Scottie-Barnes-Toronto-Raptors
Scottie Barnes - Credit: Getty/Mark Blinch

Film Room: Scottie Barnes

Nel bel mezzo di una mole notevole di decisioni importanti, il front office dei Toronto Raptors potrebbe aver trovato la prima risposta. Ossia che Scottie Barnes è il giocatore su cui intenderanno costruire il proprio futuro. Dopo la stagione da Rookie of the year, il secondo anno è stato pressoché ordinario, cementando questioni tecniche da chiarire e mettere in pausa. Ora, è al centro del progetto e nel pieno del suo miglior anno, dove sta mostrando tutto il potenziale che possiede. Un primo segnale che potrà valere a Scottie Barnes l’estensione del contratto da rookie. Non ancora arrivata e che prevede l’ultima team option per la prossima stagione. Un bivio temporale che già influenza decisioni presenti relative a Pascal Siakam (in scadenza), OG Anunoby (con player option) e Gary Trent Jr. (in scadenza).

Perciò, qualora si spingesse definitivamente il bottone del rebuilding, Scottie Barnes rimarrebbe l’unico titolare del roster assieme a Jakob Poeltl. La parabola della sua carriera, a questo punto, diventa una delle più intriganti da seguire per come si svilupperà. Dopo 30 gare, il prodotto di Florida State sta registrando 20.7 punti, 9.4 rimbalzi e 5.9 assist a partita, uno dei 7 giocatori nella Lega con tali medie e ognuno massimo in carriera. Lo sviluppo è ciò che i Toronto Raptors si attendevano: un giocatore più sicuro dei propri mezzi e coinvolto al centro delle operazioni. In questa stagione, Scottie Barnes ha visto il proprio USAGE (percentuale dei possessi offensivi di squadra conclusi dal giocatore con tiro dal campo o dalla lunetta, palla persa o tiri liberi) incrementare da 21.4 a 25.1.

Visione analitica su Scottie Barnes

La centralità di Scottie Barnes nell’attacco dei Toronto Raptors è visibile per volume di gioco che passa dalle sue mani. In un roster non propriamente distribuito in termini di skillset con conseguenze sullo spacing a servizio dei palleggiatori, non è sempre facile combinare produzione individuale e creazione per i compagni. Al netto di ciò, questo grafico mostra una valutazione dell’impatto di un giocatore su 100 possessi quando in campo, offensivo e difensivo. Rapportata tra giocatori al terzo anno nella Lega, eleva Scottie Barnes e Franz Wagner come i più decisivi per contributo sui due lati del campo. Dall’ingresso in NBA, il giovane dei Raptors si è affermato come uno dei difensori più versatili in assoluto per bilanciamento di tempo speso in percentuale a difendere i 5 ruoli in campo, pur dovendo ancora disciplinare alcune azioni.

Nella transizione verso un’identità di gioco più definita, Scottie Barnes sta ricercando di delineare le aree di competenza su cui poi puntare all’eccellenza. Pur specificando che è un lavoro che richiede tempo e tuttora in pieno corso d’opera con i suoi alti e bassi, sta rappresentando un’esperienza che la franchigia è disposta a concedergli. L’evoluzione delle shot chart per tendenze rispetto alle location di tiro mostrano un cambiamento verso una preminenza di attacco da fascia centrale. Rispetto a ciò, c’è però una leggera diminuzione di tiri dentro il pitturato (frequenza % da short midrange da 30% a 28%). Questo si riflette verso un’espansione del range di tiro. Con tiri da long midrange che da più distribuiti sono invece concentrati al centro, come un aumento della ricerca del tiro da tre punti (frequenza % above the break 3P da 13% a 26%). Una definizione che deve passare da un progressivo lavoro su attacco a più livelli.

La versatilità offensiva da creatore

Un aspetto interessante dell’utilizzo di Scottie Barnes, tipico per chi è al centro di una squadra in via di definizione ma non necessariamente comune per un giocatore al terzo anno, è la varietà nella gestione dei possessi. A oggi, è uno dei 13 giocatori in NBA ad aver concluso almeno 30 possessi in post, 30 in isolamento, 60 da palleggiatore in pick-and-roll e 60 in transizione. Allo stesso modo, rientra tra i 12 giocatori con con frequenza di tiro almeno del 25% al ferro, 25% da short midrange, 7% da long midrange e 25% da dietro l’arco. Questo tema porta alla prima area su cui Scottie Barnes sta lavorando: il tiro dal palleggio. Sin dall’arrivo in NBA, non ha mai destato attenzione per efficacia. Attualmente, la FG% del jumper da 2P è passata da 35.3 a 42.4, mentre da 3P è ancora decisamente sotto la media (24.2% su 1.1 3PA). Rappresenta quindi una soluzione concedibile dalla difesa, ma alcuni di questi tiri diventavano quasi impensabili da vedere se non in situazioni di emergenza, testimone della fiducia impostasi e proveniente dall’esterno.

