Brandin Podziemski Golden State Warriors
Brandin Podziemski - Credit: Getty Images

Film Room: Brandin Podziemski

Nel bel mezzo dell’attuale ricerca di alta competitività e nel recente passato, anche vittorioso, i Golden State Warriors hanno centellinato l’utilizzo dei Rookie. Prima Moses Moody e Jonathan Kuminga, ora Brandin Podziemski sta godendo di un lusso assolutamente da non dare per scontato al primo anno nella Lega: sentire fiducia. Ancor meno attendibile vista la profondità del reparto con cui la franchigia ha aperto la stagione: Curry, Paul, Joseph. Invece, dopo 42 gare passate tra uscita dalla panchina, sesto uomo e qualche apparizione nello starting five (12 gare), la scelta numero 19 al Draft 2023 è in qualche modo un pezzo importante della rotazione. Brandin Podziemski registra 9.5 punti, 5.7 rimbalzi e 3.6 assist di media con il 35.3% da tre punti. Ma la dimensione che più lo mette sotto osservazione è da passatore, uno dei migliori tra Rookie in questa stagione.

A soli 20 anni, si fonde perfettamente nel sistema offensivo e condiviso dei Golden State Warriors e rappresenta una sicurezza in termini di affidamento. Questo grafico evidenzia gli assist potenziali in rapporto al volume di possessi di squadra direttamente utilizzati dal singolo giocatore entro i tre anni in NBA. Il posizionamento di Brandin Podziemski è piuttosto interessante: tra Rookie, ha la terza AST% più alta (18.8, dietro Scoot Henderson e Keyonte George). Ma se consideriamo il rapporto tra assist e palle perse, il prodotto di Santa Clara ha il miglior dato nella categoria (3.06). Inoltre, ampliando il campione di valutazione tra l’intero pacchetto di giovani preso in esame, la creazione di tiri per i compagni è superiore soprattutto comparata con chi ha molte più opportunità e responsabilità on ball. Un eccellente punto di partenza da cui costruire lo sviluppo futuro, ma che soddisfa le necessità del presente.

Il contributo di Brandin Podziemski

Brandin Podziemski da portatore di palla apre all’uso di Curry e Thompson simultaneamente e assieme in azioni di uscita dai blocchi. Questo ha positive ripercussioni sulla dose di attenzione che la difesa deve riservare e può anche aprire a spazi da attaccare dal palleggio. Ciò nonostante, non si traduce in una semplice capacità di servire il passaggio. Prima di tutto perché i Warriors sono soliti includere più azioni nel gioco, ad esempio con degli screen-the-screener o blocchi invertiti. Quindi diventano fondamentali lucidità, tempi di uscita e lettura delle scelte difensive. Oltre a capacità di mantenere un range visivo ampio a favore di possibili slip al ferro del bloccante. Nelle clip 2 e 3 ad esempio, si vede un tipico set utilizzato in situazioni di rimessa dalla linea laterale. I Warriors ribaltano il lato e usano uno dei tiratori come bloccante per un’ala (Wiggins o Kuminga) con immediata seconda uscita sul perimetro. Se la difesa rimane a protezione del pitturato (clip 2), c’è vantaggio numerico sul pindown. Mentre se tutti inseguono, c’è un possibile vantaggio interno (clip 3).

Un aspetto che stupisce del gioco offensivo di Brandin Podziemski è la velocità in partenza dalla ricezione. Così, una volta entrato in area fa collassare la difesa e trova il compagno contro l’aiuto. Questo lo rende molto pericoloso contro i recuperi, nonostante ancora sta tirando con il solo 32.6% in catch-and-shoot da tre punti. Ma anche se il difensore opta per un closeout soft, il primo passo permette di superarlo se la posizione non è perfettamente centrata verso la direzione che sceglie. Eppure, Brandin Podziemski è confortevole ad attaccare da entrambi i lati e il 44.3% delle sue penetrazioni termina con un passaggio (il 9.5% convertito in assist). Ma da evidenziare la prontezza del giovane: in clip 2, appena Looney riceve in short roll, chiama il taglio dall’angolo e questo genera un leggero spostamento di Caldwell-Pope per aiutare Gordon. Mostra bene le mani per ricevere ed esplode in palleggio. Talvolta, quelle che sembrano scorribande in area si convertono in possessi a segno, in quanto il sistema dinamico e ricco di movimento dei Golden State Warriors gli dà possibili soluzioni.

