Duncan Robinson - Miami Heat
Duncan Robinson - Miami Heat

Film Room: Duncan Robinson

Il gioco di Duncan Robinson sta assumendo una solidità differente. Non soltanto per maggior ritmo ed efficacia al tiro da tre punti (da 32.8% su 4.6 3PA a 41.7% su 7.0 3PA). Le doti balistiche dalla lunga distanza gli sono egregiamente riconosciute sin dall’ingresso nella lega. Certamente sono ciò che gli ha più permesso di costruirsi un ruolo e ottenere un cospicuo rinnovo di contratto (90 milioni in 5 anni nel 2021, l’accordo più ampio mai raggiunto con un undrafted player). Ma nel processo di crescita e ricerca di una presenza più costante all’interno della rotazione dei Miami Heat, Duncan Robinson ha investito su vari tasselli che non facevano parte del proprio gioco.

La Rim Frequency % (rapporto tra tiri tentati e falli su tiro subiti sul volume totale) è passata dal 7.0% al 23.0%. Tutto ciò nasce da una volontà più insita di mettere palla per terra e attaccare il ferro, con il numero di penetrazioni a partita salito a 5.6 (2.1 nel 2022/23). Principalmente, soprattutto per quanto riguarda i canestri da due punti non assistiti, la cui incidenza percentuale è passata da 8.0% a 31.3%, la fonte è il pick-and-roll, dove crescono i possessi conclusi da finalizzatore (da 0.5 a 2.2). Ma da registrare anche un miglioramento nella capacità di attirare la difesa nei pressi del ferro per servire i compagni (AST% da 9.7 a 14.7).

Duncan Robinson ha iniziato la stagione dalla panchina. Poi con il recente infortunio di Tyler Herro ha anche avuto più minuti nello starting five. Sta mostrando un’attitudine forte per essere più continuo e solido fornendo un contributo più ampio (14.3 PTI, 2.9 AST finora in 29.4 MIN di media).

Duncan Robinson più primary creator

Una visione incoraggiante per i Miami Heat. Per quanto la variazione in USAGE sia lieve (da 16.5% a 18.5%), è chiaro l’intento di Duncan Robinson di sviluppare un pacchetto offensivo più completo che si discosti dalla dimensione che lo ha circoscritto finora. Non certamente il giocatore che parte con la palla in mano per dirigere l’attacco, ma sono più frequenti le situazioni in cui è protagonista da creatore. I Miami Heat si assicurano che abbia spazio per andare verso il pitturato, come le difese non sono ancora eccessivamente concentrare su restringere gli spazi contro le penetrazioni, ben visibile in queste clip. Interessante e positivo che una volta presa separazione in uscita dal blocco prende tempo per vedere se c’è spazio per servire il bloccante, per poi decidere di attaccare. Duncan Robinson è molto abile a tirare in pull-up, ma ora ha anche fiducia per andare al ferro contro il drop coverage. Visto il netto rialzo nel volume di giocate, il primo impatto in visione di gioco ed efficacia può essere più lento ma la varietà nelle soluzioni è un primo passo verso una solidità più netta.

A questo si aggiunge la capacità di servire i compagni quando la difesa si espone. Possedere già un minaccioso tiro da tre punti forza il difensore del bloccante a onorare questo nell’attesa del recupero sul palleggiatore. Nella prima clip si nota come da un gioco rotto, i Miami Heat ricercano in Duncan Robinson un “deposito” affidabile per creare da gioco a due. La Get Action (una delle tattiche più popolari nella NBA) gli permette di acquisire quello spazio vantaggioso che si traduce in un iniziale 2 contro 1, con aiuto anche della qualità del blocco. Importanti i tempi di reazione non solo su short roll ma anche quando questo viene momentaneamente preso da un terzo difensore (low man, clip 2). Si tratta di un progressivo accrescimento nella qualità delle letture che porteranno a saper esplorare più opzioni.

Alcune considerazioni sul rifiuto del blocco come metodo per aprire a linee di penetrazioni più comode. Prima di tutto il palleggiatore deve leggere la posizione della difesa, spesso traducibile in un posizionamento del difensore del bloccante al livello del blocco, oltre che la direzione del difensore diretto. Ma, anche grazie alla conoscenza delle tendenze avversarie, si possono creare le condizioni di spacing per incrementare l’efficacia. Nelle prime due clip mostrate, Duncan Robinson esce da un blocco stagger sul lato che viene liberato da un giocatore che poi effettua un’uscita in angolo, con l’obiettivo di tenere impegnata la linea difensiva addetta agli aiuti. Questo primo vantaggio da mantenere con buone decisioni: tre diverse in ogni possesso mostrato.

