Dejounte Murray, Atlanta Hawls
Dejounte Murray - Credit: NBA/Getty Images

Film Room: Dejounte Murray

Gli Atlanta Hawks hanno deciso di tenere Dejounte Murray come perno del proprio back court. Nonostante i continui rumors rispetto a interessi di varie franchigie, Lakers e Pelicans su tutte, la scelta in qualche modo premia l’investimento fatto sul giocatore. Tanto rispetto a quanto ricambiato ai San Antonio Spurs in termini di capitale al Draft, quanto al rinnovo contrattuale concordato nel finale della passata stagione, da 120 milioni in 4 anni. Perciò, rompere i rapporti dopo poco più di una stagione appariva una sconfitta da entrambe le parti. Al tempo e tuttora, il fondamento di questa mossa di mercato risiede nel dotare Trae Young di un solido compagno di reparto. Questo non esclude ripensamenti futuri riguardo la condivisione di una prospettiva comune tra franchigia e giocatore, a partire dalla prossima offseason, magari non avendo trovato ora l’offerta adatta.

Nel frattempo, gli Atlanta Hawks continuano a imbattersi in diverse difficoltà (record 22-29, decimo posto a Est), ma Dejounte Murray sta attraversando il miglior momento in carriera in efficacia realizzativa. In particolare sui tiri creati dal palleggio: una meritata ricompensa per il costante lavoro dedicato a questo fondamentale. Il quale, fin dai primi anni, ha spesso lasciato dubbi sul suo all-around game. Questo grafico raccoglie point guard e shooting guard classificate come Primary Ball Handler e Shot Creator. Questa categorizzazione identifica coloro che si affidano alle proprie abilità per creare e concretizzare vantaggi individualmente. Con una valutazione riguardo alla capacità di segnare tiri in palleggio da midrange e 3P, rapportata alla qualità di questi. Ed è molto incoraggiante vedere i pochi giocatori al di sopra d Dejounte Murray e il bilanciamento tra i due livelli di scoring che sostiene.

La predisposizione dei tiri di Dejounte Murray

Prima di addentrarsi nell’analizzare le diverse situazioni da cui Dejounte Murray produce i suoi tiri e come ha migliorato l’efficacia, la sua shot chart evidenzia chiari aspetti. Prima di tutto, la distribuzione percentuale e il volume totale di tentativi riporta una separazione rispetto la predisposizione a cercare opportunità da fascia centrale o lato sinistro del campo. Pur non essendo mai andato sopra il 75° percentile per efficacia al ferro, ha incrementato la frequenza (da 20% a 25%) a discapito dei long twos (da 23% a 13%). La differenza in termini numerici è poi compensata da un maggiore affidamento del tiro da tre punti above the break (esclusi gli angoli, da 21% a 25%). Si intravede già dalla mappa, come l’accuratezza dal midrange, short e long, sia ai dati più alti nella carriera (rispettivamente 47% e 50%). La sfida che contraddistingue la carriera di Dejounte Murray è, pur essendo efficace sopra la media da zone tendenzialmente di minor efficacia, migliorare proprio in aree più efficienti come al ferro e dietro l’arco.

Quando Dejounte Murray usa il blocco, tipicamente gioca contro il drop coverage vista la limitata minaccia del tiro da tre punti. Questo, se combinato con un intelligente e preciso uso del corpo a vantaggio di una penetrazione in area, dona tempo per scegliere da dove e come concludere. Come visto, si trova più a suo agio ad anticipare la contestazione sul tiro nei pressi del ferro rispetto a ricercare più angoli di penetrazione. Per trovare ritmo, usa i due palleggi successivi al pick del lungo per incrociare, tagliare fuori il difensore e sistemarsi in un punto libero da cui tirare. Soprattutto quando l’avversario arretra fino all’area dei tre secondi, diventa una contromossa efficace, ancor più se il repertorio al ferro è limitato. Trattandosi di una questione di adattamento e conoscenza di varie strategie per non incorrere in forzature, quando il lungo si assesta più alto at the level, la raccolta e il rilascio più rapido agevolano i tempi di esecuzione. Come mostrato nella terza clip, appena passa il blocco vede Holmgren staccato quanto basta per arrestarsi in avanti e tirare dalla media distanza.