Allo stesso tempo, saper giocare attorno alla gravity delle stelle mantenendo il flusso anche quando non in possesso di palla. Questo avviene con relocation e tagli flash che permettono di connettere il gioco e fornire un ponte tra iniziatore e colui che conclude il possesso. Quando Curry o Thompson giocano un pick-and-roll, tipicamente la difesa è al livello del blocco o sopra, richiamando un terzo difensore a fare tag. Perciò, inevitabilmente c’è un vantaggio numerico, che se non viene battuto con il ribaltamento di lato dalle mani del palleggiatore, necessita di un rimpiazzo (“fill behind“). Diventa quindi decisivo punire questa pre-rotazione con uno spostamento che crea una separazione da attaccare con un tiro o una penetrazione in palleggio. Brandin Podziemski mostra subito conoscenza di questo fondamentale tattico, ed ecco che il gioco a diventa un collettivo dove più giocatori toccano la palla, non si rompe il ritmo e si generano tiri di qualità, come ben mostrato in queste clip.

Un’altra componente dove Brandin Podziemski ha un sottovalutato impatto è il gioco in transizione. Possedere un palleggiatore primario in grado di catturare rimbalzi e alzare il ritmo è un lusso, soprattutto se questo permette a giocatori come Curry, Thompson e Kuminga di correre il campo. In questa stagione, registra la sesta Defensive Rebound Percentage (18.8) tra guardie con almeno 25 gare, 20.0 o più minuti e almeno 2.0 rimbalzi presi a partita. Quindi è un fattore chiave per guidare direttamente il contropiede e rubare un canestro rapido contro una difesa non schierata. Di Brandin Podziemski è notevole la capacità di passare dal palleggio, oltre che la conoscenza del gioco leggendo e controllando ogni opzione in campo aperto. Nella terza clip, prima osserva eventuali opzioni sul lato di Kuminga e Curry. Non trovando linee di passaggio, si sposta sul lato per liberare la fascia centrale alla rim run di Looney che attira a sé due difensori, prontamente battuti con il passaggio al replace di Saric.

Come detto, l’intelligenza di Brandin Podziemski è elemento distintivo come Rookie, nel massimizzare le opportunità per capitalizzare un vantaggio. In questo possesso, ben prima di ricevere il passaggio in apertura di Kuminga, ha già visto davanti a sé il posizionamento avanzato di Saric. Così individua un chiaro vantaggio di spazio, in quanto davanti al difensore, lo serve subito dalla ricezione e impedisce alla difesa di recuperare in tempo. I Golden State Warriors aumentano l’efficienza su 100 possessi delle azioni in transizione di +22.0 punti con Brandin Podziemski in campo. Si tratta del dato più alto in squadra tra giocatori con almeno 300 minuti giocati.

Trattare la palla come Brandin Podziemski

La fiducia dello staff tecnico di cui gode Brandin Podziemski anche come da primo palleggiatore nel pick-and-roll è un ulteriore segnale di come le occasioni ad alto livello non vengano date, bensì guadagnate. Il suo stile di gioco permette una rapida lettura e reazione secondo ciò che trova davanti in termini di coverage difensivo. Pur trattandosi di una tipologia di giocata da cui è ben più efficace come scorer (1.02 PPP, 55.3% FG, 61.8% EFG su 1.1 possessi a partita) rispetto a creator (19.1% TOV%). Ma è doveroso riconoscere questo come un trend fisiologico, in relazione all’età e allo status di cui dispone dai tempi del College in termini di peso offensivo da sostenere per sé e per i compagni. Questo però non può distogliere l’attenzione da certe giocate. In clip 1, uso efficace del blocco e nei tempi di uscita del pallone finché il lungo avversario non esce sulla sua penetrazione, come conoscere l’atteggiamento difensivo dei Bucks con Portis da 5 e immediatamente servire lo short roll schiacciato. Infine, a ogni modo e in tutta onestà, lo skip pass a una mano dal palleggio battendo il tag preventivo e profondo non è affatto comune per un Rookie (clip 2).

Trovare i compagni è un principio di base del ruolo di Brandin Podziemski nell’attacco dei Golden State Warriors, certo del contesto in cui deve ritagliarsi spazio e utilità. Ecco perché, consapevoli della sua visione di gioco, abilità e versatilità da passatore, lo inseriscono come hub per uno dei giochi più utilizzati. Ossia la split action da post alto. Di nuovo, si tratta di un gioco che coinvolge più opzioni: il primo ricciolo della guardia (in clip 2 si vede bene come coinvolge il lungo difensore), l’uscita della seconda (spesso in vantaggio numerico con il diretto difensore che insegue), fino all’eventuale slip del bloccante se il difensore è a contatto e non staccato a protezione del pitturato. Perciò, tutte sono da processare e agire in risposta, dettate dal talento senza palla dei compagni. Brandin Podziemski deve quindi mantenere la concentrazione verso ciò che accade di fronte a lui e in caso essere pronto per passare a una seconda o terza azione, con facoltà futura di cogliere l’attenzione difensiva per attaccare sulla linea di fondo.

