Marco-Belinelli-Virtus-Bologna
Marco Belinelli - Credit: Virtus Bologna

Film Room: Baskonia Vitoria vs Virtus Bologna

La Virtus Bologna prosegue il cammino in Euroleague dopo la vittoria sul campo del Baskonia, che dall’arrivo di Dusko Ivanovic aveva vinto 7 delle ultime 8 gare. Una forte prova di spirito che consolida identità e posizionamento in classifica (10-4 record). Sono diversi i punti chiave che hanno contribuito a mantenere equilibrio e controllo del ritmo, anche quando il Baskonia è rientrato e ha ottenuto un vantaggio. L’aspetto determinante è la diffusa consapevolezza nelle certezze che questa squadra sa di possedere su entrambi i lati del campo, instillate profondamente da Luca Banchi. In questo breakdown riportiamo un’analisi dei principali aspetti tattici che hanno caratterizzato la gara della Virtus Bologna.

Coach Luca Banchi – Credit: Virtus Bologna

Togliere certezze all’avversario

Assieme alla Virtus Bologna (1°), il Baskonia è la terza squadra con la più alta percentuale di possessi conclusi con un’azione di uscita dai blocchi (8.8%). Senza dubbio, il protagonista è Markus Howard, uno dei giocatori più efficaci in circolazione (1.25 PPP Off Screen in stagione). Il piano difensivo pensato da Luca Banchi e realizzato dalle guardie della Virtus Bologna è stato eccellente, tenendo la guardia del Baskonia a 11 punti, 0/3 2P e 3/10 3P . In questi casi, oltre al single coverage, sono necessari collaborazione e sforzo anche di chi non è direttamente coinvolto. Ecco alcuni aspetti decisivi nel contenimento su Markus Howard, sia lontano dalla palla che in palleggio.

Fin dall’inizio del possesso, Markus Howard ha il diretto difensore a contatto per non concedere separazione in partenza. Un mix di fisicità e contatto che se convertito in intenzione di negare il blocco (difesa ‘top lock‘) deve prevedere la posizione interna del difensore del primo bloccante per proteggere da taglio back door, come eseguito da Shengelia in clip 2. Mentre il lungo più vicino alla ricezione, esce in ‘Show’ sulla ricezione per togliere la possibilità di ricciolo. Alla difesa lontano dalla palla, seguono le scelte quando Howard entra in pick-and-roll centrale. La Virtus Bologna ha sempre optato per un’uscita sopra il livello del blocco per togliere il pallone dalle sue mani (clip 1) e secondi dall’azione (clip 2-3). Quando ha comunque deciso di attaccare, non permane il single coverage, ma ci sono aiuti come stunt (clip 2) o dei cambi su penetrazione dopo aver battuto il diretto difensore (‘peel switch‘, clip 3).

Da sottolineare versatilità e lineare efficacia nel poter assegnare quattro diversi difensori a Markus Howard (Cordinier, Hackett, Pajola, Dobric), che forniscono diffuso apporto in termini di aggressività. Questo contribuisce a rallentare o addirittura negare l’ingresso nell’azione del Baskonia. Un tema ben visibile in clip 2, dove spendono 7 secondi a cercare di generare un’uscita dai blocchi di Howard. Quando viene meno il movimento di giocatori e pallone, si forza un gioco rotto e isolamenti senza ritmo efficacemente contenuti. Negli ultimi due possessi mostrati, l’atteggiamento deciso dei difensori della Virtus Bologna mette Howard fuori dall’azione gestita in un singolo pick-and-roll tra lunghi con un cambio e difesa frontale. Mentre nel successivo il focus è sul palleggio, con Cordinier che mette fisicità contro il tentativo di rifiuto del blocco, costringendo a liberarsi del pallone e tenere il gioco sul perimetro.

La disciplina di Alessandro Pajola è assolutamente meritevole di singola menzione. Nella prima clip si vedono i principi già esposti: difesa top lock, protezione contro il taglio al ferro e ‘Show’ del lungo su secondo blocco. Resta vicino a Howard per inseguire e poi il dettaglio di tenere costantemente un occhio sulla palla e l’altro sull’attaccante. Da qui, elevata reattività quando riconosce di dover sprintare, come avviene dopo la palla vagante per chiudere Howard. Poi, concentrazione, prontezza e comunicazione vocale (si vede bene come chiami il coverage a Hackett) su ghost screen tra guardie nel non creare minimo vantaggio per il palleggiatore. Come i più abili giocatori senza palla, e Belinelli insegna, il momento in cui la prima ricezione è negata diventa proprio quello in cui l’attaccante è più pericoloso perché cerca una seconda diversa uscita. Alessandro Pajola è rapido nel passaggio su doppio blocco consecutivo e genera una palla persa.