Il concetto di fondo è ampliare la concezione di scorer non solo perimetrale, sulla base della convinzione che ogni paint touch può essere un fattore positivo nelle dinamiche di squadra. Duncan Robinson sfrutta già l’ottima abilità a muoversi senza palla, un fattore determinante per dare vantaggio di spazio e dinamicità (clip 1 e 3). Anche la partenza da bloccante, soprattutto a favore di giocatori con alta gravity, forza un aiuto alle spalle del blocco che poi si trasporta nella corsa verso la palla se il taglio non produce una ricezione vicino a canestro (clip 2). In ogni situazione, si muove la difesa attivando le rotazioni. Un lungo con predominanza ad aprirsi sul perimetro rende più agevole l’uno contro uno (sempre vista ancora la tendenza a riservare il single coverage a Duncan Robinson), ma sta migliorando anche nell’entrare verso il corpo del difensore per iniziare il contatto prima di concludere.

Il pacchetto di modalità offensive

La chimica da handoff o dribble handoff con Bam Adebayo è da anni in sviluppo. Questo perché unisce un ottimo tiratore e abile nel movimento senza palla alla mobilità dinamica di un lungo in grado di variare nel set del blocco. Ora, Duncan Robinson cerca di essere sempre più produttivo in multiple modalità da questo gioco, non soltanto per sé ma aprendo a situazioni secondarie per i compagni. Una tipica azione utilizzata dai Miami Heat è la Grenade, ossia questo passaggio consegnato a uscire dalla zona del post basso in apertura verso l’ala perimetrale. Si tratta di una ulteriore possibilità di produrre gioco quando non c’è vantaggio da uno contro uno. Inoltre, tipicamente il difensore del giocatore a un passaggio di distanza mantiene un occhio sulla palla e il suo marcatore ha una partenza in corsa in aggiunta a un blocco verso la linea di fondo che dà spazio da attaccare se il lungo avversario non esce alto.

Un altro set è 5-out Delay: una fonte predominante nel gioco dei Miami Heat che si sviluppa con Bam Adebayo in punta per massimizzare lo spacing. Da qui si attivano azioni di screening su entrambi i lati per impegnare la difesa e poter generare ricezioni vantaggiose. Infatti, si evidenzia di nuovo come iniziare il gioco in corsa permette a coloro meno abili nella gestione di un pick-and-roll più statico di fronteggiare un difensore diretto che insegue e quindi talvolta non ben posizionato per reagire prontamente a un blocco sulla palla dopo il passaggio consegnato. Nella prima clip si nota bene l’aspetto migliorabile in Duncan Robinson nel girare l’angolo e tagliare la direzione del recupero difensivo per essere più aggressivo verso l’area, come il tratto identitario di Miami nel muoversi senza palla (45 Cut di Martin più relocation). Mentre nei successivi possessi si nota la differente partenza in termini di contatto e pressione sulla guardia dei Miami Heat e come si adegui ad essa (spazio per palleggio, arresto e tiro con vantaggio da blocco, ricciolo contro difensore a contatto, Adebayo che sfrutta l’attenzione sul tiratore per fintare e penetrare).

L’obiettivo finale è combinare responsabilità e conclusioni senza palla ma con sviluppo di facoltà e decisione nel partire in palleggio e attaccare. Questo può rappresentare un fattore svoltante non da poco: nelle clip 2 e 3 si vede bene la mancanza di esitazione. Il tiro da tre punti è certamente la prima ricerca e altrettanto la prima attenzione difensiva, perciò essere rapidi e precisi nel passare subito a una penetrazione non interrompe il flusso offensivo iniziato con il blocco lontano dalla palla, ma mantiene e attira la difesa perché quel attacco si converte in un avvicinamento a canestro. Una situazione che quindi può generare un tiro per sé o per i compagni.

Questa nuova predisposizione ad agire su più livelli (tre punti, short midrange e al ferro) più una crescente capacità di lettura da passatore ampliano la considerazione tecnica su Duncan Robinson e lo rendono più completo. Soprattutto, è un’evoluzione perfettamente adatta al suo ruolo e alla dimensione del contributo che i Miami Heat si aspettano. In quanto disponendo già di palleggiatori e primi finalizzatori, nei cui confronti Duncan Robinson ha saputo rappresentare un affidabile destinatario, a fianco di questi è necessario che presenziano dei creatori consapevoli del minor numero di palloni a disposizione ma altrettanto solidi nel modo in cui questi possono permettere di mantenere e concretizzare un vantaggio. Da questa stagione, Duncan Robinson sta ampliando questi tratti tecnici che permettono appunto una più precisa e utile definizione del suo gioco.

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