Altro esempio è il gioco chiamato ‘Angle Pop‘ nel playbook dei Warriors. Essenzialmente, è un pick-and-pop che porta il lungo in punta a cui segue un gioco a due empty corner. Brandin Podziemski trae molto da questo set producendo punti per sé e per i compagni. Inoltre, mette in mostra la capacità di prendere velocità girando l’angolo, a un ritmo a cui è agevole per lui giocare pur riconoscendo la necessità di alternare le cadenze. Questo è agevolato dall’interscambio di posizione sull’altro lato in contemporanea alla ricezione da handoff (Paul e Wiggins in clip 1, Curry e Joseph in clip 2), che distoglie la difesa dalla scelta di fare stunt nei pressi della linea del tiro libero. Mentre l’angolo libero apre la strada al roll del lungo. Inoltre, da sottolineare la pazienza nell’aggredire il pitturato finché ha spazio attirando aa sé gli aiuti nei pressi del ferro prima di servire precisamente il lob, a un punto irraggiungibile per la difesa qualora ricercano un cambio all’ultimo.

La specialità di Brandin Podziemski è che in un lasso di tempo ristretto, ha appreso molto velocemente le dinamiche di un attacco variegato e complesso. Quando i Golden State Warriors alzano il ritmo di gioco a metà campo, non è facile mantenere il controllo e ci sono multiple opzioni da valutare capendo i movimenti dei compagni. Come ad esempio nel primo possesso mostrato, dove prima la combinazione di ghost screen di Thompson più pindown per Curry mentre attacca in palleggio. Non ha vantaggio e riconosce la relocation in angolo da cambio di direzione sul blocco. Lo stesso accade per lettura e reazione partendo senza palla (clip 2). Come visto, le situazioni da cui il decision making di Brandin Podziemski può venire stressato e messo alla prova sono varie, ma complessivamente sta rispondendo bene. La sfida sarà saper creare vantaggi quando il gioco è rotto e manca ritmo, ma anche qui si dimostra competente se legge lo sbilanciamento del difensore grazie all’uso di finte e jab step (clip 3). Il volume di questi frangenti a cui si espone è limitato: a oggi rappresenta un bonus da raccogliere, ma tutto rientra in una visione della big picture.

Ancora la direzione del gioco, chiamando blocchi lontano dalla palla per i compagni e i passaggi con entrambe le mani battendo le scelte difensive di top lock (clip 1-2, qui per questa definizione e vocabolario tattico). Il fit di Brandin Podziemski nei Golden State Warriors è ottimo perché ha da subito compreso abitudini, attitudini e il valore di premiare i compagni con i suoi passaggi. Questo genera un gioco corale, pensato e ancor meglio eseguito. In clip 3, altra eccellenza dei Warriors: attirare il rim protector avversario in angolo per delle azioni di handoff per i tiratori, ma con Draymond Green possono facilmente tradursi in finte che aprono una facile linea al ferro. Oppure, studiare e conoscere la tendenza di Stephen Curry a non fermarsi. Anzi, sapere che proprio quando si libera del pallone diventa più pericoloso, perciò va seguito con lo sguardo. Guardare come Curry indica il lato in cui andrà a uscire sul perimetro quando Brandin Podziemski riceve il passaggio di uscita, immediatamente catturato con gli occhi e trovato precisamente. Pochi altri giocatori convertirebbero questo in un assist, ma il concetto di base è la visione a tutto campo a servizio dei compagni.

Brandin Podziemski è il secondo Rookie per gare da almeno 5 assist, secondo solo dietro Keyonte George e a pari di Scoot Henderson. Ha rappresentato una scintilla nella stagione di alti e bassi dei Golden State Warriors, dimostrando una maturità non comune per un giovanissimo inseritosi in una delle squadre più vincenti degli ultimi anni. Lo ha fatto con discrezione, cura e gratitudine per trovarsi in un contesto dove il livello di apprendimento è elevatissimo. Da questa stagione potrà costruire tanto della sua carriera.

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