RJ-Barrett-New-York-Knicks
RJ Barrett - Credit: Vincent Carchietta-USA TODAY Sports

Film Room: RJ Barrett

Al quinto anno dopo essere stato selezionato come terza scelta al Draft del 2019, RJ Barrett attraversa ancora una fase di sviluppo. Dopo il rinnovo contrattuale (4 anni, 107 milioni) partito in questa stagione, avere risultati e certezze dal percorso di crescita del prodotto di Duke è prioritario per i New York Knicks. In realtà, questa ricerca di risposte potrebbe anche avere una duplice direzione: affidarsi a RJ Barrett nel futuro della franchigia, oppure dotarsi di una risorsa preziosa nel trade market nel tentativo di corteggiare una stella, come è stato verso Donovan Mitchell. Certamente, quel valore contrattuale pone ulteriori aspettative sulla guardia canadese, in aggiunta a quelle derivanti dal numero di scelta al Draft.

Al netto dei progressivi miglioramenti già mostrati, su RJ Barrett la questione critica diventa quanto alto lo standard di performance deve essere settato. Di conseguenza, comprendere se attendersi una crescita globale oppure selettiva in aree definite in cui poter essere più produttivo, efficiente e costante. Quest’ultima pare essere la tendenza intrapresa in questo inizio di stagione. In 18 gare a 29.4 minuti a partita, RJ Barrett sta registrando 19.0 punti, 3.9 rimbalzi, 2.6 assist con il 35.4% 3P (5.3 3PA). Il volume statistico è pressoché invariato, ma andando nel dettaglio di visione del suo gioco si intravedono precisi aspetti per creare migliori condizioni che accelerino una crescita a ritmo sostenuto.

Il floor spacing di RJ Barrett

Al secondo anno con Jalen Brunson come primo portatore di palla, si evidenzia anche l’intenzione di assegnare a Julius Randle un volume più ampio di possessi fronte a canestro (possessi da pick-and-roll ball handler da 1.6 a 2.5 in questa stagione). Identificando in questi due giocatori le prime opzioni offensive di scoring e creation, diventa fondamentale specializzare e massimizzare la presenza di RJ Barrett in determinati fondamentali e aspetti tattici che combinano gioco con e senza palla. Il seguente grafico mostra indicativamente il cambiamento nelle gerarchie offensive di prima fascia dei New York Knicks. L’andamento dei touches a partita rapportato a Brunson, Barrett e Randle è un segnale che il canadese deve saper sfruttare quelle opportunità in maniera vantaggiosa per sé e i compagni.

Come detto, la predominanza di possessi da palleggiatore è sotto la guida di Brunson e Randle. Una situazione che mette RJ Barrett ad agire come floor spacer. Non una relegazione rispetto a sfiducia nei confronti delle sue capacità, ma può apparire come un’opportunità da creatore secondario. Perciò, la prima fonte diventa da drive and kick contro gli aiuti difensivi in area (clip 1-2). La parte positiva è consapevolezza e adattamento che RJ Barrett sta dimostrando in queste circostanze. In quanto non si limita a uno shooting stazionario, ma si dimostra lucido e attento con relocation e rimpiazzi (clip 3-4) per offrire delle migliori linee di passaggio e aumentare la distanza dal difensore in recupero. Non ci sono situazioni più impattanti nell’aumentare la fiducia di un giocatore che generando tiri aperti e di qualità.

Anche da pick-and-roll, i principi di fondo si confermano. Posizionandosi spesso in angolo, il difensore diretto di RJ Barrett tende a staccarsi per aiutare in rotazione. Sempre importante sottolineare la prontezza nel compiere dei movimenti a salire (‘lift‘) che possono risultare decisivi nel creare una ricezione da cui attaccare anche partendo in palleggio. In clip 3-4, il gioco iniziale è un asset tipico dell’attacco dei New York Knicks, ossia il ‘V’ screen per Brunson. Ognuna di queste situazioni mostrate sono congeniali nel dare spazio a RJ Barrett per compiere la decisione più comoda contro una difesa già mossa e quindi facilitato nel leggere gli spazi vantaggiosi. Finora in stagione, la guardia dei Knicks sta tirando con il 41.0% dagli angoli (16/39) e con il 37.6% in catch-and-shoot (32/85). Non essendo mai inquadrato come uno specialista, il fattore inconsistenza è una variabile da monitorare.