La continuità nel rispondere alle scelte difensive è un cavillo per l’attacco di Dejounte Murray, in quanto elemento separatore è possedere soluzioni indipendentemente da ciò che gli si vuole concedere. In questa stagione, gioca 7.0 pick-and-roll (7.9 nel 2022/23): sempre contro il drop coverage ha migliorato l’uso del hostage dribble. Questa azione di tenere il difensore dietro di sé è una strategia dominata dai più abili attaccanti. Ma, soprattutto per Dejounte Murray, la particolarità non è intrappolarlo a lungo, bensì quanto basta per poi accelerare verso lo spazio vantaggioso. A discapito di un’efficacia non élite, è fondamentale godere di spazio e non dare staticità di squadra che permette alla difesa di ruotare internamente. Ad esempio, come in queste clip, liberando l’ala con un solo giocatore in angolo permettendo più movimento una volta uscito dal blocco. Mentre, un altro aspetto decisivo è la varietà di profondità nei punti di rilascio tra linea del tiro libero e pitturato. Soprattutto quando Dejounte Murray guida la unit senza Trae Young, questi possessi rappresentano base portante dell’efficienza offensiva.

Un segnale di crescita e fiducia di Dejounte Murray è il miglioramento della percentuale realizzativa dei pull-up 3P con annesso aumento del volume. Nella scorsa stagione, tirava con il 36.4% su 1.8 tentativi a partita, mentre attualmente il dato sale al 36.9% (2.5 tentativi). Da notare lo spazio e l’altezza del blocco per facilitare il gioco. Un aspetto da segnalare riguardo la creazione di tiri di Dejounte Murray è l’aumento dell’efficacia in maniera direttamente proporzionale al numero di palleggi. Quando questi sono uno o due, la 3P% è al 29.6% (16/54). Mentre quando vanno oltre i tre, schizza al 42.6% (29/68). Si tratta di un’indicazione che deve trovare ritmo per sentirsi più sciolto e libero per sistemare la meccanica. Questo genere di tiri e l’abilità a convertirli con un buon tasso di precisione possono significare ben più di un semplice miglioramento. Oggi è molto difficile dire se ha compiuto il prossimo passo, ma la portata di questo probabilmente non sarà mai tale da modificare il suo status. Ma se riuscisse ad assicurare una buona resa circoscrivendo un ambito operativo, Dejounte Murray diventerebbe sempre più una risorsa di fiducia.

La risorsa del palleggio di Dejounte Murray

Una delle signature move di Dejounte Murray è questo crossover laterale molto rapido. Già evidenziato dalla mappa di tiro, lo porta verso quel lato di campo più comfort per andare a concludere. Inoltre, gli permette di creare separazione e togliere equilibrio al difensore. Ma soprattutto, in pick-and-roll centrale, rappresenta una contromossa a quel incrocio in palleggio visto nelle clip precedenti. Qui, invece finta quel movimento per poi cambiare direzione (clip 1). Ciò che renderà Dejounte Murray sempre più pericoloso sarà la consapevolezza nell’uso dei suoi fondamentali tecnici: ossia sapere quando è sufficiente un crossover per godere di sufficiente spazio oppure richiede un secondo attacco contro il difensore. Come visibile nel secondo video, il primo approccio in palleggio è collegato a un secondo avanzamento che attira leggermente il lungo avversario (Gafford) e sbilancia il diretto difensore. Da lì si allontana e tira in sospensione sopra il difensore, approfittando della sua wingspan notevole per una guardia. Gli Atlanta Hawks usano tanto finti blocchi tra Dejounte Murray e Trae Young per creare opportunità a entrambi. Notevole il lavoro di corpo per fintare la penetrazione centrale e settarsi per il jumper dalla media distanza (clip 3).