Un discorso similare è relativo al ball handling. Nonostante si tratta di un volume che vede una leggera predominanza di tiri dal campo assistiti, Scottie Barnes trova nella self creation dal palleggio una fonte prioritaria. In lui coesiste una positiva convivenza tra abilità e velocità per battere lunghi difensori o pari ruolo, come forza e atletismo per attaccare delle guardie. In base a ciò, adatta il modo di attaccare se frontalmente oppure sfruttando altezza e controllo del corpo per avvicinarsi a canestro. Un elemento costante è, come detto, l’uso del palleggio vivo. Per prendere lo spazio vantaggioso, controllare prima delle opzioni di passaggio e cambiare velocità (clip 2), ma soprattutto attendere il momento giusto per attaccare pronto a leggere gli aiuti difensivi (clip 4). Questo rappresenta il primo elemento tattico in cui Scottie Barnes può offrire multiple possibilità di impiego. Il fattore chiave sarà equilibrare efficienza e qualità nelle scelte tra tiri dal palleggio o arrivo al ferro.

C’è un principale miglioramento dalla passata stagione di Scottie Barnes che è elemento separatore per quanto sta registrando. Nel tiro da tre punti, in particolare dalla ricezione: la percentuale realizzativa in catch-and-shoot è passata da 30.1% su 2.1 3PA a 43.5% su 4.3 3PA. Questo lo rende un solido floor spacer per agevolare l’attacco dei compagni dal palleggio. Di nuovo, quando si osservano i modi con cui Scottie Barnes può impattare l’attacco, emerge sempre il tema della versatilità. Mettendosi al servizio dei compagni, talvolta da primo palleggiatore o attraverso dei movimenti per mettersi in visione, dal perimetro può tirare dalla ricezione o attaccare dal palleggio a più livelli con partenze rapide e ordinate. Ciò non accade con continuità viste le difficoltà dei Toronto Raptors nel creare vantaggi contro la difesa schierata, ma presuppone un insieme di segnali positivi quando in grado di portare la palla nel pitturato.

I punti fermi di Scottie Barnes

Le multiple prospettive da cui guardare il gioco di Scottie Barnes si compongono di nuove aggiunte ma che devono fare fede a certificare quanto può esser già appreso, seppur sempre migliorabile. Un esempio è il gioco in campo aperto. In questa stagione, l’incidenza percentuale dei punti ottenuti da contropiede è salita al 16.1 (da 11.7 nel 2022/23). I fattori causanti sono vari, in primo luogo il maggior volume di possessi da primo portatore con facoltà a prendere rapide decisioni anche nei primi secondi se è presente un vantaggio. Questo è in totale allineamento con i principi identitari dei Toronto Raptors, prima squadra in NBA per frequenza di possessi in transizione (17.8%). Ma anche la capacità di catturare rimbalzi: oltre al career-high totale di 9.4, il passaggio da 4.3 a 6.7 dei difensivi può significare un’indicazione fornita dallo staff tecnico a raccogliere per primo il pallone e sfruttare immediatamente le doti di corsa a tutto campo, sia dal palleggio (in clip 1 ben visibile la velocità nel coprire i due lati). Se circondato da compagni disposti a spingere il ritmo e aggredire il pitturato, Scottie Barnes agisce anche da trailer man sul perimetro (clip 2).

Scottie Barnes è in linea con la passata stagione per possessi da Roll Man (0.7 a partita) ed efficacia (1.26 PPP). Il numero di possessi (19 totali) è limitato ma in maniera lecita, in quanto come già descritto il portafoglio offensivo in termini di play types è già ampio e questa specifica situazione viene centellinata anche in base a situazioni di vantaggio che può generare o dettagli tattici come l’utilizzo da centro. Contro il cambio (clip 1), taglia e altezza danno un vantaggio automatico. L’aspetto più utile è il gioco da short roll viste le letture di playmaking che può aggiungere una volta ricevuto il pallone come l’esplosività se ha uno o più passi di anticipo rispetto al difensore. Inoltre, ogni giocatore che registra queste percentuali al tiro da 3P in catch-and-shoot, seppur non con uno storico a supportare la veridicità, diventa credibile e amplifica la portata di un possibile pick-and-pop. Sempre con legittima possibilità di scegliere come attaccare lo spazio dopo l’apertura sul perimetro (clip 3).