Nel primo tempo, due canestri da tre punti di Markus Howard arrivano da lettura in uscita contro Pajola che cerca di passare sotto il blocco e da un aiuto da lato forte di Hackett. Nel secondo tempo, ha spinto nella ricerca di ritmo. Anche in queste circostanze, i tiri sono forzati e dopo una faticosa ricezione. Persiste l’attenzione contro il reject ben contenuto (clip 1), ma soprattutto gli attenti aiuti. Nel secondo possesso mostrato, il primo pick-and-roll del Baskonia è ad angolo libero in lato debole, quindi Cordinier è flottato verso il pitturato. Quella separazione iniziale con immediata partenza dal palleggio è letta da Dunston che esce alto a contestare il tiro. Per finire, efficacia nell’aggirare i blocchi: Cordinier forza una ricezione lontana da canestro e non ha impatto il blocco di Moneke. Si intuisce come in quei frangenti ha prevalso in Howard l’individuale intenzione di riuscire a segnare dei tiri, mancando un passaggio al bloccante contro i due difensori coinvolti concentrati su di lui.

Una situazione in cui la Virtus Bologna ha subìto punti è il pick-and-roll centrale giocato da Miller McIntyre. Non una minaccia nel tiro dal palleggio, quando non c’è possibilità di passare sotto il blocco, il difensore del bloccante deve mostrarsi per ostruire la linea di penetrazione. Perciò, la Virtus Bologna ha spesso optato per la scelta di Show & Recover. Dove la rotazione da lato debole non è sempre stata puntuale e ordinata nel contenere il roll o contrastare il tiro al ferro, anche grazie a movimenti trappola come il ‘lift‘ (clip1 vs Cordinier). La point guard del Baskonia, riuscendo a prendere dei palleggi interni dopo il blocco, ha adattato la scelta secondo i posizionamenti difensivi, anche battendo il tag con lo skip pass (clip 4), con Belinelli che chiama Lundberg per accentrarsi tra i due giocatori dietro l’arco.

Esecuzione offensiva della Virtus Bologna

Il secondo quarto ha rappresentato il periodo più difficile offensivamente per la Virtus Bologna. Dove sono arrivati due canestri da tre punti importanti nel finale di cronometro per tenere a distanza il Baskonia. Ciò che è da evidenziare di questi possessi è come si manifesta la mentalità instaurata da Luca Banchi: mantenere flusso e ritmo offensivo con decisioni veloci, collaborazione, pochi palleggi e far muovere la difesa. Nella prima clip riportata, da primo stagger giocano due blocchi sulla palla, tre tentativi di penetrazione con scarico per battere il difensore in aiuto che si espone. In questi casi c’è tanto affidamento allo shot making individuale, ma l’attenzione nel non fermare la palla è una caratteristica preziosa. Nel secondo possesso, non si riesce a servire il lungo internamente da pick-and-roll o rimpiazzo. Poi, nuovamente la partenza in palleggio e immediato pick-and-pop di Polonara, unito a lucidità individuale con il flare screen di Belinelli per creare una linea di passaggio aperta su lato debole.

La difesa del Baskonia ha saputo negare le ricezioni iniziali dei giochi della Virtus Bologna nel secondo quarto. Oltre a un livello di attività totale di aiuti nel restringere gli spazi che hanno complicato la condivisione del pallone. Da double stagger, raggiungono Cordinier con soli dieci secondi sul cronometro, mentre Moneke va in tag su Cacok c’è lo stunt sul replace di Shengelia, che deve attaccare da fermo. Questo ha aperto a opportunità e punti in transizione rapida che rappresentano una delle fonti primarie per il gioco del Baskonia. Nel possesso successivo, ogni opzione di passaggio viene difesa con attenzione, in particolare l’uscita di Belinelli con rotazione del low man (McIntyre) su eventuale slip di Cacok, forzando un lungo skip pass. Anche durante la penetrazione, i difensori non coinvolti restano concentrati come Marinkovic che segue il taglio di Cordinier, togliendo ogni vantaggio e producendo un tiro da tre punti contestato.