Ancora a volume molto limitato (0.9 possessi a partita, 4.9% Frequency, 1.25 PPP) il numero di tagli che concludono un possesso di RJ Barrett. Per una squadra come i New York Knicks che cerca fortemente di attaccare il pitturato (quarti per penetrazioni, ottavi per possessi in pick-and-roll e quattordicesimi in post a partita), saper battere gli aiuti che queste situazioni generano è un fattore chiave ed efficiente. Perciò, per RJ Barrett aumentare la ricerca di queste opportunità con timing, letture e reattività può portare a diventare un elemento separatore per il suo ruolo off the ball. Diventa un modo di punire l’attenzione sulla palla dei difensori in lato debole. Certamente, la seconda clip riportata è emblematica dell’alto valore che queste giocate apportano a un possesso con un doppio taglio a servizio del palleggiatore. Ma soprattutto, come già indicato, della disponibilità di RJ Barrett a saper rendersi utile in vari modi a servizio della squadra.

In comparazione con la passata stagione, è interessante notare spinta e impatto che RJ Barrett apporta nel gioco veloce. Sia da pallone rubato che live rebound, con lui in campo la Frequency% di squadra riguardante i possessi conclusi in transizione è +2.1%. Inoltre, l’efficienza è di +25.5 punti su 100 possessi, contribuendo quindi a +3.6 punti su 100 possessi aggiunti attraverso questa fonte di gioco. In stagione, RJ Barrett segna 4.1 punti a partita in contropiede, sesto in NBA dietro Donovan Mitchell, LeBron James, Shai Gilgeous-Alexander, Giannis Antetokounmpo e Jaylen Brown. Da qui, può prendere velocità e arrivare al ferro, sprintare in angolo per aprire il campo ai compagni o attaccare i recuperi difensivi, fino a individuare un matchup favorevole e mettersi spalle a canestro in lato libero.

Da questa prima analisi, emerge la ricerca di fonti di gioco di alta efficienza per RJ Barrett. Ognuno di questi: tiri aperti da tre punti e dagli angoli, attacco dei closeout e tagli fino alla transizione offensiva rappresentano tipici generatori di opportunità di maggior qualità per segnare. Disponendo di un minor numero di tocchi a partita e affidandosi più alla creazione di alcuni compagni, i canestri assistiti del canadese sono aumentati. Quelli da due punti sono passati da 42.4% a 58.3%, mentre quelli da tre punti da 92.6% a 100.0%. Ma per i possessi da palleggiatore, l’intenzione dei New York Knicks è simile: creare condizioni adatte a ridurre le complicazioni derivanti dal gioco a difesa schierata.

Xs & Os: RJ Barrett

L’esecuzione con specifici set offensivi che muovono la difesa su uno o più lati prima di far entrare RJ Barrett in azione sono beneficiari per incrementare adattabilità e livello di qualità contro varie difese nell’ottica di un possibile futuro aumento di volume di possessi da lui gestiti. Qui utilizzano una Pistol Action (dribble handoff tra guardie in ala con coinvolgimento del lungo) dove RJ Barrett riceve in corsa per cercare di attaccare sulla mano sinistra. I lavori in corso sono visibili dall’alternanza di positive scelte contro letture non ancora perfette per trovare ritmo e spazio e adattarsi ai coverage difensivi. A esempio, nella prima clip capisce l’intenzione del difensore e finta l’uso del blocco poi con un palleggio snake trova il tiro dal midrange, a differenza del terzo possesso mostrato dove non mantiene dietro il difensore con precisione forzando un tiro. Altra differente soluzione può nascere contro la scelta del di passare sotto il blocco (clip 2), come attivando un immediato rescreen per attaccare il lato opposto, o liberarsi in tempo del pallone contro lo stunt al gomito.

