perimetrale.

Come si può vedere, quindi, nonostante ci siano ancora tante cose da perfezionare, il Bayern ha delle buone basi da cui partire. I primi miglioramenti si stanno già vedendo e, senza la pressione di dover a tutti i costi raggiungere un obiettivo specifico, i bavaresi possono continuare a lavorare con serenità, con la consapevolezza di poter crescere partita dopo partita. Di certo l’ambizione non manca, e le potenzialità per sorprendere neanche. Non ci resta che aspettare il verdetto del campo per vedere veramente fin dove sarà capace di arrivare il Bayern Monaco di Pablo Laso.

Statistiche avanzate a cura di Hack a Stat.

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I bavaresi si stanno rialzando (EuroLeague Basketball)

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