Seppur dopo il cambio di allenatore, i Toronto Raptors hanno ereditato questo semplice set per massimizzare il vantaggio di altezza e taglia dato dalla fisionomia delle lineup che tendono utilizzare. Oltre che rappresenta una ragione per cui la squadra è prima in paint touches in NBA e passa anche dall’intenzione di aprire l’area con le abilità da passatore di Jakob Poeltl. Posizionando la palla al gomito (“Elbow Rip” il nome del set dalle tattiche utilizzate), giocano un back screen invertito. Importante sottolineare l’importanza delle spaziature: nella prima clip, Anunoby rimane stanziato in angolo portando il difensore in aiuto più in prossimità di aiutare. Nei successivi due possessi, l’angolo verso la ricezione è vuoto, dando così più libertà al tagliante vicino a canestro. Qui, Scottie Barnes è inserito con diverse azioni da finalizzatore, bloccante o appunto terzo giocatore, pronto a mettersi in visione (clip 4).

Le prossime aree di sviluppo

Il percorso di crescita tecnica dei giocatori entranti nella Lega prevede un investimento fatto di lavoro su fondamentali che in aggiunta andranno a formare il prototipo finale. Nel caso di Scottie Barnes, la tratta intrapresa ha visto anticipare il gioco perimetrale rispetto a quello interno. Dopo questi primi miglioramenti nel tiro da tre punti, che dovrà rispondere alla sfida del tempo, il prossimo step sarà accrescere la varietà nel finire al ferro. Si tratta di tiri che hanno più compensato l’aumento di frequenza di quelli da dietro l’arco, con la frequenza scesa da 38% a 31%. Seppur l’efficacia è invece cresciuta dal 66% a 72% è bene considerare l’impatto di ricezioni di qualità come nel set precedente. Non a caso, la percentuale di tiri al ferro assistiti è salita da 54% a 61%. L’area di interesse per Scottie Barnes sarà approfondire l’uso del corpo e combinare soluzioni come euro step, virate e miglior tocco con la mano debole. Manca ancora equilibrio e capacità di iniziare e assorbire contatti, creare separazione con il difensore per variare nel punto di rilascio del tiro.

Per approccio, attitudine e coinvolgimento offensivo, Scottie Barnes realizza un volume di giocate sempre maggiore per i Toronto Raptors. Questo determina delle scelte opinabili per selezione di tiro che vengono accettate. Si vede ancora come la difesa accetti una soluzione dal palleggio, concedendo spazio ed esponendosi soltanto per contestare una volta raccolto il pallone. Inoltre, trattandosi di conclusioni nei primi 8 secondi, deve accettare la sfida di giocare a metà campo per lavorare sul suo decision making. Così da perfezionare la capacità di bilanciare produzione individuale e da passatore. Oppure valorizzare il potenziale vantaggio nell’entrare nel pitturato (clip 2) e riconoscere l’uscita rapida del pallone dalle mani (clip 3). Come detto, la mole di opzioni che Scottie Barnes può mettere in campo è davvero ampia per non incorrere in tentativi di creare vantaggio per i compagni con o senza il possesso del pallone.

Questo deriva anche dal lecito riconoscimento di Scottie Barnes come miglior passatore tra le fila dei Toronto Raptors. Altra dimensione in cui la continuità sarà chiave. Ricorre il tema della versatilità perché la funzione da playmaker può derivare sia da primo portatore dal palleggio che aggiunto da rollante, dove forse trova maggior impatto quando possiede spazio dopo la ricezione dinamica. Scottie Barnes ha notevole conoscenza del gioco in termini di sapere dove trovare i compagni: ben visibile nelle prime due clip, dove legge provenienza delle rotazioni in aiuto e anticipare il passaggio di uscita. Tra giocatori con almeno tre anni in NBA, Scottie Barnes ha il quarto dato più alto di AST% (25.2) e l’ottavo più basso di TOV% (12.7). Questo tema si può amplificare nel contesto dei Toronto Raptors, che non beneficiano di sufficiente talento e spacing (27° dato di squadra in 3P%) per convertire con efficacia le chance create. Per quanto è notevole il salto da 26° a 2° dato in AST% (percentuale di canestri dal campo assistiti), testimone di un cambio di mentalità instillato dal nuovo staff tecnico.

Possedere doti per giocare da palleggiatore o bloccante in pick-and-roll, con multiple possibilità di concludere a più livelli o essere in grado di servire i compagni. In aggiunta, poter controllare i tempi di gioco aprendo la transizione, come a metà campo rappresentare un affidabile floor spacer con istinti sia da tiratore che da creatore secondario dal palleggio è un pacchetto notevole. Allo stesso tempo è delicato da gestire per comprendere cosa sviluppare verticalmente ed eccellere. In quanto Scottie Barnes tuttora non ha una scala gerarchica di abilità definita, ma una serie di potenziali che attendono di tramutarsi in punti di forza. Tutto ciò dipenderà anche dalla direzione che la franchigia dei Toronto Raptors vorrà intraprendere. Certamente, in Scottie Barnes hanno scelto la base su cui costruire il nuovo futuro, auspicando alla sua dedizione ed etica.

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