Nelle clip precedenti, si nota il cambiamento in aggressività e livello di aiuto sulle uscite di Belinelli. Pur avendo forzato alcuni tiri nella ricerca di un fallo, poi prevale l’attitudine a convertire questa difesa in un vantaggio, unito a un’eccellente conoscenza del gioco. Una tipica situazione nell’attacco della Virtus Bologna è il gioco side to side, qui da Iverson cut, dove se il pick-and-roll laterale non genera un vantaggio, il posizionamento di Belinelli in lato debole è un’ottima uscita di sicurezza. Pur vedendo negata anche questa azione, la difesa intende ancora negare un secondo blocco lontano dalla palla. Poi, proprio negli ultimi secondi quando il finale appare un tiro forzato, Belinelli fa un movimento back door per battere il difensore in pressione. Successivamente, da stagger attira due difensori sulla palla: una volta trovato lo short roll c’è un vantaggio numerico e arriva il taglio dall’angolo di Shengelia.

Il livello di pressione dei coverage difensivi del Baskonia si alza anche nei blocchi sulla palla, così la Virtus Bologna attiva le reazioni tattiche. Uno dei modi per battere ‘Hedge‘ su pick-and-roll quando non si riesce a servire il rollante è creare una seconda opzione per creare lunghi closeout o giocare da appoggio per il bloccante (clip 1), ben fatto dalla Virtus Bologna anche con merito del movimento di Belinelli a confondere il lato debole. Un altro gioco scelto è lo Spain pick-and-roll (chiamato con tocco sul mento) con Belinelli da secondo giocatore coinvolto senza palla. Di nuovo, due difensori sulla palla, ma la gravity di Belinelli forza a non staccarsi, perciò la copertura sul roll arriva da lato forte generando un tiro di qualità. Per finire, complice la distrazione di Moneke in partenza, il ghost screen su passaggio boomerang contro l’isolamento per manipolare la difesa: poi ottima esecuzione di scivolamenti ed extra pass.

Il finale di gara

Questo possesso ha avuto una valenza notevole nell’aprire la strada al parziale finale. Soprattutto perché arriva dopo una palla persa di Lundberg sulla difesa molto aggressiva nel pick-and-roll che ha portato avanti il Baskonia. Come nei possessi mostrati nel secondo quarto, la Virtus Bologna riesce con pazienza a trovare e convertire un tiro da tre punti negli ultimi secondi dell’azione. Per non esporsi alla difesa aggressiva in pick-and-roll, hanno giocato più spesso dei blocchi tra guardie. La prima penetrazione è negata, e nuovamente cercano un consecutivo gioco a due. Il secondo, tra lunghi, è un cambio automatico attaccato da Shengelia, il difensore in angolo è attirato dalla palla e Abass si separa quanto necessario per rilasciare il tiro.

Una volta acquisita fiducia e affidatisi alla leadership tecnica dei veterani, la Virtus Bologna ha dato totale impressione di controllare agevolmente le scelte difensive avversarie. Quindi, proponendo altre contromosse contro l’Hedge del Baskonia, utilizzando blocchi slip (clip 1) e ghost (clip 2) per annullare i due difensori sulla palla e dare ricezioni vantaggiose comode a cui seguono movimenti senza palla, decisioni veloci e precise per concretizzare con la migliore soluzione. Da notare la qualità di Dunston nell’uscita immediata dal set del blocco e timing nel taglio di Cordinier. Come la solidità nel ram screen che complica l’inseguimento di Moneke. Come indicato prima, da Iverson cut, la Virtus Bologna a volte cambia il lato per Belinelli, e nella seconda clip si vede Kotsar chiamare l’attenzione proprio su lui mentre Shengelia finta il blocco sulla palla e taglia al ferro.

La bellezza racchiusa in questo positivo momento della Virtus Bologna è la capacità di adattamento in multiple situazioni all’interno della stessa partita. Inoltre, vedere come la somma di tanta qualità e intelligenza individuale produce un gioco davvero coeso e proficuo. La prima clip racchiude tutto questo: da split su Iverson cut, il primo gioco è rotto, Dunston chiama la palla in punta per giocare su ribaltamento con l’uscita di Belinelli. Cordinier legge rapidamente la difesa aggressiva, come Dunston che fa slip e va in roll a canestro, a cui si aggiunge il taglio contro la prima rotazione, mentre la seconda su Shengelia è battuta con la relocation di Hackett per dare un passaggio in visione, a cui segue l’istinto di Cordinier nel non dare mai il possesso per terminato. Per concludere, attaccare il cambio del Baskonia sia quando forzato con il blocco di contatto (clip 2, ottenuti tiri liberi). Oppure nell’ultimo possesso dove è sistematico su tutto, compresi dei pre switch iniziali in lato debole. Ancora la pazienza nel mettere il pallone in post basso, overhelp difensivo e scarico per un tiro aperto di Belinelli che chiude la gara.

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