In questo altro set, c’è un primo taglio che libera il lato dove si sviluppa un’uscita da pindown per RJ Barrett che dispone di spazio per attaccare, sempre con l’intenzione di dare una linea protetta verso l’uso della mano forte. Certamente un pick-and-roll da palleggiatore con tre giocatori in lato debole è più facilmente gestibile per la guardia dei New York Knicks, tutto sempre nell’ottica di progredire ed esporsi a multiple situazioni di difficoltà fino a comprendere quanto alto il livello di pretesa in shot making e creation sarà per lui. L’uso del hostage dribble (clip 2) assieme alla spin move sono due marchi del gioco in avvicinamento a canestro. Mentre se il difensore insegue, l’opzione del ricciolo è la prima mossa da attivare. In generale l’aspetto più vantaggioso può proprio essere la fisicità per proteggersi e iniziare contatto contro guardie più leggere, unito a variazioni di velocità (clip 4).

Aree di urgente miglioramento e affermazione

Nonostante il career-high in EFG% (48.2%) e TS% (53.7%), principalmente dovuti alla crescita in efficacia al tiro da tre punti (da 31.0% a 35.4% su medesimo numero di tentativi), RJ Barrett presenta numerosi margini di crescita al tiro dal palleggio e da varie zone di campo. Alcune aree sono ben visibili, soprattutto da due punti (45.6% in stagione), in cui i primi aspetti da citare sono i jump shot e il tocco nei pressi del ferro. In stagione, sta tirando con il 57% al ferro, il 33% da short midrange (area tra linea del tiro libero e restricted area), 31% da long midrange (area oltre la linea del tiro libero entro il perimetro) e al tiro dal pull-up tocca un minimo 25.7% (9/35). I primi ostacoli sono la capacità di creare separazione, sia usando il corpo che footwork, un’esplosività che non eccelle quando gli spazi sono ristretti e un forte affidamento sulla mano forte.

La prospettiva porta a far coesistere in RJ Barrett degli urgenti campanelli di richiamo verso aspetti tecnici che devono svoltare, come dei segnali molto positivi verso una capacità di prendere rapide decisioni che possono risultare determinanti. Sempre nel contesto dell’attacco a metà campo, dove i ritmi sono più contenuti e talvolta appare più in difficoltà nel creare vantaggio. Nella prima clip, viene negata una prima penetrazione, ma anticipa con un arresto sul posto contro lo stunt al gomito, per poi ripartire in velocità. Con lo spin guadagna lo spazio vantaggioso e il bump deciso gli dà separazione per concludere con il gancio. Anche nel secondo possesso riconosce un posizionamento difensivo forzato su un lato ma non ben settato per negare l’attacco verso la linea di fondo, ancora da gioco a due in empty side. Più RJ Barrett riesce a godere di libertà (da notare in clip 3 come dopo il dribble handoff di Hart lui e Hertenstein si spaziano profondi per aprire il pitturato) e trovare continuità nell’uso del palleggio in maniera proficua.

Per finire, il tema del playmaking (AST% da 12.4% a 13.1%, potential AST da 6.1 a 7.0). In questi possessi ritornano dei set offensivi già visti (Pistol Action, Pindown empty side e ‘V’ screen per Brunson) ma con finalizzazioni diverse. La dimensione interna del gioco di RJ Barrett non può prescindere da una sviluppo anche di una componente da passatore. C’è una chiara correlazione nella gravity che migliori percentuali realizzative inietteranno nella credibilità offensiva dal palleggio di RJ Barrett, che di conseguenza saranno elementi chiave per attirare la difesa e facilitare dei passaggi di uscita per tiri di qualità ai compagni.

Sussistono una serie di elementi correlati con differenti prospettive in termini di quale sarà lo sviluppo futuro di RJ Barrett, per quale il tempo di attesa tende verso un finale. Certamente, il nuovo ruolo con Jalen Brunson cambia le dinamiche offensive, e la gestione del suo impiego e utilizzo devono essere in cima alla to do list dei New York Knicks per le citate ragioni, di crescita futura attorno a un giocatore prodotto internamente o l’intenzione di voler massimizzare le ambizioni nel presente.

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