Un fondamentale che viene citato spesso nell’analisi di un giocatore è la capacità di modellare le cadenze di ritmo dal palleggio per manipolare la difesa. Ossia essere in grado di fermarsi immediatamente anche quando si sta prendendo velocità. Nel gergo americano si traduce con “stop on a dime” e Dejounte Murray trova in questo dettaglio una fonte di gioco, di nuovo per anticipare l’arrivo al ferro dove non è ancora efficace. Le clip 1 e 2 mostrano bene la differenza nel disporre di spazio sufficiente per tirare grazie all’arresto, oppure riconoscere in tempi brevissimi l’ottenimento di un vantaggio non ancora totale. Quindi, prendere un secondo palleggio, portare la spalla verso il petto del difensore e concludere sopra. Si tratta di tiri che faranno sempre parte dell’arsenale offensivo di Dejounte Murray, ma in questa stagione ha incrementato l’efficacia del floater. Prendendo in esame nuovamente il campione di point guard e shooting guard classificate come Primary Ball Handler e Shot Creator, attualmente Dejounte Murray è ottavo in FG% da questo gesto tecnico (53.9%). Nella passata stagione era ventiduesimo con il 47.2%. Questo ha certamente impattato la crescita in accuratezza dal pitturato.

Gli intangibles da palleggiatore

Dejounte Murray ha 27 anni e talvolta il suo impatto va oltre delle mere voci statistiche e di efficacia realizzativa. Il suo gioco offensivo sta toccando nuovi alti e magari a partire dalla prossima stagione rappresenteranno lo standard a cui abituarsi. Tanto parte dalla fiducia nel palleggio e conoscenza del gioco, passare da un’azione all’altra senza inceppare in situazioni dannose e migliorare overall come attaccante. In queste clip, Dejounte Murray cerca con un primo movimento di prendere ritmo, ma il difensore resta con lui. Allora parte più aggressivo verso un secondo punto del campo da cui concludere. Appena entra nel pitturato ha molta più sicurezza dei propri mezzi, riesce a resistere a dei contatti, mantiene equilibrio quando si eleva in aria. Certamente beneficia di spazio e spesso tutto viene giocato in singolo accoppiamento con il diretto difensore, discriminanti che lo rendono più libero di pressione. A ogni modo, questo non minimizza il lavoro svolto per creare il proprio tiro a più livelli.

Senza dubbio, Dejounte Murray è un giocatore più maturo. Il processo di transizione da back up point guard in uscita dalla panchina a riferimento tecnico durante il primo percorso di rebuilding hanno forgiato una predisposizione a gestire responsabilità che si è portato dietro agli Atlanta Hawks. Seppur con un altro ridimensionamento di USAGE (31.5 nel 2021/22 agli Spurs, 26.3 la passata stagione e a oggi 25.7). Un dettaglio che spiega questo rinnovamento sono attenzione e pazienza nel prendersi ciò che vuole offensivamente battendo le intenzioni della difesa. Ora sa giocare agevolmente su più blocchi in rapida sequenza, conoscendo il partner nel gioco a due e imparando a usare bene il blocco se il primo non produce vantaggio. Se il primo è negato, istantaneo è il cambio repentino di direzione e strategia per mettere fuori gioco il difensore e staccarsi, di nuovo giocando contro il drop coverage. Oppure ampliando la portata del problem solving. Nel terzo possesso mostrato, il diretto difensore passa sotto il blocco e contro Dejounte Murray può essere un fattore disturbante. Il gioco è rotto e le spaziature non eccellenti, ma passa subito a una Get Action (dai e segui con handoff di ritorno) per riposizionarsi nell’area libera.

I principali aspetti di questa aggiornata versione più efficiente di Dejounte Murray sono self confidence, ampio range di tiro, rilascio più veloce e rapporto tra volume e FG%. Tutto per accrescere il valore come opzione a fianco di un primo creatore di gioco e all’occorrenza tenere in mano la direzione dell’attacco. Tuttora vi sono temi non negoziabili per la sua tenuta: oggi è l’efficacia in triple open (55/155, 35.5%) e wide open (16/53, 30.2%). Il miglior auspicio è che con la medesima etica che ha sempre esaltato e messo in mostra potrà perfezionare questi aspetti chiave per minimizzare i rischi di performance.

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